|
Pagine livello successivo:
Chi siamo Attività Informazioni utili
Indirizzi
a cui protestare
Indirizzi
MassMedia
Info:
5 per mille
Richieste per il nuovo orario
Analisi
orario 2005-6 (288Kb) del 2nov2005
Modulo reclami fronte
(116Kb)
Modulo reclami retro
(112Kb)
Come fondare
un'associazione pendolari
Convenzioni per
i pendolari
Presentazione Reclami
Lettere dai pendolari
Taxibus
Per scriverci:

Recapiti
associazione
| |
Ultimo aggiornamento del sito: 12
Novembre 2009
Altre informazioni le potete trovare in Archivio
o Lettere dai pendolari
Email per chiedere la
rimozione dei dirigenti FS (versione.txt)
Email per chiedere la rimozione
dell'Assessore Peri (versione.doc)
Email per revisione del
progetto parcheggi Borgofaxhall
Altre info e
dibattiti su Piacenza, provincia e pendolarismo sul Blog: PiacenzaSette
Da Piacenza a Milano in 20 minuti
si può, basta volerlo!
Orario dal 14-12-2008 Piacenza-Milano
REVISIONE del 6 dicembre
Orario dal 14-12-2008 Parma-Piacenza-Milano
revisione 4 novembre 08
Tabelle di confronto IC prima e dopo il 14
dicembre 2008 (PDF 33Kb)
Accordo Comune-Provincia-TAV (non rispettato!!)
Protocollo Comune di Piacenza-FS
(non rispettato!!)
Inaugurazione della TAV Milano-Bologna: guarda i filmati
Abbonamento PC-MI scontato (12/11/2009)
Informiamo che per il mese di dicembre 2009 la regione Lombardia da
diritto per la tratta Piacenza - Milano ad uno sconto del 20% sull'abbonamento
ferroviario. Questo significa che per il mese di dicembre molto probabilmente converrà
fare l'abbonamento Piacenza-Milano chiedendo lo sconto del 20% rispetto al solito
abbonamento Pontenure-Milano.

Fuori orario, un libro che mette
a nudo le nostre ferrovie (11/11/2009)
La lettura di Fuori Orario, il libro di Claudio Gatti appena pubblicato
dalleditore Chiarelettere, consente al pendolare di capire lorigine di quello
che lautore definisce il disastro delle ferrovie dello stato. Un volume certamente
ben documentato perché frutto di unindagine giornalistica approfondita basata su
interviste a decine di ex dirigenti del gruppo e sullesame di documenti
dindagine anche interni.
Lautore è riuscito a trovare testimonianze, rapporti riservati ed email di
dirigenti ed ex dirigenti, consulenti, imprenditori, fornitori: parole che rivelano un
quadro allarmante frutto di disorganizzazione, sbagli, truffe, ruberie ripetute per anni.
Le tappe più impressionanti di questo viaggio allinterno del mondo ferroviario
italiano sono quelle che riguardano la guerra tra aziende di pulizia, i carri merci
scomparsi (anche perché qualcuno si rivende i pezzi al mercato nero), i percorsi cambiati
per puro interesse elettorale, le lenzuola sporche fatte passare per pulite, le gare
truccate, i dirigenti che intrattengono rapporti incestuosi con i fornitori, i treni in
ritardo fatti passare per treni in orario, le locomotive rotte che continuano a rompersi.
E regali, favori, ma anche minacce, licenziamenti e vendette per la minoranza che osa
opporsi.
Ne emerge un quadro sconsolante: ciò che conta non è la qualità del
servizio ma la distribuzione di almeno 6 miliardi che ogni anno affluiscono nelle casse di
FS e che valgono ad alimentare, secondo Gatti, un sistema di collusione diffusa contro
qualsiasi tentativo di cambiamento e che comporta per ciascuna famiglia italiana una tassa
occulta di almeno 273 euro allanno. Più del canone Rai. Il che serve a dimostrare
linconsistenza della propaganda dellattuale amministratore delegato Moretti
che addossa alle Regioni la responsabilità dei disservizi cronici, perché in sostanza
metterebbero a disposizione finanziamenti troppo ridotti. In realtà dallinchiesta
di Gatti risulta che il fiume di denaro di cui dispone il gestore è sempre molto
consistente ma che dalla privatizzazione, dallo spezzatino societario e dalla
regionalizzazione è derivato un complessivo indebolimento dei controlli e
conseguentemente le patologie del sistema si sono aggravate. Lindagine di Gatti non
tocca però il lato delle istituzioni (centrali e locali) le quali si sono di fatto
limitate a regolare il rubinetto dei fondi ma senza preoccuparsi di tutelare adeguatamente
gli utenti e di ben esercitare il ruolo di indirizzo e controllo che sempre deve spettare
alla parte pubblica, quando si tratta di pubblici servizi. Qui la debolezza del sistema è
aggravata dal fatto che FS non sono un vero privato e che lo stesso Moretti
frequenta la politica e gode di buone coperture (nel libro ampiamente descritte). Il che
spiega anche la ragione del fatto che non tutte le regioni e gli enti locali reagiscono
allo stesso modo di fronte allinefficienza di FS e di Trenitalia, le quali possono
permettersi di non rispettare gli standard di qualità fissati nei contratti di servizio o
di fregarsene delle diffide dei Sindaci al rispetto delle convenzioni dellalta
velocità, senza che succeda nulla.
Dallimpietosa analisi del libro viene quindi una conferma che solo dallazione
sempre più incisiva ed organizzata dei cittadini-utenti potrà venire una spinta a
cambiare le cose sui binari italiani.

Pendolari emiliani: figli di un dio minore (11/11/2009)
Ci sono Regioni che si preoccupano attivamente delle condizioni di
trasporto dei loro cittadini pendolari, verificano il rispetto del Contratto di Servizio
(pagato profumatamente) ed a fronte delle reiterate violazioni in tema di ritardi e
mancate pulizie comminano fior di penali a Trenitalia.
Ma poiché le penali devono essere un risarcimento tangibile ed effettivo (seppur sempre
inferiore ai molteplici disagi subiti) i soldi incassati vengono girati ai pendolari in
modalità chiara e consistente.
E quanto abbiamo appreso, ad esempio, sul sito ufficiale della Regione Liguria, ove
si legge testualmente:
Buone notizie per i pendolari ferroviari liguri: anche nel 2009 tornano i rimborsi
per i disagi patiti nel corso del 2008. La novità sta nell'entità del rimborso, che
raddoppia.
Dal 15 ottobre al 31 dicembre è possibile presentare la domanda di indennizzo recandosi
nelle biglietterie di Trenitalia. Per ottenere il rimborso è sufficiente presentare,
assieme alla domanda, otto abbonamenti mensili o quello annuale del 2008: in questo caso,
si ha diritto a un abbonamento gratuito per i mesi di novembre e di dicembre 2009, oppure
a uno sconto del 20% sul rinnovo dell'abbonamento annuale.
Chi non dispone di otto abbonamenti (o di un abbonamento annuale) può comunque
richiedere, a partire dal 15 novembre (e fino al 31 dicembre), il rimborso: come lo scorso
anno, presentando almeno quattro abbonamenti mensili del 2008, ha diritto a una riduzione
del 10% sul rinnovo dell'abbonamento annuale o di un abbonamento gratuito per il mese di
dicembre.
La Regione (Liguria) stanzia oltre un milione e quattrocentomila euro, grazie ai quali,
oltre a risarcire i pendolari, verranno aggiunte macchine automatiche per l'emissione di
biglietti ferroviari regionali nelle stazioni e saranno installati schermi informativi e
antenne wi-fi nelle principali stazioni e nei nodi d'interscambio della rete ferroviaria
ligure.
Come si potrà notare, non un contentino, ma un tangibile segno che i soldi ricevuti
vengono interamente devoluti al risarcimento ed al miglioramento delle strutture.
Avendo potuto conoscere i referenti dellAssessorato Ligure, non avevamo dubbi.
Ci sono invece altre Regioni cui non passa nemmeno per lanticamera del cervello di
darsi da fare a riguardo, e non si preoccupano minimamente di informare, verificare e
comminare.
Una a caso, lEmilia Romagna.
Che i disagi subiti nel corso del 2008, perpetuatisi e tuttora evidenti anche in tutti
mesi del 2009 sinora trascorsi, siano stati e continuino ad essere sotto gli occhi di
tutti, è una realtà incontrovertibile.
Li viviamo tutti i giorni. Da figli di un dio minore.
Con un gestore del servizio che ne combina di cotte e di crude, tra ritardi, guasti alle
porte ed ai locomotori, toilettes impresentabili, aria condizionata e riscaldamento
perennemente guasti, carrozze fuori servizio o mancanti del tutto, e chi più ne ha più
ne metta.
E che fa la Regione ? Nulla.
Tutto scorre nel silenzio assordante di due soggetti (chi paga e chi eroga) che, per come
è andata a finire la manfrina del nuovo contratto di Servizio, vanno a braccetto.
Gara effettuata con una sola offerta ricevuta, e quindi vincitrice a prescindere, dal
Consorzio formato da Trenitalia, FER (Ferrovie Emilia Romagna) ed ATC. Guarda caso FER è
di proprietà della Regione.
Committente e fornitore, controllante e controllato sono praticamente la stessa cosa. Un
gran bel confittone di interessi.
Forse è per questo che non si hanno notizie da quella casa di vetro che dovrebbe essere
la Regione, nonostante noi le si chieda da anni, degli importi delle penali comminate, e
di quanto di queste somme nel passato sia tornato, come dovrebbe essere, nelle nostre
tasche a parziale ma mai sufficiente risarcimento per i disagi subiti.
Siamo a fine 2009, dopo un ennesimo annus horribilis, e ci ritroviamo, come
direbbero a Napoli, cornuti e mazziati.
Ricordiamo però a lor signori che, parafrasando un famoso titolo sulle formiche, che
anche i figli di un dio minore, nel loro piccolo, a volte s'incazzano.

Domenica 1° novembre i pendolari su Report!
(26/10/2009)
Domenica 1° novembre la prestigiosa trasmissione Report, in onda alle
21.30 su Rai3, si occuperà di ferrovie e pendolarismo.
Vi inviatiamo a guardarla anche perchè parlerà anche dei disagi dei pendolari
piacentini.

13 dicembre 2009: un nuovo cataclisma per
l'orario ferroviario? (26/10/2009)
Si avvicina la scadenza del 13 dicembre, giorno in cui entrerà in
vigore il nuovo orario ferroviario. Delle bozze che le ferrovie sono tenute a fornirci per
tempo come sempre non v'è traccia. Così ancora una volta rischiamo di subire le
imposizioni della Lombardia e il menefreghismo dellEmilia-Romagna. Chissà se le
nostre amministrazioni riusciranno ad ottenerle per tempo facendo sentire la loro voce
alle due regioni. Per ora le notizie arrivano a spizzichi e bocconi. La Lombardia
preannuncia di voler inserire i Regio-Express. Sembrerebbero convogli di un sovrano,
invece a dispetto del roboante nome quei treni effettueranno tutte le fermate tra Piacenza
e Lodi. Il bel nome è stato copiato dai treni svizzeri, solo che là (come si legge su
Wikipedia, lenciclopedia di Internet) il Regio-Express è un treno
considerevolmente più veloce dei treni regionali poiché non ferma in tutte le stazioni
servite dai treni regionali. Per ora i Regio-Express dovrebbero essere confinati tra
le 9 e le 16, ma non sappiamo se occuperanno nuove tracce orarie, andando quindi ad
appesantire la circolazione o se, ancor peggio, sostituiranno gli attuali treni tra Parma
e Milano.
E ovvio che questo non può definirsi un servizio per i tantissimi pendolari
piacentini diretti a Milano che, riuscendo a saturare tranquillamente tre treni
allandata e altrettanti al ritorno, avrebbero il diritto, senza togliere niente a
nessuno, di disporre di altrettanti convogli in grado di connetterli direttamente e molto
velocemente con tutte le stazioni di Milano. Ricordiamo che la Piacenza - Milano Centrale
è una tratta che potrebbe essere percorsa in 40 anche con le fermate di Lodi,
Milano Rogoredo e Milano Lambrate.
La Lombardia per i suoi pendolari ha pensato anche di creare collegamenti frequenti tra
Lodi e Milano col prolungamento, si pensa da dicembre prossimo, della linea S1 da Saronno
a Lodi. Si useranno convogli delle Ferrovie Nord che da Rogoredo a Lodi viaggeranno sulla
linea dello Stato. Il 3 agosto scorso infatti Trenitalia e le Ferrovie Nord Milano hanno
dato il via sperimentale alla società Trenitalia - Le Nord con il compito di gestire in
maniera unitaria il trasporto ferroviario lombardo.
Per questo alla stazione di Lodi fervono i lavori per sistemare i binari in cui si
attesteranno i treni delle Nord. Si tratta di treni regionali che effettueranno tutte le
fermate e che quindi andranno ad appesantire ulteriormente la linea da e per Milano. Il
problema però non sta solo in questo. Chi di ferrovie ha esperienza ci fa sapere che il
grosso rischio è legato alla scarsa affidabilità e alle facili soppressioni dei treni
delle Nord. Questo produrrebbe due effetti nefasti. Il primo è l'aumento dei problemi
alla circolazione sulla linea rispetto a quanto avviene oggi, il secondo è il forte
rischio che nella tratta Milano - Lodi, in caso di guasto o soppressione dei treni delle
Nord, saranno come sempre i treni diretti o provenienti da Piacenza a dover supplire alle
deficienze di servizio sobbarcandosi ulteriori fermate straordinarie.
A dicembre quindi si preannuncia un nuovo cataclisma ferroviario che potrebbe essere
paragonabile al memorabile cambio dorario del dicembre 2005. Ma non è tutto, le
ferrovie vorrebbero anche smerciare alle Regioni il fallimentare servizio Intercity, che
nonostante i camuffamenti e gli artifici, nessuno vuole più utilizzare. Perchè mai
proprio noi pendolari dovremmo usare quei treni lenti, cari e inaffidabili, responsabili
della sparizione dei nostri interregionali? A noi servono treni che possano viaggiare
costantemente a 160 km/h senza essere continuamente fermati o rallentati.
Insomma, visto il prevedibile re-intasamento che da dicembre potrebbe subire la linea
storica lunico modo per migliorare il servizio ai pendolari piacentini diretti a
Milano resta il transito sull'alta velocità. Torniamo quindi a chiedere per
lennesima volta che chi di dovere faccia valere in tutte le sedi questo nostro
diritto.

