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Dal Corriere Romagna di sabato 19 aprile 2003
"Bolidi ben accetti ma niente caos"
SAN MARINO - Ben vengano i giovani automobilisti del martedì
sera, ma a condizione che rispettino le regole e non diano fastidio a nessuno. E chi sgarra pagherà caro. È
aperta ma ferrea la posizione del segretario di Stato al Territorio, Fabio Berardi, e del comandante della
Gendarmeria Marcello Biagioli sulla presenza, del tutto particolare, dei circa duecento ragazzi che ogni
martedì sera, da oltre tre mesi, si danno appuntamento nel parcheggio del museo Maranello Rosso a Rovereta.
"Fuggiti" da Rimini, dove polizia, carabinieri e vigili urbani hanno reso la loro vita molto dura a causa
di controlli e ritiri di libretti di circolazione, i ragazzi hanno aprofittato dei riflettori che si sono
accesi su di loro per chiedere "asilo" al territorio sammarinese. "Non facciamo gare clandestine, anzi le
odiamo - hanno spiegato nei giorni scorsi - noi chiediamo solo un posto dove incontrarci in tranquillità
per qualche ora, generalmente dalle 21.30 a mezzanotte di tutti i martedì". E per spiegare meglio le loro
volontà e farsi conoscere dalle autorità sammarinesi, un gruppo di ragazzi ha annunciato anche l'intenzione
di presentarsi in Gendarmeria. "E io li accoglierò molto volentieri - commenta il conlonnello Biagioli - la
mia porta non è solo aperta, è sempre spalancata per tutti, quindi quando vogliono incontrarmi me lo devono
solo fare sapere". Disponibilità al confronto e nessuna pregiudiziale, quindi, ma patti chiari e amicizia
lunga. "Sappiano però - continua Biagioli - che le nostre leggi in materia stradale sono ancora più
rigorose di quelle italiane e i controlli sul territorio ancora più stringenti. Noi continueremo a
controllare e a sanzionare chi non rispetta le leggi. Finché non creeranno problemi noi non ne faremo aloro,
ma non c'è spazio per confusione e men che meno per gare". Più diplomatica ma ugualmente ferma la posizione
di Berardi. "Allo stato attuale - spiega il Segretario - non abbiamo motivo di allontanarli, siamo una terra
libera e ospitale, ma se dovessero diventare un problema non avremmo esitazione ad allontanarli". Insomma,
se i ragazzi si ritroveranno veramente per trascorrere qualche ora insieme, non ci saranno problemi.
Altrimenti, dall'asilo si passerà all'esilio.
Luigi Angelini
Dal Corriere Romagna di venerdì 18 aprile 2003
I bolidi chiedono "asilo" al Titano
SAN MARINO - I ragazzi del
"fronte del porto" chiedono "asilo" al Titano.
Il gruppo di oltre duecento giovani che ogni martedì sera dalle 21.30 a mezzanotte
circa, da oltre tre mesi, si incontra nel parcheggio del museo Maranello Rosso, a Rovereta, chiede di
poter continuare ad incontrarsi, dopo aver dovuto lasciare il piazzale del porto di Rimini. "Lì - si
sfoga uno di loro, Luciano Ubaldini - non ci lasciavano stare, ci perseguitavano con controlli, multe
e sequestri, tutto solamente a causa delle arretrate leggi italiane, le più vecchie d'Europa in tema di
modifiche sulle auto. Eppure noi chiediamo solo di poterci vedere qualche ora a parlare, scambiarci idee e
opinioni sulla nostra passione. Non diamo fastidio a nessuno e soprattutto non facciamo corse clandestine".
