Lettere dai pendolari 2004

Lettere dai pendolari: Attenzione, Trenitalia lucra anche sui costi del call center! (2/11/2004)

Salve, vengo a segnalarvi una situazione di cui mi sono accorto solo dalla scorsa settimana e di cui non ho letto nulla sul vostro sito Internet.
Credo infatti che interesserà ai vostri lettori, sia del sito che della vostra bacheca presente nel sottopassaggio vecchio della stazione di Piacenza, sapere che da qualche tempo la tariffazione del "famoso" call center Trenitalia 89.20.21 è passata a questi valori:
Fascia oraria unica:
Scatto alla risposta: 30 centesimi di Euro (IVA inclusa)
Costo al minuto: 54 centesimi di Euro (IVA inclusa)
Valori preso dalla pagina ufficiale
http://www.trenitalia.com/fstelefono/FsTel.html

CINQUANTAQUATTRO CENTESIMI AL MINUTO!!!! Sono più di mille lire al minuto!
La cosa triste di tutto ciò è che spesso, ad esempio in caso di scioperi, i mezzi di informazione come radio, televisione o quotidiani invitano gli utenti a contattare il numero indicandolo come "numero verde"; ma questo è il solito problema di verifica delle fonti, sport che i nostri amati giornalisti non sembrano praticare.

La cosa invece sbagliata in se è che non solo ci tolgono la possibilità di acquisto dei biglietti riducendo il numero degli sportelli e gli orari di apertura dei medesimi o la possibilità di acquistare il biglietto in vettura se non con soprattassa di 25 euro ma hanno anche il coraggio di FREGARCI soldi per un servizio che è anche e soprattutto A VANTAGGIO delle FS perché immagino che i costi di gestione di un call center siano di molto inferiori a quelli di una tradizionale biglietteria in ogni stazione d'Italia.

Forse è il caso di avvisare di questo silente cambiamento di tariffe i pendolari e gli utenti tutti delle FS magari anche in bacheca nel sottopassaggio.

Lettere dai pendolari: Problemi linea per Voghera (2/11/2004)

Sono una delle tante vittime del sistema di trasporto delle FFSS subendolo nella tratta da Voghera a Piacenza.
In controtendenza con ciò che è stato modificato all'inizio dell'anno, per cui il treno Torino Bologna IR2061 ha anticipato la partenza di circa 20 minuti per portare i passeggeri a Piacenza onde poter trovare la coincidenza del Pendolino (che quindi è stato posticipato), ho sentito dire da voci di corridoio che il treno IR2061 suddetto, verrebbe arrestato per circa QUINDICI MINUTI a Castel S. Giovanni per ...FAR PASSARE IL PENDOLINO!!! A questo punto, oltre al nostro ennesimo disagio, non aspetterebbe le eventuali coincidenze a Piacenza.
Vi sarei grato per una Vostra cortese informativa e se ci possa essere qualsiasi sistema per opporsi a queste insensate pianificazioni degli orari.

Lettere dai pendolari: Inspiegabili differenze sui i costi dei biglietti (2/11/2004)

Vi invio questa e-mail per raccontarvi un disservizio che rasenta la truffa e che avviene da molto tempo nella vostra stazione.

Premetto che non sono una pendolare nel senso classico del termine, ma due volte al mese raggiungo Piacenza da Udine, amena città friulana che dalle vostre parti tutti ritengono essere in montagna; non è così, ma questo riguarda poco la nostra storia. Riguarda poco anche che le mie peregrinazioni sono legate al fatto che più di cinque anni fa ho perso la testa per un piacentino e questo ci ha costretto ad affidarci a mamma Trenitalia ogni settimana per poterci vedere, ma per amor di completezza ora sapete anche questo.

Veniamo ai fatti. Mi sono accorta che gli addetti alla biglietteria di Piacenza appena possono fanno la cresta sui biglietti. Mi è successo diverse volte, l'ho anche fatto notare agli addetti, ma alle mie rimostranze hanno sempre risposto dandomi garbatamente della matta. All'ennesimo tentativo di spillarmi più soldi del dovuto mi sono arrabbiata a morte e ho inviato al quotidiano Libertà questa lettera:

Nei cinque anni abbondanti in cui raggiungo due volte al mese la vostra città in treno di disservizi ed episodi spiacevoli ne ho vissuti tanti da poter scrivere un libro. Ma quest’ultimo mi ha fatto veramente imbufalire.

Alcune mattine fa mi sono recata in stazione per raggiungere Udine; mi ci vogliono tre treni per arrivare a casa: da Piacenza a Bologna, da Bologna a Venezia e da qui a Udine. Normalmente preferisco gli interregionali, che sono sì scomodi, caldissimi d’estate e molte volte freddissimi d’inverno, spesso pieni come carri bestiame e con ritardi allucinanti, ma hanno la pregevole qualità di costare meno degli Intercity. Normalmente, appunto, perché quella mattina il mio interregionale era in ritardo di 35 minuti e per non perdere la coincidenza a Bologna sono stata costretta a scegliere un Intercity. Un euro e novanta in più, ma non era questo che mi infastidiva, quanto l’idea di non poter fare il biglietto alla biglietteria automatica, visto che a volte ha la simpatica abitudine di dare il resto tutto in monete da 50 centesimi. Trattandosi di 21,28 euro, ed essendo io provvista di 30 euro tutti di carta, mi sono fatta coraggio e mi sono messa in fila.

Potrebbe sorprendere questa mia eccessiva repulsione per gli addetti alla biglietteria, se non fosse che più volte mi sono accorta che, chissà perché, il biglietto emesso dagli addetti della biglietteria di Piacenza costava più di quello emesso dalla biglietteria automatica. Immagino che chi non viaggia abitualmente in treno sia molto stupito da questa affermazione: come può un biglietto emesso per una determinata tratta, effettuato con treni della stessa identica categoria, costare di più o di meno? In effetti, da quando Trenitalia, se non ricordo male nel 2001, ha cambiato i programmi dei computer che emettono i biglietti, è possibile fare lo stesso viaggio a tariffe diverse. Un esempio? Il mio viaggio in treno con un Intercity e due interregionali costa 21,28 euro. Ma il computer può tranquillamente emettere un biglietto del tutto identico a 24,58 euro. In base a cosa? Alla scelta che l’addetto della biglietteria opera sul computer.

Così, quando l’addetto mi ha prospettato (come mi aspettavo) i 24,58 euro io ho estratto dalla mia borsa un biglietto Piacenza - Udine già usato in cui campeggiava il totale di 21,28 euro e gli intimato: “Ne voglio uno come questo. Uguale. Identico. Che costi come questo!!”.

Panico. Evidentemente l’addetto non si aspettava che io tirassi fuori una prova tangibile del fattaccio. Prova che mi portavo dietro da mesi, da quando ero stata guardata con aria commiserevole da un altro addetto, a cui avevo fatto notare che il prezzo era più alto di quello che pagavo di solito: “Sì, sì, signorina, come no, paga di meno all’automatico… E allora vada all’automatico la prossima volta… Avanti un altro!” Così la volta successiva ci sono andata davvero all’automatico, e avevo tenuto il biglietto per le future evenienze.

L’addetto prova, riprova, si affanna, chiama un collega, ma quel benedetto prezzo non esce fuori in nessun modo dal suo terminale. Immagino che i due compari cominciassero a pensare che il biglietto me l’ero stampato da sola a casa, quando a uno dei due viene un’illuminazione: “Ma questo biglietto è vecchio! E’ dell’anno scorso! Saranno cambiate le tariffe!” Ovviamente non ci sono stati cambi di tariffe, ma le mie rimostranze sono ormai inutili, i due cominciano a urlarmi contro di tutto. Inoltre, inizio ad avvertire la pressione dei poveretti in coda dietro di me. Vinta, chiedo al cortese addetto se mi cambia 10 euro in moneta, il biglietto vado a farmelo da sola. La biglietteria automatica, ovviamente, in pochi istanti fa comparire il mio prezzo: euro 21,28! Ritiro il biglietto, maledico l’ignoranza e la maleducazione degli addetti piacentini e mentre sistemo bagagli e monetine vengo raggiunta dall’altro addetto. “Ce l’ha fatta?” Con le mani che tremano dalla rabbia gli consegno il mio biglietto. Arriva anche un terzo addetto, probabilmente già informato dei fatti, ad ammirare il miracolo. I due prendono nota di qualcosa e poi mi restituiscono il biglietto.“Va bene, controlleremo”. Ah. E uno “scusi se le abbiamo dato della cretina”, un “ci dispiace”, un “abbiamo sbagliato, e forse in questi tre anni non è affatto al prima volta e magari senza cattiveria ma per ignoranza del nostro quotidiano strumento di lavoro abbiamo buggerato un sacco di ignari viaggiatori”? Manco per sogno. Rimaledico gli addetti della stazione di Piacenza e salgo sul mio Intercity, in ritardo di 15 minuti, a godermi il freddo polare dell’aria condizionata che giustifica quell’unico euro e novanta in più che, a furia di arrabbiarmi e battere i piedi, sono riuscita a pagare.