Nel capannone biciclette ci mancavano gli
sfottò dei vagabondi (26/10/2009)
Lo scorso 16 ottobre ho assistito a un irritante episodio avvenuto nel
capannone del parcheggio biciclette della stazione. Un pendolare si stava lamentando dei
danni subiti al proprio ciclomotore quando un paio di persone, di quelle che bivaccano nel
capannone, sè avvicinato per chiedere cosa fosse successo. L'atteggiamento non era
di comprensione, ma di derisione nei confronti del malcapitato con frasi dal tono
sarcastico come: E successo qualcosa? Hanno rotto qualcosa?
eh sapete
noi dobbiamo andare a ricaricare il cellulare in quella presa sulla parete e se non
riusciamo a passare perché ci sono i mezzi parcheggiati
.
È incredibile tanta sfrontatezza da persone che occupano del tutto abusivamente alcuni
locali adiacenti al capannone. E ancor di più inconcepibile che nonostante le
continue segnalazioni alle forze dellordine, continui a perdurare in quell'area una
situazione di abusività e illegalità diffusa che sembra non voler essere sanata.
Cè persino chi continua a defecare tra le biciclette. Eppure i responsabili sono
noti; come mai un problema così ben circoscritto non viene risolto dalle forze
dellordine?
Chissà se la totale indifferenza mostrata nei confronti delle lamentele dei pendolari
sarebbe la stessa se oggetto di quegli episodi fosse qualche pezzo grosso delle nostre
amministrazioni che, uscendo da palazzo, trovasse il proprio mezzo danneggiato con
adiacente escremento e tanto di vagabondo che lo sfotte.
Ancor più sorprendente è scoprire che le telecamere di sorveglianza al capannone
biciclette, da poco potenziate con un investimento pubblico, non servono a nulla. A detta
della Polfer infatti non forniscono immagini adeguate per capire chi compie gli atti
vandalici, a prescindere dalla posizione del mezzo. Possibile che non si riesca almeno a
capire a che ora è avvenuto il fatto? Come se non bastasse le immagini vengono
memorizzate per due soli giorni. Dato che le denunce vengono spesso fatte di sabato
perchè negli orari darrivo dei pendolari non cè il personale incaricato per
ritirarle, i filmati utili fanno in tempo ad essere cancellati.
Come associazione non possiamo che offrire di nuovo la disponibilità ad ospitare il
sistema di registrazione delle immagini che, come per tanti negozi o associazioni,
potrebbe essere equiparato ad un sistema di sorveglianza dellimmobile, in questo
caso di proprietà pubblica, in cui siamo.
Nei mesi scorsi capitava di veder transitare nel capannone qualche pattuglia delle forze
dell'ordine con i militari a seguito. Speriamo non si siano dimenticati di noi e ritornino
presto per aiutarci a ristabilire in quel luogo le elementari regole di coesistenza civile
nel rispetto delle regole.

Lettere dai pendolari: Ritardi mascherati (26/10/2009)
Lo scorso 12 ottobre il treno R2274 per Milano delle 7.59 ha dovuto
soccorrere i pendolari di Codogno e Lodi che precedentemente erano stati
lasciati a piedi da un treno soppresso.
A causa della fermata straordinaria e dei tempi necessari alla salita su un treno stipato,
siamo arrivati a Rogoredo con un ritardo di 13 minuti. Nel tragitto verso Milano Centrale
abbiamo leggermente recuperato e siamo arrivati con soli 8 minuti di ritardo. Mi domando
se per guadagnare 5 su un tragitto di 21 il treno abbia continuato a viaggiare
in condizioni di sicurezza.
Dando per scontato che la risposta sia affermativa mi domando come mai non si riesca a
mantenere lo stesso ritmo tutti i giorni. Altri treni ci riescono: il 7.08 (R2122) da
sempre impiega 17 per percorrere lo stesso tragitto Rogoredo-Centrale. Forse i
21 necessari al treno delle 7.59 sono in realtà un tempo gonfiato e
quei 4 di margine sono regolarmente utilizzati come polmone per
nascondere i ritardi quotidiani?

Lettere dai pendolari: Lultima trovata
FS, il treno monocarrozza (26/10/2009)
Il giorno 16 ottobre, per la seconda volta, il treno delle 6,30 del
mattino che va da Cremona a Fidenza (è una littorina a nafta) era costituito da una sola
carrozza. Io salgo nella stazione di Busseto e per la seconda volta nel giro di due mesi
ci hanno stipato come animali su un carro bestiame. Alcune persone si sono rifiutate di
salire (anche giustamente) e sono rimaste a terra. La prima volta ci hanno addirittura
fatti entrare nella cabina del macchinista (quella in coda al treno).
Quel giorno, come già la prima volta, non potevamo muoverci di un millimetro! Vicino a me
cera anche una persona anziana e facevo fatica io a mantenere lequilibrio
durante le frenate.
Come dobbiamo comportarci in questi casi? Dobbiamo continuare a subire?
Abbiamo chiesto al capotreno e ci ha detto che il loro regolamento interno gli impone di
partire comunque! Trenitalia non è soggetta come gli altri a seguire le normali leggi
sulla sicurezza? O come al solito sono un optional? Poi anche se succede qualcosa non è
mai colpa di nessuno e si va avanti così!

Lettere dai pendolari: Piccoli cambiamenti
potrebbero velocizzare di oltre unora la linea Verona-Piacenza (26/10/2009)
Sono una pendolare piacentina un po' atipica: insegno al conservatorio
di Piacenza e pendolo da Bolzano a Piacenza una volta alla settimana. Nonostante la
distanza tra le due città non sia spropositatamente grande il mio tempo di percorrenza è
di circa 6 ore! In particolare all'andata il grande problema è costituito dalla mancata
corrispondenza a Cremona fra il treno da Mantova (arrivo previsto a Cremona 10.29, ma che
viaggia come minimo con 5-10 minuti di ritardo) e il Cremona - Piacenza (con partenza da
Cremona alle ore 10.33, solo 4 minuti dopo larrivo teorico del treno da Mantova). Un
raccordo ragionevole tra questi 2 treni, ovvero la partenza ritardata del Cremona -
Piacenza di 5-10 (che non creerebbe danno poiché le coincidenze da Piacenza per
altre destinazioni sarebbero comunque possibili), renderebbe il tragitto Verona - Piacenza
fattibile in 2 ore, anziché in 3h 15. La mancata coincidenza a Cremona obbliga
infatti a proseguire fino a Codogno ed attendere lì circa 1h e 15.
Con la modifica proposta ne trarrebbero vantaggio anche quei passeggeri diretti a Piacenza
che, salendo a Mantova o Piadena, sono costretti a passare tutte le volte a Codogno per
arrivare a Piacenza. Insomma con un piccolo cambiamento si potrebbe migliorare enormemente
il servizio per molte persone. Mi chiedo se non sia possibile ottenere quel leggero
slittamento d'orario del Cremona - Piacenza per il nuovo orario invernale.

Fuori orario, una storia italiana (12/10/2009)
Per chi fosse interessato segnaliamo che è in uscita il libro:
"Fuori
orario. Una storia italiana. L'incredibile scandalo delle FS: ritardi, sprechi, corruzione".
del giornalista Claudio Gatti, Chiarelettere edizioni

La conciliazione negata ai pendolari (12/10/2009)
Dal primo gennaio di questanno è stata resa operativa da
Trenitalia una procedura per la risoluzione amichevole delle vertenze con gli utenti del
servizio ferroviario, in accordo con le principali associazioni dei consumatori.
Va ricordato che lattivazione di tali procedure è uno degli obblighi che incombono
sui gestori dei servizi pubblici in attuazione della disciplina relativa alle carte dei
servizi. Peraltro mentre in altri settori, ad esempio quelli dellenergia elettrica e
del gas e delle telecomunicazioni, sono state istituite Autorità indipendenti che si
pongono anche come organi di risoluzione dei conflitti, agli utenti delle ferrovie non
resta che affidarsi ad una procedura autoregolata dal gestore e concordata con le unioni
dei consumatori. Il meccanismo prevede che gli utenti non soddisfatti della risposta
ricevuta ad un proprio reclamo o che non abbiano avuto nessuna risposta entro 60 giorni
possano richiedere lintervento della commissione di conciliazione. Tale commissione
è paritetica, cioè composta da un rappresentante di Trenitalia ed un rappresentante di
una delle associazione dei consumatori aderenti allaccordo. Il passeggero può
richiedere di essere presente alla discussione. Lo scopo è quello di approfondire le
contestazioni e verificare la possibilità di offrire una proposta soddisfacente di
composizione amichevole del reclamo. Il criterio adottato è dichiarato nel
pieghevole di presentazione è di carattere equitativo e si cerca di individuare
una soluzione tenendo sempre conto delle circostanze in cui le persone si sono trovate.
Fin qui tutto bene e verrebbe quasi voglia di partire con la conciliazione per
le tante situazioni di disservizio cronico che noi pendolari piacentini ben conosciamo e
che hanno occasionato anche le azioni davanti ai giudici di pace. Peccato però che una
lettura più attenta del pieghevole ci faccia subito scoprire linghippo. Infatti è
detto che la procedura si applica solo ai viaggi effettuati con i treni Eurostar, IC o
equivalenti, con origine e destinazione Napoli e Milano. Deve inoltre essere contestato
uno scostamento tra un impegno puntuale, assunto in documenti ufficiali (condizioni di
trasporto, informazioni commerciali disponibili sul sito Trenitalia, carta dei servizi) e
quanto effettivamente usufruito dallutente. E poi espressamente dichiarato che
non sono ammessi in conciliazione i reclami relativi alla pulizia dei treni. La procedura
è quindi inservibile per tutto il trasporto regionale ed interregionale e non si applica
ad uno dei principali fattori critici del servizio.
Tra i documenti rilevanti per raffrontare gli scostamenti non vengono richiamati i
contratti di servizio né gli impegni comunque assunti di miglioramento della qualità
delle prestazioni. La credibilità delloperazione conciliazione è poi ulteriormente
compromessa da alcune perle. La prima è quella della garantita gratuità
della procedura, contraddetta dallutilizzo di un numero telefonico, per le
informazioni e lassistenza, con prefisso 199 che è a pagamento (ma molti utenti non
lo sanno). Laltra è quella della presenza obbligatoria di un rappresentante delle
associazioni di consumatori aderenti allaccordo con Trenitalia. Non si capisce la
ragione per cui non sia consentito allutente di indicare un proprio rappresentante
nella commissione anche non facente parte di questi organismi associativi.
Dobbiamo quindi confidare che ai prossimi rinnovi del contratto di servizio nazionale e
dei contratti di servizio regionali si imponga a Trenitalia e agli altri gestori di
prevedere procedure di conciliazione che rappresentino unalternativa seria e
credibile rispetto alla giustizia ordinaria.

