Secondo le linee guida di 

DEFIBRILLAZIONE PRECOCE

Fondamenti per la defibrillazione precoce (DP)

La Fibrillazione Ventricolare (FV) è un'alterazione del ritmo cardiaco caratterizzata da caos elettrico, che si traduce nell'assenza della attività di pompa del cuore;  il polso è assente ed il paziente è in ACC. 
È possibile ripristinare un ritmo organizzato ed una attività contrattile spontanea con la defibrillazione, che consiste nel far attraversare il cuore da una scarica di corrente elettrica continua, con un adeguato livello di energia; l'azzeramento dei potenziali cardiaci da ciò generato può così consentire la ricomparsa di un ritmo spontaneo efficace.
I fondamenti a sostegno della DP sono semplici:
- i più frequenti ritmi iniziali nell'arresto cardiaco improvviso sono la FV e la Tachicardia Ventricolare     (TV), che spesso la precede:
- l'unico trattamento attualmente efficace della FV è la defibrillazione elettrica;
- la probabilità di successo della defibrillazione diminuisce rapidamente col trascorrere del tempo (circa
   del 10% al minuto!)
- la FV tende a degenerare in asistolia nel giro di pochi minuti.
Molti pazienti adulti colti da FV possono sopravvivere senza danni neurologici anche se la defibrillazione viene svolta a 6-10 minuti dall'arresto. La RCP praticata in questo periodo di attesa del defibrillatore prolunga la durata della FV e contribuisce al mantenimento delle funzioni del cuore e de lcervello. 
La RCP di base, tuttavia, non può portare un cuore in FV ad un ritmo spontaneo efficace: la risoluzione di una FV è attualmente possibile solo con la defibrillazione, tanto più efficace quanto più rapidamente viene messa in atto. La percentuale di pazienti in arresto cardiaco ancora in FV diminuisce infatti del 7-10% ogni minuto e tale ritmo tende rapidamente a degenerare in asistolia, per la quale una rianimazione coronata da successo è quanto mai improbabile. Nei 4-8 minuti dopo l'attacco, tuttavia, circa il 50% dei pazienti è ancora in FV. I tassi di sopravvivenza all'ACC possono aumentare notevolmente se l'evento è avvenuto in presenza di testimoni. Per esempio, quando il paziente che sta seguendo un programma controllato di riabilitazione cardiaca viene colpito da ACC e questo viene individuato subito, la defibrillazione può concretamente essere effettuata nell'arco di pochi minuti; in quattro studi su ACC avvenuti in queste condizioni, 90 delle lO1 vittime (89%) si sono salvate. Questo è il più alto tasso di sopravvivenza riportato su una popolazione non ospedalizzata. Incrementi nei tassi di sopravvivenza sono stati riportati da comunità sprovviste di servizi di ACLS preospedalieri ma dotate di programmi di defibrillazione precoce. I primi risultati sorprendenti sono stati registrati a King County, Washington, ove il tasso di sopravvivenza dei pazienti con fibrillazione ventricolare ha subito un incremento dal 7% al 26%, e dalle aree rurali dello Iowa, in cui il tasso di sopravvivenza da FV è passato dal 3 al 19%. Analoghi risultati sonostati ottenuti in diverse realtà europee. Uno dei fattori risultati determinanti in questi studi è il tempo. È chiaro che prima si pratica la defibrillazione, migliore è la prognosi. I1 personale di pronto soccorso di spone di pochi minuti dopo l'instaurarsi dell'arresto cardiaco per ristabilire un ritmo efficace stabile. La RCP può sostenere il paziente per un breve periodo di tempo, ma non può ripristinare un ritmo adeguato.

Fibrillazione ventricolare

Tachicardia ventricolare