Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da Gloriam


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Storia del Sacro Ordine dei Paladini

Descrivere la storia dei Paladini non è impresa facile poiché il più delle volte il mito supera la realtà e fa sì che avvenimenti storici, come l’episodio di Roncisvalle, perdano le loro connotazioni reali per sfociare nella leggenda. La linea di demarcazione tra storia e leggenda si assottiglia a partire dalla Chanson de Roland, dove l’idealizzazione e l’esaltazione dell’eroe cristiano raggiungono l’apice, per scomparire  definitivamente ad opera dei poemi epico-cavallereschi del 1500: Il Morgante prima, L’Orlando furioso e L’Orlando innamorato dopo aggiungono nuovi episodi e nuovi personaggi alla realtà storica, tramutandola definitivamente in leggenda. Il termine Paladino, dall’aggettivo latino palatinus (del palazzo), descrive ciascuno dei 12 Pari al servizio nell’esercito di Carlo Magno,  essi ricoprivano le cariche più alte dell’ordine militare e costituivano una sorta di guardia d’onore dell’Imperatore. I Paladini o Pari erano scelti personalmente da Carlo Magno e obbedivano solo al re, ciascuno dei Pari era un nobile, conte o duca, e doveva possedere particolari virtù: fede, lealtà, forza e sprezzo del periglio. Vi sono pareri discordanti circa i nomi dei 12 Pari, per alcuni testi essi erano: Orlando, Olivieri, Berengario, Ottone, Gerino, Ivo, Ivorio, Gerieri, Ansegi, Sansone, Gerardo, Engelieri. Secondo la Chanson de Roland erano invece: Orlando, Oliviero, Turpino, Oggieri il danese, Riccardo il vecchio e il nipote Enrico, Accellino di Guascogna, Tebaldo di Reims e il cugino Milone, Geriero, Gerino e Gano. Nell’opera dei pupi troviamo alcuni dei personaggi elencati in precedenza e altri presi in prestito dai poemi epico-cavallereschi, mischiando così ancora di più mito e realtà. A confondere ancora una volta le acque ha contribuito la scuola catanese, che deve a suoi opranti le invenzioni di personaggi come: Uzeda, Erminio della Stella d’Oro, Gemma della Fiamma, Guido di Santa Croce e tanti altri. Sostanzialmente la storia dei paladini di Francia narra le innumerevoli battaglie tra cristiani e mori nella Spagna  dell’VIII secolo d.C. ed in particolare racconta della dolorosa sconfitta di Roncisvalle, in cui persero la vita, vittime di un’imboscata, le più valorose “spade” cristiane e fra tutte il prode Orlando ed il saggio Oliviero. Gli opranti, in una prima fase, per rappresentare gli episodi dei paladini, attinsero a piene mani dalla Chanson de Roland, dai poemi cavallereschi e da I Reali di Francia di A. Barberino, riconducendo i diversi episodi ad un'unica storia che partendo da Milone conte d’Anglante si concludeva con la morte di Rinaldo. Bisogna però attendere il 1858, quando l’intuito di un maestro elementare, tale Giusto Lo Dico, diede vita ad una poderosa opera in quattro volumi dal titolo Storia dei Paladini di Francia. Pubblicata in diverse edizioni, anche a dispense, l’opera del Lo Dico è considerata tuttora la Bibbia degli opranti, essa è stata utilizzata come riferimento alla stesura delle sceneggiature utilizzate nelle rappresentazioni dei pupi.