Le percorrenze gonfiate dei treni pendolari (12/10/2009)
Da un orario allaltro, di allungamento in allungamento le
ferrovie stanno gonfiando le percorrenze dei nostri treni come mai negli ultimi decenni.
Nonostante la linea storica sia ora sgombra dagli Eurostar i tempi di percorrenza restano
elevati, mentre le Regioni si guardano bene dallinserire il parametro
velocità nei contratti di servizio.
Quando chiediamo alle FS di ridurre i tempi di percorrenza ci rispondono che è
impossibile farlo, si finirebbe col sovrapporsi ad altri treni obbligando a rivedere un
sacco di tracce orarie. Ci sembra una scusa un po debole visto che rivedere le
tracce orarie dei treni è proprio uno dei compiti principali che dovrebbero svolgere le
ferrovie. Tantè che nel dicembre 2005, perché avevano linteresse a farlo,
hanno modificato le tracce orarie di tantissimi treni senza battere ciglio. Quindi perché
spaventarsi? Stupisce poi che quando viene chiesto di rallentare un treno il problema
delle tracce che si intersecano non viene sollevato. Eppure rallentare un treno comporta
le stesse interferenze con altre tracce orarie, questa volta dei treni che seguono; quindi
le problematiche sono identiche. Quando però si rallenta un treno, per esempio inserendo
nuove fermate, la levata di scudi FS con la miriade di giustificazioni tecniche non
cè. Con lorario invernale 2008 i nostri treni subirono rallentamenti e
laggiunta di molte fermate. Tutte decisioni prese di getto, anche in nostra
presenza, durante le riunioni in Regione Lombardia senza che le ferrovie battessero
ciglio.
E chiaro quindi che la motivazione di interferenza con altre tracce orarie è del
tutto pretestuosa. La vera differenza è che una lunga percorrenza consente
allattuale inefficiente servizio di recuperare i ritardi, mentre una velocizzazione
metterebbe a nudo tutte le pecche della cattiva gestione ferroviaria.
Bastano due esempi per dimostrare quanto inefficiente sia il trasporto pendolari in
termini di tempi di percorrenza. Il giorno l8 ottobre lR2274 da Parma per
Milano (7.59 da PC), annunciato con 25' di ritardo è arrivato a Piacenza con 20 e a
Lambrate con soli 7' di ritardo. Ha recuperato 18 in meno di 100Km. Questo significa
che la sua percorrenza in quel tratto è ampiamente sovradimensionata ovvero per coprire
quella distanza potrebbe impiegare molto meno. Tutti i giorni quindi, anche quando arriva
puntale, i suoi viaggiatori impiegano almeno un quarto dora in più di quanto
servirebbe.
Il 9 ottobre scorso il treno R20400 (8.45 da PC) arriva a Piacenza alle 8.38, con un
anticipo di 5. Riparte alle 8.46 e arriva a Rogoredo ancora in anticipo alle 9.24;
ma alla successiva stazione di Lambrate, distante 6Km, arriverà solo alle 9.39 quando
invece potrebbero bastare 5. Se la traccia non fosse rallentata quel treno, pur
fermando a Codogno, Casale e Lodi, potrebbe impiegare tranquillamente 43 per
arrivare a Lambrate; significa 35 per quei treni che hanno due fermate in meno.
Molti nostri treni potrebbero quindi impiegare 40 per raggiungere Milano Centrale
pur fermando a Lodi, Rogoredo e Lambrate.
Sarebbe il giubilo dei pendolari.

Le strane fermate del regionale R2285 (12/10/2009)
Lo scorso 29 settembre il treno R2285 delle 18.20 da Milano per
Bologna, che una volta tanto era in orario, è stato fermato alla stazione di Codogno per
una sosta tecnica. Motivazione: lincrocio con un altro treno, come ci è
stato detto dal controllore che aveva chiesto chiarimenti al macchinista. Del treno
incrociato però nessuna traccia, in compenso alcuni passeggeri del 2285 hanno forzato
lapertura di una porta e sono scesi.
Questo episodio è avvenuto sebbene né a Lodi né in altra stazione fosse stata
annunciata la fermata straordinaria a Codogno. Le porte del treno erano infatti chiuse.
Chi è sceso però sapeva in anticipo che il treno si sarebbe fermato in quella stazione.
Poiché capita di frequente che il R2285 venga fermato a Codogno per sosta
tecnica ho segnalato il problema alle ferrovie chiedendo di verificare se quella
fermata tecnica non sia in realtà un servizio personalizzato ed abusivo per qualche
privilegiato.
Oltretutto quel giorno lapertura forzata delle porte ha creato un problema al
sistema di controllo delle stesse che non davano più il corretto segnale per la
ripartenza. Il capotreno mi ha detto che per questo ha dovuto seguire unapposita
procedura che lo obbliga ad attendere un permesso scritto prima di poter ripartire. Il
tutto ha ovviamente causato ritardo nellarrivo a Piacenza.
A seguito della segnalazione qualcosa sembra essersi mosso. Negli ultimi dieci giorni
lR2285 non mi risulta abbia effettuato soste tecniche a Codogno riuscendo ad
arrivare con ritardi molto inferiori alla media e, caso più unico che raro, per una volta
ai primi di ottobre è giunto a Piacenza in perfetto orario.

Lettere dai pendolari: Ingorghi inutili in
viale Patrioti (12/10/2009)
Desidero segnalare un malcostume che da anni ha preso piede in viale
Patrioti, via che percorro tutte le mattine per recami alla stazione ferroviaria. Sebbene
nei cento metri prima di p.le Libertà vi sia un divieto di sosta permanente con rimozione
forzata, ci sono sempre molte auto parcheggiate, come di vede dalla foto (.JPG 315Kb) che allego scattata
lo scorso 25 settembre. Il dover marciare in fila indiana quando invece si potrebbe
viaggiare su due file provoca un deciso rallentamento del traffico. Chi deve svoltare a
destra è costretto a rimanere nella fila più lenta di coloro che proseguono verso la
lupa andando così ad allungare la coda che a volte arriva persino allincrocio con
via Conciliazione. Tutto questo crea inutili ingorghi, aumenta l'inquinamento, ci rende
più nervosi e, cosa non trascurabile per un pendolare, aumenta la probabilità di perdere
il treno. Il comportamento poco responsabile di coloro che lasciano in mezzi in sosta
vietata è aggravato dalla totale assenza dinterventi delle forze dell'ordine. In
tanti anni che percorro quella via non ho mai visto effettuare una rimozione delle auto in
sosta vietata.
Approfitto di questa rubrica per segnalare quanto detto, mi è infatti impossibile recarmi
dai vigili per sporgere denuncia perchè il sabato ho trovato chiusa la loro sede di via
Rogerio.

Lettere dai pendolari: "Realizza le tue
fantasie!" (30/9/2009)
Per chi fosse interessato a saperne di più su come realizzare le
proprie fantasie consigliamo la seguente presentazione:
Realizza_le_tue_fantasie.ppt (200Kb)

Tanti milioni di euro per i pendolari (30/9/2009)
Qualche settimana di ferie è stata sufficiente per illuderci che la
tormentata vita da pendolari ed il mondo FS fossero solo un lontano ricordo. Prima di
rientrare abbiamo segretamente sperato che la pausa estiva ci avrebbe regalato qualche
miglioramento del servizio e in effetti una grossa novità a settembre cè stata: la
notizia dellingente finanziamento alle ferrovie per acquistare nuovi treni pendolari
e ristrutturare quelli esistenti. Una decisione importante che aspettavamo da tempo e che
nei prossimi anni potrebbe cambiarci la vita. A parte questo però, sui binari nulla
sembra essere cambiato: i soliti disservizi, le solite giustificazioni scaricabarile, i
ritardi che ancora scompaiono dai tabelloni, insomma la solita cultura dellapparenza
e dellimmagine con le porcherie nascoste sotto il tappeto.
Il timore è che ancora una volta quei finanziamenti finiscano per arricchire chi vincerà
gli appalti piuttosto che migliorare realmente il servizio. Le esperienze passate
insegnano, non vorremmo trovarci di nuovo a viaggiare su pollai a due piani dove si sta
stretti, scomodi, si muore dal caldo o dal freddo, non si può andare in bagno, e con le
carrozze che cadono a pezzi già dopo poche settimane dallentrata in servizio.
Le FS dal canto loro continuano a manifestare il più totale disinteresse verso i
suggerimenti di quei pendolari che non si allineano alle loro scelte. Con una
pluridecennale esperienza ferroviaria molti viaggiatori potrebbero fornire consigli utili
alla progettazione delle carrozze o alla scelta del nuovo materiale rotabile, le ferrovie
però come sempre sembrano preferire i consigli di altri. La progettazione delle nuove
carrozze potrebbe quindi essere affidata a designer di grido che mentre sorseggiano una
tazza di thè abbozzano gli schizzi di quelli che saranno i supplizi dei pendolari per gli
anni a venire. Viene da chiedersi se il blasonato fondo schiena di quei designer abbia mai
provato il piacere di posarsi, oltre che sulle soffici poltrone degli eurostar di prima
classe, anche nelle nicchie dure o sfondate di certi treni pendolari. Se i loro profumati
capelli abbiano mai sfiorato i poggiatesta unicorno modello torcicollo o
quelli realizzati con lelegante tessuto assorbente non lavabile che li rende bisunti
e lerci già dopo qualche mese. Chissà se le loro affusolate falangi, abituate a far
roteare la creativa matita tra le dita, si sono mai cimentate con gli sforzi da
free-climber richiesti per aprire manualmente le pesanti porte metalliche nei treni
Vivalto, rigorosamente senza maniglia e con l'apertura automatica sempre guasta.
Parafrasando infine la battuta di un attento giornalista sui bagni in carrozza
perennemente inagibili, chissà se la vescica dei pendolari dovrà essere ancora una volta
dello stesso modello del treno su cui viaggiano: ad alta capacità.
Insomma speriamo che il lavoro non venga fatto come in passato, sì in garanzia di
qualità, ma privilegiando il profitto piuttosto che un progetto e una realizzazione
eseguiti a regola d'arte. Auguriamoci che chi si accingerà a realizzare e a ristrutturare
le carrozze conosca perfettamente i tanti problemi dei precedenti progetti e i bisogni dei
viaggiatori.
Quei tanti milioni di euro del finanziamento potrebbero anche servire per portare i
pendolari sullalta velocità. Da anni chiediamo motrici in grado di trasportare i
nostri treni sulle tratte veloci. Perché un paio di nuove motrici non potrebbero essere
destinate a questo servizio sulla Parma - Milano? Il perché è chiaro, tutte le tratte
pendolari devono rimanere forzatamente non appetibili e inefficienti, solo così si può
incentivare l'utilizzo dei penosi servizi Intercity ed Eurostarcity. Non a caso negli
ultimi anni siamo tornati ai tempi di percorrenza del dopoguerra ed è vergognoso che a
fronte di tutti questi investimenti non sia stata spesa una parola sulla velocizzazione
del servizio pendolari.
Le nostre amministrazioni comunali e provinciale hanno tutte le ragioni per rinvigorire le
pressioni su FS contro il mancato rispetto degli accordi per l'alta velocità, ma non
bisogna perdere altro tempo e chiedere subito che una parte di quei soldi venga destinata
ad assicurarci quanto ci è dovuto per contratto.

Treno fermo per guasto al computer di bordo (30/9/2009)
Quello avvenuto lunedì 14 settembre al treno regionale R2283 da Milano
per Parma è un guasto davvero curioso. Quel giorno il treno era quasi puntuale, ma ad un
paio di chilometri dalla stazione di Piacenza, quando già assaporavamo lidea di
arrivare in orario, il treno si ferma e l'altoparlante informa che cè stato un
guasto elettrico. Chiediamo chiarimenti e il cortese capotreno cinforma
che si tratta del computer di bordo impazzito, forse perché ha perso una boa.
Non sarebbe nulla di grave se non fosse che il macchinista per ripartire, nonostante la
linea libera e la visibilità perfetta, abbia lobbligo di attendere
un'autorizzazione scritta. Ovviamente è impensabile che qualcuno dalla stazione porti
brevi manu il tanto agognato foglietto. In questi casi, dice il controllore, la procedura
prevede che lautorizzazione scritta per la ripartenza venga compilata dal
macchinista sotto dettatura telefonica del capostazione o del facente funzioni. Solo con
il foglietto tra le mani del macchinista siamo potuti arrivare sani e salvi alla stazione
di Piacenza, con quasi 20 di ritardo. Il controllore si è scusato dicendo che non
ha scritto lui la procedura. Eloquente il suo sorriso dopo aver visto le nostre
espressioni allibite per una norma così arcaica e, a nostro modo di vedere, non solo
inutile (non è lavere il foglietto tra le mani che migliora la sicurezza), ma
addirittura penalizzante per la puntualità del treno e per la circolazione sulla linea.
Ora è chiaro perché un manuale di sabotaggio nemico della prima guerra mondiale, per
paralizzare le ferrovie italiane consigliasse, come semplice regola, di far rispettare
scrupolosamente tutte le procedure previste dal regolamento ferroviario.

Lettere
dai pendolari: "Scusate
il ritardo" (30/9/2009)
Incredibile ma vero le ferrovie informano i viaggiatori che nel mese di
settembre 2009, per lavori programmati di manutenzione, i treni R 2275 (ore 9.20 da Milano
Centrale per Parma) e R 2276 in partenza da Parma alle 9.05 per Milano, per un paio di
giorni subiranno un ritardo di 5 minuti allarrivo. Ci stanno prendendo in giro? Con
tutti i treni che viaggiano abbondantemente sopra i 5 minuti di ritardo, con tutti i
riardi di 15 e 20 minuti che non vengono ne annunciati ne segnati sui tabelloni, le
ferrovie si preoccupano di mandare in giro una circolare per segnalare questo disservizio?
Dove vivono sulla luna?

Finalmente abbattuto il muro di via dei
Pisoni (13/9/2009)
Venerdì 11 settembre è stato finalmente abbattuto il muro eretto
abusivamente nel parcheggio pendolari di via dei Pisoni.
Il caso era stato segnalato già 6 mesi or sono dall'associazione pendolari di Piacenza,
come si può verificare dagli articoli pubblicati su questo sito e dai molti altri
articoli comparsi in questi mesi sui quotidiani locali.
Alle suddette segnalazioni hanno fatto seguito sia l'intervento di un
pendolare/consigliere comunale, che di un esposto al Comune e ai Vigili urbani che non ha
sortito alcun effetto.
Nel giugno scorso la nostra associazione ha quindi deciso di inoltrare una "richiesta
formale di accesso agli atti" al Comune di Piacenza. Entro i 30 giorni previsti per
legge il Comune ha dovuto riconoscere ufficialmente l'abusività del muro che tra
laltro interrompeva il passaggio di una pista ciclabile pubblica e a luglio 2009 ne
ha dovuto ordinare l'abbattimento.
Dietro ad un atto dovuto come questo c'è quindi il lavoro e l'impegno incessante di molte
persone che si sono scontrare con i soliti muri di gomma e burocrazia di quanti
all'interno delle amministrazioni hanno interessi differenti da quello di tutelare i
diritti dei cittadini.
Alla fine comunque l'approccio legale si è dimostrato essere ancora una volta il
più efficace.

