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Non esistono documenti che riportano la data precisa della costruzione di questo castello ma, si suppone risalga all’anno mille; per quanto nei secoli abbia subito numerosi rimaneggiamenti resta ancora il torrione a testimoniare la sua origine medioevale. Il primo documento dove si nomina Moncrivello è un diploma emanato nel 1152 dall’imperatore Federico I Barbarossa a favore della Chiesa di Vercelli. L’egemonia vescovile su Moncrivello continuò fino al 1394 quando il maniero passò alla famiglia Fieschi di Genova Conti di Lavagna e precisamente ad Antonio Fieschi che non si dimostrò giusto e umano portando la popolazione ad un punto tale che nel 1399 insorse; gli abitanti s’impadronirono della rocca e si consegnarono spontaneamente ai Savoia, facendo atto di vassallaggio ad Amedeo VIII. Nonostante la ferma opposizione dei Fieschi a questa decisione, il duca di Savoia accettò sotto la sua protezione Moncrivello ed il castello. Amedeo VIII fu uomo giusto e di grand’autorità: raccolse in codici le leggi dei suoi antenati sotto il titolo di "Statuta Sabaudiae", curò l’agricoltura e il commercio. Stanco del trono, abdicò a favore del figlio Ludovico ritirandosi con un gruppo di cavalieri e dando origine nel 1434 all’ordine dei Cavalieri di S. Maurizio. Il figlio Ludovico sposò nel 1432 Anna di Cipro ereditando il titolo di Re di Cipro (titolo che porteranno anche i suoi discendenti fino a Vittorio Emanuele II). Il suo successore Amedeo IX fu tanto religioso e caritatevole da meritarsi il titolo di beato; egli sposò Jolanda di Valois, figlia di Carlo VII re di Francia. A Jolanda di Valois, figura importante per il ducato di cui tenne la reggenza a favore del consorte infermo, furono affiancati alcuni consiglieri i quali le contestarono la reggenza e imprigionarono Amedeo IX a Chambèry. Liberato da Luigi XI (re di Francia e fratello di Jolanda), il pacifico duca volle che la duchessa si rimettesse ad un collegio di deputati di entrambe le parti. In una sola conferenza essi appianarono ogni divergenza e il governo fu ceduto a Jolanda facilmente, quindi la pace fu raggiunta. Amedeo IX si recò poi a Vercelli ove morì il 30 marzo 1472. La duchessa fu anche importante per la storia del castello, Jolanda amava molto questo luogo che le fu donato dal consorte poco prima di morire. Con lei il castello passò da fortezza, luogo quindi adatto ad ospitare uomini d’arme, a residenza signorile. Furono aggiunti: lo scalone elicoidale, le finestre ornate con cornici in cotto, i merli che ornano i muri di cinta, i soffitti a cassettoni che si sono conservati fino a noi. Jolanda fece anche costruire il Naviglio dl Ivrea che fu la prima via d’acqua navigabile per Vercelli i cui redditi furono tutti utilizzati per il castello e per il popolo di Moncrivello; questo rileva nuovamente quanto la duchessa amasse questi luoghi ed è qui che il 29 agosto 1478 si spense. Il figlio Filiberto ebbe una reggenza travagliata sia da contrasti interni, sia da minacce esterne soprattutto da parte di Luigi XI che approfittando della giovane età del duca mandò un conte a governare il Piemonte. Raggiunta la maggiore età Filiberto si recò in Francia e qui morì forse avvelenato. Ad esso succedette Carlo I che nella cornice del castello, appena restaurato, accolse e vide per la prima volta la sua sposa Bianca del Monferrato; qui furono accolti i due grandi cortei nuziali che provenivano da Casale e da Torino, ciò a testimonianza della struttura molto più vasta del castello rispetto a quella che è giunta fino a noi. Come Jolanda, Bianca rimase vedova molto presto e anch’essa tenne la reggenza per il figlio ancora piccolo, quest’ultimo morì all’età d’otto anni. Sul trono Sabaudo salì quindi Filippo II "Senza terra", fratello di Amedeo IX e padre di Carlo II "il buono". Carlo II sposò Beatrice del Portogallo, alla quale donò il castello.Con questa duchessa si chiuse il periodo più bello della storia di maniero: iniziarono, infatti, in questo periodo le lotte tra i Francesi, gli Inglesi e gli Spagnoli, lotte che interessarono anche le nostre contrade. Il castello quindi passò nuovamente nelle mani di uomini d’arme e più precisamente a Cesare De Majo capitano dell’esercito di sua maestà a cui il maniero fu donato nel 1538 per importanti meriti nella guerra contro i Francesi. Il De Majo, marchese di Moncrivello con proclama ducale del 1565, non ebbe figli, gli succedette quindi il figlio della sorella Giustino Pompeo Lignana che ebbe cinque figlie. Morto il Lignana nel 1616 ed estinta così la linea maschile, il feudo passò alla vedova e successivamente alle tre figlie, Jeronima, Eleonora, Lucrezia feudatarie a partire dal 1619. Lucrezia sposò Percivalle Roero e il castello quindi passò ai Roero di Settime, e rimase in loro possesso fino al 1692 quando, la vedova dell’ultimo Marchese Carlo Cesare Roero sposò Francesco Giovanni Tommaso Del Carretto stabilendo così a Moncrivello la linea dei Del Carretto di Gorzegno. I Del Carretto di Gorzegno e di Moncrivello ebbero origine aleramica tuttora circondata da dispute e supposizioni; la famiglia prese il nome da un castello in valle Bormida detto Carretto e si divise in varia linee. Il castello di Moncrivello rimase ininterrottamente in possesso dei Del Carretto dal 1692 fino al 1817 o 1825 quando, la struttura fu parzialmente distrutta da un incendio e si ridusse alla torre, alle sale e alla grande cantina ancora esistenti; certo è che fino al 1815 il castello aveva tre porte con ponti levatoi e tutto il muro di cinta con parecchie torri. Il maniero fu quindi abbandonato e i Del Carretto si trasferirono in una villa che, al tempo si trovava al fondo del grande parco che circondava la struttura. Il castello dunque andò sempre più in degrado ricoprendosi di edera e perdendo via via parti del parco. Questa situazione continuò fino al 1972 quando, il cavaliere Giovanni De Francisco, l’acquistò cominciando l’opera di restauro che portò la struttura all’attuale stato di conservazione. A partire dal 1996 il castello è aperto stagionalmente al pubblico e concorre alla promozione turistica e culturale del Canavese e del Vercellese. |
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Leggenda |
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