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Le Processioni del Venerdì Santo
Particolare solennità hanno le nostre due processioni del Venerdì Santo. Forse in nessuna altra città hanno tanta austera solennità ed ispirano una cosi viva commozione. Oggi sono note anche a mezzo del cinema. La prima esce dalla Cattedrale all'ora del Vespro, si inizia con una serie di confraternite, ciascuna preceduta da una croce e dal pallio; segue il clero secolare e regolare, indi un ricco baldacchino, sotto il quale quattro canonici a piedi nudi reggono 1' urna d'argento contenente la SS. Eucaristia. Segue il Sindaco, che porta il cero, tra due valletti comunali in costume settecentesco : calzoni corti bianchi con fibbia sulle ginocchia, calze bianche, scarpine nere, giubba rossa a, coda, feluca nera. A debita distanza file di vigili urbani e di guardie campestri in grande tenuta. Seguono le Associazioni cattoliche coi labari, ed una fiumana di popolo su due file, silenzioso e compatto. La musica intona le marce funebri di Chopin, Zingarelli, Petrella. La Processione sosta nell'ampia Piazza Plebiscito, in mezzo alla quale 1'Urna è deposta su di un catafalco. È allora che intona il Christus del nostro Curci, fervide invocazioni al Signore. La sera un tempo, ad ora inoltrata, ma ora poco dopo l'imbrunire una seconda processione, detta del Legno della Croce, esce dalla chiesa di San Sepolcro e percorre due tratti dei Corsi Garibaldi e Vittorio Emmanuele II, e precisamente dall' inizio di Via Cavour al Teatro Curci. Anche a questa partecipano le confraternite religiose, seguite da due file di devoti che reggono artistici fanali di vetro policromo, indi il baldacchino, sotto il quale alcuni sacerdoti fanno corona a colui che regge la famosa Croce binata, contenente un pezzo di legno della vera Croce. Questa reliquia fu portata dai canonici della Chiesa Patriarcale di Gerusalemme nella nostra, nel 1291, dopo le vittorie dei Saraceni, e la presa di Tolomaide in Siria. Prima di rientrare in chiesa, la processione si ferma davanti all'artistica porta del lato nord, e viene cantato di nuovo il Christus. Data l'ora serotina, 1'alto silenzio, la musica... tutti sono commossi, e molti fino alle lacrime. Le vie sono gremite, come pure i balconi e terrazze: una marea di popolo. Anche a questa processione interviene la Città, come si diceva una volta, cioè il Sindaco che porta il cero e due assessori. Queste due processioni votive rimontano a tempi antichi, ma si fanno ininterrottamente dal 1656, 1' anno in cui infieriva la peste che desolò la nostra città. Il 29 luglio di quell' anno funesto, i governanti della città, facendosi eco del desiderio del pubblico, votavano a Dio la città con solenne promessa di riti e offerte a Gesù Sacramentato, al Santo Legno della Croce, alla Vergine Santissima, a S. Ruggiero.
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