Festival del diritto: quest'anno ci siamo
anche noi! (13/9/2009)
26 Settembre, ore 10.00, luogo: Palazzo Galli, Salone dei Depositanti,
Piacenza - Format: Temi e confronti
DISSERVIZI FERROVIARI CRONICI E TUTELA DEGLI UTENTI
TEMI E CONFRONTI
a cura dellAssociazione dei Pendolari di Piacenza
intervengono
- Umberto Fantigrossi (avvocato, pendolare e legale dellAssociazione Pendolari
Piacenza)
- Ettore Fittavolini (Presidente Associazione Pendolari Piacenza)
- Enrico Pallavicini (Comitato Abbonati Eurostar/Intercity GE-MI)
- Sonia Zarino (Comitato Pendolari del Levante Ligure)
Piacenza è allavanguardia sul fronte della tutela dei pendolari ma anche al centro
del sistematico disservizio dei trasporti ferroviari. LAssociazione dei pendolari ha
attivato già da alcuni anni una strategia legale di contrasto al disservizio, basata
sullaffermazione di una responsabilità patrimoniale del gestore per i danni
esistenziali arrecati al pendolare.
Tutti i pendolari interessati sono invitati a partecipare, l'ingresso è libero e
gratuito.

Lettere dai pendolari: "Lo standard di
riferimento FS" (13/9/2009)
Nei giorni scorsi é stato approvato alla Camera il Decreto Legge sul
trasporto Ferroviario Regionale (Provvedimento Ponte) che prevede lo stanziamento di 80
MILIONI DI EURO a favore di Trenitalia al fine di "garantire l'attuale standard
ferroviario" per le Regioni a Statuto Ordinario!
Cos'é, uno scherzo? Qual'é lo "standard di riferimento"?
Lo standard "attuale" (che viene garantito dal Provvedimento Ponte a suon di
milioni) si può verificare dalle immagini allegate (scattate il 26/8/2008 sul convoglio
20416 che percorre il tratto Piacenza-Sesto S.Giovanni, ma i treni pendolari sulla tratta
sono tutti a questo livello) e non possono riferirsi ad un servizio pubblico di un paese
civile!
Molte persone sono rimaste in piedi "per non sporcarsi"!
Moretti dovrebbe mettere il naso fuori dal "Freccia Rossa",
indossare una tuta sterile e, dopo le vaccinazioni del caso, salire sui convogli pendolari
per rendersi conto di quale sia "l'attuale standard ferroviario" per quanto
riguarda noi peones! Se lo facesse, potrebbe verificare anche le condizioni inumane
riguardanti riscaldamento/condizionamento, dato che "caldo e freddo" non si
possono fotografare!
Qualcuno, non certo i peones, deve solo VERGOGNARSI!

Lettere dai pendolari: Un episodio positivo (13/9/2009)
Finalmente scrivo per condividere un piccolo episodio positivo. Alcuni
giorni fa ero sul treno per Milano Porta Garibaldi R20420 delle 7:01. Eravamo ancora fermi
sul binario 8 della stazione di Piacenza, quando due ferrovieri sono saliti sulla mia
carrozza alle 6:50. Uno di loro aveva notato una macchia sospetta su un sedile (alla fine
era ruggine) e voleva mostrarla ad un suo collega per decidere cosa farne. Ovviamente,
chiacchierona come sono, non mi sono lasciata sfuggire loccasione di riferire a
queste due persone che di solito i treni sono in condizioni peggiori del treno su cui ero.
I due mi hanno risposto candidamente che i treni che sostano a Piacenza vengono puliti
proprio da loro stessi. Nello specifico mi hanno spiegato che ci vogliono 8 stracci per
carrozza, che il pavimento è di un materiale che si fa fatica a lavare perché fatto di
materiale assorbente, e che le poltrone in tessuto sono praticamente impossibili da
pulire. Hanno poi continuato il discorso dicendomi che mentre loro fanno quello che
possono per pulire, i treni che sostano a Milano non beneficiano della stessa cura. Mi
hanno infatti spiegato che mentre ci dovrebbero essere almeno un tot di persone a turno, a
Milano ce ne sono sempre di meno perchè molti lavoratori stanno in malattia per lunghi
periodi. Le persone rimaste sono quindi costrette a cominciare dai treni Eurostar e
Intercity per cui non hanno mai il tempo necessario per pulire i regionali. Anzi molto
spesso non li toccano neppure.
Questi due ferrovieri erano cosi gentili e disponibili che ho chiesto i loro nomi per
poterli ringraziare pubblicamente (non succede tutti i giorni di aver qualcosa di positivo
da riferire su Trenitalia). Uno di loro, umilmente, non mi ha detto il suo nome
rispondendomi timidamente io faccio solamente il mio lavoro. Parole sante...
Vorrei ringraziare queste due persone, che mi sono sembrate molto serie, per il lavoro che
svolgono in favore di noi che viaggiamo tutti i giorni. Vorrei ce ne fossero di più come
loro che fanno solamente il proprio lavoro.
Vorrei inoltre segnalare che quindi il problema dei treni sporchi e malridotti va
affrontato a Milano (lo so, non è una novità). Il nocciolo della questione è che
cè gente che fa di tutto per non andare a lavorare. Ma non cè la crisi? Oggi
giorno, non è quasi un lusso avere un lavoro? Se queste persone che stanno sempre in
malattia non hanno voglia di lavorare, sono sicurissima che ce ne sono altre che lo
farebbero al loro posto pur di non essere disoccupate.
E poi unaltra cosa, dato che ci sono: la prossima volta che il designer di turno
progetta un treno, che comunichi con le persone che vi lavoreranno chiedendo a loro quale
sia il materiale più adatto per essere pulito. Dubito fortemente che il designer che ha
progettato certi treni li abbia mai sperimentati destate con 42 gradi percepiti...

Lettere dai pendolari: I parassiti delle
ferrovie (13/9/2009)
Al rientro dalle ferie le cose sono cambiate per noi pendolari, ma in
peggio: servizi in picchiata e ritardi in ascesa. La colpa sembrerebbe essere di nuove
bestie che stanno infestando le ferrovie. Abbiamo dimestichezza con pulci e zecche che da
buoni parassiti succhiano il sangue ai malcapitati passeggeri, ma al confronto questi non
sono che innocui animaletti.
Sono le 18.26 del 7 settembre 2009 quando alla stazione di Milano
Lambrate viene annunciato il treno R2285 delle 18.28 per Bologna in ritardo di 10.
Dopo oltre mezz'ora, e dopo aver perso anche altri treni regionali attendendo invano il
2285, i viaggiatori sono ancora tutti lì sul marciapiede ad attendere che qualcuno dagli
altoparlanti fornisca loro qualche aggiornamento sul ritardo. Evidentemente dei nuovi
parassiti devono essersi infiltrati nei cavi degli altoparlanti e devono aver attentamente
selezionato quali recidere. È curioso infatti che alle 19.03, quando il silenzio sul 2285
prosegue da oltre 35 minuti, gli altoparlanti annuncino che il treno che arriverà alle
19.44 da Piacenza ha un ritardo di 10 minuti. Chissà quanti pendolari di quel 19.44
diretto da Lambrate a Porta Garibaldi si trovano in stazione alle 19.03 per beneficiare di
quellannuncio. E passato anche lIntercity per Terni con quasi
unora di ritardo, ma nessuno ha pensato di consentire ai tanti orfani del 2285 di
prendere quel treno.
Alle 19.12 viene finalmente annunciato il 2285 in arrivo con 45
di ritardo, ripartirà con 50. Appena saliti in carrozza la voce elettronica
provvede ad informare che il ritardo è stato causato dal guasto della motrice di un treno
precedente. Quasi a voler insinuare che la colpa è, come sempre, di altri. Sembra quasi
una giustificazione per smorzare le ire dei viaggiatori. Evidentemente i parassiti nelle
ferrovie non mangiano solo i cavi degli altoparlanti, ma divorano anche i motori, le ruote
e la ferraglia dei treni. Deve trattarsi di una razza molto particolare visto che si nutre
anche dei sistemi di condizionamento appena montati, rendendoli inservibili dopo poco, si
mangia i sistemi di apertura automatici delle porte e persino i pulsanti in plastica che
ne controllano lapertura. Di questi parassiti, equiparabili a unepidemia di
peste bubbonica, non si conosce la provenienza. Taluni sostengono che non siano altro che
gli escrementi di parassiti molto più grandi, voraci e potenti, in grado di divorare
praticamente ogni cosa, dal calcestruzzo alle siringhe, dalle banconote ai gioielli, dal
petrolio all'immondizia. Chi li ha visti sostiene che siano divisi in gruppi, ognuno con
un proprio colore.
Intanto il 18.28 arriva a Piacenza con quasi un'ora di ritardo,
unora di vita che anche oggi centinaia di pendolari si ritrovano in meno da vivere.
Chissà se qualcuno riuscirà mai ad estirpare la piaga dei parassiti delle ferrovie.

Inaugurato il nuovo video-sito di
PiacenzaSette (21/7/2009)
E' attivo il nuovo sito rivista www.piacenzasette.it
con interviste e filmati anche relative al pendolarismo piacentino.

Via il muro nel parcheggio di via dei Pisoni
(21/7/2009)
Dopo oltre quattro mesi di inascoltate lettere ai quotidiani, di vane
denunce alle forze dellordine, finalmente listanza gli atti presentata a
giugno ha sortito leffetto sperato. Nei 30 giorni previsti dalla legge il Comune ha
dovuto verificare la regolarità del muro eretto nel parcheggio di via dei Pisoni e
venerdì scorso ci ha confermato che si tratta di un muro abusivo di cui è già stata
ordinata la rimozione al fine di ripristinare la circolazione veicolare. È
una bellissima notizia per le centinaia di pendolari che ogni giorno in auto erano
costrette ad accedere al parcheggio da uno stretto vicolo di via dei Pisoni. Ora anche
coloro che non troveranno posto potranno dirigersi velocemente al parcheggio di Viale
SantAmbrogio senza dover fare il giro delloca. Speriamo solo che per
lesecuzione dellordinanza comunale non si debbano aspettare altri quattro
mesi.
Il lieto fine della vicenda insegna che non ci si deve arrendere alle angherie, accettando
supinamente ogni sopruso come purtroppo certe persone vorrebbero indurci a fare; bisogna
invece insistere fino a quanto non si vedono ristabiliti i propri diritti.
Dispiace un po vedere che la burocrazia abbia impiegato tanto tempo per dirimere una
questione che poteva essere risolta immediatamente. Per unamministrazione che punta
allefficienza e dovrebbe essere al servizio dei cittadini significa che cè
ancora qualcosa da perfezionare sulle procedure che si attivano in presenza di abusi.
Resta invece il dilemma su chi nottetempo abbia eretto il muro con le pesanti fioriere di
cemento. Non si tratta certo di uno scherzo di qualche buontempone e nemmeno
dellopera di una singola persona. Speriamo che chi di dovere abbia la volontà di
aprire un fascicolo in merito e indagare su chi può aver avuto linteresse a creare
tutto ciò. Oltretutto non si tratta di un episodio isolato, nel gennaio 2001 dei maniaci
delle fioriere, probabilmente gli stessi, avevano recintato una grossa parte di quel
parcheggio pubblico per vietarne laccesso ai pendolari. Anche in
quelloccasione ci volle oltre un mese di pesanti proteste per ristabilire la
legalità.
Tutto questo conferma che il parcheggio di via dei Pisoni, al pari di altre zone della
città, richiede una vigilanza assidua e attenta che deve necessariamente essere
assicurata dalle istituzioni e delle forze dellordine.

La stazione di Lambrate sommersa dall'acqua (21/7/2009)
Alcuni giorni fa un forte acquazzone ha letteralmente sommerso la
stazione ferroviaria di Milano Lambrate. Non è una novità visto che ad ogni temporale
quella stazione si trasforma in acquario. La cosa ha dellincredibile se si pensa che
la stazione di Lambrate e i suoi sottopassaggi sono rialzati (anche di alcuni metri)
rispetto al piano stradale, oltretutto le scale di accesso ai binari sono sovrastate da
ampie tettoie che impediscono allacqua piovana di entrare nei sottopassi pedonali.
Quel giorno tutti e tre i sottopassi erano allagati e impedivano ai viaggiatori che
scendevano dai binari di allontanarsi dalla stazione. Stesso dicasi per coloro che
tentavano di accedere ai binari e si trovavano di fronte a cascate dacqua.
Senza lasciarsi prendere dal panico di quei momenti una viaggiatrice è riuscita a
scattare delle eloquenti fotografie di come per alcune ore si presentava Lambrate
Beach. Le foto documentano che lacqua zampillava abbondantemente dai
muri del sottopassaggio che evidentemente non dispongono di un adeguato rivestimento
impermeabilizzante (foto1- lacqua
zampilla copiosa dai muri del sottopasso; foto2 - Sottopasso completamente
allagato foto3 - cascate dacqua dai
gradini del sottopasso).
Come ci ha scritto la pendolare: Non avendo pinne e boccaglio ho fatto una gran
fatica ad attraversare la stazione. Visto che questestate salto le vacanze meno male
che Lambrate mi offre lo stesso spettacolo del lago di Como o addirittura delle Niagra
Falls.