Un gruppo di ragazzi annuncia anche che nei prossimi giorni si recherà alla Gerdarmeria per chiarire tutta
la situazione. "Andremo a dire - continua Ubaldini - che siamo contenti che vengano a fare i controlli e
che, anzi, vorremmo sempre una pattuglia nei dintorni, perché sappiamo che c’è sempre il cretino di turno
che esagera, quindi è un bene anche per noi che ci controllino". "Noi le corse clandestine le o-dia-mo -
scandisce bene il ragazzo - e non vogliamo essere coinvolti, chiediamo solo un po' di spazio. Tant'è che
quando vogliamo correre un po', andiamo al circuito di Misano, dove siamo più sicuri e non diamo fastidio a
nessuno. Saremo lì anche sabato 26 aprile". Sulle modifiche riscontrate dai militari nei controlli di
martedì scorso, che sono valse diverse multe, i ragazzi spiegano che "Si tratta di elementi accettati in
tutta Europa, solo strumenti che aumentano la nostra sicurezza, naturalmente senza esagerare. Siamo noi i
primi a voler vivere tranquilli". Così loro a Rovereta ci torneranno anche martedì prossimo.
Luigi Angelini
Dal Corriere Romagna di giovedì 17 aprile 2003
Bolidi sul "circuito" del Titano
SAN MARINO - Oltre duecento ragazzi radunati
assieme alle loro auto fiammanti, nel parcheggio del museo Maranello Rosso.
In mezzo a loro una pattuglia della Gendarmeria intenta a registrare tutti i numeri di targa e, poco più in là, su Strada
Rovereta, un'altra pronta a fermare fughe strategiche. A loro supporto, lungo il confine, anche un’auto della polizia
stradale italiana. È la scena a cui ha potuto assistere chi, martedì sera, si è trovato a passare sulla superstrada da
San Marino a Rimini. È il secondo martedì di fila che i militari del Titano tengono d’occhio il numeroso gruppo di
appassionati d'auto, che hanno "traslocato" nello scorso inverno dal portocanale di Rimini sino alle pendici del Titano.
Il gruppo infatti, era già salito agli onori della cronaca nell’inverno del 2001, dopo che la polizia italiana aveva fermato
una serie di auto tirate a lucido e modificate in alcune parti meccaniche che correvano un po’ troppo sul lungomare.
Le forze dell’ordine avevano pensato subito alle corse clandestine e avevano sequestrato un buon numero di libretti di
circolazione, a causa di molte modifiche non in linea con il codice della strada, iniziando a tenere d'occhio il gruppone.
Questo, dopo un po', aveva deciso il trasferimento in un grande parcheggio sulla Statale Adriatica, ma anche qui la polizia
aveva fatto numerosi controlli e altrettanti sequestri. A questo punto i membri del gruppo, che comunica solitamente via
internet, deve aver pensato che le cose sarebbero andate meglio oltre confine, così hanno attuato il trasferimento sul
Titano. Una presenza massiccia che non poteva passare inosservata nella piccola Repubblica e che ha fatto puntualmente
scattare i controlli. Nella serata di martedì è stato elevato un buon numero di contravvenzioni per cerchioni fuori
misura, assetti ribassati, marmittone un po' troppo rumorose, barre di torsione nei cofani, qualche cavallo in più del
consentito, ma allo stato attuale pare che nessuna automobile sia stata sequestrata. I protagonisti si difendono parlando
di semplice passione per le auto e della ricerca disperata di un luogo tranquillo dove potersi incontrare e condividere il
loro hobby, ma ammettono anche che, nel gruppo, non manca chi di tanto in tanto esagera e si lascia "scappare" qualche
accelerata di troppo o una sgommata per impressionare gli amici. Un’autodifesa che però non toglie il sospetto che semplici
dimostrazioni si tramutino ogni tanto in gare clandestine.