Ora faccio un ragionamento un po’ iperbolico, ma per nulla improbabile. Quante persone, ogni giorno, vanno alla stazione di Piacenza a fare un biglietto? Tante. Quante di queste non sono esperte di tariffe, orari, tipologie di treni? La maggior parte, considerando che i veri esperti, i pendolari, fanno l’abbonamento e non il biglietto. E a quante di queste vengono chiesti più soldi del dovuto, solo perché l’addetto non sa usare il programma, programma che come ripeto ha sotto il naso da tre anni ed è il suo principale strumento di lavoro? Tre euro e trenta non sono certo un capitale, sono poco più di seimila delle vecchie lire, ma sono un guadagno indebito e reiterato chissà quante volte. Credo che i piacentini e i viaggiatori di passaggio abbiano il diritto di fare della beneficenza a chi vogliono loro, e non essere costretti a farla a Trenitalia!

Questo è quanto. Inutile precisare che ci sono buoni motivi per credere che il giochetto si ripeta ogni volta che il malcapitato viaggiatore chiede un biglietto per una tratta che preveda due o più treni di categorie diverse.

A voi, che siete più esperti, chiedo questo: com'è possibile che sia possibile rilasciare biglietti identici a prezzi diversi?? C'è qualcuno che vigila sui costi dei biglietti emessi? C'è una regola che impone all'addetto di rilasciare il biglietto al costo giusto e non gravato da inutili balzelli dovuti alla sua ignoranza? E ancora: perché dalle macchinette automatiche e perfino dal sito Internet sono sparite tutte le tariffe più economiche? Mi spiego: ci sono una decina di combinazioni di treni solo interregionali che nell'arco di una giornata permettono di fare il viaggio Piacenza - Udine, con ampie coincidenze di circa 20 minuti; i treni partono a distanza di un'ora per tutto il giorno. Perché solo pochissime di queste combinazioni vengono riportate sulle macchinette e su Internet? Se uno è ignorante di treni magari non sa che anche se parte alle 8 del mattino va bene il biglietto solo interregionali che la macchinetta ritiene valido per le 13 o per le 16! Sembra che se parti alle 8 puoi servirti solo di Intercity ed Eurostar! Non vi sembra una truffa??

Lettere dai pendolari: Treni in ritardo e parcheggi sporchi e allagati (2/11/2004)

Volevo segnalare che anche stamattina, 16 settembre 2004, a causa di un ritardo del treno proveniente da Bologna per Torino delle 07.53 di 10 minuti in arrivo sul binario 3 della stazione di Piacenza anche il treno successivo in arrivo da Ravenna per Milano delle 08.01 è arrivato e partito con 10 minuti di ritardo.
Ritardo che, COME SEMPRE, è andato accumulandosi fino alla stazione di Milano Lambrate (dove sono scesa) con 20 minuti di ritardo.
Non riusciamo assolutamente a capire come mai ci si ostini a lasciare due treni sullo stesso binario a quell'ora provocando continui ritardi al secondo se è in ritardo il primo quando gli altri binari della stazione sono sgombri: a quell'ora stamattina sia il numero 1 sia il numero 5 non prevedevano nessun treno in arrivo quando sarebbe dovuto arrivare l'IR da Ravenna.
Inoltre questo IR per Milano serve molti più passeggeri (migliaia!) pendolari come me che tutti i giorni per lavoro o studio devono raggiungere Milano e quindi DEVE ASSOLUTAMENTE AVERE LA PRIORITA' rispetto all'altro che invece parte quasi vuoto.

Un'altra segnalazione da fare rispetto alla terribile mancanza di pulizia del parcheggio cicli-motocicli presso la stazione di Piacenza. Siamo molto contenti di avere quel posto coperto a disposizione ma si richiede una pulizia più frequente dato che si riempie di ogni sorta di sporcizia, è assolutamente anti-igienico anche solo respirare quell'aria malsana prodotta dai rifiuti in giro e quest'estate era diventato anche il dormitorio di due/tre barboni.

Anche il parcheggio auto, altro bene prezioso, ha molti problemi quando piove perché la vastità delle pozzanghere rubano molti posti auto a meno di non essere muniti di stivaloni, in allegato trovate una foto che evidenzia la situazione com'era quest'inverno ma che nel frattempo (ed è bastata la pioggia di ieri) non è affatto cambiata.


Parcheggio_allagato.jpg (5807 byte)

Lettere dai pendolari: Diritto fisso non dovuto (10/10/2004)
(Gradiremmo un chiarimento dalle ferrovie)

IR 2039 Milano Livorno delle 07.05 del 02/09/2004.
Causa il numero limitato di carrozze il treno è stracolmo, non c'è posto in 2a classe nemmeno in piedi e mi siedo in 1a in attesa dell'arrivo del controllore per regolarizzare il cambio classe.

Quando arriva mi sollecita il pagamento anche del diritto fisso di 5€, che mi rifiuto di pagare in base all'art 10, comma 2, caso b) del capo II (Del Contratto di trasporto) delle Condizioni e Tariffe per i trasporti delle persone sulle F.S.
A quel punto si rifiuta di restituirmi l'abbonamento se non dietro presentazione di un documento di identità.

Arriviamo in stazione a Piacenza e scendiamo. Gli mostro la carta di identità e mi restituisce l'abbonamento, si segna i miei dati, ma non mi rilascia nessuna multa, né alcun documento di contestazione. Si rifiuta di rilasciarmi una dichiarazione riguardo la mia intenzione di pagare il cambio classe, ma non il diritto fisso e mi minaccia di farmi pagare i danni per il ritardo che sto causando. Alla mia richiesta di qualificarsi (non aveva visibile in cartellino identificativo con il nome) mi grida un numero (830636) e si rifiuta di prestarmi la penna per appuntarmelo.

Faccio presente che un altro controllore (una donna) nella stessa carrozza ad una signora nelle mie stesse condizioni faceva fare il cambio classe senza l'esazione del diritto fisso.

Lettere dai pendolari: Supplementi IC (10/10/2004)
(Una minima raccolta delle numerose Email di segnalazione che abbiamo ricevuto dai pendolari)

Sono una pendolare della tratta Piacenza-Milano. Ho scoperto settimana scorsa che per utilizzare l'Intercity (nello specifico avevo preso il Milano-Ancona delle 19.05) e facendo il supplemento in treno non si pagano più i 2.67€ di differenza, ma dal 15 agosto si paga anche la maggiorazione di 8 Euro!!
Non voglio parlare della mancanza di informazione e dell'essere trattata da "mascalzona" nel frangente in questione, ma mi sembra poco corretto. Insomma io non faccio l'abbonamento per l'Intercity perché non lo prendo sistematicamente tutti i giorni, ma quelle due/tre volte in cui mi capita sono di corsa (come penso siamo tutti noi pendolari) e fare la coda in stazione per il supplemento fa perdere in media 10 minuti!
Che dire! Nulla, non ci sono più parole!

altra lettera

Vi scrivo per segnalare una novità riguardo alla possibilità di acquistare direttamente sui treni Intercity il supplemento senza pagare sovrapprezzo.
A quanto mi è stato riferito dal personale di Trenitalia, dal 15 agosto (!!) il cambio di servizio costa 8 euro indipendentemente dal tipo di biglietto di cui si è in possesso (es. abbonamento da Pontenure-Milano) più, naturalmente,il costo del supplemento.
Vorrei sapere se ciò corrisponde a verità e se è così allora le informazioni che Trenitalia ha fornito recentemente alla vostra associazione non corrisponde più al vero (mi riferisco alla risposta del 1 agosto u.s. pubblicata sul vostro sito).
Pur avendo già chiesto chiarimenti in merito a Trenitalia (tramite e-mail) non ho ancora avuto una risposta .

altra lettera

Sul treno IC per Terni, alla mia richiesta di supplemento fatta sulla vettura, il controllore mi ha applicato il diritto di esazione di 8 Euro, pur essendo in possesso di abbonamento.
Il controllare ha affermato che l'esazione è stata reintrodotta con
decorrenza 15/8/2004.
Vorrei sapere se ciò è vero, se e come è stata pubblicizzata e se nel
caso non fosse vero quale procedura dovrei seguire per ottenere il
rimborso di quanto indebitamente richiesto.

risposta FS

Gentile Cliente,
con riferimento alla sua e-mail, la informiamo che dal 15/8/2004 è stato ripristinato l'art.10 (diritto di esazione di euro 8,00 per operazioni in treno) per la riscossione del cambio servizio Intercity a bordo treno.

