La croce nelle iscrizioni e nell'arte dei primi secoli dell'era cristiana
(Prima parte)


Questo graffito di inizio del II secolo è stato trovato sul Palatino a Roma. Raffigura un crocifisso con testa di animale e una persona in atto di adorazione verso di lui, con la scritta "Alessameno adora Dio". Questo graffito è stato interpretato dagli archeologi come una irrisione del culto cristiano verso Cristo. La testa dell'animale è stata interpretata come la testa di un asino o di un mulo. È una testimonianza molto preziosa sul fatto che i primi cristiani non solo sapevano che Gesù era stato crocifisso su una croce, ma lo adoravano come Dio.

Nella letteratura cristiana dei primi secoli abbiamo l'attestazione che i pagani deridessero i cristiani come adoratori di un asino, e che facessero volentieri riferimento (questo anche per i Giudei) al mulo. Secondo un'antica leggenda il Dio dei Giudei era un asino, oppure aveva una testa di asino (cfr. Giuseppe Flavio, Contra Apionem, II,80 ss.; Tacito, Historiae, V,3 ss.; Epifanio, Panarion, eresia 26,10 etc.). Era questa una leggenda sorta probabilmente dal fatto che l'asino era l'animale sacro di Seth, il reprobo nel pantheon egizio, che gli egiziani consideravano il Dio degli stranieri. I Giudei erano molto presenti in Egitto, ed il loro Dio veniva identificato con Seth; Io ed Eio sono i nomi copti dell'asino, abbastanza somiglianti alla parola Iao che è uno dei modi per indicare YHWH, utilizzatissimo nei testi magici; nelle gemme magiche infatti la raffigurazione di Seth dalla testa d'asino viene identificata come Iao, YHWH o Yah, il Dio degli Ebrei. È stato molto semplice trasferire l'identificazione del Dio degli Ebrei al nuovo Dio, Gesù Cristo crocifisso. Questa identificazione è confermata da un altro graffito realizzato a Cartagine poco prima del 197 d.C., ove si vede una figura umana avvolta nella toga con orecchie d'asino, uno zoccolo al posto del piede, un libro in mano, accompagnata da una scritta: "Il Dio dei cristiani è un asino che giace con i suoi adoratori".

«Come ha scritto qualcuno, [voi pagani] avete fantasticato che una testa d'asino è il nostro dio. Tale sospetto l'ha introdotto Cornelio Tacito. Costui, infatti, nel libro quinto delle sue Storie, raccontando la guerra giudaica fin dall'origine, dopo aver congetturato quello che ha voluto, tanto sull'origine stessa, quanto sul nome e la religione di quel popolo, narra che i Giudei, liberati dall'Egitto o, com'egli credette, cacciati via, trovandosi nelle vaste località dell'Arabia, quanto mai povere di acqua, tormentati dalla sete, seguendo degli onagri [=asini selvatici], che si credeva si recassero per avventura a bere dopo il pasto, poterono far uso di sorgenti; e per questo beneficio consacrarono la figura di una bestia simile. Così di qui si presunse, penso, che anche noi cristiani, come discendenti della religione giudaica, venissimo iniziati all'adorazione della medesima immagine» - Tertulliano, Apologetico, cap. XVI,1-3 (fine I secolo).

Minucio Felice, Ottavio, IX,3 (fine I secolo) fa affermare ad un pagano: «Sento dire che i Cristiani venerano la testa della bestia più spregevole, l'asino, non so per che futile motivo».

Poco più avanti, Minucio Felice riporta ancora le parole del suo interlocutore pagano:

«E chi ci narra che il loro culto si rivolge ad un uomo punito per un delitto con il sommo supplizio e ai ferali legni della croce, non fa che attribuire altari appropriati a quei malfattori e scellerati, che onorano ciò che si meritano» (IX,4).

L'autore pagano deride il fatto che i cristiani venerino un malfattore crocifisso; si noterà tra l'altro che si parla di "legni della croce" (crucis ligna), e non di "legno della croce" (crucis lignum), a testimonianza del fatto che si trattava di due pali incrociati. E questi due pali vengono derisi come altari appropriati per il culto dei cristiani.

È quindi evidente che l'autore del graffito trovato sul Palatino si era ...ispirato a  queste offensive credenze relative al culto cristiano.

