La censura delle pagine dai motori di ricerca. 
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[aggiornamento 11 settembre 2008]

In passato, è stata operata una forma di censura sulle pagine internet che ospitano la questione dei documenti sottratti e/o smarriti (cioè le pagine di "autodifesa-self-defense" ), come pure altri nostri studi su scoperte storiche (cioè le pagine di "Memorie-Alla ricerca di Beatrice III" ).  Tale censura è consistita nell'oscurare le nostre pagine dai motori di ricerca.
Dopo la censura iniziale del 2005, con il sito "Autodifesa" siamo riusciti a diventare visibili per un certo periodo, grazie allo stratagemma di una pubblicazione ospitata su server stranieri (yahoo), che faceva da ponte, per il motore di ricerca, alle pagine "italiane".
In luglio 2006 la censura ai nostri siti è stata tolta, forse grazie ad alcune nostre denunce ma poi è stata ripristinata in Agosto 2006. Rifacemmo allora nuova denuncia in settembre 2006  e la censura fu nuovamente tolta (Si tratta di denunce informali fatte ad autorità militari). Non ci è chiaro da chi fosse stata imposta questa censura: certo è preoccupante di come l'informazione sia così facilmente pilotata, mentre su Internet si trova tanto di quel ciarpame, volgarità ed oscenità, e varietà di opinioni, da far pensare, istintivamente, che di libertà ce ne sia fin troppa. Ma anche questo è falso. E' come se fosse tutto pilotato, forse anche gli stessi scandali.

La censura è in linea con il comportamento rilevato all'interno della Procura di Roma.  Anche là le nostre pagine non sono arrivate, un pò come non arrivavano nei risultati dei motore di ricerca, infatti proprio all'interno degli uffici di Roma i nostri documenti sparirono. Le nostre lettere raccomandate e atti pure depositati in loco non arrivarono  al "pubblico ministero". Insomma in entrambi i casi, alle nostre pagine, sia che fossero esposti, sia che fossero denunce pubbliche su internet, avevano sistematicamente vita difficile. Solo alla fine del 2006 riuscimmo a liberarci definitivamente della censura internet.

Premesse:
Dopo i vari tentativi di ricorso alla giustizia, iniziati in ottobre 2004, con richiesta di intervento di varie autorità,  visto che non vi era nessun risultato , pensammo dunque  di cambiare strategia e di  provare con un "appello/denuncia" pubblico, e lo facemmo attraverso una lettera aperta indirizzata a Mr Ciampi. La prima lettera aperta al Presidente della Repubblica, con relativa richiesta di aiuto, l'avevamo pubblicata  in un sito web, che conteneva altre informazioni: la pagina non era visibile e raggiungibile dalla home page. Si poteva dunque accedere solamente con in mano l'indirizzo esatto.
In questo periodo controllavamo se la pagina usciva nei motori di ricerca con delle parole chiave. La nostra ricerca non ebbe mai esito positivo. Probabilmente, pensammo si trattasse per il motivo descritto sopra, ovvero che non era linkata alla home page. Facemmo pure un'altra ipotesi: lo stesso sito, che conteneva la nostra lettera aperta non era stato inserito in nessun motore di ricerca, perciò le informazioni contenute nella homepage non erano raggiungibili da alcun motore di ricerca.
Eravamo ancora a settembre 2005, quasi 11 mesi dopo dalla prima richiesta di aiuto formulata alle autorità.

In un secondo tempo decidemmo di registrarci in uno spazio web gratuito , anche perchè tale spazio veniva visitato automaticamente dai motori di ricerca, entro alcuni giorni dalla pubblicazione. Una volta pubblicato il nuovo sito abbiamo atteso i tempi tecnici, indicati in circa 10 giorni, ma passò più di un mese, e poi anche due, e nei motori di ricerca non ve ne era alcuna traccia. Abbiamo fatto il test con Google, Altavista, Yahoo... Nello stesso tempo notavamo che altre pagine contenute nello stesso server web, pagine di altre persone, apparivano normalmente. Casualmente un giorno scoprimmo che un nostro vecchio sito, relativo alla nostra attività,  si trovava ancora nelle pagine di Google (si trovava solamente nella memoria "cache"  perché non era più stato rinnovato il dominio, ovvero non esisteva più quel sito, ma Google ne manteneva la memoria storica in cache e dunque vi erano pure le relative pagine ). Da quel fatto notammo un particolare importante: il nostro vecchio sito aveva l'estensione ".com" ed era registrato su server americano, contrariamente alle nostre pagine che erano su server italiani.

