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La storia
Il partito dei Socialisti Democratici Italiani è membro del Pse, il Partito del socialismo europeo, e dell’Internazionale Socialista dove è subentrato al posto del Psi e del Psdi.
Il 14 novembre 1994, il giorno dopo lo scioglimento del PSI, nel corso del suo 47° e ultimo congresso, all’Auditorium del Palazzo dei Congressi di Roma, nacquero i socialisti italiani (SI)..
Segretario venne eletto Enrico Boselli e presidente Ottaviano Del Turco.
Nel SI confluirono la gran parte dei quadri e dei militanti del disciolto Psi insieme alle strutture organizzative provinciali e regionali.
Nella nuova situazione politica creata dalla legge elettorale maggioritaria che spingeva verso un forte bipolarismo, il SI ebbe ben chiara fin dall’inizio, tanto la necessità di un'inversione di rotta per correggere gli errori del passato, quanto quella di mantenere in vita una forza autenticamente socialista erede della tradizione riformista del partito socialista italiano.
Fin da subito l’obiettivo politico di fondo fu dunque di salvare i valori e i principi fondanti del socialismo riformista italiano assieme alla comunità politica rappresentata da migliaia di militanti e quadri che rischiava di scomparire travolta dall’uragano di tangentopoli dei primi anni novanta. Tutto questo però doveva avvenire evitando lo scioglimento e la confluenza nel PDS, la forza maggioritaria a sinistra.
In quest’ottica nacque (elezioni del marzo 1994) l’intesa con Alleanza democratica (AD) ed il Patto Segni (regionali 1995). Successivamente il SI appoggiò la candidatura di Romano Prodi alle elezioni politiche del 1996, assieme a Rinnovamento italiano di Lamberto Dini, in una coalizione di centrosinistra (Ulivo).
In risposta ai tentativi del PDS prima e DS poi, segretario Massimo D’Alema, di dar vita con la “Cosa 2” a un’unica formazione della sinistra guidata dai postcomunisti, il SI lanciò la Costituente Socialista che nel 1997 si presentò alle elezioni amministrative. Su questa linea il SI assieme a Ugo Intini e al PSDI di Gianfranco Schietroma e una parte dei laburisti che non accettavano la confluenza nei Ds, promosse la convocazione (7-8 febbraio 1998) della Costituente Socialista da cui poi, nelle Assise congressuali di Fiuggi (8-10 maggio ’98), nacque lo Sdi.
Al secondo Congresso, tenutosi a Genova nell’aprile del 2002, lo SDI ha aderito al progetto, lanciato da Romano Prodi in occasione della celebrazione della Dichiarazione di Ventotene (30 settembre 2001), di unire il centro sinistra nella Casa dei Riformisti. Obbiettivo che è stato confermato nel 3° Congresso di Fiuggi (2-4 aprile 2004) e che ha visto il primo passo concreto nella nascita della Lista uniti nell’Ulivo per le elezioni europee del giugno 2004 di cui facevano parte oltre lo Sdi, i Ds, la Margherita e i Repubblicani europei e nel varo, nel febbraio 2005, della Federazione dell'Ulivo.
Successivamente, nelle elezioni regionali dell'aprile 2005, per l'opposizione della Margherita di Francesco Rutelli, la Lista unitaria venne presentata soltanto in cinque regioni, congelando di fatto il progetto della Casa dei Riformisti. Alla fine del 2005, per l'inaspettato successo di Prodi nelle primarie dell'Unione, la coalizione dei partiti del centrosinistra per le elezioni politiche del 2006, la Margherita tornò sui suoi passi acconsentendo a presentare la Lista unitaria in una delle due Camere.
Lo Sdi intanto però, anche per contrastare la deriva clericale emersa in occasione del referendum sulla fecondazione assistita del giugno 2005, aveva avviato un percorso di collaborazione con i Radicali italiani che avevano compiuto nel frattempo un passo strategico con la scelta di collocarsi nel centrosinistra. I passi successivi portavano alla nascita della Rosa nel Pugno e alla decisione di presentarsi assieme, con questo simbolo, alle elezioni politiche del 9 aprile 2006.

 

 
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