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Fernhill: Whilia 

Solo pochi mesi fa intervistammo per Keltika Julie Murphy in occasione della presentazione del suo disco in duo con il chitarrista Dylan Fowler, intitolato Ffawd (Keltika n.51 – n.d.r.). Fu proprio in quell’occasione, quando le chiedemmo quali fossero le caratteristiche principali della musica gallese, che la cantante ci suggerì di ascoltare attentamente l’ultimo CD del gruppo dei Fernhill, Whilia, per cogliere la vera essenza della nuova musica del Galles, in verità non molto conosciuta e apprezzata, rispetto alle più blasonate sonorità scozzesi, bretoni e irlandesi. La stessa Julie si offrì di procurarci questo album, che nel 2000 si è classificato nella “top 20” del referendum annuale tra i critici, organizzato dal prestigioso mensile Folk Roots, ed eccoci quindi a commentare un’opera musicale di grande bellezza, ricca di spunti musicali di notevole interesse.

Il gruppo musicale dei Fernhill nasce nel 1996, ma in soli cinque anni ha saputo conquistarsi il ruolo di ambasciatore artistico del Galles: in questo breve lasso di tempo i Fernhill hanno infatti eseguito la musica tradizionale del Galles nelle realtà geografiche più svariate. Dal Sud-Africa alla Bretagna, dal Mozambico a Roma, dalla Grecia al Vietnam, dal Giappone allo Swaziland, questi musicisti, spesso su invito del British Council, sono stati chiamati a presentare la tradizione musicale della loro terra.

Whilia, pubblicato dalla Beautiful Jo Records, è il terzo CD della band, preceduto da Ca Nos e da Llatai. È anche l’album che ha imposto i Fernhill all’attenzione della critica musicale mondiale, e già al primo ascolto se ne rimane affascinati. La line-up della band è formata dalla cantante Julie Murphy, da Andy Cutting (accordion) e dal polistrumentista Ceri Rhys Matthews (chitarra, clarinetto, bombo, cornamusa), cui si aggiungono in questo disco Tim Harries al contrabbasso e Cass Meurig al fiddle.

I tre componenti dei Fernhill sembrano nati per suonare insieme. Il loro intreccio musicale risulta assolutamente naturale, e la loro combinazione artistica risulta sempre interessante, sia che si tratti di veloci (e trascinanti!) brani strumentali che nell’accompagnamento della splendida voce di Julie Murphy, per più di un critico inglese attualmente la più interessante voce femminile dell’intera Gran Bretagna.

Andando a questo terzo album dei Fernhill, si tratta di un album cantato quasi esclusivamente in gallese (il titolo, “Whilia”, significa “parlando”), e costituisce un eccellente biglietto da visita per la musica di questa regione del Regno Unito. Attenzione, però: la personalità artistica di questi musicisti è di alto livello, e quindi non ci si deve attendere una riproposizione asettica di materiale tradizionale: i nove brani che compongono l’album sono sì tradizionali, ma l’opera di riarrangiamento da parte della Murphy & Co. si rivela il vero punto di forza di questo disco, ma più in generale di questa band. Non a caso infatti si è parlato a proposito della musica dei Fernhill come di “rinascimeto della cultura gallese”. Unica eccezione alla musica tradizionale è il brano “Song To The Siren”, composto da Tim Buckley e Larry Beckett e portato al successo delle hit charts negli anni ’80 da Liz Fraser.

Quando ci parlava delle caratteristiche generali della musica gallese, Julie Murphy teneva particolarmente a distinguere la musica vocale, con caratteristiche del tutto particolari e “regionali”, dalla musica strumentale, con forti legami alle strutture musicali della musica bretone. Non a caso – aggiungeva la cantante dei Fernhill – è proprio la Bretagna il Paese estero in cui più spesso questa band si esibisce, e dove perticolarmente numerosi sono i fan dei Fernhill: Whilia conferma in pieno queste considerazioni: queste ballad tradizionali hanno un sapore assolutamente unico, del tutto differente sia sul piano melodico che armonico dalle canzoni del resto della Gran Bretagna. La linea melodica, in particolare, è molto articolata, mai “facile” e scontata, ma piuttosto alquanto complessa. Le canzoni si confrontano in genere con le tematiche dell’amore e della vita agreste (il disco si apre con i rumori di fondo di un mercato della carne!).

Diverso il discorso per le tune strumentali, quasi sempre riconducibili a forme di musica da ballo, dalla melodia semplice e coinvolgente a un tempo, e che in effetti ricordano per alcuni versi le caratteristiche della musica da danza bretone.

Tutto ciò è splendidamente rappresentato negli oltre nove minuti del brano scelto a presentare per i lettori di Keltika questo affascinante album di quella che ormai è riconosciuta come la più importante band gallese. La scelta è caduta sulla medley “Dawns O Gwmpas” (che stando alle traduzioni delle note di copertina significa “danza circolare”), lungo e meraviglioso susseguirsi di momenti cantati e strumentali senza un attimo di “cedimento”. Ma è tutto il disco a risultare estremamente gradevole e interessante: Whilia è uno di quei rari casi di album che “riscopri” ad ogni ascolto con sempre nuove sensazioni. Assolutamente imperdibile.

L’album dei Fernhill Whilia può essere ordinato direttamente presso la casa discografica Beautiful Jo Records, reperibile tramite internet presso il sito web www.bejo.co.uk ed all’indirizzo di posta elettronica tim@bejo.co.uk I Fernhill possono invece essere contattati all’indirizzo email ceri.matho@btinternet.com

 

                                                                                                          Testo di Alfredo De Pietra

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