Lettere dai pendolari: chiarimenti sulle tariffe (1/8/2004)

Copia lettera a Trenitalia

Con riferimento all'abbonamento mensile a tariffa speciale Mod.741/TL6/Spec. T.Spec/ER Pontenure - Milano recentemente introdotto, a seguito di numerose segnalazioni pervenuteci, gradiremmo ricevere una risposta ufficiale riguardo le questioni sotto riportate:

1) è possibile a bordo dei treni IC, con l'abbonamento in oggetto, richiedere, previa notifica immediata al personale viaggiante, l'emissione del cambio servizio senza incorrere nel pagamento del diritto di esazione (di circa 8 euro)? Nell'ipotesi che tale maggiorazione non sia applicabile (come in precedente regime tariffario per la medesima tratta) gradiremmo inoltre ricevere indicazioni circa il comportamento da seguire nel caso in cui il personale di viaggio erroneamente esiga il pagamento del diritto di esazione.

2) ci è stato segnalato che non è possibile richiedere l'abbonamento mensile in oggetto a tariffa agevolata per la prima classe. Chiediamo pertanto un Vs. cortese riscontro circa la veridicità di tale affermazione e l'effettiva disponibilità dell'agevolazione tariffaria per gli abbonamenti di prima classe.

Risposta di Trenitalia

La tariffa speciale di abbonamento Pontenure - Milano prevede le stesse condizioni di utilizzo degli abbonamenti mensili e annuali ordinari, rispettivamente della tariffa 21/A e 21/A /ter: pertanto in caso di viaggio su treno intercity è consentito il pagamento del solo cambio servizio, senza alcuna maggiorazione di prezzo (diritto di esazione), purché venga preventivamente richiesto al personale in servizio a bordo treno.

Questa Direzione si impegna a ribadire i contenuti di tale normativa al personale in servizio a bordo dei treni di lunga percorrenza, affinché non si verifichino ulteriori casi di errata interpretazione della norma prevista; qualora ciò accadesse, si invita ad informare questa sede inoltrando la relativa documentazione per il seguito di competenza.

Si conferma inoltre che l’applicazione della nuova tariffa è prevista per la sola seconda classe.

Lettere dai pendolari: Treni ad agosto insufficienti (1/8/2004)

Scrivo anche a nome di altri pendolari. Chiediamo come fare a tornare a casa nel mese di agosto. Mi spiego, siamo un gruppo che lavoriamo a Melegnano, (sanità, scuola, poste, casa riposo ecc. ), nel mese di agosto, per il rientro a Piacenza non abbiamo treni, infatti nel pomeriggio abbiamo il treno che passa a Melegnano alle ore 12,40 e poi fino alle 16,40 non abbiamo nulla, (tutti gli altri treni sono soppressi), noi che smettiamo di lavorare tra le ore 14,30 e le ore 15,30 siamo abbandonati in stazione, al caldo, con bar chiusi  ecc.
Chiediamo che almeno uno dei treni soppressi (nella fascia sopra descritta) venga ripristinato .

Lettere dai pendolari: Coinvolgiamo la RAI (1/8/2004)
(lettera inviata a RAI3 da un pendolare e in copia alla nostra associazione)

Vorrei sottoporre alla Vostra cortese attenzione un problema che interessa sicuramente decine di migliaia di lavoratori utenti di Trenitalia.
Mi chiamo ... risiedo in ... (PC) e lavoro a Milano, città che raggiungo giornalmente utilizzando i mezzi pubblici. Possiedo un abbonamento annuale ferroviario, di prima classe, pagato in anticipo, e per quanto mi accingo a scrivere mi sento di rappresentare un po' tutta la categoria dei pendolari.
In poche parole gli argomenti sono sostanzialmente quattro:

1) Puntualità
2) Qualità del servizio
3) Sprechi
4) Informazione/Gestione delle emergenze

1) Non servono parole, ma è sufficiente guardare il file allegato (allega un elenco dei ritardi) che ho compilato giornalmente, a meno dei giorni in cui non ho usufruito del treno, per capire quanto sia scarso il servizio, considerando che negli ultimi 2 anni gli orari ufficiali hanno prolungato il tempo di percorrenza. Un esempio: TRATTA FIORENZUOLA-MILANO: FERMATE: 3; KM: CIRCA 87; TEMPO PREVISTO 1h,06min.

2) Non ci sono parole per descriverlo, ma posso provarci. Per quanto riguarda la prima classe, ma ciò vale per tutto il treno, le carrozze sono in condizioni pietose, sia dal punto di vista igienico (non avete idea di quanto siano luride), che degli allestimenti: sedili regolarmente sfondati e saturi di polvere o altro di cui preferisco ignorare la composizione, impianti di riscaldamento di tipo ON/OFF, in pratica o ti fanno andare a fuoco o si gela, finestrini che non rimangono chiusi oppure che sono stati bloccati, perché guasti e mai riparati (potete immaginare in estate). Ribadisco che ho pagato in anticipo a Trenitalia circa 900 Euro per un abbonamento annuale.

3) Un esempio per tutti: le carrozze di prima classe dei treni interregionali, già da due anni a questa parte, sono state dotate d’impianti d’aria condizionata, pertanto il 50% dei finestrini sono stati sigillati e fin qui sembrerebbe tutto regolare, peccato però che in due anni solo 2-3 volte ho trovato l’impianto funzionante. Potete immaginare che temperatura può raggiungere un treno esposto al sole estivo, in considerazione del fatto che il 50% dei finestrini non si possono aprire?

Senza fare sterili polemiche, ma solo per ribadire un concetto, sorge spontanea questa considerazione: come mai i media quasi per nulla parlano di questi problemi, in pratica delle vessazioni, che in alcuni casi rasentano il sequestro di persona, come descriverò nel punto successivo, alle quali siamo quasi giornalmente sottoposti, mentre hanno dato in passato ampia rilevanza alle condizioni in cui viaggiavano gli animali nei camion (senza mettere in discussione questo principio di tutela)?

Invece di sprecare risorse pubbliche nel pubblicizzare il TAV che rappresenta una piccola percentuale del movimento passeggeri, perché nessuno parla delle condizioni dei lavoratori costretti ad utilizzare treni regionali ed inter-regionali.

Per aggiornare tutte le carrozze di prima classe con impianti d’aria condizionata immagino siano serviti milioni di euro di appalti, come mai non hanno mai funzionato? Perché dobbiamo, anche se indirettamente, pagare per questi lavori e una volta ultimati non fruire del servizio? Chi ha sbagliato? Di chi è la responsabilità?

Siamo alle solite nessuno è mai responsabile di niente, ma è solerte e pronto a scendere in sciopero per ottenere migliori trattamenti o aumenti di stipendio.

Ho provato a chiedere informazioni a diversi capotreni, ma sembrano essere sempre all’oscuro di tutto. Forse loro vivono in un’altra dimensione!

4) Quest’argomento richiederebbe talmente tante parole che preferirei portare ad esempio situazioni che capitano regolarmente a fronte di guasti o disguidi. In tali situazioni il più delle volte il treno è costretto a soste che raggiungono anche tempi di 1-2 ore in aperta campagna, ovviamente senza che nessuno avvisi i passeggeri di quanto stia capitando. Non è forse un rapimento privare i cittadini del proprio tempo, e non dare modo di riorganizzare appuntamenti o altro?

Capitano situazioni in cui lasciata l’ultima stazione a non più di poche centinaia di metri il treno si ferma e li rimane, costringendo i passeggeri a bordo, quando diversamente avrebbero potuto essere avvisati del problema in stazione, dando così loro la possibilità di scendere ed eventualmente riorganizzarsi.

Sorge spontaneo chiedersi come mai i dispositivi d’interfono a bordo d’alcuni treni siano utilizzati solo per beffardi saluti di benvenuto o per annunciare l’approssimarsi delle varie stazioni e non per informare veramente nei momenti critici in cui l’utenza ha più bisogno d’informazioni?
Ma gli esempi sono infiniti.

Io intravedo, anche se non conosco a fondo il "diritto", palesi violazioni dei nostri diritti di lavoratori e di consumatori. Penso e ne sono più convinto che qualche cosa si debba fare, perché è inutile cercare di convincere il mondo che siamo all’avanguardia sponsorizzando in modo quasi maniacale il TAV, pur utile che sia, quando più nascosta ma ben più penalizzante c'è' una realtà di disagi quotidiani quasi da terzo mondo.

