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Il Sole, la torre ed il grano, sono i simboli dello stemma solarolese
Le prime testimonianze di insediamenti risalgono all'età del bronzo (1400-1100 a.C.). Già prima del 1000 a.C., quindi, il suo territorio era abitato. Numerosissimi sono i ritrovamenti relativi a case e fornaci di mattoni di epoca romana. La pianura padana venne infatti centuriata ed il territorio "appoderato" a beneficio dei veterani di guerra di Roma. Scoperte anche alcune tombe in località Madonna della Salute. Il suo nome -Solarolo- emerge da una pergamena del 993. In epoca più tarda, subì le conseguenze di tutte le discordie dei signori di Faenza, i Manfredi, ai quali il castello di Solarolo era tributario. Ebbe comunque diversi "signori". Fu della Chiesa fino alla proclamazione napoleonica della Repubblica Cispadana (1796), poi nel (1815) passò nuovamente allo Stato Pontificio fino al plebiscito del 13 Giugno 1859 in seguito al quale fu annesso al Regno d'Italia. Durante l'ultima guerra, il paese fu distrutto. Il fronte si fermò infatti per quasi cinque mesi sul fiume Senio, a due chilometri di distanza. Bombardamenti e rappresaglie seminarono il terrore nella cittadina. Poi la ricostruzione.



E' un paese costruito seguendo la pianta quadrata del primitivo impianto romano. Sotto la signoria dei Manfredi di Faenza fu costruita la Rocca, imprendibile fortilizio. Ne resta solo un rudere, ridotto com'è ora dai tedeschi in ritirata nel '45.
In municipio, invece c' è una delle più belle sculture del Rinascimento in Romagna: murata nella sala consigliare del Municipio, troviamo infatti una Madonna con bambino attribuita a Desiderio da Settignano (1428- 1464). La chiesa della Santissima Annunziata è del 1500, ed è stata rimaneggiata in epoca barocca. Vi si officia una sola volta l' anno. È sede del museo comunale, dove sono custodite, tra le altre cose, una Annunciazione del pittore faentino Giambattista Bertuzzi, una Madonna lignea del '600 ed una vasta collezione di "ex voto".
Nella chiesa di Santa Maria in Casanola, vi sono resti di affreschi a parete del '500, una pala della Natività del XVII secolo e altre tele. In San Michele in Gaiano (parrocchia ricordata già in un documento del 1022) è visibile una Madonna con Bambino di scuola guercinesca (XVII secolo). In un'altra parrocchia, Santa Maria in Felisio, è custodita una tavola bizantina del XIV secolo, forse proveniente da Aquileia.
Infine, nella chiesa di San Mauro, ci sono una Pala d'altare del Tonducci (1568), raffigurante la Vergine col Bambino, una statua in legno della Madonna del Carmine di Lugo opera del Paganelli di Lugo (1647), una Via Crucis dei Ferrandi di Bologna ed il Fonte battesimale.
Risale al 1736 il Santuario della Madonna della Salute che deve il nome ai numerosi miracoli attribuiti alla sacra immagine della Vergine.
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