Diodo led |
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Per
l'accensione del led bisogna tener presente quanto segue:
1) Il led
deve essere alimentato alla giusta polarità altrimenti non si accende.
Per questo motivo esso è stato provvisto di due piedini di connessione:
uno si denomina ANODO (A) e l'altro CATODO (C), ma, essendo il led troppo
piccolo per imprimerci sopra le indicazioni, si è stabilito di costruire
il piedino dell'anodo più lungo di quello del catodo. All' anodo si deve collegare il polo positivo e al catodo quello negativo. 2) Un led non si può collegare ad una tensione superiore a 1,6 V circa perché si "brucerebbe" immediatamente. Quest'ultima condizione costituisce un problema che bisogna superare con opportuni accorgimenti: infatti nella maggior parte delle apparecchiature è presente una tensione elettrica notevolmente superiore a 1,6 volt. Perciò è necessario saperla ridurre con l'impiego di altri componenti da inserire nel circuito elettrico. Ciò si ottiene normalmente mediante l'impiego della RESISTENZA. Essa è un componente elettrico che limita il passaggio dell'intensità di corrente. I valori di resistenza da utilizzare per le più usuali tensioni elettriche sono: 130 Ohm per 4,5 volt; 180 Ohm per 6 volt; 390 Ohm per 9 volt; 510 Ohm per 12 volt; 1,2 kOhm per 24 volt. Le
resistenze più comuni nei circuiti sono fatte di uno strato di carbone
(questo è un cattivo conduttore di elettricità) che ricopre un piccolo
cilindro di ceramica alle cui estremità sono inseriti i fili di
collegamento; tutta la resistenza è ricoperta da una laccatura con
vernice isolante. Sull'involucro
esterno sono disegnati degli anelli colorati che servono ad indicare il
valore in Ohm della resistenza. Il quarto anello, solitamente più largo
degli altri, sta ad indicare la tolleranza dei valori espressa in
percentuale. Esempio: Nei
circuiti, le resistenze si rappresentano con i seguenti simboli grafici:
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