AMANTEANI NEL MONDO

C’era una volta …

Il “Lido Azzurro”

 

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PIETRO PERNA

L’uomo che mise in panchina il grande Mike

La bobina del registratore, nell’improvviso silenzio, raccoglie solo il rumore del traffico della vicina Via Baldacchini.

Pietro tace, mentre nella sua mente si affollano, si accavallano e si rincorrono immagini, sogni, speranze, delusioni, in un crogiuolo di ricordi che la nostra intervista ha scatenato e fatto rivivere…

- Un’ultima domanda, prima di finire questa chiacchierata.

Delle tante cose che hai fatto nella tua vita, quale esperienza rivivresti con piacere? –

 

Non c’è bisogno di alcuna riflessione. I suoi occhi azzurri brillano e sul viso si apre un sorriso mentre senza esitazione risponde:

- Rifarei il “Lido Azzurro” … organizzerei feste da ballo. -

Raffaella Carrà, Alfredo Scalise e Pietro Perna

Raffaella Carrà con Pietro Perna ed il compianto ed indimenticabile Alfredo Scalise (“Baffo di ferro”)

Esibizione di Massimo Ranieri

Massimo Ranieri si esibisce al Lido Azzurro

Massimo Ranieri e Pietro Perna

Massimo Ranieri e Pietro Perna

Umberto Bindi col complesso 'The Dreamers'

Umberto Bindi (al centro) insieme al complesso The Dreamers dopo una serata al Lido Azzurro

Effetti di una mareggiata

Effetti di una mareggiata

Effetti distruttivi di una mareggiata

“L’Italia era da poco uscita dalla guerra, non c’erano molti soldi, ma ognuno sentiva il desiderio di buttarsi alle spalle i tristi ricordi, le paure, i sacrifici e gli stenti.

Stava per iniziare il famoso periodo del “miracolo economico” ed un imprenditore non poteva farsi sfuggire l’occasione.

Dopo le diverse esperienze di lavoro (falegnameria, mobilificio, cinema all’aperto e saletta cinematografica al chiuso, bar, ecc.) insieme a mio fratello Antonio, sfruttando la materia prima che avevamo in abbondanza, sulla porzione di spiaggia prospiciente lo sbocco a mare di Via Margherita, costruimmo il primo stabilimento balneare della nostra Città.

“La Rotonda”, era una struttura a palafitta tutta in legno, fatta con gusto e scelta degli spazi, capace di ospitare dalle dieci alle quindici cabine, essenziali servizi igienici, una pista da ballo ed un piccolo bar.

Amantea, in quei tempi frequentata e ricercata località balneare del Tirreno Cosentino, trasse maggiore splendore nel panorama turistico regionale dal nostro locale che divenne, ben presto, un luogo di ritrovo famoso e rinomato dove, oltre all’ascolto di una buona musica, si poteva usufruire di un accurato e ben organizzato servizio.

Il successo del locale e la serietà della gestione attirarono numerosi big dello spettacolo, cantanti, orchestre, complessi, presentatori, ma anche artisti meno noti che poi trassero abbrivio alle loro fortune proprio dalle assi della rotonda battezzata successivamente col nome “Lido azzurro”.

Mino Reitano ancora oggi ricorda con affetto Amantea e la “Rotonda” dove il suo complesso era quasi ospite fisso.

Ma il periodo di maggior splendore è quello che va dagli inizi degli anni ’60 alla metà degli anni ’70 quando riuscii ad avere le esibizioni di celebrità come Nada, Marcella Bella, i Camaleonti, Massimo Ranieri, Umberto Bindi, Raffaella Carrà, Germana Caroli con l’0rchestra Fenati, Pippo Baudo (finale di Miss Calabria), Mike Buongiorno (finale Miss Eleganza), Daniele Piombi ed altri che non riesco più a ricordare.

E ogni festa raccoglieva intorno allo stabilimento migliaia di persone che prima si accalcavano per poter vedere da vicino le star dello spettacolo, e che, poi, si accampavano sulla spiaggia per ascoltare la musica ed i cantanti fino alle prime luci dell’alba.

Ricordo che quando venne Nada, fresca del successo al festival di S. Remo con la canzone “Ma che freddo fa”, fui costretto a prenderla in braccio per portarla nel locale sottraendola all’abbraccio della folla, così pure come dovetti fare con Marcella che fu ospite a casa mia prima dell’inizio dello spettacolo…

Ma il mare non ci fu mai amico.

Noi costruivamo la rotonda nella tarda primavera, ma d’estate – quasi ogni anno - improvvise mareggiate danneggiavano la srtuttura costringendoci a lavori di riparazione proprio nel periodo di maggiore attività. Così decidemmo di costruire lo stabilimento in cemento …ma con i risultati che tutti sanno.

Ora sono stanco, anche se ne avessi la voglia non avrei più la forza di ricominciare né la pazienza per gestire tante persone e tante esigenze diverse…

Ricordo un episodio particolare avvenuto in occasione della serata presentata da Mike Buongiorno.

Tutti volevano l’autografo e il presentatore per accontentare i suoi fans mi creava una grande confusione e un grande scompiglio fra i tavoli ancor prima che incominciasse lo spettacolo.

Fui costretto ad invitarlo a sedersi ad un tavolo situato in un angolo appartato, lontano dal pubblico, con la preghiera di non farsi vedere in giro per il locale prima del suo debutto.

In fondo io pagavo, e il grande Mike dovette “abbozzare”... e accomodarsi in panchina!”

Pietro sorride, poi – improvvisamente - tace.

Il brano è tratto da una conversazione/intervista registrata in voce nel giugno 2002.
Le foto sono state gentilmente concesse dal Sig. Pietro Perna.