Nido
d'uccello
(Neottia nidus-avis)
Un'altra particolarissima orchidea, comune in tutto il territorio italiano dai 0 ai
1500 m, è la Neottia nidus-avis. La sua radice è una delle poche non avente i bulbi
tipici (v. Orchis mascula) delle orchidaceae italiane. Se in tutte le Orchis e nelle
Ophrys troviamo 2 pseudo-bulbi, la Neottia è dotata di piccoli rizomi che si nutrono
della sostanza organica del suolo sotto forma di humus o di
micelio fungino (simbiosi) e che sono in grado di "spostarsi" quando gli
organismi in decomposizione della zolla di terreno in cui vegeta scarseggiano. In realtà
lo spostamento è dovuto da una gemma avventizia subapicale che, quando le vecchie radici
sta muoredo, genera un nuovo apparato radicale che prenderà nutrimento da un angolo di
terreno più fertile. Presso le radici quindi si forma una sorta di nido d'uccello (radici
nuove + radici vecchie) e da qui il nome volgare "Nido d'Uccello" e quello
scientifico "Neottia nidus-avis". Il nome del genere, Neottia, deriva dal greco
e significa Nido, mentre nidus-avis dal latino e significa nido d'uccello. E' come se la
pianta si chiamasse Nido nido d'uccello.
Non è che sia molto bella, infatti la prima volta che la vidi, presso un rimboschimento artificiale di pini di fronte alla Certosa di Trisulti, non attirò la mia attenzione. Il suo colore, sia dello stelo (15-40 cm, eretto e lucido) sia delle guaine (uniche foglie, 2-3.5 cm) sia dell'infiorescenza è un giallo sbiadito-bianco, a volte anche bruno. I 20-30 fiori dell'infiorescenza hanno i tepali esterni ed interni conniventi, il labello bilobo e privo di sperone. Fiorisce da metà maggio a metà agosto in boschi e macchie, generalmente faggete.
IL VOLGO L’HA CHIAMATA ANCHE: NEOTTIA
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