Spero Voi possiate prendere in seria considerazione quanto da me descritto ed eventualmente ciò non sia sufficiente, altre testimonianze dei nostri disagi quotidiani sono riportate nel sito web: http://digilander.libero.it/pendolaripiacenza/

Lettere dai pendolari: Disservizi senza limiti (11/7/2004)
(lettera di protesta inviata alle ferrovie e in copia alla nostra associazione)

Non posso che esprimere il profondo schifo e disgusto per il servizio riservato a me e a tanti altri viaggiatori che, il giorno 24 Giugno 2004 alle 17.12 nella Stazione di Milano Lambrate, avevano l'intenzione di salire sul treno per Livorno Centrale IR 2039. Questo treno è arrivato alla Stazione di Milano Lambrate con un locomotore e ..SOLO TRE carrozze passeggeri, già STRACOLMO di persone stipate in piedi nei corridoi! Tanto per la cronaca le persone che a Lambrate hanno tentato di salire su questo treno erano qualche centinaio.
Vorrei ricordarvi che non siamo bestie e che tutte le persone presenti
erano munite di un regolare biglietto e nel mio caso di un abbonamento pagato dal 1° giorno del mese! Forse è chieder troppo il voler arrivare a Fidenza, Piacenza, Lodi o peggio ancora a Livorno?
Vi ricordo che è estate e che oltre ai pendolari, c'è qualche poveraccio (o anziano, o molto giovane) che non possiede un'auto per raggiungere il mare. Ovviamene ho lasciato il treno IR 2039, ancora fermo sul binario 11, alle ore 17 e 35 per trasbordare sul treno per Ravenna. Quando sia partito l'IR 2039 lo saprete solo voi e quei poveretti, che sfortunatamente non potevano trasbordare su altri treni, perché la loro destinazione non lo consentiva.
Non suggeritemi di andare alla Stazione di Milano Centrale a prendere un comodissimo Eurostar (magari per Roma) o IC, come già qualche burlone di Voi ha fatto.
Di questo passo una sera troveremo i vagoni bestiame di lontana memoria, per dimostrare che così si fanno sicuramente dei progressi. Continuate così e fate tanta bella pubblicità per IC e Eurostar.

altra lettera

Anche oggi 10/06/2004 è stato un bel viaggio in treno!!!!
Il treno R 2912 che parte da Parma alle 6:58 e che arriva a Codogno alle 7:43 come al solito ci mette una vita ad arrivare a Rogoredo.
Invece delle 8:23 previste arriva solitamente 10 minuti dopo (ormai questo si sa!). Ma stamattina si è scassato il treno davanti che faceva tutte le fermate e quindi ci siamo fermati a Tavazzano un bel po' ed in più ci è toccato fare tutte le fermate fino a Rogoredo. Morale della favola siamo arrivati alle 9:05 viaggiando come lumache e facendo la solita sosta in galleria.
Dimenticavo: ieri sera dovevo prendere il 21.32 a Rogoredo (R 20413), fa tutte le fermate ed è ovviamente arrivato con 40 minuti di ritardo, la stessa cosa mi hanno detto era successa Lunedì sera.
Per non raccontarne altre!!!!!

Lettere dai pendolari: Intimità non richiesta (7/6/2004)

Lunedì 31 maggio l'IR con partenza alle ore 18.00 da Milano C.le era dato con partenza in ritardo di 15 minuti (ovviamente diventati 22 minuti effettivi).
Questo ritardo è andato accumulandosi via via come al solito invece di recuperare (trasformandosi a un certo punto anche in locale effettuando pure fermate straordinarie intermedie non previste) per arrivare alla stazione di Piacenza addirittura con almeno 50 MINUTI di ritardo sulla tabella oraria.
Per non parlare delle condizioni di sopravvivenza all'interno degli scompartimenti: tutte le persone pigiate e costrette a situazioni di intimità (troppo esiguo lo spazio vitale a disposizione di ciascuno) non richiesta. Era stato abolito il Ravenna delle 17.25 e, a causa del ritardo accumulato, erano convogliati su quell'IR anche i passeggeri che pensavano di prendere il treno successivo, in partenza alle 18.25: risultato? 3 TRENI IN UNO! Senza avere una spiegazione plausibile.
Le cause?
Lungi dal venirne informati (come spesso richiesto, data la loro esistenza) dagli altoparlanti interni ai treni usati senza parsimonia in caso Trenitalia voglia PUBBLICIZZARE se stessa, a insistente richiesta di alcuni passeggeri la signora capotreno ha risposto dicendo che il treno partiva in ritardo perché in attesa della SEDIA DEL MACCHINISTA. Ora o si trattava di una presa in giro o viene da voi contemplato come motivo di ritardo da prendere molto sul serio.
In entrambi i casi mi sembra trovarci di fronte a un'assurdità insostenibile, almeno di fronte ai disagi causati. Com'è possibile che non ci siano 'ste sedie e che si debba aspettare in Stazione Centrale a Milano (!!!), non in uno sperduto paesino del molisano, almeno 20 minuti!?! Com'è possibile che non ci si accorga prima del problema, dal momento che il treno è sul binario ALMENO 30 minuti prima della partenza ecc. ecc.
Chiediamo una spiegazione e come minimo le vostre scuse formali oltre a un sistema che preveda un rimborso anche ai pendolari che più di altri sono soggetti a questi disastrosi disagi.

Lettere dai pendolari: Passa da... (16/5/2004)

Quando i pendolari chiedono che vengano fatti investimenti per la manutenzione o la sostituzione del materiale rotabile guasto o obsoleto si sentono rispondere che mancano i soldi. Vista però l’ultima campagna pubblicitaria che ci stanno propinando le ferrovie (che possiamo chiamare: "Passa da..."), si direbbe che i miliardi di vecchie lire, quando si vuole, saltano fuori.
Con uno stato delle ferrovie che è a dir poco pietoso (si vedano le proteste di noi viaggiatori) si preferisce pubblicizzare un servizio che sarà pronto tra anni, invece di rendere tollerabile quello attuale.
Come pendolari preferiremmo perfezionare quegli annunci pubblicitari in questo modo:

- Percorrenza del treno R33296 da Piacenza per Pavia: PASSA DA 53’ nel 2003 A 1h09’ nel 2004.
- Percorrenza del treno IR2039 da Milano per Piacenza: PASSA DA 44’ nel 1998 A 1h04’ nel 2004.
- Percorrenza del treno IR2139 da Milano per Piacenza: PASSA DA 58’ nel 1998 A 1h08’ nel 2004.
- Costo dell’abbonamento annuale Piacenza Milano: PASSA DA 819000 (per 13 mesi) nel 1998 a 1.264.000 (per 12 mesi) nel 2004.
- Rinnovo abbonamenti: PASSA DA qualsiasi giorno dell’anno A solo dall’inizio di ogni mese.
- Annunci alla stazione di Piacenza: PASSANO DA completi A senza indicare le fermate intermedie.
- Ufficio assistenza alla clientela di Piacenza: PASSA DA uno sportello A zero sportelli.
- PASSA DA 0 a 5 milioni di vecchie Lire al mese la trattenuta sullo stipendio dei dirigenti inetti o inefficienti.
- PASSA DA dirigenza A licenziamento in tronco la carriera di dirigenti con nomina immeritatamente ottenuta grazie a tessere di partito/sindacato o pressioni e raccomandazioni di vario genere.
- PASSA A 30 anni di reclusione la condanna per dirigenti e uomini politici che modificano il servizio ferroviario in funzione delle proprie esigenze personali.

Lettere dai pendolari: Lo scaricabarile (2/5/2004)

Giorno 30 aprile 2004 arrivo in stazione e scopro dal tabellone che il treno delle 8.03 per Milano viaggia con 50 minuti di ritardo (cosa abbastanza comune di questi tempi). L’altoparlante intanto annuncia che il treno successivo delle 8.43 è soppresso. Ci sarebbe un espresso da Avellino in partenza alle 8.07, ma non effettua fermate intermedie ed è pertanto inutile per quelli come me che devono scendere a Rogoredo (oltre all’ora di treno ci vorrebbe un’altra mezz’ora di metropolitana). Molti decidono di tornare al parcheggio e sobbarcarsi un viaggio in auto, intanto un viaggiatore si informa sul perché, in una situazione catastrofica come quella, l’espresso non venga fatto fermare nelle stazioni dei pendolari come succedeva un tempo. L’ufficio movimento, che una volta alzava la cornetta e chiedeva l’autorizzazione per le fermate straordinarie, ora dice di non essere più autorizzato a farlo perché i treni espressi e quelli “pendolari” non appartengono alla stessa società quindi uno non può fare il servizio per l’altro. Bisogna rivolgersi all’ufficio assistenza alla clientela (ovvero a Trenitalia) dice un ferroviere. Peccato che l’ufficio assistenza alla clientela a Piacenza non ci sia più da anni. Cosa facciamo, dobbiamo andare a Parma per chiedere due fermate straordinarie? Noi non ci possiamo fare niente, questa è la risposta dei ferrovieri. Intanto l’espresso sta per partire e con un gruppo di disperati provo a salire ugualmente sperando che durante il viaggio arrivi l’ordine di fermata. Ovviamente l’ordine non arriva, ma ciò nonostante il treno espresso effettua alcune soste prima delle stazioni dei pendolari. Che beffa, siamo ad un passo dalla nostra stazione e non possiamo scendere.
Ecco un altro mirabile esempio di come le ferrovie e la sua classe dirigente si prendono cura dei viaggiatori.
E’ proprio vero che l’unico effetto della frammentazione delle FFSS è stato quello di creare tanti posti di comando dove ognuno sa solo scaricare scelte e responsabilità su altri che ovviamente sono irreperibili.