Luigi Angelini
Da La Voce di Romagna di giovedì 7 marzo 2002
Il popolo dei motori "cacciato" dal porto
RIMINI - Se fosse stata una manifestazione organizzata forse avrebbe attirato meno appassionati. È incredibile, ma
l'altra sera in piazzale Boscovich c'erano almeno 250 giovanissimi. Un assembramento nato quasi dal nulla. Basti pensare
che un paio di mesi fa, quando nacque il fenomeno, c'era solo qualche manciata di persone. In poco tempo, tuttavia, il
tam tam si è sparso e il popolo dei motori si è dato un nuovo appuntamento: il porto di Rimini, ogni martedì sera. E
l'altra sera c'era veramente una gran fetta di appassionati. Ragazzi provenienti da tutto il circondario: Torriana,
Riccione, San Giovanni in Marignano, San Marino, Pescara, Ravenna, persino dalla provincia di Ancona. Tutti per ammirare
una sola cosa: bolidi superaccessoriati, dal rombo di motore caldo e dalle cromature lucentissime. Ma quando si creano
assembramenti così grossi, si sa, qualcuno comincia anche a fare la "testa calda" e presto si rischia di passare dalla
semplice passione per i motori e voler vedere come quegli stessi motori girano. Un problema che certo le forze
dell'ordine stavano attenzionando da qualche settimana. Da quando, cioè, si sono moltiplicate a dismisura le segnalazioni
da parte di residenti di corse clandestine e giovani che sfrecciano a velocità assurde nel buio della notte. E così
l'altra sera, all'appuntamento in piazzale Boscovich, c'erano anche loro: i carabinieri dell'Arma e gli agenti della
Polstrada. La notte precedente, con gli autovelox, avevano già comminato 42 sanzioni per eccesso di velocità nelle zone
del lungomare, Coriano e sull'Adriatica. A loro è bastato tendere un po' di più l'orecchio e sentire il rombo non proprio
"giusto" di qualche macchina per mettere in atto una vera e propria retata. E così i bolidi sono stati attentamente
controllati, da cima a fondo. Otto proprietari hanno dovuto fare i conti con i loro gioiellini, un po' troppo elaborati
per poter circolare per le strade. Barre di torsione, assetti ribassati, scarichi non catalizzati, filtri borsaioli:
tutte modifiche non previste dalle case di produzione. "Modifiche che è legale apportare alle macchine - hanno detto ai
giovanissimi i carabinieri e gli agenti della Polstrada - ma solo dopo il collaudo da parte della motorizzazione.
Collaudo che molti di questi ragazzi, purtroppo, non hanno fatto fare". E così tra la folla di curiosi che già si era
accalcata per ammirare le luccicanti macchine e quella che si è aggiunta, come di consueto, per la presenza dei
lampeggianti delle forze dell’ordine, sono fioccate le multe. Otto ragazzi hanno ricevuto salatissime sanzioni da 328
euro a testa (circa 635mila lire) e il monito di non circolare fino al superamento del collaudo, pena il sequestro del
mezzo. "Non ci posso credere - racconta uno dei ragazzi multati - mi hanno dato una 'stecca' del genere solo per una
barra di torsione. È un vero e proprio salasso. E dire che non stavo facendo nulla. La mia macchina era addirittura
parcheggiata". I mugugni del popolo dei motori non sono certo mancati, mentre chi poteva avvertiva gli amici: "Non
passare di qua, ci sono i 'caramba'. Stanno multando tutti". Nota curiosa proprio uno multati, un anconetano con una Ford
Escort Cosworth, nel tornare a casa ha avuto un incidente in viale Regina Elena, a Miramare. Il suo bolide ha fatto
filotto, colpendo 4 auto parcheggiate. Nervosismo e potenza non vanno certo d’accordo.
"Ma chi vuole correre va da altre parti, non in città"
RIMINI - "Qui non fanno nulla, chi vuole correre, non viene certo in piazzale Boscovich". A parlare è uno degli astanti,
uno che sembra saperne parecchio di modifiche di auto e tutto il resto. Ieri sera insieme agli altri 250 ragazzi a
guardare i bolidi superaccessoriati al porto, ma dice che i tragitti per le corse clandestine sono altri. "Si va nella
nella zona Nord, a Viserba, oppure sulle colline di Coriano. Anche il lungomare ora è abbastanza gettonato, anche se un
po' troppo pericoloso. Ci si dà appuntamento con i cellulari, poi si piazzano le sentinelle nei punti strategici e si
parte". Non ci sono scommesse, si tratta semplicemente di mostrare che cosa si riesce a fare con il proprio gioiellino,
magari in competizione con qualcun'altro.
