La battaglia d'Inghilterra



Introduzione
Dopo l'evacuazione dell'esercito inglese da Dunkerque, nei primi di giugno del 1940 vi fu un momento di calma nell'aria mentre la RAF e la Luftwaffe si preparavano all'inevitabile confronto. La produzione aerea in Inghilterra diede la priorità ai modelli Hurricane e Spitfire: un'audace decisione che si rivelò più che giustificata nei mesi che seguirono.
Al fine di lanciare un'efficace invasione, Hitler doveva avere la completa superiorità aerea sul sud-est dell'Inghilterra e sulla Manica.


Inizia la battaglia
La battaglia d'Inghilterra iniziò il 10 luglio 1940: squadriglie di bombardieri Stuka tedeschi attaccarono dei convogli presso le coste del sud e dell'est d'Inghilterra ed effettuarono raid sulle città costiere da Dover fino a Plymouth. I settecento caccia della RAF affrontarono in quel periodo un numero di caccia e bombardieri nemici fino a quattro volte superiore. Le perdite di navi e convogli aumentarono ma il vero obiettivo di distruggere i caccia inglesi in combattimento non venne raggiunto. Alla fine della prima settimana d'agosto, la RAF aveva perso 96 caccia mentre la Germania 192 aerei.
La seconda fase della battaglia iniziò l'8 agosto, quando la Luftwaffe intensificò i suoi attacchi colpendo anche i campi d'aviazione e le stazioni radar. Una settimana dopo, i tedeschi aumentarono il loro grandioso sforzo bellico in una serie di attacchi da Northumberland a Dorset, perdendo settantacinque aerei contro i trentaquattro della RAF. L'attacco fu mantenuto fino al 18 agosto, dopodiché il cattivo tempo dei cinque giorni seguenti diede ai piloti della RAF una benaccetta sospensione.
Nelle due settimane che seguirono (terza fase) la Luftwaffe continuò i suoi attacchi ai campi d'aviazione, con una media quotidiana di circa un migliaio di aerei partecipanti. Il rapporto fra caccia inglesi e bombardieri nemici venne aumentato a 3 a 1 negli attacchi alle formazioni tedesche, ma la RAF visse proprio in quel momento il suo periodo più difficoltoso, perdendo 286 caccia contro i 380 della Luftwaffe.
Quest'andamento logorante stava avendo un serio effetto sul Fighter Command e, se gli attacchi agli aeroporti fossero continuati, il risultato della battaglia sarebbe stato molto diverso. Improvvisamente, il 7 settembre la Germania sferrò il proprio attacco a Londra stessa, con raid sia diurni che notturni. Il 15 dello stesso mese (oggi celebrato come "Giorno della Battaglia d'Inghilterra"), oltre un migliaio di aerei tedeschi vennero coinvolti, dei quali 55 vennero perduti. E' interessante notare che la RAF dichiarò 185 aerei distrutti ma successive ricerche ridussero quel numero a 56.
Per tutto settembre Londra fu l'obiettivo maggiore dei raid tedeschi ed i suoi cieli divennero lo scenario di grandiosi scontri aerei.
Hitler decise di abbandonare i suoi piani d'invasione. Non solo fallì nell'obiettivo di mettere fuori combattimento il Fighter Command, ma anche le sue navi e i suoi mezzi da sbarco di stanza in Francia soffrirono gravi perdite per gli attacchi ordinati dal RAF Bomber Command.


Verso la fine
Le battaglie aeree continuarono per tutto ottobre, ma in scala via via decrescente: il 12 ottobre Hitler ordinò l'abbandono dei piani di sbarco. Al 31 ottobre, la fine ufficiale della battaglia, la Luftwaffe era fortemente logorata e la battaglia venne vinta dagli inglesi per uno stretto margine. Il Fighter Command aveva più caccia alla fine che al principio della battaglia, ma la perdita di piloti esperti fu pesante: circa 500 piloti ed equipaggi vennero uccisi, altri 500 vennero feriti e 915 aerei vennero distrutti. La fino ad allora imbattuta Luftwaffe subì la perdita in azione di 1733 aerei ed equipaggi.
Churchill, in un discorso pronunciato il 20 agosto, disse: "Mai nel campo dei conflitti umani così tanti dovettero talmente tanto a così pochi". Quei "pochi" erano 2950 secondo le liste ufficiali.


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