Ci venne l'intuizione di pubblicare una versione di queste pagine sotto un dominio americano ".com". Decidemmo di provare a pubblicare le pagine su un sito gratuito e provammo con i servizi web  di Yahoo. Per test pubblicammo semplicemente la sola pagina principale, che  indirizzava i vari link al sito italiano.   Fu tramite questo stratagemma, che il nostro sito di Autodifesa cominciò ad uscire su Google e su altri motori di ricerca, e sorpresa, proprio nei primi risultati. In pratica la pagina "americana" di Yahoo aveva fatto da ponte per tutte le altre pagine, e il motore di ricerca entrando, dalla pagina americana, era andato ad analizzare anche tutte le pagine correlate a questa, seppur contenute nel sito italiano, che prima non appariva affatto! Fu così dunque che "Autodifesa" usci libero e volò alto a "Mountain View" sulle ali di Google.

La cosa non durò molto, perchè dopo qualche settimana il nostro sito sparì nuovamente dal motore di ricerca. Per un certo periodo di tempo le nostre pagine apparivano e scomparivano dal motore di ricerca, non rimanendo nemmeno nella cache, non lasciando dunque nessuna memoria storica . E questo fatto era veramente strano! Dunque le pagine comparivano e scomparivano in una modalità particolare, come se sui risultati finali fosse stato applicato un "filtro", ovvero questo filtro applicato sui risultati finali decideva cosa doveva venire fuori e cosa  no,  dalla nostra analisi emergeva che questo filtro doveva essere a monte dei risultati di ricerca, perchè eliminava selettivamente dai risultati pure quelle pagine provenienti dalla memoria storica (cache). L'ipotesi più semplice che fu fatta  è che il filtro eliminava dal set risultato tutte le pagine che provenivano da determinati indirizzi inclusi in una  lista  o blacklist, nel nostro caso tutte le pagine che erano contenute rispettivamente dentro "digilander.libero.it/memorie" e "digilander.libero.it/autodifesa".
Vi era poi un elemento importante in questi eventi, le pagine continuavano ad esistere in internet  ma scomparivano dai risultati dei motori di ricerca. Di questa censura non vi era nessuna traccia, ovvero nessuno ci aveva informato che era stata applicata una censura di questo tipo, ed i motivi di legge di tale precauszione, e evidentemente nessuna possibilità di  far ricorso. Per questo motivo e per il fatto che era difficilmente determinabile cominciammo a chiamarla "censura invisibile" e probabilmente non legale.

Ritornando alle avventure delle nostre pagine web, dopo i nostri esperimenti con la pubblicazione di una pagina su Yahoo, e dopo, l'instabilità iniziale, dopo tale periodo le pagine di "Autodifesa" si stabilizzarono in positivo.

Utilizzammo allora lo stesso stratagemma per altre pagine che contenevano la nostra scoperta storica "Memorie-Alla ricerca di Beatrice III contenuta in un altro sito. In quel caso non riuscimmo in nessuna maniera ad uscire sui motori di ricerca, nemmeno con lo stratagemma del dominio straniero. Facemmo vari tentativi nel corso dei mesi ma non ottenemmo mai risultati positivi, mentre gli altri siti contenuti dentro lo stesso server apparivano normalmente, anche cose banali... e pure "Autodifesa" continuava ad essere visibile.

