La battaglia d'Inghilterra


Le fasi del combattimento


Fase 1 10 luglio-12 agosto 1940:
Kanalkampf (battaglia sulla Manica)

Dal 10 luglio fino alla metà di agosto, la Luftwaffe sferrò numerosi attacchi a strutture di navigazione e portuali lungo la costa meridionale inglese e sulla Manica. I caccia tedeschi venivano impiegati anche in missioni di caccia libera per impegnare le difese aeree inglesi, provocando, in questo modo, gravi danni alla RAF che era già costretta a difendere il suo numero di aerei (in minoranza rispetto a quelli tedeschi). Un vantaggio l'aviazione inglese lo ebbe dalla modesta autonomia dei caccia tedeschi Bf109, i quali potevano mantenersi sul suolo britannico solo per venti minuti (lasciando così senza scorta i bombardieri), prima che il loro carburante diventasse insufficiente per poter ritornare alla base. Altro aiuto indispensabile per la sopravvivenza della RAF fu l'impiego in vasta scala del radar, che consentì agli aerei inglesi di risparmiare carburante ed attaccare a colpo sicuro, rimanendo sulle piste già riforniti per decollare solo quando i caccia nemici erano abbastanza vicini. I radar fornivano la posizione degli aerei nemici consentendo ai piloti inglesi, grazie alla guida via radio degli addetti a terra, di dirigersi verso di loro e di colpirli, magari solo fino a quando le loro riserve di carburante non li costringesse a rinunciare alla battaglia.

Fase 2 13 agosto-6 settembre 1940:
Distruggete la RAF!

Sotto l'ordine di Hitler, che voleva la completa distruzione della RAF, dal 13 agosto Goering fece dare inizio ad una serie di attacchi alle installazioni radar, ai campi d'aviazione inglesi, alle industrie e ad altri bersagli militari del sud-est dell'Inghilterra; vennero utilizzate squadriglie di 30-60 bombardieri Heinkel, Dornier, Junker (scortati dal doppio di caccia Bf109) che quotidianamente attaccavano le basi della RAF. Gli inglesi risposero, nonostante la loro insufficienza di velivoli, con l'impiego di numerosi caccia a difesa dei bersagli, provocando scontri nei cieli fra centinaia di aerei; d'altro lato, però, i piloti inglesi furono costretti a non impegnare scontri aerei con i semplici attacchi di caccia libera dei tedeschi. Per fermare la perdita di numerosi bombardieri, la Luftwaffe cambiò strategia e fece volare i caccia di scorta a stretta vicinanza con i bombardieri stessi, mentre normalmente essi volavano a quote più alte per poter attaccare il nemico in picchiata e per sfruttare al meglio le prestazioni dei loro aerei. I risultati consistettero in scontri aerei immensi che lasciarono numerosissime perdite da entrambe le parti. La RAF in particolare era sull'orlo del collasso, sebbene il suo utilizzo di grandi riserve di aerei contribuì a contrastare gli attacchi tedeschi (l'Alto Comando della Luftwaffe informò che la RAF possedeva ormai solo 50 aerei e i piloti tedeschi, quando incontravano nuovamente grossa resistenza, ironizzavano amaramente dicendo: "Ecco che arrivano di nuovo, gli ultimi 50 caccia inglesi!" ). Solo un uomo, però, riuscì a determinare veramente le sorti della battaglia: egli era Adolf Hitler, ma i suoi obiettivi erano opposti a ciò che avvenne in realtà.

Fase 3 7 settembre-31 ottobre 1940:
Un incidente diventa una strategia

La RAF si trovava in una situazione disastrosa ed era suscettibile di un eventuale "colpo di grazia", ma il 5 settembre Hitler ordinò di bombardare le città inglesi ed in particolare Londra, sperando di azzerare la resistenza inglese e di costringerla ad una rapida resa. Ma questa che divenne una strategia sorse praticamente da un incidente: la notte del 25 agosto, un bombardiere tedesco in volo isolato, diretto alle strutture petrolifere dell'estuario del Tamigi, uscì di rotta e sganciò il suo carico su un sobborgo di Londra, provocando la reazione di Churchill che ordinò un raid di rappresaglia contro Berlino: Hitler decise di agire di conseguenza. Se gli attacchi alle città provocarono vittime e danni ingenti, almeno venivano risparmiati i campi d'aviazione inglesi, consentendo alla RAF di riorganizzarsi.
Il più grande raid tedesco mai condotto avvenne il 7 settembre: la Luftwaffe impiegò 348 bombardieri e 617 caccia di scorta e per risposta la RAF schierò 250 caccia di 21 squadriglie a proteggere quello che sembrava essere l'obiettivo degli aerei tedeschi, ovvero i campi di volo del sud-est dell'Inghilterra. I controllori della RAF si accorsero che il vero obiettivo era Londra quando ormai le prime bombe cadevano sulle strutture dell'east end. I caccia delle prime quattro squadriglie attaccarono quindi i fianchi della flotta aerea tedesca: seguirono scontri aerei totali nel raggio di 130 chilometri da Londra. Le ondate di bombardamenti si susseguirono per oltre otto ore provocando la morte di 448 civili e la perdita di 31 caccia della RAF e di 39 aerei tedeschi (di cui 13 bombardieri). Altri raid avvennero il 9, l'11 e il 14 settembre aggravando la situazione dell'aviazione inglese (anche se ad ogni raid si rispondeva con l'attacco da parte di 60-70 caccia inglesi) ma rendendo evidente che la Germania non stava ottenendo la superiorità aerea sull'isola.
Il 15 settembre passò alla storia come il "Giorno della Battaglia d'Inghilterra" (anche se all'epoca non se ne rese conto nessuno) per l'ultimo grande raid tedesco diurno che colpì le città inglesi. Quel giorno, i tedeschi lanciarono due grossi raid alla fine della mattinata ed all'inizio del pomeriggio e la RAF, pronta all'azione grazie all' ormai buono stato delle sue basi, rispose lanciando fino a 170 caccia ad ogni ondata con il risultato di 27 velivoli abbattuti ma di 56 aerei fra caccia e bombardieri nemici distrutti. Meno di una settimana dopo, l'Operazione Leone marino (l'invasione dell'Inghilterra da parte della Germania, resa impossibile dall'evidenza dei fatti già il 15 settembre) venne cancellata sotto l'ordine di Hitler; la battaglia d'Inghilterra, però, continuava con i raid del 18 e, principalmente, del 27 e 30 settembre dopodiché i bombardamenti diurni sulle città cominciarono a diminuire, sebbene gli attacchi notturni durarono fino alla primavera del 1941.
Gli attacchi alle basi aeree ed alle fabbriche continuarono per tutto ottobre e novembre con danni relativamente lievi ma con un logorio che portò quasi allo stremo l'aviazione inglese: solo il 27 ottobre vennero effettuate più di mille uscite. A novembre, la battaglia iniziò ad esaurirsi ponendo sì il confine dell'espansione tedesca alla Manica ma a costo di un altissimo numero di perdite: circa 900 aerei inglesi abbattuti contro i circa 1700 tedeschi.