L'India è un paese che suscita, in chi c'è stato, sentimenti estremi: odio
oppure amore. Ma, il curioso della cosa, è che i motivi per l'uno o per l'altro sono
esattamente gli stessi: i sapori, gli odori, la sterminata umanità, la povertà... Conosco persone entusiaste che sono ritornate in India decine di volte
(...esiste forse il mal d'India?...) ed altre che hanno urti di vomito al solo ricordare
l'odore di fritto delle bancarelle di cibo a poco prezzo!
E' difficile classificare l'India. Come trovare dei motivi
unitari in un enorme paese caratterizzato da decine, se non centinaia, di etnie, di
religioni, di lingue, di usanze, architetture ed ambienti?
Gli stereotipi comuni hanno deciso di classificarla come un
paese dal fascino misterioso inesorabilmente minato della povertà e della sporcizia.
Evidentemente queste componenti esistono, ma anche questa classificazione è senza dubbio
riduttiva e superficiale.
E allora? Credo che al proposito sia emblematico quanto è
stato scritto Bernard De Loyes:
Esistono
cento strade per entrare in India, ma nessuna per uscirne...
Il viaggio si è concentrato sulla parte
nord-occidentale dell'India, la parte dell'antica dominazione Moghul.
E' stato effettuato nel mese di Novembre,
periodo ottimale per un per un viaggio nella zona in quanto non eccessivamente caldo (
anche se i 30 °C si raggiungono facilmente) e senza piogge monsoniche.
Il rischio di malaria è presente durante tutto
l'anno nelle zone sotto i 2000 metri di quota. E' assolutamente consigliata la profilassi
anti-malarica. clorochino resistente, la vaccinazione contro la salmonellosi e l'epatite
A. L'accesso in India di persone provenienti da aree infettate dalla febbre gialla è
rigidamente regolamentato (c'è il rischio di dover effettuare un periodo di quarantena).
Itinerario:
Delhi - Jaipur
Jaipur - Fatephur Sikri
Fatephur Sikri - Agra
Agra - Khajuraho
Khajuraho - Varanasi
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