Raphael Zanotti
Da Il Resto del Carlino di giovedì 7 marzo 2002
I «mostri» del lungomare
RIMINI - Erano veramente tanti, decine e decine di ragazzi, auto e scooter verso le 23 di martedì sera, radunati per
provare fuoriserie, bolidi truccati per correre di più, e tenere i nervi saldi. I ragazzi scendono in campo a due a due,
con tanto di pubblico che sta a guardare e applausi per il vincitore. Rombavano i motori e correvano le macchine, tra il
lungomare e il piazzale del porto. Qualcuno però, nel vedere tutte quelle auto sfrecciare a folle velocità, giustamente
preoccupato, ha pensato bene di dare l'allarme. E in un momento polizia e carabinieri sono piombati sul piazzale
Boscovich ed hanno posto fine alle sfrenate corse del martedì sera. Solo i carabinieri hanno elevato 19 contravvenzioni,
la stragrande maggioranza delle quali per velocità pericolosa, alcune anche per il mancato uso del casco e delle cinture
di sicurezza. Ma, soprattutto, nove protagonisti della serata da brivido sono stati multati con 320 euro ciascuno per
aver modificato l'assetto della loro automobile e hanno dovuto subire il ritiro del libretto di circolazione e il fermo
della vettura. Dopodiché, con quelle automobili irregolari, di solito modificate con alettoni ed altri trucchi alla
carrozzeria, sono solamente potuti tornare fino a casa. Faceva parte del gruppo di questi ultimi anche un anconetano di
29 anni che viaggiava a bordo di un Ford Cosworth. Anche per lui, che correva sul lungomare con l'auto «truccata», ritiro
del libretto di circolazione e multa salatissima. Era mezzanotte e mezzo quando il marchigiano, sulla strada di casa, ha
fatto 'filotto', danneggiando quattro auto parcheggiate sul viale Regina Elena. Viaggiando verso sud, poco dopo
l'incrocio con via Lagomaggio il giovane ha perso il controllo della sua Ford ed sbattuto contro le vetture posteggiate
tutte in fila sulla litoranea. Questa volta è toccato ai carabinieri di Santarcangelo, impegnati in un servizio di
controllo del territorio, rilevare l'incidente provocato dall'anconetano, che avrebbe dichiarato di aver perso il
controllo della sua auto dopo aver sbandato per via dell'asfalto bagnato. Ma il vizio di correre in auto sembra sempre
più diffuso in Riviera. Nelle nottate di venerdì e sabato appena trascorsi solo i carabinieri di Rimini hanno ritirato 43
patenti, tutte con l'autovelox, per automobilisti che dunque correvano molto più del consentito.
Dal Corriere Romagna di giovedì 14 febbraio 2002
Da Internet al porto per sfoggiare i bolidi
RIMINI - L'appuntamento è tutti i martedì, verso le undici di sera, nel parcheggio davanti all'ingresso del porto. Il
gruppo non ha ancora un nome preciso, ma si riconosce subito dalle macchine tirate a lucido, gli alettoni vistosi, i
cerchioni colorati, gli assetti sportivi. Una vera e propria tribù metropolitana, che conta almeno duecento membri.