Lettere dai pendolari: L'incompetenza di alcuni controllori vi fa perdere soldi (15/4/2004)

Nonostante continui a chiedere ...non ottengo risposte chiare e concordanti.
Ci sono diverse versioni ...ed io tutte le volte che mi trovo a dover prendere un IC per tornare a PC una mezz'ora prima devo fare le corse per affrettarmi a fare il supplemento prima di salire in carrozza!!!
Dal mese di aprile utilizzo il nuovo abbonamento PONTENURE-MILANO, su cui è indicato "Abbonamento mensile a tariffa speciale"=tagliando verde prestampato da compilare a penna.

Tutti i controllori mi dicono che salendo su un IC con tale abbonamento devo pagare la maggiorazione di 8 euro, mentre ho saputo che alcuni passeggeri pagano solo il supplemento... (come del resto si faceva col vecchio abbonamento personale a tariffa 21/A)

Arrivo allora alla conclusione che per il prossimo mese mi converrebbe fare l'abbonamento da 55 euro (vecchio!), ma mentre mi sovviene questo pensiero, un mio collega di viaggio mi vocifera che nonostante le sue insistenze, alla biglietteria di PC il 31 marzo gli hanno negato il vecchio abbonamento.

E ALLORA ???

Un risparmio di 3 euro per poi fregarmene 8 per ogni sporadico viaggio in IC?  Non ho avuto alcun chiarimento legittimo ed esauriente ...mi chiedo se ciò  sia possibile...

risposta di Trenitalia:

La tariffa speciale di abbonamento Pontenure - Milano prevede le stesse condizioni di utilizzo degli abbonamenti mensili e annuali ordinari, rispettivamente della tariffa 21/A e 21/A /ter: pertanto in caso di utilizzo di treno Intercity è sufficiente pagare il solo cambio servizio, senza alcuna maggiorazione di prezzo (diritto di esazione).
Spiacenti per l'inconveniente subito, le formuliamo le ns. scuse con l'impegno di ribadire tale normativa al personale in servizio a bordo treno.

Lettere dai pendolari: Problemi tratta PC-MI (copia di lettera inviata a Trenitalia) (4/4/2004)

Volevo sottoporre alla vostra attenzione un paio di questioni che riguardano i pendolari della tratta PC-MI, categoria di cui faccio parte:

- nelle ultime settimane, come se non bastasse, alla stazione di Piacenza i treni provenienti da Bologna direzione Torino vengono dirottati sul binario 3, già impegnato dai treni diretti a Milano, invece che sul solito binario 1. La situazione diventa particolarmente delicata soprattutto al mattino perché il treno diretto a Torino che dovrebbe partire alle 07.53 in realtà subisce sempre qualche minuto di ritardo andando a ritardare anche l'arrivo del treno delle 08.01 per Milano. In particolare stamattina la situazione è stata particolarmente ASSURDA e TRAGICOMICA perché il terzo sembrava l'unico binario in funzione: mentre tutti gli altri erano deserti si è avuto prima il passaggio del Torino delle 07.53 (in ritardo), quindi un IC per Milano C.le delle 07.30 (in ritardo di 40 minuti segnalati che in realtà erano 45' abbondanti), quindi di nuovo un altro espresso diretto a Torino delle 08.09 che avrebbe potuto forse essere anche puntuale ma dovendo aspettare gli altri ha accumulato 10' minuti di ritardo causando un ulteriore ritardo di almeno altri 10' sul ritardo già segnalato dell'08.01. Tale fenomeno a catena è sintomo perlomeno di una pessima organizzazione, soprattutto perché, non mi stancherò di ripeterlo, gli altri binari erano VUOTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

- nonostante un forte ritardo degli interregionali diretti a Milano, gli IC non accettano di fermare né a Rogoredo né a Lambrate, rendendosi di fatto inutilizzabili dai pendolari che in ogni caso ritardano ulteriormente il loro percorso; nello specifico il capotreno dell'IC ci ha comunicato che non dipende da lui ma bisogna sentire il capostazione o capoarea e dalla stazione possono mettersi in contatto via numero verde per effettuare queste fermate straordinarie; invece alla nostra stazione hanno negato di fatto questa possibilità dicendo che loro non possono farci nulla. Ora, perché i pendolari di Codogno riescono spesso sono riusciti a far fare fermate straordinarie non previste nella loro stazione? Forse che i loro capistazione sono più attenti alle loro esigenze che non il nostro?

Vorremmo inoltre che cercaste di educare i vostri dipendenti a fornire più informazioni sia sui treni sia in stazione e in tempo reale perché la loro mancanza rende ogni ritardo e contrattempo decisamente più FRUSTRANTE.

Temo quindi che la situazione di emergenza non sia affatto rientrata.
Vi prego solo di non rispondermi che la mia mail è stata inoltrata a chi dovere e che mi farete sapere perché è un'altra presa in giro, dato che non avete mai fatto sapere proprio un bel nulla.

Lettere dai pendolari: Ancora carrozze chiuse (marzo-aprile 2004)

Tra i disagi quotidiani a cui sono sottoposti i pendolari piacentini rientra, come noto, la situazione paradossale per cui alcune carrozze dei treni delle fasce di punta viaggiano spesso chiuse al pubblico, costringendo i passeggeri a stiparsi nelle rimanenti carrozze, occupando gli spazi normalmente destinati al transito (corridoi e passaggi di intercomunicazione). Interrogata dal sottoscritto sulla questione, Trenitalia, nella persona del direttore regionale Emilia-Romagna, Ing. S.Bonaiuti, ha individuato, come da protocollo allegato alla presente, l'origine del problema nella carenza del personale di scorta e nel fatto che (cito dal protocollo) "...ad ogni agente non può essere affidato un numero di vetture oltre il limite fissato dalle norme in materia di sicurezza ". Vorrei ora sapere dalla stessa Trenitalia, alla quale è indirizzata la presente, quali obiettivi di sicurezza si intendono perseguire con tali disposizioni, dal momento che le carrozze chiuse al pubblico non limitano il numero dei passeggeri presenti viaggianti, ma ne provocano soltanto una distribuzione concentrata all'interno delle carrozze disponibili. Tale situazione provoca un ambiente più favorevole all'insorgere di malori da accalcamento e limita eventuali operazioni di soccorso dal momento che le aree di transito risultano occupate dai viaggiatori.
Auspico pertanto che tali norme vengano riviste, non solo per un consentire un viaggio confortevole per chi si reca verso il luogo di lavoro, ma anche per garantire i livelli di sicurezza che vengono addotti come finalità delle stesse disposizioni.

Lettere dai pendolari: Un'ottima idea (21/3/2004)

Pendolare da anni. Tratta : Melegnano - Milano e ritorno.
Tutti i giorni , dal lunedì a venerdì , come tanti.
Propongo :
Perché non facciamo noi un cartello da affiggere nelle carrozze o forse meglio da volantinare sui treni e nelle stazioni e magari da far pervenire ai dirigenti FS , così concepito :

SIETE IN REGOLA CON I TRENI?
I VOSTRI TRENI SONO PUNTUALI?
SONO PULITI?
LE PORTE CHIUDONO?

Naturalmente lo si può concertare bene e gli argomenti non ci mancano, anche perché si può facilmente sottolineare la nostra estrema puntualità non solo sui binari ,ad aspettare, ma anche a pagare tutti i mesi un abbonamento.
Quindi in antitesi con il loro illegittimo ed arrogante:

SIETE IN REGOLA CON IL BIGLIETTO ?

che arreda le squallide pareti dei nostri vagoni quotidiani.
E poi, perché non pensare ad un regolamento interno fatto dalla parte
degli utenti/clienti/viaggiatori , sulla falsa riga di quelli che si leggono sempre sulle pareti anzidette?

- E' VIETATO RITARDARE I TRENI.
- E' VIETATO ANNUNCIARNE L'ARRIVO, QUANDO L'ANNUNCIO è COPERTO DAL PASSAGGIO DI UN TRENO.
- E' VIETATO LASCIARE I TRENI SPORCHI.
- E' VIETATO NON ACCORGERSI CHE UN VAGONE HA LE LUCI SPENTE DOPO LA PARTENZA.
- E' VIETATO SURRISCALDARE I TRENI A SETTEMBRE E LASCIARLI FREDDI A GENNAIO.
- E' VIETATO AL CAPOTRENO ED AL PERSONALE FS DI ESSERE SGARBATI.
- E' VIETATO NON MOTIVARE IL RITARDO E ASSOLUTAMENTE VIETATO NON CONOSCERNE LE CAUSE.
- E' VIETATO NEGLI ANNUNCI USARE UNA TERMINOLOGIA DEDICATA SOLO AI FERROVIERI.

