VIABILITA'
STORICA
La viabilità preistorica è rappresentata dai fiumi di portata
più ampia di quella odierna che ne consentiva la navigazione per
lunghi tratti dalla foce fino all'interno dell'isola. In periodo storico
con il trascorrere dei secoli le vallate fluviali vengono percorse dai mercanti
per trasportare le loro merci dai principali approdi costieri ai centri
indigeni dell'entroterra; queste hanno rappresentato le principali vie di
comunicazione per tutto il periodo ellenistico. Con l'età imperiale
la viabilità dell'isola si attesta con "itinerari" precisi
e stabili pervenutaci solo attraverso testimonianze scritte e di cui risulta
non facile rintracciarne i tracciati originari. L'alternarsi dei diversi
regni ed il mutare delle esigenze politiche condizionano la distribuzione
degli insediamenti e delle relative comunicazioni. Dalla caduta dell'Impero
Romano sino al sec. XVI i documenti e gli studi riguardanti la viabilità
dell'isola risultano scarsi ed imprecisi, ma si può ben immaginare
come le vie di comunicazione interne non dovessero essere affatto facili
In assenza di vere e proprie strade le trazzere di comunicazione tra
l'entroterra e la costa,
costituivano una viabilità naturale
che rispondeva a due fini opposti: "assicurare le comunicazioni e al
tempo stesso l'incomunicabilità a fini difensivi". (linee
guida del P.T.P.R.).
Dal 1584, con l'istituzione del Regio Servizio Postale si ricomincia ad
avere notizie di percorsi allorchè vengono stabiliti precisi itinerari
da far seguire ai corrieri. La struttura viaria portante del XVI sec. è
essenzialmente costituita da: "itinerari dei corrieri regi ed ordinari"
che recapitavano rispettivamente i regi dispacci e corrispondenza ordinaria,
"vie dei caricatori" rappresentate da passaggi obbligati da seguire
per condurre la produzione granaria dall'entroterra verso i "caricatori"
(depositi dislocati lungo la costa, nelle città demaniali o feudali);
queste ultime vie perdettero d'importanza dopo il 1812, dopo l'abolizione
dei caricatori assieme alla feudalità.Vie dei corrieri ed itinerari
dei caricatori sono sempre piste in terra battuta pressochè impraticabili
nei periodi invernali, ma fornite di ponti o servite da pontoni. A questa
viabilità si connetteva la capillare rete delle Trazzere,
quasi esclusivamente utilizzata all'interno dei singoli feudi. Tale struttura
viaria è giunta quasi inalterata sino all fine del XVIII sec. quando
con il regno borbonico viene posto dal Parlamento Siciliano il problema
della viabilità che risulta estremamente arretrata, limitando inevitabilmente
lo sviluppo dei commerci. Dal 1778 cominciano i progetti per la modernizzazione
delle strade;esse vengono divise in tre classi: Vie Consolari (partono dalla
capitale ed attraversano il regno da una parte all'altra),
Vie Traverse principali (di immissione alle Strade Consolari) e Vie Traverse
secondarie (per i collegamenti all'interno dello stesso comune). Per la
realizzazione della rete viaria il governo centrale non appronta quasi mai
i capitali necessari ricorrendo più spesso a grossi prestiti finanziari,
ciò aggiunto alla mancanza di manodopera specializzata rallenta i
lavori di realizzazione che procedono con estrema lentezza.
Al momento dell'Unità d'Italia sono comunque stati collegati tra
loro i vari capoluoghi di provincia ed i luoghi di produzione con quelli
di esportazione, anche se nel complesso la struttura viaria risulta estremamente
carente: molti comuni interni sono privi di collegamenti ed il 30% della
popolazione vive in zone quasi del tutto isolate. Nel 1863 viene aperto
il primo tronco ferroviario siciliano che collega Palermo a Bagheria (13
Km) e tra il 1874 ed il 1884 vengono realizzati 300 Km di strada ferrata
suddivisa in due grandi linee: Messina-Catania-Siracusa e Palermo-Trapani-Girgenti-Porto
Empedocle. I percorsi scelti dalla ferrovia favoriscono l'industria estrattiva
e collegano zone interne ricche di giacimenti con i principali porti, trascurando
il trasporto dei passeggeri con tracciati spesso distanti dai centri abitati.
Nel 1886 viene realizzata la prima linea a scartamento ridotto Palermo-Corleone-San
Carlo. La costruzione delle linee a scartamento ridotto avvenuta negli anni
successivi, con percorsi più diretti ed economici, significa per
molti centri dell'interno l'unica possibilità di collegamento con
il resto del territorio ed in generale la realizzazione della ferrovia viene
considerata come una possibilità di creare in modo più concreto
l'unificazione d'Italia.
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