Sembrava che a qualcuno avesse messo il veto sulle pagine di "memorie" perchè rimanessero assolutamente confinate, e sembrava che questo veto fosse ancora più importante che per le pagine di "autodifesa".
Cosa c'era di così importante nelle pagine di "memorie"? Cosa c'era di così importante nelle pagine che trattavano di una scoperta/ricerca storica?. Potevamo capire che "Autodifesa" era scomoda, perchè riporta fatti gravi accaduti all'interno delle istituzioni pubbliche, ma "memorie"? Cosa aveva "memorie" e cosa  ha  nel suo interno da destare tanto zelo nella censura?

Ora nel 2008, per testare se la censura è ancora operante basta fare alcuni controlli sui motori di ricerca ad esempio su Google. Sul motore inserite la parola chiave "framarchesa". Se fra i risultati non scorgete nessuna pagina ospitata all'indirizzo "http://digilander.libero.it/autodifesa" significa che la censura è attiva! Se non ci credete potete provare con altre parole contenute nel sito. Potete controllare se anche le nostre ricerche storiche sono state oscurate. Utilizzate la parola chiave "pulciko" oppure "contardo beatrice regina ungheria". In questo caso se tra le pagine elencate non ne esce nemmeno una contenuta direttamente, non tramite altri siti, in "http://digilander.libero.it/memorie" significa che la censura è attiva!
Dalla fine del 2006 comunque le nostre pagine non sono più sparite e speriamo che tutto ciò non accada più.


 
La ricerca storica "Alla ricerca di Beatrice III "
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La ricerca storica è stata in qualche maniera "censurata" in origine dallo stesso Comune di Baone, interpellato perchè direttamente coinvolto ed interessato, ancora nel 2004. La censura si è manifestata, in un primo momento, nel non informare i cittadini nè utilizzarne i contenuti per ogni opera di valorizzazione del territorio.
La ricerca storica verte sulla casata Estense e su alcuni santi e beate di tale casata, ripercorrendo luoghi e date di patrimonio storico e religioso sbattuto qua e là in secoli di storia italiana e ungherese. Nulla quindi di politico o di offensivo o di recente. Tuttavia alcune istituzioni ferraresi, consideratesi uniche depositarie del patrimonio estense, non gradirono il nostro lavoro, impedendoci di accedere a materiale molto interessante. Non eravamo gli unici a cercare queste informazioni: ci siamo imbattuti anche in ricercatori inglesi ed altri ricercatori ufficiosi, segno di un certo fermento in proposito.Peccato che questo fermento in Veneto fu ferocemente soffocato.  Ad inizio marzo 2005, lo stesso storico ufficiale di tale Comune, urlava da tutte le parti che gli ideatori di tale ricerca erano certamente persone sovversive, avevano finalità politiche e non era da escludere il colpo di stato: lo storico non sapeva che gli ideatori eravamo noi, e ce lo stava dicendo in faccia. Pensammo subito che lo storico fosse esagerato, solo in seguito ci fu chiaro come tutto dovesse essere soffocato a qualunque costo, forse per la questione delle cave e delle Antenne radio-televisive che sovrastano gli interessi storici. Ma noi, per prudenza, e per non mischiare le due cose, nelle pagine di "Memorie" avevamo evitato di parlare delle antenne  e delle cave e avevamo spostato questa questione solo sulle pagine di "Autodifesa".
Poi fu strumentalizzato un incidente, contro di noi, come ampiamente spiegato nel link di quattro anni d'inferno, tanto per nascondere esposti,  ricerca e eventuali interferenze magnetiche, note, prodotte dai grossi impianti televisivi siti in Baone,  e fatalmente ci trovammo ad avere a che fare con un maresciallo che era stato trasferito da Ferrara, cosa che non reputiamo casuale, visto che vi fu un vero braccio di ferro tra noi e Ferrara.
Visto che nessuno voleva saperne della ricerca, comune di Baone, di Monselice e giornali inclusi, pubblicammo parte del contenuto in Internet, ancora a maggio 2005, all'interno del sito relativo alla nostra attività. Allora non avevamo scritto di lettere aperte e non esisteva ancora "autodifesa".. Solo in settembre 2005  pubblicammo la prima bozza  web di "autodifesa". E in quel periodo pubblicammo pure "alla ricerca di Beatrice"  nel sito di "Memorie".
Quando eravamo presso le suore, in Lombardia, le abbiamo sentito confabulare riguardo a notizie prese su di noi: eravamo pericolosi, sovversivi, scrivevamo in Internet con uno pseudonimo, che era solo l'indirizzo di posta elettronica, associato alla ricerca sugli Estensi, non quello legato ad "autodifesa". Alle suore era stato consigliato di mettere delle microspie dove dormivamo per capire quali erano le nostre intenzioni. Ovviamente le brave suore si erano informate presso comune di residenza e qualche autorità che soffiava sotto il comune. Delle cose che sembrano appartenere più ad un film che alla realtà.
 