I treni della GATX transitano a Piacenza
nonostante i divieti (21/7/2009)
Quando il 29 giugno abbiamo appreso della strage di Viareggio, ognuno
di noi ha avuto un sussulto e ne è stato profondamente colpito. La tragedia nazionale ha
aperto uno squarcio soprattutto nel cuore di chi, pendolare, vive quotidianamente a
contatto con stazioni, massicciate, rotaie, locomotori, carri merci.
Le dimensioni dell'incidente e la sua dinamica invitano a una profonda riflessione sulla
sicurezza e su come sia facile disattendere le normative: se infatti saranno confermate le
ipotesi attualmente al vaglio circa le cause del deragliamento, alla base ci sta un
sistema di "giri di carte" che, tra controlli sommari e autocertificazioni, come
in una scatola cinese, non permette di risalire esattamente a "chi ha fatto
cosa", insabbiando responsabilità e rendendo fumosa la filiera di manutenzione dei
rotabili.
A meno di 24 ore della tragedia, con i roghi ancora accesi e i detriti bollenti, quando
era solamente tempo di silenzio e partecipazione, nonché di aprire le prime indagini
serie, le ferrovie si sono subito affrettate a declinare ogni responsabilità, con note
ufficiali e comunicati stampa titolati "Carro sviato: la manutenzione spettava alla
società proprietaria". Le ferrovie, indossato il ruolo di tribunale di loro stesse,
hanno iniziato un bombardamento mediatico che può essere volgarmente definito
"scaricabarile": Il treno deragliato non era loro, la manutenzione non andava
fatta da loro, le carte erano apposto, eccetera. Eppure il personale, il locomotore, le
infrastrutture, sono loro: paradossi all'italiana, o meglio, alla "ferrovie dello
stato".
Prima ancora di capire le dinamiche esatte, per prudenza, con nota del
2 luglio, le ferrovie stesse informavano che avevano provveduto a sospendere l'utilizzo
dei carri della società proprietaria del convoglio deragliato "fino a quando non
verranno forniti dalle indagini in corso, e dalla stessa Gatx, chiarimenti in merito ai
fatti avvenuti nella città toscana" (http://www.fsnews.it). La misura, sicuramente
dovuta, doveva e deve permettere di far luce sulla catena e su ogni passaggio che subisce
il carro in sede di revisione periodica. E' così giunto il giorno dei funerali, il giorno
7 luglio; tante lacrime, sicuramente autentiche, sono state versate sulle bare dai parenti
e dai tanti concittadini che hanno partecipato alla cerimonia.
Apparentemente tutto sembrava chiuso qui, in attesa dell'indagine. Circolazione a
Viareggio ripartita, ricostruzione in corso, Gatx bloccata in Italia. Moretti
ossessionato dalla sicurezza così titolava Fsnews.
Il giorno 8 luglio però non volevo credere ai miei occhi. Mi accingevo a prendere, come
ogni giorno lavorativo, il mio treno per rincasare dopo il lavoro. In particolare stavo
salendo sul regionale 2075, delle 18:52 per Ancona, quando il mio sguardo si è posato su
un treno merci in movimento (non fermo) nei binari attigui a quelli destinati al servizio
viaggiatori. I carri cisterna, uno dietro all'altro, riportavano la famigerata sigla
"GATX", impressa sia sulla cassa sia alla base del treno. Ho fatto giusto in
tempo a scattare un paio di fotografie (foto 59Kb)
con il mio cellulare, pieno di rabbia e disgusto.
Ora, posso formulare due ipotesi:
1) è stata eseguita unindagine accurata e minuziosa in meno di una settimana, che
ha certificato che i carri GATX sono "a posto", per cui sono idonei a circolare
sulla Rete Ferroviaria Italiana. Di questo però il buon Moretti non ne ha dato notizia
sulle sue "Fsnews", sempre pronte a difendere le ferrovie e
"tranquillizzare i cittadini" con comunicati, ma latitanti nel fornire ogni
informazione che, in qualche modo, produca una pubblicità non proprio positiva alle
ferrovie. Tale ipotesi mi sembra impossibile: i carri in circolazione sono migliaia,
com'è stato possibile verificarli tutti? E come mai nessuno ha informato i cittadini e i
clienti della revoca del provvedimento?
2) Le ferrovie tradiscono le loro stesse regole, disapplicandole e mettendo a repentaglio
la loro credibilità e, nel caso in cui si dimostrasse che i carri non sono sicuri,
lincolumità stessa di passeggeri, personale e cittadini.
In entrambi i casi rimane una grandissima amarezza, e un gran senso di impotenza.
Purtroppo, l'unica sicurezza che mi sento di ricevere dalle ferrovie, è quella di
arrivare in ritardo, di avere problemi, di trovare treni sporchi, di non essere informato
su quello che succede. E questa sì, è unossessione fondata.

Perchè le FS ascoltano solo le minacce? (21/7/2009)
Vorrei rendere noto un episodio accaduto lo scorso 6 luglio alla
stazione di Lodi.
Sono arrivata a Lodi col treno R20424 e appena scesa viene annunciato che, per un guasto
nella stazione di Pontenure, tutti i treni diretti a Milano avrebbero avuto un ritardo di
50'. Il treno R20424 è stato fatto fermare 10 in più del previsto, ma non il tempo
sufficiente perchè i passeggeri che di solito prendono il treno R2274 delle 8.22
potessero usufruirne. A questo punto un passeggero che si è visto chiudere le porte in
faccia si è recato dagli addetti al 1° binario chiedendo la fermata straordinaria del
treno proveniente da Mantova (R2648). Non ricevendo risposte il passeggero ha iniziato a
dare in escandescenza apostrofando gli addetti con svariati epiteti e minacciando assieme
agli altri passeggeri di bloccare i binari qualora non avessero posto rimedio al
disservizio.
A questo punto è intervenuta la Polfer e "miracolosamente" il treno R 2648 è
stato fatto fermare a Lodi.
Nel frattempo la diatriba è proseguita e un addetto al 1° binario ha continuato la
discussione col passeggero; quello che mi ha stupito è che l'addetto FS ha dichiarato che
il treno è stato fatto fermare solo perché c'è stata la minaccia di bloccare i binari.
Morale: perché per ottenere un servizio non ci vuole buon senso ma si deve ricorrere alle
minacce e agli insulti?

Un viaggio sicuro parte da te (6/7/2009)
Faccio seguito alle mie considerazioni, pubblicate qualche tempo fa su
questa rubrica pendolari, circa le manutenzioni di Trenitalia al materiale e
ladeguatezza dello stesso a un servizio che ha visto un decadimento costante,
soprattutto in termini di qualità del viaggio e durata dello stesso.
Desidero fare unulteriore considerazione sul tema, ovvero sulla campagna delle
ferrovie chiamata Un viaggio sicuro parte da te ampiamente sponsorizzata
tramite materiale stampato disponibile in stazione o sulle pagine a pagamento dei free
press gli amici del treno (il cui link lo si può trovare sul sito www.pendolari.too.it o
direttamente su questo link).
La recentissima assoluzione dei dirigenti per la strage di Crevalcore, nonché questo
martellante addossare le responsabilità del viaggio al cliente finale, mi hanno fatto
molto riflettere sul fatto che le FS cerchino di addossare gli oneri della sicurezza a chi
deve viaggiare, non solo per piacere, ma anche per necessità. Leggendo la sentenza, di
cui comunque ho molto rispetto, mi viene ironicamente da chiedermi se la colpa della
strage sia dei clienti stessi che hanno scelto di viaggiare proprio in quella carrozza,
quel giorno, su quel treno.
Un viaggio sicuro parte da te, recita landante di Trenitalia. No, cari, un viaggio
sicuro parte da treni moderni, parte dalle revisioni sui mezzi, parte dalle migliorie
tecniche agli impianti, parte da personale formato, da tecnologie perfette. Le ferrovie ci
intimano di scendere dalla parte giusta (qualcuno ha mai visto una persona
scendere dalla parte sbagliata? Francamente io, in svariati anni, mai) e di non
oltrepassare la linea gialla. Io sono dellidea che se una porta si apre dal lato
sbagliato o se i treni sfrecciano a 200 Km allora in stazione (ora abbiamo meno
eurostar, ma i merci e alcuni EScity passano a tutta velocità, a volte senza essere
neanche annunciati dallaltoparlante) non sia il cliente a sbagliare, ma chi permette
queste cose.

Ritrovate due biciclette rubate in stazione (6/7/2009)
La Polizia ferroviaria ci ha informato di aver recuperato un paio di
biciclette molto probabilmente rubate nel parcheggio della stazione. La Polfer ci ha detto
che una delle due è già stata riconosciuta e restituita al legittimo proprietario,
mentre per la seconda non si è ancora fatto vivo nessuno. Invitiamo chi abbia subito
furti di biciclette a recarsi dalla Polfer con la descrizione del proprio mezzo. Chissà
che non ritrovi la sua bici.
Approfittiamo delloccasione per dare qualche semplice consiglio
antifurto a chi lascia la bicicletta nel capannone della stazione. Se
possibile lasciatela nelle aree coperte dalle videocamere, non in posti lontani o nascosti
da muri. Legate sempre la bicicletta con almeno due catene, una per vincolare le ruote al
telaio e laltra per agganciare il telaio (o una ruota) alla rastrelliera. Una
bicicletta piena di lucchetti ma non ancorata alla rastrelliera è una facile preda per i
ladri perché può essere facilmente caricata su un furgone o trasferita in un posto
nascosto per scassinare i lucchetti. In caso di furto comunque non arrendetevi, recatevi
alla Polfer, denunciate il furto e chiedete che vengano analizzati i nastri delle
telecamere. Come vedete qualcuno la ritrova.

Lettere dai pendolari:
E stato ritrovato un ufficio oggetti smarriti (6/7/2009)
Le scorse settimane i giornali titolavano: Dal 13 giugno 2009
chiudono gli uffici oggetti smarriti di Trenitalia Al loro posto ci sarà un call
center (praticamente inutile) Ritrovare gli oggetti diventerà impossibile.
Nella coscienza ferroviaria però gli uffici oggetti smarriti erano spariti ben prima del
13 giugno. Questa storia dimostra però che a dispetto delle scelte di Trenitalia è
ancora possibile ritrovarli.
Alla fine di maggio 2009, quando in teoria gli uffici oggetti smarriti cerano
ancora, mentre mi recavo al lavoro a Milano mi è capitato di smarrire le chiavi di casa.
Me ne sono accorta durante il viaggio di ritorno della sera e mi sono resa subito conto di
averle lasciate la mattina sul sedile del treno. Dopo un primo momento di smarrimento, per
non dire di disperazione, mi sono recata alla biglietteria di Piacenza per avere
informazioni su come ritrovarle. Il bigliettaio, gentilissimo, mi fornisce un numero
telefonico che però risulta inesistente.
Il mio sconforto viene notato da un agente della Polfer che prova ad attivarsi e chiama i
colleghi di Milano centrale i quali consigliano di andare allufficio oggetti
smarriti di quella stazione.
Il giorno successivo prendo il solito treno per Milano e chiedo al personale viaggiante
dove si trova lufficio oggetti smarriti di Centrale. Mi viene risposto che non
esiste, ne sono certissimi e sono in due. Colta dal dubbio faccio una sosta in ufficio e
grazie a Internet mi viene confermata lesistenza dellufficio. Telefono subito
e, incredibile ma vero, le mie chiavi ci sono! Un ragazzo le ha trovate per terra sul
marciapiede di Milano Centrale. Io però ero scesa alla stazione prima per cui
allarrivo del treno in Centrale qualcuno deve averle prese dal sedile dove le avevo
dimenticate e buttate sul marciapiede (forse qualche addetto alle pulizie che non aveva
tempo per portarle agli oggetti smarriti).
Corro a prendere un treno che mi porta a Centrale. In treno chiedo di nuovo informazioni
al personale viaggiante, ancora una volta sono in due e ancora una volta dicono che
lufficio oggetti smarriti non esiste.
Questa volta però sono preparata e insisto nel dire che esiste. Appena scesi dal treno
uno di loro mi accompagna e finalmente troviamo il fantomatico ufficio e con lui le mie
chiavi. Sono stata davvero fortunata. Grazie di cuore a chi le ha trovate e consegnate nel
posto giusto. Mi hanno detto che era uno studente, prendiamo esempio dai giovani. Noto che
lufficio pur trovandosi in stazione è gestito da personale comunale (che sia un
altro espediente per scaricare sulla cittadinanza i costi di gestione di un servizio
ferroviario degno di quel nome?).
Quello che non mi è piaciuto è stata la disinformazione che ho trovato nel mondo FS.
Come possono i ferrovieri non conoscere lesistenza dellufficio oggetti
smarriti alla stazione di Milano? Fino al 13 giugno il personale FS dove portava gli
oggetti smarriti che ritrova? Li abbandonava forse sul binario? Questa disinformazione
colpisce due volte chi viaggia. Colpisce chi ritrova loggetto perché se onesto e
volenteroso non sa dove portarlo e colpisce chi smarrisce loggetto perché non sa
dove provare a recuperarlo.
Nel mio piccolo vorrei segnalarvi questo: Lufficio Oggetti Smarriti, anche se non
gestito dalle FS, esiste. Ha un indirizzo, Piazza Duca dAosta 4 (al piano terra
nellatrio verso via IV Novembre), un sito web e un numero di telefono 02-63712027 o
02-88453900, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16. Fatene buon uso.

