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Rete Scolastica "Scuolaacolori"

Istituto Comprensivo
Montebelluna 2
c/o scuola media di Biadene
tel. 0423/603982 - fax 609938

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F.A.Q.
SPORTELLO
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notiziario scuolaacolori

 

 

Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regi, di montagne, di baie, di navi, d'isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l'immagine del suo volto.

Jorge Luis Borges "L'artefice"

Education is the most powerful weapon
which you can use to change the world.

Nelson Mandela

 

 

 

I minori stranieri extracomunitari e il diritto all’istruzione
dopo l'entrata in vigore della legge n. 94/2009

a cura dell'ASGI (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione)

 

 "Buona Scuola"
Comitato genitori e insegnanti per la scuola

comitatoscuolapubblica.
wordpress.com/estorm

 

 

 

 

 

luogo di incontro, scambio di esperienze
per prevenire abbandoni scolastici.

Fanno parte della Rete scuole
di Italia, Belgio, Romania e Spagna

 

La scuola al tempo dello spread
 dalla scuola della Costituzione alla scuola azienda

La scuola sta vivendo da tempo un periodo di stanchezza, riceve scarsa considerazione e sembra diventata solo una faccenda di spese da ridurre. Ci si sta dimenticando dell’enorme importanza che ha la straordinaria esperienza dell’insegnare e dell’imparare. Il paese ha bisogno di più scuola, non di tagli; della possibilità di tenere aperte le scuole anche di pomeriggio e di sera, per farle diventare dei poli culturali che propagano conoscenza e relazioni. Non spreco, ma scuola come bene comune, da difendere e tutelare. Educare è sempre più facile che rieducare. Ed è anche meno costoso, sia sul profilo umano che economico. Se n'è accorto Obama, che pur nella crisi che sta attraversando il suo (come il nostro) Paese, visitando un' università, ha detto : “Un dollaro speso a scuola ne risparmia dieci nel sociale”.

“L’errore della politica è di considerarla un comparto particolarmente oneroso del pubblico impiego. La scuola non è un insieme d’uffici, è arte, politica, religione, cultura, è compagnia, è lavoro, è gioia, è futuro. La scuola dovrebbe essere un vulcano in mezzo alla società…” Un vulcano in grado di scuotere il territorio in cui è inserita, di lanciare lontano i giovani che rappresentano il futuro, di generare speranza, capacità critica, voglia di cambiamento.
Gli investimenti per la formazione, invece, vedono l'Italia al 31° posto su 32 paesi d'Europa (dati Ocse): anche il governo tecnico dei bocconiani non sembra cambiare tono rispetto ai precedenti e le parole d'ordine restano: dimensionamento, tagli, pochi investimenti.
Per quanto ancora la scuola riuscirà a “permettere il pari, e lasciare fuori dalle sue mura il dispari”, come scrive Erri De Luca?
Oggi la scuola pubblica è spesso l'unico elemento di ricomposizione sociale di una comunità liquida che appare sempre più disgregata e dal futuro incerto. Con una famiglia a volte distratta (le separazioni in Italia superano il 50% dei matrimoni, e in provincia di Treviso una coppia su due, dopo cinque anni, si separa), con centri aggregativi sempre più separati e poco inclusivi, con una scuola che non riesce ad offrire nel pomeriggio spazi di incontro e di relazione, i ragazzi sono soggiogati dal labirinto wireless che li circonda e cattura, nutrendoli di Ipad e YouTube, prima e seconda persona singolare dell'individualismo e della 'solitudine di gruppo'.
Bisogna ripartire dalla scuola intesa come bene comune, come luogo in cui si costruisce il futuro, dove il rapporto educativo, fondato sulla sussidiarietà, sulla solidarietà e sulla partecipazione tende alla realizzazione di tutti, a partire dai più deboli. Dove si parla di libertà e di giustizia, dove si diventa cittadini crescendo assieme agli altri, condividendo esperienze e valori. Se si rinuncia a investire nella scuola, si rinuncia alla crescita, al cambiamento, all’evoluzione. Non si riesce a far fronte ai mutamenti già in atto nella società: dai nuovi stili di vita alla conoscenza come motore delle trasformazioni, dall’impatto con le nuove tecnologie che stanno cambiando il concetto di tempo e di spazio all’allargamento dei confini di riferimento. Occorre riconoscere il mutamento antropologico in atto e il conseguente bisogno di adeguate conoscenze e competenze, di altri modelli da pensare e di una diversa grammatica da inventare per dare un futuro alle nuove generazioni.

 

Il vero spread è quello della conoscenza - M. Augé

 

 

Notiziario dicembre 2012

 

 

 

 

 

 

 

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Interculturale

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Scuolaacolori

 

 

Frammenti

...Se è veramente saggio,
non vi introdurrà
nella casa della sua sapienza,
ma vi accompagnerà
alla soglia 
della vostra mente.

Kahlil Gibran, L'insegnante

 

Due cose sembrano infinite, l’universo e la stupidità degli uomini, ma della prima non sono del tutto sicuro
Albert Einstein
 

 
 

‘Non c’è un filo d’erba solo in un prato. Non c’è un albero. Ma c’è il bosco, dove tutti gli alberi stanno insieme. Non prima o poi. Ma insieme. Grandi e piccoli, con i funghi e i cespugli e le rocce e le foglie secche e le fragole e i mirtilli. E gli animali selvatici, e magari anche le fate e le ninfe e i cinghiali, e i cacciatori di frodo e i viandanti smarriti, e chissà quante altre cose ancora. C’è la foresta.