Certamente la censura del sito di ricerca storica deve essere partita da qualche autorità: non contiene infatti offese, parolacce, contenuti politici, oscenità...
Cosa avrà di tanto sconvolgente questa ricerca, non lo sappiamo neanche noi: la sua censura era molto più pressante rispetto al sito di  "autodifesa".
Ribadiamo che riguardo alla ricerca storica avevamo ricevuto intimidazioni in proposito: ci era stato detto di lasciar perdere gli Estensi, perchè "vi erano famiglie che non gradivano". Forse è questa la chiave di lettura?
[La ricerca completa si trova in internet all'indirizzo http://digilander.libero.it/memorie]

Perchè è importante essere visibili nel motore di ricerca

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Per visitare un sito internet occorre conoscerne l'indirizzo. L'indirizzo può essere acquisito tramite passa parola, tv,  da un libro, rivista, giornale, da un collegamento presente in un altro sito o da una ricerca fatta con un motore di ricerca. Noi stessi abbiamo utilizzato ampiamente la risorsa Internet per trovare fonti, documenti, notizie e informazioni di qualsiasi tipo. Supponiamo che vi sia uno studioso o un turista che vuole acquisire informazioni sugli Estensi. Potrà inserire alcune parole chiave come "Estensi" nel motore di ricerca e andare a sfogliare i risultati. Con la censura operata nei nostri confronti non troverà mai le nostre pagine. Troverà le pagine di Ferrara, di Modena e via così ma non le nostre. Dunque in primo luogo questa si manifesta come un impedimento della libertà di espressione, libertà di espressione prevista tra l'altro dalla Costituzione dello Stato Italiano.
Il secondo fatto, non meno grave del primo, è che in questa maniera si occultano degli aspetti culturali e storici. L'occultamento inciderà in maniera più pesante su un turista o un normale cittadino rispetto allo studioso, il quale può avvalersi più facilmente di altri strumenti di studio, come le biblioteche. La cosa è ancora più grave se si considera che nella nostra ricerca esponiamo delle situazioni storico-religiose, sconosciute in zone del Veneto, e che il materiale è reperibile solamente in biblioteche particolari come la Marciana di Venezia o l'Ariostea di Ferrara.

Perchè ci hanno censurato?
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Sulla censura delle pagine di autodifesa sorvoliamo perchè crediamo si spieghi da sola...,.
hanno fatto sparire le carte all'interno della Procura di Roma, avrebbero fatto sparire qualsiasi cosa si muovesse in tale direzione...

Ma su "Memorie" e sulla censura relativa partiamo da un indizio: due foto:


A sinistra un'immagine storica della chiesa di Calaone con sullo sfondo il monte Cero
A destra un'immagine dello stesso Monte Cero come è oggi.
Il monte è stato mangiato in parte da una cava e sopra vi è un grosso insediamento di antenne

