FIAT . . . CI PIACE SE TI MUOVI . . .

di Andrea Parola


Fiat si sta risvegliando? Sta dando qualche segno di vita dopo un lungo periodo di assoluto silenzio? E’ ormai dal 2007, infatti, per intenderci dalla data dello spettacolare lancio della 500 che cavalcava le onde del Po, che non si sente parlare di successi da parte di uno dei costruttori più grandi del mondo, quasi come se l’uscita della piccola fosse stata un flop colossale. Al contrario, invece, sappiamo tutti che si è trattato di un successo industriale mondiale, enorme, un successo di marketing senza paragoni ed un fenomeno mediatico che ha indotto tutti noi a pensare che ne sarebbe sicuramente seguito un secondo.



Invece no.

Da allora si può dire che di Fiat si è sentito parlare quasi sempre in termini negativi. Volumi produttivi in caduta libera, lotte all’ultima sentenza fra Marchionne e Landini (quasi come se fosse una faccenda personale), cassa integrazione a tappeto, azzeramento degli investimenti (almeno in Italia), stabilimenti chiusi e altri a rischio chiusura, con conseguente mancanza di modelli da vendere. Clienti che passano alla concorrenza perché li c’è più scelta e perché sono commercialmente più aggressivi e così via. Fino alla notizia sconvolgente di qualche settimana fa, ora affrontata responsabilmente dalle parti, secondo la quale il Lingotto non sarebbe più in grado di rispettare gli impegni presi tempo fa con Fabbrica Italia.



Insomma, sembrerebbe quasi che, in questi cinque anni, il business di Fiat si fosse trasformato e non fosse più quello di costruire vetture, ma quello di fare finanza. E’ certo che, oggi più di ieri, non ci si inventa costruttori di automobili. Non basta mettere a posto i conti ma ci vuole capacità. E forse di questa capacità in Fiat non ne è rimasta molta.

Comunque sia, da ciò che sta accadendo, sembrerebbe arrivare un segnale positivo, anche se ancora timidamente accennato, attuato con scarsa convinzione, quantomeno non con quella determinazione che ci si aspetterebbe da una grande industria automobilistica, ma più simile a quella di un principiante che si affaccia solo ora sul mercato infernale dell’auto. Un’avvisaglia un po’ incerta ma, comunque sia, l’indizio c’è e lascia ben sperare! Si tratta dell’iniziativa commerciale legata al lancio della nuova 500L. Che si tratti di un preludio alla rinascita ?



Beh, non esageriamo. Fiat ha “solamente” iniziato una campagna promozionale per la vendita della nuova vettura, il piccolo monovolume costruito in Serbia, grazie all’appoggio quasi incondizionato delle istituzioni locali. Auto, a mio parere, straordinariamente bella, a dimostrazione che lo stile italiano è ancora vivo e scalpitante. Sarebbe tuttavia prematuro ed un grave errore, nonostante tutto, pensare di riporre le speranze di una rinascita del gruppo affidandosi esclusivamente a questo modello (si tratta pur sempre di un modello di nicchia o quasi). Staremo a vedere.

Sono stato personalmente coinvolto da questa iniziativa commerciale e voglio dire che ne sono rimasto favorevolmente colpito. Mi ha sorpreso il fatto che finalmente è Fiat ad andare dal cliente senza aspettare che sia il cliente a recarsi in concessionaria. La montagna si sta muovendo. Forse qualcosa sta veramente cambiando. Che Fiat abbia capito finalmente che le macchine non si vendono da sole? Che abbia capito che forse vendere una vettura su tre immatricolate in casa propria non sia sufficiente per tenere aperti gli stabilimenti italiani? Invecchiando si impara...



Adesso vi racconto. Durante lo scorso mese di luglio ho ricevuto l’invito, come immagino tantissime altre persone, a partecipare ad un test drive della nuova vettura. Ho immediatamente risposto accettando con piacere, non tanto per l’intenzione di acquistare un’auto nuova quanto perché spinto dalla curiosità di scoprire in contenuti questa iniziativa. Ho accettato quindi di essere contattato telefonicamente al rientro dalle vacanze estive. E questo è puntualmente accaduto.

Il call center incaricato mi ha chiamato al telefono nei primi giorni di settembre, proponendomi una breve intervista durante la quale e con molta gentilezza mi veniva chiesto qualche dato personale e soprattutto se avevo intenzione di cambiare vettura nei prossimi mesi. Ho risposto ovviamente di no e alla fine del colloquio mi hanno fatto scegliere la sede della prova, fra i diversi concessionari deputati all’iniziativa. In conclusione mi viene detto che entro dieci giorni il punto vendita scelto, Motor Village, mi avrebbe contattato per concordare un appuntamento.



Non erano ancora passati cinque giorni che il concessionario in questione mi ha contattato via posta elettronica, segnalandomi che le prove su strada sarebbero iniziate il 24 settembre e che, nell’attesa, avrei potuto partecipare alle giornate “porte aperte” del 22 e 23 per vedere la vettura in anteprima. Intanto mi ha fatto scegliere il tipo di motorizzazione che avrei voluto provare concordando il test per domenica 30 settembre.

Oggi ci sono andato. La vettura, da vicino, vi posso assicurare, è molto bella, grande e poi, sarà che io sono abituato alla Panda, ho trovato il volume interno molto gradevole e spazioso. C’è molta distanza fra i sedili anteriori e posteriori e il volume di carico è da vettura familiare. La linea è simpatica e anche elegante, giovane, moderna e il tettuccio trasparente (versione Lounge) è una vera chicca! I colori sono una meraviglia, specialmente nella versione bicolore.



Ho provato la motorizzazione a gasolio. Alla guida la vettura si rivela silenziosa e la grande superficie vetrata permette una visuale completa. Il cambio è morbido e preciso. La regolazione dei sedili è completa e quella del volante avviene sia in verticale che in direzione assiale. La climatizzazione è efficace e i vani portaoggetti capienti e comodi.

I contenuti sono di una vettura di categoria superiore e le motorizzazioni, sia benzina che gasolio, rispettano, come nella consuetudine di Fiat, le aspettative dei guidatori più esigenti. Per le versioni ecologiche bisogna aspettare il 2013. Cari amici lettori, volendo riassumere questa breve esperienza, penso che la 500L abbia tutte le carte in regola per riprendersi quella parte di clienti italiani che Fiat ha perso negli ultimi anni, “regalando” inspiegabilmente quote di mercato alla concorrenza.



E’ vero, la vettura non è prodotta in Italia, ma molti (se non tutti) i componenti sono realizzati qui per essere spediti in Serbia per l’assemblaggio. Il successo della 500L può voler dire l’inizio della rinascita di immagine della nostra casa automobilistica e un futuro migliore per tutti. Un appello agli esterofili: lo sviluppo del proprio paese passa anche dalle automobili, specialmente se nel proprio paese si ha uno dei più grossi costruttori mondiali. Riprendiamoci in mano il benessere del nostro paese e rilanciamo il “Made in Italy”, perché la nostra crescita e il nostro sviluppo economico devono partire anche dai cittadini.

(30 Settembre 2012)
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