Carlo Levi, L’orologio, Einaudi 1989, Torino

 



 

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà.
Se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.

Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:  cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno,
e farlo durare, e dargli spazio.

Italo Calvino, Le Città Invisibili

 

 

 

ULTIME NEWS

L' ita(g)liano a scuola sempre più sconosciuto di M. Lodoli
Alessandro D'Avenia: primo giorno di scuola

Alessandra Rubenni:  Permesso di soggiorno e conoscenza dell'Italiano e dell'uso del computer

Antonio Vigilante: Il salto

Massimo Gramellini: a scuola tra mense e gite

Giulietta Poli: Bambino, chi era costui?

Appello degli intellettuali contro il ritorno delle leggi razziali in Italia

Gad Lerner: a piccoli passi verso l'inciviltà

Tutte le news

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ALL I NEED - Radiohead

Il passero

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LIBRI

Daniel Pennac: Diario di scuola

 

CALENDARIO

Accadde in Dicembre

 

 

 

Elenco del peggio e del meglio della scuola
(di Domenico Starnone a "Vieni via con me")


1.
La scuola peggiore è quella che si limita a individuare capacità e meriti evidenti. La scuola migliore è quella che scopre capacità e meriti lì dove sembrava che non ce ne fossero.

2.
La scuola peggiore è quella che esclama: meno male, ne abbiamo bocciati sette, finalmente abbiamo una bella classetta. La scuola migliore è quella che dice: che bella classe, non ne abbiamo perso nemmeno uno.

3.
La scuola peggiore è quella che dice: qui si parla solo se interrogati. La scuola migliore è quella che dice: qui si impara a fare domande.

4.
La scuola peggiore è quella che dice: c’è chi è nato per zappare e c’è chi è nato per studiare. La scuola migliore è quella che dimostra: questo è un concetto veramente stupido.

5.
La scuola peggiore è quella che preferisce il facile al difficile. La scuola migliore è quella che alla noia del facile oppone la passione del difficile.

6.
La scuola peggiore è quella che dice: ho insegnato matematica io? Sì. La sai la matematica tu? No. 3, vai a posto. La scuola migliore è quella che dice: mettiamoci comodi e vediamo dove abbiamo sbagliato

7.
La scuola peggiore è quella che dice: tutto quello che impari deve quadrare con l’unica vera religione, quella che ti insegno io. La scuola migliore è quella che dice: qui si impara solo a usare la testa.

8.
La scuola peggiore rispedisce in strada chi doveva essere tolto dalla strada e dalle camorre. La scuola migliore va in strada a riprendersi chi le è stato tolto.

9.
La scuola peggiore dice: ah com’era bello quando i professori erano rispettati, facevano lezione in santa pace, promuovevano il figlio del dottore e bocciavano il figlio dell’operaio. La scuola migliore se li ricorda bene, quei tempi, e lavora perché non tornino più.

10.
La scuola peggiore è quella in cui essere assenti è meglio che essere presenti. La scuola migliore è quella in cui essere presenti è meglio che essere assenti.

 

 

Scuola Pubblica

Intervista al Prof. Pea

tutti i video

 

 

 

 

Sedetevi con la forza della montagna, l'atteggiamento del cielo, il flusso d'un fiume,
il respiro del vento, i colori della natura, l'esperienza dell'arcobaleno.
Restate così, semplicemente, e siatene felici, senza possedere nulla.

 

aforisma zen


SCRITTE SUL MURO:
la lentezza

Sinora si è agito all'insegna del motto olimpico "citius, altius, fortius" (piu' veloce, piu' alto, piu' forte), che meglio di ogni altra sintesi rappresenta la quintessenza dello spirito della nostra civiltà, dove l'agonismo e la competizione non sono la nobilitazione sportiva di occasioni di festa, bensì la norma quotidiana ed onnipervadente. Se non si radica una concezione alternativa, che potremmo forse sintetizzare, al contrario, in "lentius, profundius, suavius" (più lento, più profondo, più dolce"), e se non si cerca in quella prospettiva il nuovo benessere, nessun singolo provvedimento, per quanto razionale, sarà al riparo dall'essere ostinatamente osteggiato, eluso o semplicemente disatteso.

 

Alex Langer

 

Festina lente


Affrettati con lentezza

 

Caio Svetonio Tranquillo

Amo i tempi morti: mi fanno sentire vivo

 

Michele Serra

 

“Buongiorno”, disse il piccolo principe.
“Buongiorno”, disse il mercante.
Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete.
Se ne ingoiava una e non si sentiva più il bisogno di bere.
“Perché vendi quella roba?” disse il piccolo principe.
“E’ una grossa economia di tempo”, disse il mercante.”Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano cinquantatré minuti alla settimana”
“E che cosa se ne fa di questi cinquantatré minuti?”
“Se ne fa quel che vuole.....”
“Io”, disse il piccolo principe,”se avessi cinquantatré minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana....

 

Antonie de Saint-Exupéry

La civiltà, nel vero senso della parola,
non consiste nel moltiplicare le necessità,
ma nel limitarle volontariamente.

 

Mahatma Gandhi