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                       SOMMARIO






Lotta fra Ursus spelaeus e uomo preistorico
(da una stampa del XIX secolo
E. da Cleuzieu:
"La creazione dell'uomo")

Le grotte
e le tracce
del passato

Giuliano Villa

Le grotte sono da sempre presenti nell'immaginario popolare come rifugi di esseri misteriosi, fantastici e sono argomento ideale per leggende e storie del folclore locale. Folletti, streghe, diavoli e quant'altri popolano infatti nella ricchissima letteratura fiabesca grotte e anfratti delle montagne. Malgrado la grotta incuta pur sempre una certa paura e diffidenza anche nei locali, non sempre le credenze e le storie popolano le grotte di presenze negative (come le streghe, le "masche"), ma spesso si narra di esseri non pericolosi o cattivi, ma addirittura di benefattori dell'umanità. E' il caso dell"'Uomo selvatico", mitico essere dall'identità incerta che secondo le credenze popolari abitava o si rifugiava (in quanto di carattere solitario e scorbutico) nelle grotte e spesso si raccontava che regalasse ai locali addirittura tecnologie utili alla sopravvivenza, come i segreti per fare il formaggio o il burro o 1'uso di erbe medicinali. E' quindi la personificazione dell'antica saggezza popolare. In Piemonte sono numerose le tradizioni che si riferiscono all "'Uomo selvatico", l"'Om Sarvej", il "Servais". Del resto il catasto delle grotte del Piemonte riporta almeno 5 grotte intitolate all"'Uomo selvatico" e altrettante dedicate alle "Fate". Ma le grotte, regno del mistero, spesso rappresentano veri e propri luoghi di culto, comuni a tutte le religioni e a tutte le epoche, del resto come non ricordare le celebri grotte-santuario dipinte della preistoria? Anche nella nostra Regione fin dalla preistoria l'uomo ha utilizzato le grotte e i ripari, non solo come abitazione, ma soprattutto a fini sepolcrali a confermare questo alone di magico che permea da sempre l'ambiente sotterraneo. Seppur con i limiti dovuti alla scarsità di grotte con caratteristiche di "abitabilità", non mancano gli esempi di cavità naturali destinate al culto: dai ripari della valle Cervo nel Biellese alla val di Susa (grotta del santuario di S. Valeriano e riparo di Celle), la grotta di S. Lucia a Villanova Mondovì e altre cavità che ospitano immagini sacre e altarini tutt'ora utilizzati per cerimonie religiose in certe ricorrenze, come la grotta del Pugnetto in val di Lanzo. Ma le grotte non sono solo la testimonianza della continuità di leggende e credenze giunte fino ai giorni nostri; esse spesso, date le caratteristiche ambientali al riparo dagli agenti meteorologici esterni, sono in grado sovente di conservare al loro interno le tracce dirette di un lontano passato. In Piemonte le grotte che hanno restituito testimonianze sulla frequentazione umana in periodi preistorici sono relativamente poche rispetto ad altre regioni come la Liguria, e ciò per la scarsità di grotte orizzontali a bassa quota, ma anche perché solo in pochi casi sono state effettuate ricerche mirate in grotte già conosciute e frequentate dagli speleologi.




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