I CONTRAVVENTORI SARANNO PUNITI CON.................................
ECCETERA,ECCETERA.

Credo possa servire quanto meno a svegliare coscienze ancora assopite, che mugugnano intorno, ma non denunciano mai i disservizi a cui ci stanno abituando.

Meglio un discreto servizio pubblico, che un pessimo privato.
Ma questa è un'altra storia.

Lettere dai pendolari: Rimborsi fasulli? (21/3/2004)

Sono una pendolare della tratta Milano-Piacenza. Per il mese di dicembre è stato superato il valore soglia dell'indice di affidabilità 6,25%. Possiedo l'abbonamento di dicembre 2003 fascia Km 50. Ho diritto allo sconto del 10% sull'abbonamento del mese di Marzo 2004.
A gennaio 2004 è stata resa funzionante la stazione di S.Donato milanese. Di conseguenza ho acquistato l'abbonamento mensile fascia Km 40. Acquistando l'abbonamento di Marzo 2004 fascia Km 40, alla biglietteria della stazione di Lodi, mi è stato rifiutato lo sconto in quanto la fascia chilometrica non è la stessa.

La cosa strana è che il mese scorso, alle stesse condizioni, lo sconto mi è stato concesso. Avrei piacerebbe sapere per quale motivo non dovrei aver diritto, anche perché, nel sito www.trasporti.regione.lombardia.it, non viene mai trattata questa condizione.

Lettere dai pendolari: Treno 2912 (21/3/2004)

Giovedì 26 febbraio,
il treno R 2912 per Milano Greco Pirelli arriva a Rogoredo con un anticipo di 5 minuti!!, alle 8.18 anziché alle 8.23.
Più che una buona notizia è una beffa, la dimostrazione disarmante al limite dell'autolesionismo che la puntualità non è nulla di difficile, è bastato infatti utilizzare la linea esterna da S.Zenone al binario 3 di Milano Rogoredo, non percorsa da alcun treno nella stessa direzione se non dal Mantova - Milano C. dieci minuti dopo, per risparmiare i 5 minuti cadauno usualmente persi per:
- dare precedenza al pendolino o IC presso S.Zenone;
- accodarsi dietro al PC - Porta Garibaldi a volte già da Melegnano;
- dare precedenza al Ventimiglia ed i treni da Pavia all'ingresso di Rogoredo;
Segnalo inoltre che l'IR 2139 per Bologna delle 19.02 a Rogoredo ha allungato ulteriormente i suoi tempi, come se non bastasse la fermata a Melegnano, adesso ha preso a rallentare a Secugnago allo scopo di cambiare binario e mettersi sulla destra (contromano) - spero che anche i treni per Milano della stessa fascia oraria la pensino allo stesso modo...

Lettere dai pendolari: Ritardi continui (21/3/2004)

Dopo l'ennesimo ritardo, anzi ritardi, verificatesi questa mattina ho deciso di scrivervi. almeno così combatto il senso di rabbia e frustrazione che accompagna i miei viaggi.
Sono una pendolare. Abito a Lodi e lavoro a Milano. mi sposto con i mezzi di trasporto pubblici (FS e MM). La situazione ferroviaria è sempre stata critica, ma dall'inizio del 2004 la situazione è divenuta drammaticamente insostenibile.

Stamattina (29/1/04):

* IR 2120 da Bologna per Milano Centrale previsto a Lodi per le 7.10 è arrivato con 30 min di ritardo (annunciato, perché poi si sa che ne guadagna sempre un 5' di bonus!):

* R 2662 da Mantova per Milano Centrale previsto a Lodi per le 7.38 annunciato con 2ore 2 di ritardo.

Senza contare quanto accaduto ieri mattina, e quella precedente, e quell'altra ancora. E senza contare quello accaduto ieri 28.01 al IR 2137 delle 18 da Milano Centrale per Ancona, arrivato in ritardo a Rogoredo e lì rimasto fino alle 1850 con le porte aperte e senza che venisse fatto uno, dico un annuncio sul motivo del ritardo, della pausa e di ciò che stava accadendo sulla linea.

Tutto ciò è semplicemente inaccettabile.

Altra lettera

Sono un pendolare, abito nei dintorni di Pavia e viaggio tutti i giorni in treno da Pavia a Milano. Inutile dire che negli ultimi tempi il servizio delle Ferrovie è diventato letteralmente ignobile. Ritardi di 5, 10 minuti nella norma, 2, 3 giorni la settimana ritardi superiori, treni soppressi. La situazione è diventata veramente insostenibile.

Lettere dai pendolari: Storie di ordinaria follia ferroviaria (22/2/2004)

Attualmente il mio lavoro mi porta spesso in giro per l'Italia, per cui mi capita un po' più raramente di soffrire con i pendolari piacentini verso Milano, come ho fatto ininterrottamente per più di trent'anni. La sera del 17 febbraio però ho dovuto farlo, e si è aggiunta un'altra perla alla lunga serie di avventure che non vorrei proprio aver vissuto. Ecco la cronaca:
- Ore 16.20: arrivo alla stazione Centrale, per prendere il Livorno delle 17.05.
- Un'occhiata al tabellone: il treno è già annunciato in ritardo di 30 min (45 min prima?), mi toccherà aspettare il Ravenna delle 17.25.
- Passa il tempo, e alle 17.15 non è ancora comparso sul tabellone il Ravenna, che dovrebbe partire dopo 10 min, perché la lista è ancora piena di treni che sono annunciati con ritardi da 20 a 40 min, e non sono partiti (ma cosa succede stasera?).
- Finalmente compare il Ravenna al binario 21, e un fiume di gente si riversa verso il treno.
- Si parte alle 17.31: è un record!
- Alle 18.00 siamo a Lodi, dove dopo 5 min di sosta sul binario 1 si sente un vago annuncio dagli altoparlanti che parla di un problema tecnico, al che buona parte dei passeggeri scendono e si precipitano al binario 2 dove sta arrivando il Livorno in ritardo: sto a vedere, perché non ho capito se il problema è temporaneo, e noto che il Livorno ha le prime 2 carrozze buie e sigillate, cosicché il resto del treno si trasforma in un carnaio.
- 18.15: dopo quasi 10 min di sosta il Livorno finalmente leva le ancore, proprio mentre sul Ravenna veniamo invitati a sloggiare a causa di un guasto definitivo, e ci spostiamo tutti sul marciapiede accanto (a occhio e croce 3-400 persone), dove subito dopo aver annunciato un transito sul terzo binario, passa a tutta velocità un ETR500 sul secondo, senza preavviso: ma qui sono tutti matti!
- Appena dopo, arriva l'IC per Terni, praticamente vuoto, al che si comincia a salire, quando veniamo investiti dalle urla isteriche del capotreno, spalleggiato dalla Polfer, che ricaccia a terra quelli che sono saliti, mentre l'altoparlante annuncia a tutto volume che il treno non effettua servizio passeggeri a Lodi.
- 18.30: dopo un'accesa discussione, riparte il Terni, mentre alcuni pendolari continuano ad inveire contro i dirigenti della stazione e la Polfer.
- 18.40: arriva l'Ancona, che viene preso d'assalto, e riesce a ripartire solo dopo 6-7 min, stipato come un barile di aringhe.
- 19.15: finalmente a Piacenza, solo 3 ore dopo essere arrivato a Milano Centrale: un'altra storia di ordinaria follia.
BASTA!!!

Altra lettera (sempre dello stesso episodio ma vissuta da chi saliva sul Livorno a Lodi)

Lodi 17 febbraio 2004. Il tabellone delle PARTENZE segnala il LIVORNO delle 17:30 con 30 min di ritardo. Poco dopo i minuti di ritardo sul tabellone diventano 40 e il sistema vocale di annunci dice che quel treno "viaggia con 40 min di ritardo". Mi sorge un dubbio :
Come fa a viaggiare con 40 min di ritardo se da Milano a Lodi ci vogliono meno di 40 minuti di viaggio? Forse vorrebbero dirci che quel treno non è ancora nemmeno partito?
Contemporaneamente anche il RAVENNA delle 17:56 si becca un bel 10 min di ritardo sul tabellone, mentre il regionale per PIACENZA delle 18:03 appare ancora indenne.

Ore 18:00
Gran parte dei pendolari (compreso il sottoscritto) si sposta dunque dal binario 1 (LIVORNO) al binario 3 (PIACENZA) intasando l'unico strettissimo sottopassaggio della stazione, ma appena risaliti sull'altro marciapiede una voce, questa volta "umana", ci annuncia che il RAVENNA delle 17:56 è in arrivo sul binario 1. Felici di questa notizia molti pendolari ritornano sul binario 1.

Ore 18:03
Arriva il PIACENZA, ma mentre tutti pensavamo che avrebbe atteso il RAVENNA per farlo passare davanti (essendo il PIACENZA un locale che fa tutte le fermate), questo riparte tranquillamente.