Appassionati di motori, ma soprattutto di estetica delle auto, di performance ma ancora di più di più di
personalizzazioni. Come tutte le tribù ha una "religione", la macchina, un credo, l'originalità, dei simboli, tutto ciò
che è vistoso e si può montare su un auto, un testo "sacro", il mensile "Elaborare". Una tribù silenziosa (almeno finché
non da' fiato alle marmitte), discreta ma visibile passando dal porto, alla ribalta delle cronache la scorsa settimana,
per un'ipotesi di scommesse e gare notturne sul lungomare. "Con questa storia - replicano con fermezza - non abbiamo
nulla a che fare, noi ci vediamo solo per parlare della nostra passione". Una passione coltivata per molto tempo ognuno
per conto proprio, fino a quando Internet non li ha fatti conoscere: "Ci siamo incontrati un anno fa - spiega Emanuele
Ricchi - attraverso il forum di una rivista di settore, ci siamo scambiati messaggi, opinioni, suggerimenti, finché
abbiamo deciso di vederci". "Al primo appuntamento, alla fine di novembre - aggiunge Andrea - eravamo sì e no una dozzina
di macchine, poi di martedì in martedì siamo aumentati di numero, qualcuno passava e si è fermato, altri si sono
aggregati tramite amici, adesso siamo oltre duecento e questo è diventato in nostro appuntamento fisso, irrinunciabile".
"Ci vediamo - riprende Emanuele - parliamo, possiamo guardare e toccare le macchine, 'studiarle' da vicino, scambiarci
pareri e suggerimenti". La tribù è composta da ragazzi e ragazze, tutti tra i venti e i trent'anni, arrivano dalle
diverse zone di Rimini ma anche da San Marino, da Verucchio, da Pesaro. Alcuni sono studenti, i più lavorano. "Perché
mantenere la macchina costa - spiegano - e parecchio". Almeno 300mila lire per un alettone, tra le 150 e le 200mila per
farlo verniciare e montare, due milioni per cerchi in lega e cerchioni "buoni", ma in pratica non esistono limiti di
spesa. Vada per le modifiche all'estetica, ma il motore? "Qualcosina si fa' - glissano i ragazzi - però niente di
speciale, si cambia un filtro, si mette lo scarico un po' più rumoroso, si abbassa l'assetto, per il gusto di sentirsi su
un'auto sportiva". La macchina dei sogni, però non è la Ferrari da Formula uno. piuttosto la Subaru campione del mondo
rally. È questa la vera passione della tribù dei motori e la differenza non è da poco. Quel che conta per loro, infatti,
non è la velocità, piuttosto la tecnica di guida, l'abilità nelle traiettorie. "Certo - ammettono - quando possiamo
spingiamo sull'acceleratore, e poi quel tornante del porto è così invitante. Quando vogliamo correre, però, andiamo in
pista". Tra i sogni del gruppo c'è quello di organizzare un raduno in piena regola, con prove di abilità, di performance,
d'estetica. La prima necessità, però è quella di trovare un punto di ritrovo per l'estate: "Tra qualche mese - spiegano -
qui sarà pieno di gente, turisti, macchine e per noi non ci sarà più posto. Stiamo cercando un altro parcheggio, in un
posto tranquillo ma con passaggio, perché non ci vogliamo nascondere, vogliamo che anche la Polizia ci veda, come succede
adesso". La tribù è pronta a cedere il territorio, l'importante è salvare il rito.
Erano solo provocatori
RIMINI - "Con quelle persone non abbiamo nulla a che fare". La tribù dei motori prende le distanze dal pilota della
Lancia Delta Integrale che, nella notte di martedì della scorsa settimana, è stato fermato dalla Polizia mentre
percorreva a grande velocità il lungomare. Un episodio che aveva portato gli investigatori ad ipotizzare gare clandestine
con tanto di pubblico. "I protagonisti di quella sera - Racconta Emanuele - sono di Cervia e da un paio di settimane il
martedì vengono qui al porto. Le ultime volte ci hanno provocati, chiedendoci se volevamo provare a gareggiare, ma noi
abbiamo rifiutato". "Dopo esserci rifiutati di correre - ricorda Andrea - qualcuno di loro a girare a gran velocità per
farsi vedere e in uno di questi giri è stato fermato proprio qui davanti dalla Polizia". "Quella sera - continua il
ragazzo - c'era anche una Renault 5 Turbo, una versione speciale prodotta in pochissimi esemplari. Alcuni di noi erano
attorno alla macchina per guardarla da vicino e in quel momento sono arrivate la Delta e la Polizia". "Qui è scattato
l'equivoco - spiega Andrea - la Polizia ha associato la folla, alla macchina accerchiata, alla Delta lanciata a folle
velocità e ha concluso che fosse in corso una gara". "La verità - riprende Emanuele - è che nei nostri confronti c'è
molta discriminazione. Solo perché abbiamo le macchine più vistose, le Forze dell'ordine pensano che siamo irregolari".
