I PRINCIPALI FORMATI AUDIO
| Anche
i formati audio si differenziano per versatilità e
livello di compressione e, anche se non sono così
numerosi come quelli video, conviene dare un'occhiata
alle caratteristiche in modo tale da ottenere risultati
soddisfacenti a seconda delle richieste del nostro
elaborato. Microsoft
Wave [estensione: WAV] E' il formato proprietario
della Microsoft e certamente il più utilizzato. Questa
sua diffusione dipende da aspetti commerciali e dal fatto
che è il più supportato tra i suoi concorrenti.
Possiede varie compressioni ed è un formato versatile ed
altamente editabile e per questo è indicato per il
digital audio in generale, sia per Multimedia Publishing
(anche se certamente vi sono formati migliori) sia per
DeskTop Video (vero e proprio standard). Un ottimo
programma per l'elaborazione dei file wave (ma anche di
altri formati) è CoolEdit.
In
particolare questo formato ad elevata compressione si
basa sulle teorie della psicoacustica: ogni individuo ha
un udito sensibile alle frequenze dai 20 Hz ai 20 KHz e
in particolare l'uomo percepisce meglio i suoni tra i 2 e
i 4 KHz. Inoltre alcuni suoni mascherano le frequenze
vicine, impedendo di udire realmente tutti i suoni. Tali
considerazioni hanno portato a creare un algoritmo che
elimina tutti i suoni "ridondanti" all'orecchio
umano, ottenendo alti livelli di compattazione dei file
ed una qualità del suono paragonabile a quella digitale,
che si può scaricare direttamente sul proprio personal
computer. L'MP3
permette di ottenere buoni risultati, rendendo
compatibili dimensioni ridotte ed alta qualità di
riproduzione. Uno standard audio ormai affermato è la
versione MPEG layer3 con la quale si ottengono file
ridottissimi ed una ottima qualità, ottimo compromesso
per la duplicazione e la creazione di file audio su CD.
Un ottimo software per la creazione di MP3 è lo XingMPEG
Encoder. Vista
la diffusione e l'importanza che sta riscuotendo
l'argomento anche a livello giuridico, vediamo di
stabilire di che cosa si tratta e quali sono i vantaggi
che possiamo trarre dall'utilizzo di questo formato MPEG. Un
CD audio solitamente contiene dai 60 ai 78 minuti ed è
caratterizzato da un livello di quantizzazione pari a 16
bit e da una frequenza di campionamento di 44.1 kHz,
cioè di 44.100 campioni al secondo. Il livello di
quantizzazione descrive il numero massimo di livelli di
intensità che un singolo campione può assumere: ad
esempio 8 bit=256 livelli (28), 16 bit=65.356 livelli
(216). Maggiore è il numero di livelli che il segnale
può assumere, più precisa diventa la riproduzione del
segnale stesso. In
un normale CD audio ci sono circa 650 MByte di dati. Per
ridurne la dimensione potremmo convenzionalmente operare
in due sensi: 1) ridurre la quantizzazione: cioè
convertire i campioni da 16 bit a 8 bit, perdendo però
dinamica, qualità e ottenendo molto rumore; 2) ridurre
la frequenza di campionamento. Come effetto avremmo una
riduzione della gamma di frequenze utilizzate con una
perdita di risoluzione. Il
formato MPEG invece, riduce la quantità di informazioni
memorizzate e quindi riduce molto le dimensioni dei file
filtrando dall'audio le informazioni che non sono
importanti, infatti, basandosi sui modelli elaborati in
base alle ricerche sulla percezione dell'orecchio umano,
decide quali informazioni sono importanti e quali altre
non lo sono. Queste ricerche hanno permesso di conoscere
come il nostro cervello analizza i suoni escludendo
quelli irrilevanti che sono impercepibili (es. gli
ultrasuoni). Anche
il formato MPEG audio compie questo processo di
"rimozione intelligente del segnale debole",
per cui se c'è un segnale forte, il segnale più debole
che sta dietro non viene percepito. Usando
un alto tasso di compressione il codificatore MPEG
toglierà sì parti di informazioni udibili, ma pur
sempre di importanza marginale; usando un leggero tasso
di compressione la differenza dall'originale non
compresso sarà minima. I
Layer I, II, III possono essere considerati come i
livelli attraverso i quali il formato MPEG si è evoluto.
Tutti i Layer si basano sullo stesso schema di codifica
percettiva, la cui complessità aumenta per ognuno di
essi. Il Layer II ha una qualità più elevata a più
bassi bitrates rispetto al Layer I; tuttavia il più
complesso sistema di codifica disponibile attualmente è
il Layer III nonostante sia allo studio un quarto
livello. Usando la compressione MPEG si possono così memorizzare su un CD ROM fino a 8 ore di musica senza perderne la qualità, rendendo la riproduzione audio e video più "efficiente".
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