Lettere dai pendolari: Esaurimento nervoso
causa ritardi (6/7/2009)
Vi scrivo dalla mia postazione di lavoro nella ditta dove sono
impiegato da poco tempo. Con il nuovo lavoro è iniziata la mia esperienza-incubo nel
mondo del pendolarismo. Ho accumulato diversi ritardi in entrata che per ora non hanno
compromesso la mia posizione lavorativa; il punto è che comincia a risentirne la mia
condizione psico-fisica.
Iniziando molto presto la mattina riesco ad uscire prima la sera. Ultimamente in andata
non ci sono più grossi problemi, visto lorario mattiniero si riesce ad arrivare
abbastanza puntuali.
La mia spada di Damocle è il viaggio di ritorno. Nonostante esca presto, vista la
scarsità di treni, sono costretto ad aspettare quello delle 16.13, lEScity 9781
diretto a Pescara Centrale che, a dispetto del sovrapprezzo che si paga per gli IC,
viaggia praticamente ogni giorno con un ritardo minimo di 30 minuti.
A volte (specie il lunedì, il mercoledì e il venerdì) tocca punte di ritardo che vanno
dai 50 ai 70 minuti. La motivazione che danno dall'altoparlante è quasi sempre
ritardo nella preparazione del treno.
E' da circa un mese che respiro a fatica e vivo con una sensazione costante di ansia sul
petto, inoltre noto delle strane desquamazioni sulle mani, mai avute prima (andrò presto
dal medico per approfondire la questione) sono tuttavia convinto che siano disturbi
psicosomatici dovuti allo stress del viaggio e all'enorme perdita di tempo quotidiana
indipendente dalla mia volontà.
Preciso che io e mia moglie disponiamo di una sola macchina, lei passa a prendermi in
stazione tutti i giorni quando esce dal suo lavoro (finisce alle 16.30, io dovrei arrivare
a Piacenza alle 16.43, cosa che ormai succede raramente) e abitando in provincia di Lodi
(come se non bastasse viviamo anche il disagio quotidiano del crollo del ponte del Po e ci
tocca percorrere l'autostrada ogni giorno) deve aspettarmi al parcheggio, non può nemmeno
andare a casa e tornare all'orario del mio arrivo (in ritardo per colpa di Trenitalia).
Finché il ponte era integro il problema era di portata minore perché alla stazione di
Piacenza potevo al limite prendere un taxi e farmi portare a casa, anche se questo mi
costava un po. Ho appreso che il nuovo Ponte verrà costruito più o meno verso
dicembre 2010 e che il ponte provvisorio richiederà ancora tempo per essere costruito.
Ora non posso permettermi un taxi che mi porti a casa via autostrada e non trovo giusto
che mia moglie, dopo una giornata di lavoro, sia costretta ad aspettarmi in macchina a
volte anche unora nel parcheggio, perdendo tempo, pazienza e salute.
Non so cosa fare per risolvere questa situazione che mi sta portando all'esasperazione e,
non vorrei esagerare, forse anche all'esaurimento nervoso.
Non trovo nemmeno giusto dover cambiare lavoro per motivi esterni alla mia volontà, il
mio lavoro mi piace e se i treni fossero puntuali il problema non sussisterebbe.

Chi deve garantire la sicurezza del
parcheggio di via dei Pisoni? (23/6/2009)
Il Comune e i potenziali gestori propongono il controllo di un privato
come soluzione al problema della sicurezza del parcheggio bici e moto di via dei Pisoni.
Per addolcire la proposta la questione sicurezza viene combinata con lassistenza per
le riparazioni dei mezzi, ma le due cose sono ben distinte. La sicurezza è un diritto dei
cittadini, la riparazione di una gomma buca no. Cè chi sostiene che basterebbe la
presenza di uno spazio per la riparazione delle biciclette allinterno del parcheggio
per garantire anche la sicurezza. Questo è probabilmente è vero, ma se così fosse non
ci sarebbe bisogno di riservare dei posti per un parcheggio a pagamento visto che la
sicurezza deriverebbe senza alcun costo dalla presenza dellesercizio commerciale
allinterno del parcheggio.
Vista linsistenza nel voler affidare a tutti i costi ad un privato la gestione del
parcheggio viene dunque spontanea qualche riflessione. Le amministrazioni e gli enti
pubblici utilizzano molti agenti di polizia per vigilare su svariate iniziative pubbliche
a cui i cittadini partecipano per piacere o svago. Parliamo ad esempio della vigilanza
sempre presente ai venerdì piacentini, i servizi dordine in occasioni di feste di
piazza, sagre o concerti, la presenza ad iniziative come corse ciclistiche e podistiche e
non da ultimo il controllo durante le partite di calcio. Tutti servizi utili e legittimi
che sarebbe impensabile non garantire ai cittadini. Ma a fronte di questi utilizzi non si
capisce per quale motivo quegli stessi agenti non possano essere inviati a vigilare anche
il parcheggio di via dei Pisoni; un luogo pubblico della città che al pari di piazza
Cavalli è frequentato quotidianamente da migliaia di persone, ma a differenza di piazza
Cavalli è molto meno sicuro. Nessuna amministrazione o ente pubblico sembra rendersene
conto, nonostante i sistematici appelli dei pendolari. Così a fronte di un grave problema
di sicurezza sollevato da mesi, invece di aumentare i controlli come logica vorrebbe,
lunica risposta che arriva è: diamolo in gestione ad un privato.
E questo il modo di garantire un diritto fondamentale come la sicurezza? Teniamo
presente poi che inviare sistematicamente qualche agente a vigilare larea del
parcheggio è unoperazione che si può attivare immediatamente, senza perdere altro
tempo. Ironia della sorte, che forse tanto sorte non è, quelle stesse forze
dellordine che invochiamo per il parcheggio vengono invece mandate a controllare le
assemblee di noi pendolari, quasi fossimo unassociazione eversiva o una cellula
terroristica. Che curioso modo di combattere la delinquenza.
Per quale motivo chi utilizza un parcheggio per necessità e non per divertimento,
oltretutto sobbarcandosi il non indifferente sacrificio di lasciare lauto in garage
per usare un mezzo ecologico, deve sentirsi dire che lunica maniera per garantire la
sicurezza in quel parcheggio è affidare la gestione ad un privato? Partendo dal
presupposto che il privato non si muove per fare beneficenza, per quale motivo i
viaggiatori pendolari, già oberati da fatiche, disservizi e tanti costi, dovrebbero
pagare, non solo le spese, ma anche il guadagno che il privato pretende a fronte della
sicurezza che offre? Perché chi va a divertirsi ha diritto alla sicurezza, assicurata
spesso da schiere di carabinieri, poliziotti, e vigili, e chi va al lavoro dovrebbe
pagarsela? Oltretutto due volte visto che ogni cittadino già versa le tasse con cui
Stato, Amministrazioni ed Enti pubblici dovrebbero garantirgli la sicurezza, almeno nei
luoghi pubblici.
Se quindi è legittimo che un privato tragga profitti riparando biciclette, dovrebbe far
riflettere lidea che sia il privato deputato e pagato per garantire la sicurezza
pubblica.

Nuovo orario FS: i miglioramenti sono solo
virtuali (23/6/2009)
Diamo unocchiata alle modifiche dellorario ferroviario che
per le nostre tratte sono state minime. Per quanto è stato possibile verificare sul sito
di Trenitalia il cambiamento più importante si è avuto per lEspresso 823
Freccia del Sud in partenza alle 12:20 da Milano Centrale con arrivo 55 minuti
dopo a Piacenza. E stato sostituito dalla coppia di treni R2655 + R20411 che obbliga
ad un cambio a Lodi con relativi rischi e un tempo di percorrenza di ben 63 minuti,
calcolato però dalla stazione di Milano Rogoredo, 10 Km più vicina a Piacenza.
Per i pendolari lombardi invece qualcosa si è mosso con la riduzione dei tempi di
percorrenza su alcune tratte come per esempio la Lecco-Bergamo. Segno che se si vuole si
può invertire la tendenza al servizio tartaruga a cui ci hanno abituato le ferrovie negli
ultimi anni.
In realtà anche da noi qualche treno è stato velocizzato, purtroppo solo in maniera
virtuale. Il solito escamotage tutto fumo e niente arrosto inserito sul rinnovato sito
Internet di Trenitalia. Cercando i collegamenti tra Milano-Piacenza il nuovo sito fornisce
come tempo di percorrenza quello della stazione milanese più vicina a Piacenza,
tipicamente Milano Rogoredo. Si scopre così che i 67 minuti di percorrenza del
treno regionale R20431, in partenza da Milano Greco Pirelli alle 17.55, che dopo aver
fermato a Milano Lambrate e Rogoredo dovrebbe arrivare a Piacenza alle 19.02 (ma è
perennemente in ritardo), sul sito FS sono diventati 50 minuti per il tratto
Milano-Piacenza. Lennesima soluzione di facciata per esibire un
miglioramento del tutto fittizio. Quanto tempo avranno speso per inventarsi questa
trovata?

Nuovo orario nuovi aumenti FS: i pendolari
retrocessi a vent'anni fa (14/6/2009)
Ancora tartassati pendolari e viaggiatori col nuovo orario ferroviario
entrato in vigore lo scorso 14 giugno. Pure questa volta nessuno ci ha fatto
preventivamente conoscere la bozza delle proposte di Trenitalia, anche se la Regione ne
era probabilmente in possesso e la Provincia aveva il diritto di averne una copia. Questa
volta i pianificatori ferroviari si sono concentrati sull'aumento delle tariffe di IC,
ICnotte e anche degli Espressi che fino al 13 giugno 2009 potevano essere utilizzati con i
normali biglietti regionali. Ora per i viaggiatori, ma anche per quei pendolari che per
alcuni mesi non usano l'abbonamento (come gli studenti, o i lavoratori che hanno trasferte
frequenti), il servizio sarà penalizzato a meno di non essere disposti a pagare un
sovrapprezzo. In alcune fasce orarie infatti gli espressi costituivano una valida
soluzione per muoversi ad una velocità dignitosa. Stesso discorso in caso di forti
ritardi o soppressioni dei treni regionali, prima si poteva contare sullalternativa
di un treno espresso, ora non più.
Per il momento comunque da questa limitazione sono esclusi gli abbonamenti regionali che,
a detta del personale viaggiante, possono ancora essere utilizzati sui treni espressi. Ma
fino a quando? Lesperienza insegna che gli aumenti e le prescrizioni restrittive che
dapprima vengono introdotti sui biglietti colpiscono successivamente anche gli
abbonamenti, secondo la ben collaudata strategia FS di spezzare il fronte dei viaggiatori
che possono protestare contro gli aumenti imposti. Insomma il vecchio Divide et
impera funziona sempre.
Con le nuove tariffazioni, l'introduzione del tutto fittizia di nuove tipologie di treni e
la conseguente eliminazione delle vecchie categorie come diretti e interregionali, unita
alla solita politica dei piccoli passi con la quale le FS diluiscono aumenti tariffari e
allungamenti di percorrenza in tempi diversi per mascherare lentità degli aggravi e
dei peggioramenti, stiamo tornando alla situazione di 20 anni fa. A quel tempo a
lavoratori e studenti era concesso di viaggiare solamente sui treni locali,
che sono i regionali di oggi. Eppure ventanni fa, con leliminazione degli
abbonamenti agevolati per lavoratori/studenti (che portò un enorme aumento dei costi di
viaggio), venne garantita ai pendolari la possibilità di viaggiare su tutte le categorie
di treni ad eccezione dei rapidi. Quindi già in passato i pendolari hanno
pagato un prezzo molto salato per avere il diritto di accedere a tutte le tipologie di
treno. Oggi tutto questo è stato cancellato. Le FS aumentano i prezzi promettendoci
viaggi su treni migliori, treni che vengono subito dopo dequalificati sebbene i costi
restino maggiorati. Levoluzione degli Intercity insegna.
Visto lintenso utilizzo di questi stratagemmi per aumentare gli introiti senza
migliorare il servizio è possibile che tra qualche anno le ferrovie propongano nuovamente
leliminazione dell'abbonamento regionale per darci lennesimo nuovo abbonamento
a costi molto maggiori (lintroduzione del supplemento per gli IC è stato il primo
passo), con la garanzia di poter accedere alle nuove tipologie di treno. Il
tutto sarà come sempre sponsorizzato dalle caste che appoggiano le ferrovie nel tentativo
di illuderci dellennesimo miglioramento al servizio. Noi pendolari però siamo ormai
vaccinati.
Non resta che sperare in qualche ministro dei trasporti illuminato e soprattutto sganciato
dagli interessi che ruotano allinterno del mondo ferroviario, che abbia il coraggio
di rivoltare come un calzino una classe dirigente che riesce solo ad imporre sistematici e
ingiustificati aumenti dei costi di viaggio a fronte di un servizio sempre peggiore e
inadeguato.