"Chi fa le gare però - continuano - non ama farsi notare, è più facile che gareggi chi ha le macchine potenti senza
bisogno di truccarle. Non è il nostro caso".
Luigi Angelini
Dal Corriere Romagna di giovedì 7 febbraio 2002
Grand Prix Lungomare
RIMINI - La Delta Integrale da oltre 200 cavalli, li ha sorpassati a tutta velocità, sul lungomare Tintori dove,
all'ancora, divisi su due sponde, c'erano almeno 200 giovani in attesa di qualche minuto da brivido. Che hanno avuto.
Perché quell'auto civile polverizzata dalla Lancia a bordo aveva due investigatori della Questura di Rimini impegnati in
servizio di controllo sul territorio che si sono lanciati subito all'inseguimento del pilota, scopriranno pochi istanti
dopo, intento a scaldare le gomme prima dell'inizio di una gara clandestina cui avrebbe dovuto partecipare un gruppo di
driver provenienti da San Marino. Tutti alla guida di auto nate per correre rally o corse in salita: dalla Delta
Integrale, alla Subaru 4wd campione del mondo, ad una fiammante Porsche. Alla guida della Lancia, si scoprirà, c'era un
"normale" operaio 28enne che abita sulla Repubblica. Al giovane Polizia stradale e Vigili urbani chiamati
dall'equipaggio della Mobile, non hanno potuto fare granché, se non contestare diverse violazioni al Codice della strada:
guida pericolosa - non c'è stato il ritiro della patente perché non era in funzione al momento del sorpasso un autovelox
o il telelaser - la guida senza cinture di sicurezza, la multa per il "rumore" fatto delle gomme mentre in controsterzo
ha affrontato i "tornanti" dell'ancora e poi davanti al ristorante da Oberdan. Che al porto si stesse per correre una
gara clandestina con percorso il lungomare, non c'è dubbio. Mentre l'operaio veniva multato, gli altri piloti
"indifferenti" stavano accanto alle loro macchine, e le centinaia di spettatori - comunque gratificati dall'inseguimento
della Polizia - quando hanno capito che non avrebbero potuto intascare soldi per le scommesse, in pochi minuti hanno
abbandonato piazzale Boscovich. Quanto scoperto martedì sera è la conferma certa di ciò che da tempo si va dicendo
sull'utilizzo d'inverno soprattutto del lungomare e dell'entroterra. Lunedì, per esempio, alcuni cittadini avevano
chiesto l'intervento di carabinieri e vigili nella zona industriale di Viserba. Quando sono arrivati non hanno però
trovato nessuno. Ma non solo le supercar si sfidano di notte per le strade di Rimini. Sempre lo stesso tracciato,
lungomare Tintori con risalita poi verso la rotonda del Grand Hotel e lancio fino a piazzale Tripoli per poi arrivare,
probabilmente a Bellariva dove la scorsa estate venne ucciso da una Porsche partita dal porto Pauli Jaakko Hirvi, la
scorsa settimana era stato al centro di diverse sfide tra proprietari di Smart, la piccola e brillante utilitaria
realizzata dalla Mercedes. L'altro dato raccapricciante è l'orario in cui questi pirati decidono di sfidarsi: martedì,
per esempio, erano le 23,30. A quell'ora lungomare Tintori, è pieno di persone che frequentano pub e ristoranti e non
pensano certo di trovarsi al centro di un circuito da attraversare con tutte le cautele.
Enrico Chiavegatti
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