Sulla censura della ricerca storica "Alla ricerca di Beatrice III" ipotizziamo interessi economici sulle cave ancora aperte dei colli euganei  e sui interessi economici legati alle enormi installazioni di  Antenne radiotelevisive, che hanno lo svantaggio di produrre forti campi elettromagnetici pericolosi per la salute pubblica e degli animali....Tali Antenne si trovano proprio di fronte al Monte Castello, e sovrastano il paese di Calaone, ove un tempo vi era un forte castello degli Estensi e dove appunto intorno al 1200 nacquero i santi oggetto della nostra ricerca/scoperta storica.
Per farvene un'idea degli impianti radio-televisivi  e del territorio : Apri fotografie sulle antenne di Calaone di Baone
Una riacquisizione, da parte dei cittadini di Calaone, Baone, Monselice e Este, delle proprie vere radici storiche può contribuire al manifestarsi di un precisa autocoscienza e rispetto per se stessi, cosa fondamentale per la lotta contro il mostro elettromagnetico. Qualche giornalista di Padova, con il quale abbiamo parlato, ci ha detto che le antenne ci sono da trent'anni e ci resteranno sempre, insieme con le loro interferenze, perchè è un costo sociale necessario per usufruire della tecnologia che pongono a disposizione.Anche se fosse vero, non è certamente giusto che tale costo debba essere sostenuto solamente dai cittadini che abitano in quei luoghi. Almeno fosse prevista una forma di indennizzo. Se si tratta di un costo sociale deve essere pagato! Invece tali cittadini sono mantenuti dentro una specie di forno a microonde e pure debbono rinunciare alla loro storia.
Un secondo aspetto è che le notizie storiche e pure i beati con relative reliquie sono utilizzati da un'elite di persone e poi in quei luoghi oggi vi è degrado di ogni tipo, comprese messe nere sui colli , ma al di là di queste manifestazioni culturali che colpiscono indifferentemente gente di tutte le classi sociali, vi è poì uno sfruttamento di strutture e siti da parte di gente importante, per riunioni, per matrimoni. Insomma quello che un tempo era santo, luoghi e reliquie, oggi sono alla mercè di banche e uomini potenti. 
Alcune dimostrazioni pratiche e test

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Per completare questa pagina riportiamo la fotografia di alcuni risultati di  ricerche precedenti.
Per capire se le pagine sono censurate ci basiamo su delle parole chiave che poco utilizzate, per selezionare solo risultati d'interesse, nel caso di esito positivo.
Per le pagine di "autodifesa" utilizziamo la parola chiave "framarchesa" mentre per le pagine di "memorie" utilizziamo la parola chiave "pulciko" oppure "contardo beatrice regina ungheria". Le nostre ricerche sono sempre state più elaborate, perchè ci siamo spinti a utilizzare varie chiavi, onde evitare che i risultati fossero influenzati da qualche variazione apportata all'algoritmo del motore di ricerca. E' da notare inoltre che le pagine quando sono censurate spariscono anche dalla "cache" di Google e non vi è più traccia. Quest'ultima cosa non accade, normalmente, nemmeno se il sito è spirato. Infatti un nostro vecchio sito, relativo ad attività di lavoro, è rimasto nella "cache" per anni, anche se non esisteva più.
Per capire se le pagine sono censurate, occorre scorrere tutti i risultati, e vedere se gli indirizzi delle occorrenze trovate sono all'interno rispettivamente di "digilander.libero.it/autodifesa" e di  "digilander.libero.it/memorie".  Se non vi si trova nessuna pagina con questi indirizzi, vuol dire che il rispettivo sito è censurato dal motore di ricerca.
Vi si possono trovare altre occorrenze, dovute soprattutto a nostri dialoghi riportati in alcuni newsgroup, i quali tecnicamente non sono facilmente censurabili.

Questa prima immagine riporta i risultati di una ricerca su Google, dopo aver posto delle pagine in siti stranieri che facevano da ponte al sito italiano. Siamo in febbraio 2006 e lo si capisce anche dal logo di Google! Solamente dopo questo stratagemma riuscimmo ad uscire sul motore di ricerca.
In quel periodo tentammo di fare la stessa cosa con "memorie" ma non riuscimmo nell'intento!

autodifesa non censurata -siamo nel periodo delle olimpiadi di febbraio 2006 (secondo risultato OK)

Ad inizio giugno 2006 segnalammo la censura  all'esercito. Non ottenemmo nessuna risposta, ma un mese dopo uscirono dalla censura pure le pagine contenute in "digilander.libero.it/memorie". Era la prima volta che ciò accadeva. Ed anche autodifesa continuava a rimanere visibile.