I disagi della stazione di Piacenza (9/6/2009)
Nelle puntate sulla fatica di essere pendolari sono state messe in
evidenza le difficoltà che si incontrano per raggiungere con mezzi pubblici o privati le
stazioni di partenza. Bene, potrebbe sembrare che, una volta arrivato in zona stazione, il
medio pendolare piacentino sia già a buon punto: in fondo, non gli resta che parcheggiare
lauto o la bici, recarsi sul binario e attendere fiducioso. Purtroppo non è così
facile. Chi arriva al parcheggio di via dei Pisoni, per esempio, si trova faccia a faccia
con unimprovvisata e molto meno affascinante imitazione del sito di Stonehenge: un
muro di pietre squadrate che, sorto dalloggi al domani, impedisce laccesso
alle auto, ostruendo anche il passaggio della pista ciclabile. Tornare indietro,
abbandonare lauto dove capita, contorcersi come serpenti per sgusciare in bici
attraverso qualche pertugio? Le opzioni sono tante, ma lunica sensata sembra la
prima, con conseguente formazione di ingorghi tra chi va e chi viene. Risolto, si spera al
meglio, il problema parcheggio, la meta pare ormai a un passo, invece chi esce dal
deposito biciclette deve interrompere bruscamente il suo percorso per non tamponare la
fila che attende di superare il mitico tornello, installato ben prima dellera
Brunetta per dissuadere chiunque dalla tentazione di parcheggiare bici e moto nello
spazio antistante lascensore. Ormai da qualche anno, infatti, larea è stata
(lodevolmente) ripulita, e hanno fatto la loro comparsa i nuovi cartelli: «Vietato
parcheggiare biciclette e motocicli». Peccato, però, che proprio di fianco al tornello
venerdì scorso (il 5 giugno, ma non era la prima volta) ci fossero parcheggiate non una
bensì due automobili. Be, è giusto
non si tratta né di cicli né di
motocicli! In base allo stesso principio, se il cartello sulla vetrina specifica: «I cani
non possono entrare», nulla vieterà di presentarsi in quel negozio in compagnia di un
gatto, un furetto, uno scimpanzé o, perché no?, un cavallo.
Comunque, oltrepassato finalmente anche il tornello a senso unico alternato, a separare il
pendolare dal suo binario restano soltanto una scala e il sottopassaggio, quello nuovo,
recentemente dotato di un nuovo display a parete per lindicazione dellorario
di arrivo dei treni: ad altezza duomo, e anche di donna, (ma anche di vandalo)
cosicché in caso di affollamento del sottopasso risultano consultabili solo a prezzo di
sgomitate di avvicinamento. Nuovi indicatori sono stati installati anche sui marciapiedi,
ma numeri e lettere sono così piccoli che riuscire a leggerli da una certa distanza è
davvero unimpresa.
La vita non è semplice nemmeno per chi entra in stazione dallingresso principale,
dal momento che anche sullenorme tabellone degli arrivi e partenze le lettere sono
distinguibili a fatica. È questo che si intende per «restyling»? Limpressione è
che, invece di facilitare la vita di chi usa il treno, tutti questi interventi tendano a
complicarla.
Non parliamo poi del fatto che la sala daspetto della stazione si è ridotta a una
decina di posti nella hall: poche e desolate file di sedie che sembrano dimenticate lì da
un operaio distratto o sfaccendato che ha interrotto il lavoro a metà. E se il treno è
in ritardo o soppresso, inutile tentare di chiedere informazioni, perché lo sportello
preposto non esiste più. In compenso, però, a pochi metri dal luogo in cui si trovava, i
nuovi gestori del bar pubblicizzano i loro prodotti di punta: i «Panini del
viaggiatore». Così, per consolarsi nellattesa, al povero pendolare non resta che
leggere gli ingredienti di «Ulisse», «Scilla» (e che cazzecca?! quella se li
ingoiava, i viaggiatori!), «Colombo» e «Vespucci», confrontando gli ambiziosi progetti
di cotanti eroi con i suoi ben più miti propositi: lui, in fondo, vorrebbe solo andare a
lavorare

I soliti privilegiati (9/6/2009)
Guardate questa fotografia
(file jpg 70Kb) che rappresenta l'ingresso sud alla stazione ferroviaria di Piacenza
il giorno sabato 6 giugno 2009 alle ore 15.30, quando i pendolari non ci sono. I pendolari
sono obbligati a transitare a piedi, a senso unico alternato attraverso lo stretto
passaggio transennato (lato destro della foto), mentre qualche privilegiato che lavora in
stazione parcheggia liberamente e sistematicamente i propri mezzi dove ai pendolari è
fatto divieto (come si vede dal cartello sul muro). Sembra proprio che il divieto ai
pendolari serva solamente a mantenere i privilegi di qualcuno.

Che fatica fare i pendolari (9/6/2009)
Spesso i disagi dei pendolari vengono associati ai disservizi
ferroviari, ma le pene di chi lavora lontano da casa non sono solo quelle. Oggi vogliamo
raccontare anche altre difficoltà che incontrano i pendolari e che purtroppo vengono
spesso trascurate.
La prima parte del viaggio è comune a tutti i lavoratori. Salvo i pochi fortunati che
possono raggiungere la stazione a piedi, tutti gli altri devono servirsi di un mezzo.
Lautobus che non passa puntuale o che resta ingolfato nel traffico, cercare un
parcheggio e dover girare un bel po prima di trovarlo sono disagi comuni. Mentre
però per un normale lavoratore il ritardo si ripercuote tal quale sullingresso in
ufficio, per un pendolare cè la mannaia del treno che parte, un effetto soglia che
crea una profonda discontinuità sullorario darrivo al lavoro. Un minuto di
troppo può significare arrivare unora dopo in ufficio. Uno stress in più subito
tutte le volte che, partiti con largo anticipo, ci si rende conto che il tempo a
disposizione sta inesorabilmente scadendo. Per evitare questi problemi cè chi ha
deciso di portarsi la bicicletta in treno, in questo modo la si può riutilizzare anche
quando si arriva a destinazione. Pure questa scelta è fonte di stress poiché viene
scoraggiata dalle troppe inefficienze del trasporto ferroviario. A dispetto del costo
aggiuntivo infatti si trovano a volte chiuse le carrozze per il carico delle biciclette e
si è obbligati a tenere il mezzo con sé come fosse un normale bagaglio. Alla stazione di
Piacenza poi laccesso alle bici è consentito dallatrio centrale che allunga
il percorso fino agli ascensori.
Come detto tralasciamo i disagi legati al viaggio in treno che sono ben
noti. Una volta arrivati a destinazione pochi possono raggiungere il lavoro a piedi, anche
in questo caso i più devono utilizzare un ulteriore mezzo, raddoppiando così le fonti di
disagio e stress rispetto a un non pendolare. Tra le preoccupazioni più frequenti
laccorgersi allultimo momento di uno sciopero dei mezzi pubblici nella città
di arrivo. Ci si deve arrangiare a piedi o con i taxi. Per chi lascia una vecchia bici
nella stazione di arrivo ogni mattina cè langoscia di ritrovarla nuovamente.
Un po di batticuore poi quando la ritrovi tiri un sospiro di sollievo. Ma non è
finita, avvicinandoti puoi scoprire che durante la notte hanno tentato di rubarla e non
riuscendoci ti hanno storto il cerchione e spaccato i raggi. Tutta la fatica per tenerla
in ordine e sempre funzionante non è servita a nulla. Ti chiedi perché qualcuno deve
rovinarti la vita in quel modo, ma non ci puoi fare nulla. Ora dovrai ripararla o
comprarne unaltra, rigorosamente usata, oggi più introvabile di che un bene di
lusso. Puoi anche trovarti la bici incastrata da ponteggi abusivi montati nottetempo,
coperta da pesanti tubi che qualcuno gli ha ammucchiato sopra o bloccata da auto e furgoni
lasciati in sosta da qualche furbetto nei parcheggi destinati alle due ruote. In quei casi
ti tocca andare al lavoro a piedi, in alternativa puoi chiamare la polizia e perdere molte
ore col rischio di subire pesanti ritorsioni nei mesi a venire. È difficile raccontare il
sentimento che si prova nel ritrovarsi la bicicletta senza le ruote, o con un ago che
sistematicamente ti fora da parte a parte la ruota posteriore (quella più difficile da
cambiare), o i mozziconi di sigaretta spenti sulla sella, o la sella che non cè
più. Se hai un ciclomotore a tutto questo si aggiunge il furto della targa, il taglio dei
fili di acceleratore e freni, del tubo della benzina, il furto del parabrezza e perfino
del carburatore. E un autentico far west, ma non stiamo parlando di un paese del
terzo mondo, siamo a Milano.
Mentre in bicicletta stai pedalando con affanno per recuperare il ritardo del treno, ti
sorpassano camion, autobus e fuori strada, quelli da 5Km con un di litro. Con una sola
accelerata emettono nuvole nerastre degne dei fumetti daltri tempi. Sei costretto a
respirare quel denso fumo che odora di zolfo e ti chiedi come fanno quei motori ad essere
conformi alle norme antinquinamento. Pensi al tuo vecchio ciclomotore che in città
viaggiava per oltre 50 km con un solo litro di miscela, ma che ora non può più
circolare. Potresti comprarne uno nuovo catalizzato, alla settimana, perché in stazione
non durerebbe di più. Con la consapevolezza che nel quarto dora in cui lo usi per
raggiungere il lavoro inquinerà comunque come un euro zero visto che la marmitta
catalitica inizia a funzionare solo quando si è completamente riscaldata, ovvero dopo
circa 20 minuti dallavviamento.
In quei momenti ti chiedi perché gli amministratori e i politici che sfornano regolamenti
a profusione, anziché viaggiare sulle auto blu non vengono obbligati a lasciare i propri
mezzi parcheggiati nei posti più degradati come gli ultimi dei cittadini e siano
costretti a muoversi solo a piedi, in bici o coi mezzi pubblici. Solo vivendo direttamente
sulla propria pelle le tribolazioni è possibile comprendere e risolvere i problemi dei
cittadini. Questo dovrebbe essere un criterio generale da applicare a tutti coloro che
decidono le regole comuni.
Quando la stazione di destinazione si trova a diverse decine di chilometri da quella di
partenza si aggiunge lincognita meteorologica. Capita di partire col sole che spacca
i sassi per arrivare con la pioggia battente. Per questo motivo il pendolare, come un
autentico gentlemen londinese, deve sempre avere lombrello in borsa. Per i più
organizzati, soprattutto se a destinazione usano una bicicletta, si aggiunge un Kway od
anche un paio di pantavento.
Oltre ai temerari che lasciano una bicicletta o un ciclomotore alla stazione di
destinazione, cè anche chi osa lasciarvi unauto. Qualche anno fa un pendolare
di lungo corso che nelle vacanze natalizie aveva lasciato lauto parcheggiata a
Milano Lambrate, al rientro se lè trovata carbonizzata da qualche buontempone che
aveva festeggiato lanno nuovo col botto
della sua auto. Per prevenire
danneggiamenti un altro pendolare aveva trovato un accordo con un clochard che in cambio
di una dormita sui sedili faceva la guardia alla sua vecchia automobile. Non sono leggende
metropolitane, ma storie vere destinate a rimanere un ricordo visto che le vecchie auto
sono al bando quasi ovunque e nessuno può permettersi il lusso di lasciare una vettura
nuova tutta la notte in stazione.
Altre forme di stress affliggono chi utilizza i mezzi pubblici. Capita di scendere dal
treno di corsa per rincorrere inutilmente lautobus che ti chiude le porte in faccia
così che pochi minuti di ritardo del treno fanno saltare tutta una serie di coincidenze e
ti costringono ad arrivare al lavoro con un ritardo molto maggiore. Spesso i mezzi
pubblici sono sovraffollati e si viaggia di nuovo pigiati con langoscia del
borseggio. Chi è diretto a Milano, città con diverse stazioni pendolari, ha
lopportunità di scegliere in quale stazione scendere. Accade però spesso di dover
decidere in breve tempo se, in funzione del ritardo accumulato, conviene scendere in una
stazione o proseguire fino alla successiva per incrociare unaltra serie di mezzi
pubblici. Valutazioni che richiedono unelevata sensibilità che si affina in anni
desperienza, di tentativi e fallimenti.
Torniamo al pendolare ciclista, col proprio mezzo arrugginito e sgangherato raggiunge
finalmente la sede di lavoro. Non è certo una bella visione, soprattutto per quelle
aziende in cui limmagine è tutto. Vai a spiegare ai colleghi che abitano a 15
minuti di strada, quello che sei costretto a subire ogni giorno per arrivare al lavoro, e
che lunico modo per ritrovare il tuo mezzo il mattino seguente è di mantenerlo in
cattive condizioni visto che la ruggine è un ottimo deterrente per i furti. Altri
dissuasori per i ladri di biciclette sono poi la sella disastrata, qualche raggio rotto
per evitare il furto delle ruote, niente fanali fissi e dinamo, insomma una bicicletta
minimalista.
Arrivi al lavoro sudato e trafelato mentre i tuoi colleghi, magari usciti di casa
unora dopo di te, sono già alla scrivania freschi, profumati ed efficienti che ti
guardano con un po di commiserazione. Puntuale arriva la domanda: anche
stamattina treno in ritardo? Sorridi con amarezza e non perdi nemmeno tempo a
raccontargli le disavventure, sembrerebbero solo giustificazioni, troppo lontane
dallesperienza di chi non è pendolare.
Anche la sera arriva inesorabile lora della partenza del treno di ritorno. I treni
pendolari utili, ovvero quelli veloci, sono sempre più rari. Capita così di perdere il
treno per terminare una discussione con un collega che forse poteva essere rinviata al
mattino dopo. Quei pochi minuti di differenza, per chi non è pendolare, non hanno lo
stesso significato. Come spiegare a chi non è mai stato pendolare che se esci 5
dopo non arrivi a casa 5 dopo, ma anche unora più tardi o oltre? Hai già
perso un treno e alla riunione si perde tempo in dissertazioni che nulla hanno a che fare
col lavoro. Non potremmo concentrarci su quello che cè da fare?
pensi non è il momento di fare battute su calcio, auto o vacanze, io ho un
treno da prendere. La riunione finisce generalmente qualche minuto fuori tempo
massimo anche per il treno successivo. Saluti in tutta fretta (mostrando poco attaccamento
al lavoro) e decidi di tentare ugualmente la rincorsa al treno, confidando nel suo ritardo
sistematico. Inutile dire che dopo una corsa che ti porta in stazione senza fiato e
grondante di sudore, scopri che il treno è inesorabilmente partito. Ti tocca aspettare
quello successivo. Dopo unora dattesa apprendi che è stato soppresso o è in
forte ritardo e devi aspettare ancora. Così per 5 di troppo puoi tornare a casa
molto tempo dopo. Senza contare che una volta rientrato alla stazione di Piacenza potresti
trovare qualche altra sorpresina al mezzo che hai parcheggiato la mattina.
Mentre aspetti il treno, col magone per aver buttato via un altro pezzo di vita, ripensi
al collega che ti ha confessato di restare 10 ore in azienda ogni giorno, ma che abita a
10 minuti di strada. Cosa ne sa lui delle 12 o più ore che tu passi quotidianamente fuori
casa? Nonostante questo enorme impegno la tua carriera è tutta in salita. Daltronde
alle aziende non interessano limpegno e i sacrifici di chi per lavorare consuma
tanto tempo della propria vita, oltretutto in condizioni di continuo stress.
Per questo varrebbe la pena di considerare con più attenzione le esigenze e i diritti dei
lavoratori pendolari, ridurre i tanti oneri che devono pagare per colpa del complesso
sistema di trasporti che devono utilizzare ed evitare loro tanti inutili tormenti
quotidiani che li obbligano a sopportare orari simili a quelli degli operai di oltre un
secolo fa.

