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L'olocausto

Il termine olocausto, che nell'antica liturgia ebraica designa il sacrificio levitico, è stato adottato dagli storici per indicare il massacro di sei milioni di ebrei compiuto dal regime nazista durante la seconda guerra mondiale. campi di concentramento in Francia campi di concentramento in Italia campi di concentramento in Germania campi di concentramento in Polonia campi di concentramento in Ucraina campi di concentramento in Austria Dopo la politica di boicottaggio e di discriminazione antisemita avviata in Germania fin dal 1933 (vedi leggi di Norimbrega 1935) e I'istituzione dei primi campi di concentramento (Oranienburg, Buchenwald e Dachau), i nazisti presero a pretesto I'assassinio di Ernst von Rath, un segretario dell'ambasciata tedesca a Parigi, per bruciare 267 sinagoghe e arrestare 20.000 persone nella tristemente famosa Kristallnacht ("notte dei cristalli" tra il 9 e il 10 novembre 1938. Gli ebrei tedeschi furono costretti a pagare una somma di 400.000.000 di dollari per risarcire i danni subiti dalle loro stesse proprietà. Iniziata la seconda guerra mondiale (settembre 1939), tre milioni di ebrei polacchi dovettero subire un Blitzpogrom di violenze e di stragi. Con il decreto sui ghetti di Reinhard Heydrich, aiutante di Heinrich Himmler, furono gradualmente separati dal resto della popolazione e, nei due anni successivi, morirono in 700.000 per stenti e fame; i nazisti progettarono anche di deportare tutti gli ebrei nella riserva di Nisko (regione di Lublino) o in Madagascar. Quando nel giugno 1941 la Germania attaccò I'URSS, contro gli ebrei russi furono impiegate quattro Einsatzgruppen ("squadre d'urto") speciali, che si macchiarono di orribili atrocità, culminate nell'eccidio del burrone di Babi Yar (Kiev), dove il 29-30 settembre 1941 furono mitragliati 33.771 ebrei. Su insistenza di Hitler, Heydrich presiedette (gennaio 1942) la conferenza di Wannsee sulla "definitiva soluzione della questione ebraica". AUSCHWITZ Nei tre anni successivi gli ebrei reclusi ad Auschwitz e negli altri campi di concentramento furono sterminati, fra I'altro, col gas cianidrico o col monossido di carbonio, con le iniezioni al fenolo, con i lanciafiamme e le bombe a mano. Nel corso della guerra, dal Nord Africa alla Bielorussia, non meno di 60.000 ebrei combatterono da partigiani contro i nazisti. Epiche le sollevazioni dei ghetti a Cracovia, Bialystok, Vilna, Kaunas, Minsk, Slutsk e soprattutto a Varsavia (aprile-maggio 1943). Reclusi ebrei distrussero Sobibor e Treblinka, così come guidarono la rivolta in altri 15 campi di concentramento. A guerra finita, erano stati uccisi due terzi degli ebrei europei, più di quanti erano stati eliminati durante i Pogrom nei diciotto secoli precedenti.