A fine giugno, sulla base delle notizie sentite per telegiornale, scrivemmo alla Procura di Napoli. Scrivemmo tre lettere. La prima lettera indicava elementi utili per le indagini relative alla FIGC e la spedimmo al Sostituto Procuratore Narducci all'indirizzo trovato tramite Internet. Inviammo all'attenzione sempre dello stesso una email simile. Temendo che le lettere fossero intercettate, inviammo anche due lettere anonime all'indirizzo del PM Narducci, e questa volta pure del PM Beatrice, segnalando l'indirizzo Internet in cui vi potevano essere informazioni  di loro interesse (le lettere anonime non riportavano i nostri nomi e cognomi e dunque potevano passare più facilmente inosservate)..
Noi non sappiamo se tali lettere siano arrivate, perchè non abbiamo avuto nessuna risposta da Napoli. Solamente per l'email abbiamo avuto un semplice "avviso di lettura" datoci di ritorno alla posta elettronica inoltrata. Ma spediamo pure una lettera al Quirinale al nuovo presidente Napolitano.
Dopo l'invio di queste lettere, il 18 di agosto notiamo che il sito di "autodifesa" è nuovamente censurato dai motori di ricerca. Quello di "memorie" invece vi rimane ancora per poi sparire poche settimane dopo.
Torniamo dunque al punto iniziale. Anzi ci rammarichiamo di aver raccontato come essere riusciti a saltare inizialmente la censura di "autodifesa" perchè ora nemmeno queste pagine si vedono, e forse abbiamo dato la chiave di lettura sul come fare a toglierle di mezzo. Non sappiamo se Napoli centra con questa nuova censura, certo che a noi non è arrivata nessuna comunicazione.

vedi autodifesa censurata 18 agosto 2006 
vedi autodifesa censurata 2 settembre 2006

vedi memorie non ancora  censurato 18 agosto 2006 (ultimo risultato OK)
vedi memorie censurato 2 settembre 2006

Dopo la censura di settembre scriviamo di nuovo all'esercito e viene nuovamente tolta la censura.
Ci accorgiamo che ci avevano comunque rovinato alcuni files relativi ai nostri studi sulla mafia-massoneria. Questa è stata l'indicazione che la "cultura" da più fastidio della cronaca!

Il 14 di Novembre '06 ci accorgiamo che hanno nuovamente censurato "MEMORIE" ma hanno lasciato visibile AUTODIFESA.

vedi risultati autodifesa non censurata 14 novembre 2006
memorie censurato dal motore di ricerca 14 novembre 2006:
-esempio a
-esempio b
-esempio c
Ora in questa pagina abbiamo riportato solamente alcuni risultati d'esempio. Il comportamento della censura "invisibile" è in linea con l'aver fatto sparire e/o sottratto i documenti in Procura della Repubblica di Roma ed altri atteggiamenti descritti in questo sito.

Alla fine del 2006 segnaliamo l'anomalia nuovamente all'esercito, ma questa volta puntiamo una comunicazione diretta anche al gigante  Google. Abbiamo il piacere  di parlare di questa cosa anche con l'attore americano  Terence Hill. Non sappiamo esattamente cosa sia successo, ma finalmente dopo queste ultime azioni, le pagine di "Autodifesa" , "Memorie", insieme ad altri siti che avevamo, sono tutte riapparse contemporaneamente nel motore di ricerca.

Questo ci ha fatto capire una cosa importante. Che la censura non c'è solo in Cina.


 In profondità
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Per capire in profondità i motivi della censura dai motori di ricerca consigliamo di guardare le pagine sulle antenne del Cero e  le pagine dell'Unico.

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