Ore 18:06
Arriva il RAVENNA come annunciato (con 10 min di ritardo) e così saliamo su questo treno sperando di superare il locale per PIACENZA alla prossima stazione, ma il treno non parte e nel frattempo...

Ore 18:10
...è in arrivo il LIVORNO.
L'umana voce ci annuncia a questo punto che il RAVENNA causa "GUASTO TECNICO" sosterà sul binario per ulteriori 5 minuti. Moltissimi, tra cui il sottoscritto, non fidandosi dei 5 minuti di Trenitalia scendono dal RAVENNA per ritornare sul binario 3 e salire sul LIVORNO rischiando di essere calpestati dalla "mandria" di gente inferocita che avrebbe potuto salire sul PIACENZA e non l'ha fatto perché gabbata dagli annunci di Trenitalia.
Altri invece più fiduciosi commentano che per 5 minuti tanto vale restare lì sul RAVENNA. Ormai era una scommessa.
Noi malfidenti (guarda caso la maggioranza degli utenti) saliamo sul LIVORNO, treno di poche carrozze tra cui le prime chiuse e spente per motivi sconosciuti, e ci ritroviamo schiacciati come le sardine tra la folla di gente che non capendo più nulla chiede informazioni al capotreno e cerca di salire a tutti i costi anche se le carrozze sono piene.

Ore 18:15
Finalmente si parte e dopo un viaggio in piedi e immobile, arrivo a PIACENZA (18:50 circa) e leggendo il tabellone degli arrivi apprendo con ben poco stupore che il RAVENNA era ancora a "LODI" (altro che 5 min causa GUASTO TECNICO!!).
Questa volta ho scommesso bene, ma quelle persone fiduciose rimaste a LODI sul RAVENNA avranno dovuto attendere l'ANCONA alle 18:30. Questo grazie ai "giochini" e alle "balle" annunciate delle "umane" voci di Trenitalia.

Fidarsi è bene, ma non fidarsi (di Trenitalia) è meglio !!

Altra lettera

Piacenza 18 febbraio 2004. Arrivo in stazione e scopro che il treno delle 8.03 da Ravenna  per Milano è annunciato con 30 minuti di ritardo. Capita spesso da quando i capaci dirigenti di Trenitalia hanno modificato l'orario ferroviario. C'è però un espresso per Milano che parte alle 8.07. Prima di salire chiedo al controllore se l'espresso verrà fatto fermare anche a Lambrate, come succede di solito in quei casi. La risposta è un secco NO, non ci saranno fermate intermedie aggiuntive. Come tantissimi altri pendolari che scendono a Milano Rogoredo e Milano Lambrate mi tocca quindi aspettare il Ravenna ed arrivare tardi al lavoro.

Il giorno successivo un'amica che era invece salita sull'espresso mi dice che successivamente alla partenza il controllore ha informato i viaggiatori che il treno avrebbe fermato nella stazione di Lambrate, come effettivamente ha poi fatto. L'amica mi ha anche detto di aver chiesto la stessa informazione a Piacenza riguardo la fermata di Lambrate e di aver ricevuto la stessa risposta negativa, ma stavolta seguita da un mormorio tra i due controllori che dicevano che sarebbe stato meglio evitare le fermate intermedie perché altrimenti a loro sarebbe "saltato il turno". Cosa avranno voluto dire? Forse che per non perdere cinque minuti per una fermata in più, centinaia di passeggeri hanno dovuto subire un pesante disservizio?

Grazie Trenitalia per le informazioni precise e corrette che ci fornisci ogni giorno!

Lettere dai pendolari: Cronaca di ordinaria inefficienza (17/2/2004)

Santo Stefano Lodigiano giorno 26/11/03 ore 7:00 sono in stazione ad aspettare il treno delle ore 7:06 alle ore 7:10 l'annuncio (dalla stazione di Codogno Santo Stefano è una stazione disabilitata) "Il treno interregionale per Parma arriverà con 15 minuti di ritardo".
Santo Stefano Lodigiano giorno 27/11/03 ore 7:00 sono in stazione ad aspettare il treno delle ore 7:06.
Ore 7:10 sto chiacchierando con una signora in attesa o del treno o dell'annuncio del ritardo.
Ore 7:20 sto chiacchierando con una signora in attesa o del treno o dell'annuncio del ritardo.
Ore 7:30 sto chiacchierando con una signora in attesa o del treno o dell'annuncio del ritardo.
Ore 7:40 sto chiacchierando con una signora in attesa o del treno o dell'annuncio del ritardo.
Ore 7:50 felice me ne torno a casa, prendo la macchina e arrivo a Piacenza giusto giusto per sentire l'annuncio "Il treno interregionale proveniente da Torino per Bologna subirà un ritardo di 15 minuti per attendere l'interregionale proveniente da Milano per Parma"

Grazie FS per la vostra serietà.

Lettere dai pendolari: Altre lamentele per il nuovo orario (13/1/2004)

Sono un pendolare della linea Milano-Piacenza, percorrere quotidianamente 60 Km in treno è diventato IMPOSSIBILE.
Perché?
- Treni soppressi (vedi proprio oggi 08.01.2004 treno 20421 da Milano Garibaldi per mancanza locomotore)
- Continui ritardi (sempre più frequenti e maggiori di 10 minuti)
- Riscaldamento non funzionante
- Porte guaste
- Carrozze sporche
- Carrozze fuori servizio il che vuol dire viaggiare stipati come sardine
- Posti a sedere insufficienti (spesso il viaggio viene effettuato in piedi)
- Stazioni senza la presenza di una sala d'aspetto (Milano Porta Romana)

Ma vi sembra possibile che nel 2004 si viaggi ancora così? Veniamo considerati al pari dei carri merci.
Il bonus che è stato introdotto non giustificherà mai il tempo perso e i permessi per ritardo al lavoro.

E poi si parla di TAV e Milano-Roma in 3 ore ma se soltanto per fare 60Km ci vuole più di un ora!!!
Non sarebbe il caso di prendere un attimo in mano la situazione e darci risultati concreti e non soltanto parole ?
Il prezzo degli abbonamenti è salito alle stelle mentre la qualità del servizio è scesa ad un livello pessimo.

Altra lettera

Con il nuovo orario treni, si sa, il tempo di percorrenza è aumentato, come pure i ritardi. A fine dicembre ho preso il treno che parte da PC alle 7.35 e prima di Rogoredo è rimasto fermo per più di un quarto d'ora prima di entrare in stazione e non si sa perché. (ed è successo per due giorni di fila).
Ma per velocizzarlo, non si potrebbe togliere la fermata di Codogno? 5 minuti dopo il nostro treno, arriva già il Mantova che raccoglie i codognini per Milano.

Altra lettera

Volevo segnalare che con l'entrata in vigore del nuovo orario ferroviario, oltre ai problemi che già avete evidenziato si introdurrà un forte disservizio nella fascia serale 19:00 - 20:00 per la tratta Milano C.le - Piacenza

Ad oggi il servizio era assicurato dai seguenti treni:
19:15 Regionale
19:20 IC
20:00 IR

Dal 14 Dicembre il treno IC delle 19:20 sarà anticipato alle 19:05 creando in tal modo una non copertura della tratta in oggetto dalle 19:15 alle 20:00. Tale modifica riduce la nostra possibilità di scelta, prima delle 20, al solo regionale delle 19:15 con il quale il viaggio avrà una durata di 1h01 contro i 39 minuti impiegati dall'IC.

Lettere dai pendolari: Lamentele per il nuovo orario (2/1/2004)

Da ormai parecchi anni sono un lavoratore pendolare sulla tratta Milano-Piacenza e subisco, di anno in anno, il peggioramento del servizio offerto da Trenitalia abbinato a tariffe e costi supplementari sempre crescenti per i viaggiatori. A tale proposito e con particolare riferimento agli ulteriori peggioramenti del servizio previsti con l'entrata in vigore del nuovo orario ferroviario il prossimo 14 dicembre 2003 (ingiustificato ed inaccettabile allungamento del tempo di percorrenza dei treni IR2135 e IR2039 sulla tratta Milano-Piacenza) auspico un intervento irrinunciabile e deciso da parte della Regione Emilia-Romagna volto a tutelare qualità ed efficienza del servizio ferroviario con azioni incisive quali la sospensione del pagamento di qualunque compenso da parte della stressa Regione a Trenitalia fino a quando non siano garantiti tempi di percorrenza ridotti e qualità del servizio sulla base di un accordo bilaterale fra le parti con il contributo delle locali associazioni di pendolari.

Altra lettera

Scrivo per "urlare" la mia indignazione nei confronti di chi viene pagato per studiare gli orari dei treni che vengono utilizzati quotidianamente da migliaia di persone.
In un'epoca di "Customer Satisfaction" Trenitalia ha come ultimo interesse il cliente. L'ultima preoccupazione è sapere che molti dei treni usati dai pendolari sono dei carri bestiame, oltre al fatto che sono spesso in ritardo, oltre al problema dei tempi di percorrenza.... Almeno la smettessero di spendere soldi per farsi pubblicità!

