Intervista a Walter Pitman, scopritore di nuove prove
che dimostrerebbero la realtà di un evento ritenuto mitico
"Il Diluvio? Avvenne nel Mar Nero"
Lo scienziato è a Trento per un ciclo di conferenze che
toccherà anche Bologna ed Innsbruck
di Stefano Elena

Il Diluvio Universale, sul cui tema è allestita una mostra a Trento presso gli spazi espositivi del Museo tridentino di scienze naturali che rimarrà aperta fino al prossimo 21 maggio, da mito biblico sarebbe invece una realtà ben concreta, accaduta circa 7.600 anni fa nel Mar Nero, e scientificamente provata su basi geologiche proprio dalle ricerche condotte da due geofisici, Bill Ryan e Walter Pitman, autori del libro "Il Diluvio" edito da Piemme. Proprio Pitman, docente di geofisica al Lamont-Doherty Earth Laboratory della Columbia University di New York, è giunto a Trento per inaugurare un ciclo di conferenze sul tema per illustrare il risultato delle ricerche condotte con il collega negli anni scorsi che poi toccherà Roma e Bologna ed Innsbruck in Austria. La Padania ha approfittato della presenza del prof. Pitman a Trento per approfondire l’argomento. L’esistenza di un diluvio universale ci giunge dalla lettura della Bibbia ed ha origini antichissime, ben oltre al IV millennio avanti Cristo finora ipotizzata. La conoscenza di questo evento risale alla metà del secolo scorso, quando un giovane assistente delle sezione egizio-assira del British Museum di Londra, George Smith, scopre il contenuto di alcune tavolette cuneiformi provenienti dall’immensa biblioteca del re assiro Assurbanipal (668-627 a.C.) scoperta a Ninive. Decifrando i frammenti dell’undicesima tavola del poema narrante l’epopea di Gilgamesh, Smith lesse la frase: "Per sei giorni e sette notti venne il diluvio, il vento". Il racconto di un evento catastrofico, fatto indipendentemente da quello biblico e scritto da un popolo pagano. Ma veniamo alla ricerca condotta da Ryan e da Pitman. Professor Pitman, a cosa si deve l’inizio di questa vostra ricerca?"Tutto nasce da una provocazione di un nostro amico con cui stavamo lavorando, che ci disse: "Perché non andate a cercare le origini dei miti del Diluvio?". Da li è nata questa ricerca. Cinque milioni di anni fa, il Mediterraneo è stato inondato dalle acque dell’Atlantico dopo che si era disseccato. Un’analogia moderna di quanto accaduto si può trovare oggi nel Mar Caspio che si sta disseccando. Bene, se si immagina di innalzare oggi il livello degli oceani di 20 metri, crescerebbe il livello del Mediterraneo prima, del Mar Nero poi che si riverserebbe nel Mar Caspio, causando un evento catastrofico. Siamo quindi andati a cercare un evento simile risalente a circa 6-7000 anni fa".Cosa avete trovato?"Abbiamo iniziato a considerare quale dei bacini, tra il Mar Rosso, il Golfo Persico e il Mar Nero, potevano essere tra 20.000 e 4.000 anni fa in una situazione simile a quella che è oggi del Mar Caspio. Ventimila anni fa ci fu un generale scioglimento delle calotte polari, generando un innalzamento generale assai marcato del livello delle acque. Quale di questi tre bacini sarebbe stato inondato? A seguito di studi, nel 1973 abbiamo scartato il Mar Rosso e il Golfo Persico sulla base di motivi geologici. Rimaneva solo il Mar Nero l’unico possibile bacino teatro di una terribile inondazione derivante dall’innalzamento delle acque".Perché il Mar Nero, prof. Pitman?"Prelevando dal fondo di questo mare una serie di carote di sedimenti, si è visto che questo una volta era un lago di acqua dolce divenuto improvvisamente salato. L’ipotesi è quindi che il Mediterraneo si deve essere riversato nel Mar Nero che era ad un livello più basso del Mediterraneo di circa 100 metri".Quando avete potuto provare questa teoria?"Abbiamo dovuto pazientare a lungo, che terminasse la guerra fredda tra Stati Uniti e Russia, visto che come americani non potevamo sicuramente entrare in territorio russo a compiere ricerche. Al termine della guerra fredda, all’inizio degli anni Novanta, abbiamo potuto effettuare delle prove in collaborazione con gli scienziati russi nelle zone attorno alla penisola di Crimea nella parte settentrionale del Mar Nero. Abbiamo trovato prove che tra 20.000 e 5.000 anni fa tutta la zona settentrionale del Mar Nero era stata emersa, esposta all’aria. Tutta questa superficie ora occupata dalle acque era un immensa pianura. La prova ci è stata data da una serie di sedimentazioni calcificate di conchiglie rinvenute nei carotaggi, una situazione che può accadere solo quando le conchiglie sono esposte all’aria. Subito sopra questi reperti c’è un deposito fangoso di elementi tipici di un mare profondo. Tutto ciò di porta a dire che l’area fu inondata in un periodo relativamente breve".Cosa causò questa repentina inondazione?"Circa 7.600 anni fa il Mar Mediterraneo irruppe nel Mar Nero attraverso il Bosforo, invertendo il flusso delle acque allora esistenti. L’acqua salata del mare creò una cascata alta circa 100 metri con una portata circa 20 volte superiore a quelle delle odierne cascate del Niagara, precipitando nelle acque dolci del lago costituito dal Mar Nero. Tutto ciò causò una crescita repentina del livello del Mar Nero, ingoiando le coste di questo al ritmo di 2-3 chilometri al giorno, costringendo così ad una colossale diaspora tutte le popolazioni residenti sulle sue coste che li avevano trovato un ambiente favorevole al loro insediamento per la mitezza del clima e la disponibilità di acqua dolce".Un evento colossale e tragico."Certo! Si pensi che le popolazioni lì residenti dovettero per anni continuare ad allontanarsi senza potere impiantare alcunché, dalle case, alle attività e alle coltivazioni, ad un ritmo di almeno un chilometro al giorno, sospinti dalla crescita continua delle acque. Un evento apocalittico, visto che ciò impedì alla popolazioni di impiantare qualsiasi attività per il loro sostentamento che non fosse la caccia. Le nostre teorie ci inducono a ritenere che queste popolazioni si sparsero per tutta l’Europa centrale e parte dell’Asia centrale, portando memoria di questo terribile evento che diede luogo al mito del Diluvio Universale".


Si vedano anche queste pagine:
http://www.zadig.it/news2000/sci/0524dilu.htm
http://www.mtsn.tn.it/diluvio/diluvio2/scinezc.html