In un anonimo sito geovista questa iscrizione, e la sua inequivocabile identificazione in un crocifisso, vengono così commentati: 

«...Questo abbozzo malfatto non può essere presentato come prova né che Gesù fù [sic] messo su "la Croce" né tanto meno che i cristiani adoravano "la Croce". Si può ben vedere che la T è disegnata sopra la figura e non dietro, questo probabilmente perché è stata aggiunta in un secondo tempo. Inoltre la testa d'animale assomiglia più a quella di uno sciacallo che a quella di un asino (basta vedere le orecchie!). Vale la pena ricordare che in Egitto si adorava una divinità con corpo umano e testa di sciacallo detta Anubis. Cosa possa significare lo schizzo raffigurato sopra è suscettibile di molte interpretazioni. E' comprensibile che una di queste sia quella voluta dai sostenitori de "la Croce". Ma, onestamente, una simile "prova" non sostiene nulla. Piuttosto, possibile che i primi cristiani, se è vero che adoravano "la Croce" come sostiene la tesi di sopra, non hanno lasciato nessuna traccia seria sotto forma di icone nei primi 300 anni di cristianesimo? La realtà è un altra: non ci sono da nessuna parte immagini di "la Croce" né nelle catacombe né in nessun altro luogo frequentato dai primi cristiani semplicemente perché i primi cristiani non adoravano nessuna "Croce" ma il solo vero Dio e Padre di Gesù Cristo, Geova (Giovanni 20:17)».

Gli autori di queste critiche si sono basati non su delle foto, come quella riprodotta in questa pagina, ma su un disegno che non rende fedelmente il graffito:


Disegno riportato nell'anonimo sito

Commentiamo una per una queste obiezioni per mettere in risalto la loro assoluta inconsistenza.

Si può ben vedere che la T è disegnata sopra la figura e non dietro, questo probabilmente perché è stata aggiunta in un secondo tempo

Innanzitutto si osservi che si tratta di un rozzo graffito e non di un affresco nel quale si rispettano le regole prospettiche. Sicuramente l'autore di questo insultante disegno non pretendeva di fare un capolavoro pittorico. 

Inoltre la testa d'animale assomiglia più a quella di uno sciacallo che a quella di un asino (basta vedere le orecchie!).

La testa d'animale è indubbiamente quella di un asino o di un mulo. È nel disegno del sito geovista che potrebbe sembrare dubbia la sua identificazione in una testa d'asino, ma la foto non lascia alcun dubbio in merito: 


Dettaglio

Gli asini possono avere le orecchie corte come lunghe, ad esempio questo bell'asinello ha le orecchie proprio come quelle del graffito:

Gli asini selvatici, gli ònagri, che hanno le medesime orecchie. Ma forse i Testimoni non sanno che cos'è un ònagro, anche se esso compare più volte nella Bibbia; non lo sanno perché la fantastica Traduzione del Nuovo Mondo in Giobbe 24,5 invece di tradurre ònagro o asino selvatico traduce "zebra nel deserto", come se un asino e una zebra fossero la stessa cosa...

Vale la pena ricordare che in Egitto si adorava una divinità con corpo umano e testa di sciacallo detta Anubis. Cosa possa significare lo schizzo raffigurato sopra è suscettibile di molte interpretazioni. E' comprensibile che una di queste sia quella voluta dai sostenitori de "la Croce". Ma, onestamente, una simile "prova" non sostiene nulla.


Il dio egizio Anubis, dalla testa di sciacallo

Quella dello sciacallo è una scusa per far credere che quello sia un graffito pagano che raffigura un pagano che prega un dio con la testa di sciacallo. Forse i  Testimoni non sono mai stati al museo egizio e non hanno mai visto una raffigurazione del dio Anubis, che non assomiglia neanche col binocolo a quella di cui stiamo discutendo. In ogni caso, in nessun culto pagano si ha l'adorazione di un crocifisso.


Sciacallo

Anche lo sciacallo ha una testa immensamente diversa da quella raffigurata nel graffito. È chiarissimo quindi che nel graffito si è voluto raffigurare un uomo con la testa di asino o di un mulo.

Ma, onestamente, una simile "prova" non sostiene nulla.

Questa è una semplice e discutibilissima opinione. Per i TdG "non sostiene nulla" perché questa iscrizione contrasta con gli attuali insegnamenti della Società Torre di Guardia. Per chi non ha simili pregiudizi invece, l'iscrizione è chiaramente da associare al culto cristiano.

Piuttosto, possibile che i primi cristiani, se è vero che adoravano "la Croce" come sostiene la tesi di sopra, non hanno lasciato nessuna traccia seria sotto forma di icone nei primi 300 anni di cristianesimo?

Si dimentica che il culto cristiano era proibito e che essendo perseguitati i cristiani non potevano certo manifestare apertamente la loro fede o raffigurare dei simboli legati al loro culto. Tuttavia vi sono molte testimonianze ed iscrizioni - oltre a questa che abbiamo esaminato - che attestano che la croce era un simbolo cristiano.



Seconda parte...