Invito qualcuno di coloro che hanno la responsabilità per i tabulati orari dei treni a salire su IR2039 17.05 MI Centrale - Livorno durante la settimana da Lambrate fino a Piacenza (l'apoteosi il venerdì!).
Mi auguro seriamente che mai si verifichino incidenti o che nessuno abbia a sentirsi male (basta uno svenimento per la calca) perché sicuramente il personale in servizio non avrà alcuna possibilità di avvicinarsi al malcapitato. Un treno corto, stipato all'inverosimile (l'ultima volta ho visto la gente in piedi nei gabinetti), scomodo (il restyling è stato progettato da un genio! porte in vetro "massiccio" pesantissime da aprirsi quando si hanno bagagli ingombranti, ripiani per le valigie a prova di gigante, scalini per salire e scendere per giovani arzilli alti almeno 1.70 per non dover usare attrezzatura da roccia per la scalata!), bollente o gelato (dipende dalla carrozza).

L'unico motivo per cui Trenitalia si permette di trattare noi pendolari "pezzenti" a pesci in faccia (noi pendolari non viaggiano su Eurostar in prima classe!) è la mancanza di concorrenza e la mancanza di alternative. Se ci fosse un mercato veramente concorrenziale Trenitalia avrebbe già chiuso i battenti.
I pendolari che pagano in anticipo l'abbonamento (annuale o mensile) per veder cambiare gli orari con criteri privi di logica non hanno altra scelta. Trenitalia gioca su questo, noi ci lamentiamo, ma alla fine siamo sempre qui, giorno dopo giorno.

I pendolari sono una realtà sociale che le istituzioni non possono ignorare. I soldi per pagare gli abbonamenti escono dai nostri portafogli e non sono rimborsati (salvo alcune eccezioni) dai datori di lavoro. A fine anno, oltre alle ore di vita perse in viaggio, abbiamo in tasca meno soldi che potremmo usare per pagare una vacanza, un regalo ai figli, ai compagni, o solo per mangiare o pagare l'affitto senza l'ansia del conto in rosso. Il pendolare non va in vacanza la mattina: va al lavoro o va a studiare in un luogo che gli offre qualcosa che a casa sua non trova. Potrebbe, Piacenza, offrire lo stesso lavoro e/o lo stesso stipendio, o la stessa scuola/università a tutti i suoi cittadini pendolari? No, non potrebbe, non in tempi rapidi. Le istituzioni piacentine e quelle dell'Emilia Romagna non possono ignorare la realtà della nostra città di confine. Abbiamo gli stessi diritti di chi lavora sotto casa, così come noi rispettiamo il dovere di pagare le tasse.
Chiedo ai nostri dirigenti un impegno più deciso nella tutela dei cittadini nei confronti di Trenitalia.
Mi auguro che i nostri dirigenti non si ricordino di noi solo quando comincia la campagna elettorale.

Altra lettera

Ho appreso sul sito web dei pendolari di Piacenza la notizia inviata dall'Agenzia Trasporti Pubblici della Regione Emilia Romagna, in cui si informa che a partire dal 14 dicembre 2003 i treni IR 2135 (17.15 da Milano Centrale per Piacenza) e IR2039 (ore 17.25 da Milano Centrale per Piacenza) verranno nuovamente scambiati di orario, ma con un ulteriore aumento dei tempi di percorrenza.
Di fatto si viene a ristabilire una situazione risalente ad alcuni anni fa. Quali e quanti progressi !
Più disagi e più tempo da trascorrere sulle scomode vetture di Trenitalia ben stipati come sardine, al freddo o al troppo caldo (i finestrini o le porte guaste, il riscaldamento, l'aria condizionata sono fenomeni che non possono avere controllo e manutenzione).
Per persone che comodamente giocano sulla testa degli altri, come se fossimo delle pedine e non come utenti che pagano un servizio, questo può significare poco o nulla, ma per persone che purtroppo devono spostarsi a Milano (e lo fanno da decenni, come la sottoscritta) questo significa disagi non indifferenti.
Infatti la cosa si tradurrà per me e per non poche altre persone nelle seguenti situazioni:

1) se si prenderà a Milano Lambrate (sempre che si fermi) il treno per Livorno 2139 previsto, dal 14 Dicembre, in partenza alle 17 e 05 da Milano Centrale, ci sarà forse qualche posto in piedi o in piattaforma (vicino alle porte di salita o ai WC) perché questo treno parte già strapieno nella stazione di partenza. Si tratta di un treno con poche vetture (causa attraversamento appenninico) e quindi scarsi posti a sedere!

2) se si attenderà in numerosa compagnia il treno per Ravenna 2135, che partirà alle 17.25 da Milano Centrale e forse sarà a Milano Lambrate alle 17 e 35, avremo la grande soddisfazione di arrivare, se va tutto bene, alle 18 e 20 a Piacenza. Questo treno arriva spesso verso le 18 e 15, anche se sull'orario ufficiale sono dichiarate le ore 18 e 05.
Insomma come finirà ? Finirà che si arriverà quasi alle 19 !!!
Si tratta infatti di una fascia oraria in cui sono numerosi i convogli regionali e intercity.

Non trovo altro che amaramente "ringraziare" per i miglioramenti apportati. Fa veramente piacere vedere che ci sia questa sensibilità, conoscenza e comprensione per i problemi di un'utenza impotente, che purtroppo, non ha altra scelta per vivere che sobbarcarsi 4 o 5 ore di viaggio oltre alle quasi 9 di lavoro, ma ha la colpa di risiedere in una Regione e lavorare in un'altra.
Diversamente dal caso della soppressione dei treni Cremona - Piacenza (poi ripristinati su pressione politica della Regione e/o Provincia Lombarda) questa storia finirà nel solito modo, ossia i pendolari su Milano dovranno mandare giù il solito boccone amaro! Alla faccia delle promesse di riduzione dei tempi di percorrenza della tratta Piacenza-Milano!

Altra lettera

NUOVI ORARI per PAVIA
il treno del mattino delle 7:38 (nota che nel precedente orario era alle 7:40) è stato anticipato alle 7:25. Però invece di arrivare alle 8:31, arriva alle 8:34. (69 minuti di percorrenza) In sostanza partiamo 13 minuti prima e arriviamo 3 minuti dopo. Ci sono tre fermate in più durante il percorso. La novità (forse) è che lo hanno messo elettrico, in quanto il sito indica che il treno effettua trasporto biciclette.

Lo stesso treno al ritorno è anticipato alle 16:25 (era alle 16:26, poca cosa), in compenso invece che alle 17:22 arriva alle 17:29, sempre con tre fermate in più.
Il dilemma è: dato che con tre fermate in meno non si riuscivano a rispettare gli orari, ci riusciremo adesso?

Altra piccola variazione: il treno di ritorno da Pavia alle 17:43, non cambia nulla, se non l'orario di arrivo, che passa dalle 18:45 alle 18:49. In pratica hanno istituzionalizzato il ritardo (che comunque di media è superiore ai 4 minuti, ma in questo modo potranno arrivare fino a 5 minuti alle 19 senza dire di essere arrivati in orario)

Altra lettera

Treno R2912
Come tutti hanno notato il treno in oggetto è costretto quasi sempre a rallentare per consentire al regionale per Porta Garibaldi di effettuare tutte le sue fermate, cui si è aggiunta S. Donato milanese.
Ritengo urgente chiedere che il 2912 possa passare sulla linea esterna di Melegnano.
Come mai gli indennizzi abbonati non sono disponibili per la tariffa 21/a?

Non vi dirò
Lettera tratta dal quotidiano Libertà a proposito di blocco del traffico (2/1/2004)

Non vi dirò…
Non vi dirò che una moto occupa un quarto dello spazio occupato da un’auto.
Non vi dirò che una moto brucia meno di un terzo del carburante di una macchina.
Non vi dirò che una moto trasporta il doppio delle persone a parità di peso del veicolo.
Non vi dirò che una sigaretta produce più PM 10 di una moto.
Non vi dirò che bloccando le moto la gente prenderà l’auto.
Non vi dirò che sono costretto a lasciare a casa la moto per girare con un diesel station wagon.
Non vi dirò che è contro le direttive europee bloccare il traffico se non si dimostra l’efficacia del provvedimento.
Non vi dirò che la colpa dell’inquinamento delle città è dei riscaldamenti a carbone(!) e gasolio e del traffico pesante.
Non vi dirò che in Lombardia il peso totale sull’inquinamento dei veicoli non catalizzati è del 4%.
Non vi dirò che il sito "ambiente" della Regione non pubblica più i dati sull’aria.

Ma vi dirò che non ho più fiducia nelle istituzioni…."

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