Il 3 gennaio 1925, Mussolini annuncia la dittatura fascista. Il discorso inizia con un minaccio richiamo a quello del 16 novembre 1922, conosciuto come il "discorso del bivacco" ("Potevo fare di quest'aula sorda e grigia un bivacco di manipoli...."). Mussolini passa poi a respingere l'accusa che ci sia mai stata in Italia un polizia segreta. L'uccisione di Matteotti non è un delitto di Stato, essa rappresenta invece "il risultato di un determinato clima storico, politico e morale". Dell'accaduto avevano approfittato i nemici del fascismo, che avevano promosso la secessione aventiniana ("anticostituzionale, nettamente rivoluzionaria"), e la campagna denigratoria ("immomda e miserabile") dei grandi giornali contro il fascismo, bollato come "movimento di banditi e di predoni". In ogni caso Mussolini dichiara di assumersi "al cospetto di tutto il popolo italiano, [...] la responsabilità politica, morale, storica di quanto è avvenuto", preannunziando la ferma determinazione sua e di tutto il partito di stroncare la "sedizione degli aventiniani" e di adottare le soluzioni di forza che si rendano necessarie al fine di riportare la pace e la tranquillità nel paese. Era l'annunzio della dittatura, che avrebbe inchiodato il paese alla ventennale servitù fascista.
________________________________(da B.Mussolini, scritti e discorsi)
Il discorso:
MUSSOLINI, - Signori! Il discorso ch'io sto per pronunciare a voi, forse non potrà essere, a rigor di termini, classificato come un discorso parlamentare.
Può darsi che allafine qualcuno di voi trovi che questo discorso si riallaccia, sia pure attraverso il varco del tempo nascosto, a quello che io pronunciai in questa stessa aula il 16 novembre.
Un discorso di siffatto genere può condurre, ma può anche non condurre ad un voto politico.
Non lo desidero: ne ho avuti troppi.
L'articolo 47 dello statuto dice: "La Camera dei deputati ha il diritto di accusare i ministri del Re, e di tradurli dinanzi all'alta corte di giustizia".
Domando formalmente se in questa Camera, c'è qualcuno che si vul valere dell'articolo 47.
Il mio discorso sarà quindi chiarissimo e tale da determinare una chiarificazione assoluta.
Sono io, o signori, che levo in quest'aula l'accusa contro me stesso. Si è detto che io avrei fondato una Ceka (organizzazione squadristica del regime). Dove? Quando? In qual modo? Nessuno potrebbe dirlo!
Veramente c'è stata una Ceka in Russia, che ha giustiziato dalle 150 alle 160 mila persone, secondo statistiche quasi ufficiali. C'è stata una Ceka in Russia che ha esercitato il terrore sistematicamente su tutta la classe borghese e sui membri della singola borghesia. Una Ceka che diceva di essere la rossa spada della rivoluzione. ma la Ceka italiana non è mai esistita.
Fu alla fine di quel mese, di quel mese che è segnato profondamente nella mia vita (giugno 1924, delitto Matteotti), che io dissi: voglio che ci sia la pace per il popolo italiano; e voglio stabilire la normalità della vita politica. M come si è proposto a questo mio principio?
Prima di tutto con la secessione dell'Aventino, secessione anticostituzionale, nettamente rivoluzionaria; poi con una campana giornalistica durata nei mesi di giugno, luglio e agosto, campagna immonda e miserabile che ci ha disonorato per tre mesi.
E io sono tranquillo e calmo , in mezzo a questa bufera che sarà ricordata da coloro che verranno dopo di noi, con un senso di intima vergogna.
E intanto c'è un risultato di questa campagna! Il giorno 11 settembre qualcuno vuole vendicare l'ucciso, e spara su uno dei nostri migliori, che morì povero. Aveva 60 lire in tasca.
Tuttavia io continuo nel mio sforzo di normalizzazione e normalità. Reprimo l'illegalismo. Non è menzogna il fatto che nelle carceri ci sono ancora oggi centinaia di fascisti.
A tutto questo come si risponde? Si risponde con un'accentuazione della campagna. Si dice: il fascismo è un orda di barbari accampata alla nazione; è un movimento dibanditi e di predoni! Si inscena la questione morale, e noi conosciamo la triste storia delle questioni moral d'Italia.
Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l'arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di quanto è avvenuto.
Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, furi il palo e fuori la corda; se il fascismo non è stato che l'olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba alla migliore gioventù italiana, a me la colpa!. Se il fascismo è stato una organizzazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!.
Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene, a me la responsabilità di questo perchè questo clima storico, politco e morale io l'ho creato con una propaganda che va dall'intervento a oggi.
In questi ultimi giorni non solo i fascisti, ma molti cittadini si domandavano: c'e un governo?. Ci sono degli uomoni o ci sono dei fantocci? Questi uomoni hanno una dignità come uomini? E ne hanno anche una come governo?.
Io ho voluto deliberatamente che le cose giungessero a quel determinato punto esterno, e, ricco della mia esperienza di vita, in questi sei mesi ho saggiato il partito; e, come per sentire la tempra su certi metallibisogna battere un martelletto, così ho sentito la tempra di certi uomini, ho visto che cosa valgono e per quali motivi a un certo momento quando il vento è infido scantonano per la tangente.
Ho saggiato me stesso, e guardate che io non avrei fatto ricorso a quelle misure se non fossero andati in gioco gli interessi della Nazione. Ma un popolo non rispetta un governo che si lasci vilipendare. Il popolo vuole specchiata la sua volontà nella dignità del governo e il popolo, prima ancora che lo dicessi io ha detto; basta! la misyra è colma!
Ed era colma perchè? Perchè la sedizione dell'Aventino a sfondo repubblicano, questa sedizione dell'Aventino ha avuto delle conseguenze.
Perchè in Italia oggi chi è fascistarischia ancora la vita! E nei soli due mesi di novembre e dicembre undici fasisti sono caduti uccisi, uno dei quali ha avuto la testa spiaccicata fino ad essere ridotta un'ostia sanguinosa, e un altro, un vecchio di 73 anni, è stato ucciso e gettato da un muraglione.
Poi tre incendi si sono avuti in un mese, incendi misteriosi, incendi nelle ferrovie e negli stessi magazzini di Roma, a Parma e a Firenza.
Poi un risveglio sovversivo su tutta la linea, che vi documento, perchè è necessario di documentare, attraverso i giornali di ieri e di oggi: un capo squadra della milizia ferito gravemente dai sovversivi; conflitto tra carabinieri e sovversivi a Genzano; un tentativo di assalto alla sede del fascio a Tarquinia; fascista ferito da sovversivi a Verona; un milite della milizia ferito nella provincia di Cremona; fascista ucciso da sovversivi a Forlì; imboscata comunista a San Giorgio di Pesaro; sovversivi che cantano "Bandiera rossa" e aggrediscono i fascisti a Monzambano.
Voi vedete da questa situazione che la sedizione dell'Aventino ha avuto profonde ripercussioni in tutto il Paese. Allora viene il momento in cui si dice: Quando due elementi sono in lotta e sono irriducibili, la soluzione è la forza.
Non c'è stata mai altra soluzione nella storia e non ce ne sarà mai.
ora io oso dire che il problema sarà risolto. Il fascismo -governo e partito- sono in piena efficenza. Signori, vi siete fatti delle illusioni! Voi avete creduto che il fascismo fosse finito, perchè io lo comprimevo, che fosse morto, perchè io lo castigavo e poi avevo anche la crudeltà di dirlo. Ma se io mettessi la centesima parte dell'energia che ho impiegato a comprimerlo, a scatnaerlo, voi vedreste allora....
Non ci sarà bisogno di questo, perchè il governo è abbastanza forte per stroncare in pieno definitivamente la sedizione dell'Aventino.
L'Italia, o signori, vuole la pace, vule la tranqullità, vuole la calma laboriosa. Noi questa calma, questa tranquillità laboriosa, gliela daremo con l'amore, se è possibile. e con la forza, se sarà necessario.
Voi state certi che nelle 48 ore successive a questo mio discorso la, la situazione sarà chiarita su tutta l'area.
E tutti sappiamo ch non è capriccio di persona, che non è libidine di governo, che non è passione ignobile, ma è soltanto amore sconfinato e possente per la Patria.
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