Proiezione cortometraggio sui
pendolari (25/5/2009)
Informiamo che mercoledì 27 maggio alle ore 21.00 al cinema IRIS sarà
proiettato il cortometraggio girato alcuni mesi fa a Piacenza sui pendolari. L'ingresso è
gratuito.
Invitiamo tutti a partecipare e diffondere la notizia.

Esposto contro il muro eretto nel parcehggio
di via dei Pisoni (25/5/2009)
Questo è l'esposto
(PDF 370Kb) con cui lo scorso 3 aprile l'associazione pendolari ha ufficialmente
segnalato al Sindaco di Piacenza e alla polizia municipale l'erezione di un muro
sull'accesso di via La primogenita al parcheggio di via dei Pisoni e di una catena
che blocca la pista ciclabile usata dai pendolari per raggiungere il capannone del
deposito biciclette.

LETTERA APERTA AI CONSIGLIERI DEL COMUNE DI
PIACENZA (25/5/2009)
Oggetto: Parcheggio biciclette e ciclomotori a pagamento alla
stazione ferroviaria di Piacenza
Gentile Consigliere,
lassociazione pendolari di Piacenza desidera sottoporLe le seguenti considerazioni
in merito alla ventilata ipotesi che il parcheggio biciclette e ciclomotori, situato nel
capannone dellex squadra rialzo alla stazione ferroviaria di Piacenza, venga
trasformato in parte o in toto in un servizio a pagamento.
1. I cittadini che usano biciclette e ciclomotori riducono il traffico e
linquinamento, a maggior ragione i pendolari, che limitano i loro spostamenti in due
brevi fasce orarie, la mattina presto e la sera. Il Comune dovrebbe dunque incentivare
limpiego di quei mezzi e non penalizzare ingiustamente con ulteriori pedaggi coloro
che li utilizzano.
2. I lavoratori pendolari portano unenorme ricchezza al Comune di
Piacenza. Per questo si meriterebbero che il Comune medesimo rendesse loro qualche minimo
servizio, piuttosto che farglielo pagare.
3. I pendolari non utilizzano il parcheggio biciclette e ciclomotori
per andare a divertirsi, ma per recarsi sul luogo di lavoro o alluniversità,
distanti molte decine di chilometri, subendo già per questo notevoli disagi in termini di
tempi di percorrenza e di costi. Non ci risulta che in città esistano situazioni analoghe
in cui a chi parcheggia la bicicletta o il ciclomotore per andare al lavoro, o anche solo
per andare a divertirsi, venga richiesto un contributo.
4. La principale giustificazione usata per lintroduzione di un
parcheggio a pagamento, ossia la maggior sicurezza, potrebbe tradursi in un danno per
coloro che subendo furti o danneggiamenti nel parcheggio gratuito potrebbero essere
invitati a usare quello a pagamento anziché vedersi garantita la sicurezza nel posto
gratuito. Un analogo discorso può essere fatto per quanto concerne la pulizia e
ligiene del parcheggio gratuito.
5. Questo nel caso in cui ai pendolari sia ancora concesso di poter
scegliere tra un parcheggio a pagamento e uno gratuito. Che dire, invece,
delleventualità che TUTTO il parcheggio diventi a pagamento? Non si rischierebbe di
incentivare la pessima abitudine al parcheggio selvaggio di motorini e
biciclette nellarea della stazione, proprio quella dove il Comune ha investito tante
risorse perché diventi più bella e funzionale?
6. La diretta gestione e custodia del parcheggio da parte del Comune, e
non di un privato, sarebbe invece garanzia di maggior trasparenza ed equità nei confronti
del parcheggio gratuito, in termini di manutenzione, pulizia e sicurezza.
7. Dai costi preventivati, la spesa per lutilizzo del parcheggio
a pagamento sarebbe di 120 euro allanno per i ciclomotori e di 60 euro allanno
per le biciclette, nel caso più favorevole di stipula di abbonamenti mensili.
Limporto salirebbe notevolmente se si considerano le tariffe giornaliere previste,
pari a 70 centesimi per le biciclette e 1,40 euro per i ciclomotori. Anche nel caso più
favorevole si tratta di spese per nulla trascurabili se aggiunte ai costi di abbonamenti e
assicurazioni, anche tenendo conto del fatto che una quota delle tasse che noi cittadini e
pendolari paghiamo dovrebbe già essere utilizzata per garantire la sicurezza nei luoghi
pubblici con lausilio delle forze dellordine.
8. Ci chiediamo poi se laffidamento diretto della gestione del
parcheggio a un privato, senza alcuna gara, sia contemplato dalla regolamentazione vigente
in materia di appalti pubblici.
9. Da ultimo desideriamo menzionare la spiacevole esperienza che la
nostra associazione ha avuto negli anni passati con alcune gestioni private di parcheggi
alla stazione di Piacenza. Non abbiamo dimenticato che per molti anni un parcheggio auto e
bici a pagamento continuò ad ampliare indebitamente la propria superficie a danno del
vicino parcheggio gratuito senza che lamministrazione comunale del tempo, a dispetto
delle innumerevoli segnalazioni, facesse nulla per impedirlo. Non scordiamo nemmeno che lo
stesso parcheggio a pagamento veniva indebitamente adibito al più remunerativo utilizzo
di autorimessa per camper e altri mezzi di privati residenti in zona invece di essere
destinato a parcheggio dinterscambio per chi era diretto in stazione, tutto questo
senza che nessun controllo o azione correttiva siano mai stati messi in atto dalle
amministrazioni del tempo.
Per tutti questi motivi La invitiamo a tener conto delle opinioni e dellesperienza
di chi, utilizzando quotidianamente quel servizio, non vorrebbe trovarsi a dover pagare
per ciò che ritiene un proprio diritto.

Piacenza: la città dove cadono i ponti e
crescono i muri, abusivi? (25/5/2009)
Sono trascorsi oltre sette mesi dallintroduzione di una grossa
catena che blocca il transito sulla pista ciclabile che, sfruttando il tracciato del
vecchio trenino dellarsenale, porta ogni giorno decine di ciclisti pendolari
direttamente al capannone biciclette della stazione ferroviaria. Sono passati due mesi e
mezzo dallinnalzamento di un muro eretto, per quanto cè dato sapere, senza
alcuna autorizzazione, che blocca laccesso da via La primogenita alle auto e ai
motocicli diretti al parcheggio di via dei Pisoni. Sono trascorsi svariati mesi dagli
articoli e dalle lettere di protesta dei pendolari pubblicati sulla stampa locale. Sono
infine passati quasi due mesi dalla presentazione di un esposto (PDF 370Kb), ancora senza
risposta, con cui lassociazione pendolari di Piacenza ha ufficialmente segnalato al
Sindaco di Piacenza e alla Polizia municipale della nostra città, lincredibile
situazione venutasi a creare nel parcheggio di via dei Pisoni. Parcheggio la cui
viabilità daccesso viene ormai gestita a piacimento, da ignoti, a suon di catene e
muri, senza che nessuna delle autorità preposte muova un dito.
Per questo motivo ogni giorno centinaia di pendolari restano ingolfati nellunico
accesso rimasto disponibile per quel parcheggio, quello di via dei Pisoni. Ad alcuni è
capitato persino di perdere il treno a causa di ciò, tanto che ora molti evitano a priori
di entrare in quel cul-de-sac e sono costretti a parcheggiare lautomobile molto più
lontano e farsi lunghe camminate a piedi. Oltretutto ciò avviene in un momento di
particolare disagio per i pendolari, vista la presenza dei lavori in piazzale Marconi che
già penalizzano la viabilità in prossimità della stazione ferroviaria.
Risulta davvero incomprensibile che lamministrazione comunale non solo sia incapace
di risolvere un problema che pesa ogni giorno sulla vita di centinaia di cittadini, ma non
riesca nemmeno a far chiarezza su chi ha autorizzato la costruzione del muro e
linserimento della catena su un tratto di pista ciclabile. Ancor più insolito resta
il fatto che la polizia municipale, a cui lesposto era pure indirizzato, in questi
mesi non sia stata in grado di tutelare i diritti di chi accede ad un parcheggio pubblico.
Viene da chiedersi se la stessa calma con cui stanno procedendo gli organi deputati alla
tutela dei diritti dei cittadini, verrebbe usata se qualche pendolare, per manifestare con
un atto eclatante il disagio che subisce quotidianamente, decidesse di tirare una bella
catena a cavallo di una delle innumerevoli piste ciclabili che attraversano la nostra
città. Vogliamo scommettere che in quel caso il povero cristo verrebbe immediatamente
arrestato e denunciato per interruzione della viabilità?
Per noi pendolari è impossibile avere una risposta anche perché gli uffici della polizia
municipale da qualche tempo restano chiusi il sabato, così per chiedere delucidazioni in
merito saremo costretti a prenderci pure una mezza giornata di ferie.
Lassociazione pendolari non ha però intenzione di demordere e intende far
rispettare i diritti dei pendolari che utilizzano il parcheggio di via dei Pisoni,
pendolari che invece sembrano essere stati dimenticati da tutti.
Il passo successivo sarà la presentazione di unistanza di accesso agli atti. Una
procedura che obbliga le amministrazioni a rispondere entro 30 giorni. In questo modo
potremo forse sapere perché quel muro e quella catena sono stati messi ed eventualmente
chi li ha autorizzati o come mai dopo quasi due mesi da un esposto formale la polizia
municipale non ci abbia ancora fornito alcuna risposta. Se non dovesse bastare
listanza siamo disposti a far partire una denuncia per violenza privata in favore di
quei viaggiatori che, utilizzando i parcheggi auto, moto e biciclette di via dei Pisoni,
hanno subito disagi come laver perso ripetutamente il treno. Viaggiatori che
invitiamo fin dora a non arrendersi allarrogante indifferenza dei potenti e a
protestare fin quando non vedranno ristabiliti i propri diritti.

Biciclette
usate per i pendolari a 40 euro (25/5/2009)
Alcuni pendolari ci hanno segnalato che con il costo annuo di 60 Euro,
ipotizzato per il parcheggio biciclette a pagamento, ci si ricompra più di una bicicletta
allanno.
La tariffa minima di 60 annui proposta dal privato che intende mettere a pagamento
il parcheggio delle biciclette consente di acquistare abbondantemente ogni anno una
bicicletta usata. I pendolari ci hanno infatti informato che al costo di circa 40 è
possibile acquistare in alcuni negozi una bicicletta usata di buona qualità che può
essere lasciarla senza problemi in stazione.
Sappiamo che alcuni negozianti non intendono vendere le biciclette usate poiché
guadagnano di più vendendo quelle nuove, ma per lasciare la bicicletta in stazione un
mezzo usato di buona qualità può essere la soluzione ideale e più economica.

I disagi causati dal crollo del ponte sul
Po (11/5/2009)
Con il crollo del ponte sul Po molti pendolari, non solo piacentini,
saranno costretti a subire enormi disagi per un tempo imprevedibile. Già una dozzina
danni or sono, per limitare i disagi per la chiusura del ponte in perenne
manutenzione e velocizzare il lavori, la nostra associazione aveva proposto e ottenuto che
le operazioni venissero svolte su più turni, anche durante la notte. Auspichiamo che
anche in questoccasione si decida di operare in questo modo per minimizzare i tempi
della ricostruzione. Per un intervento immediato anche se provvisorio ci uniamo a coloro
che chiedono la costruzione di un ponte di barche. Spesso quel ponte viene allestito in
breve tempo a titolo dimostrativo dal genio pontieri, perché non è stato fatto subito?
Pur ammettendo lignoranza in materia, ci sembra di poter dire che in caso di guerra
non si possa attendere mesi per approntare un ponte di barche. Allora perché non
costruirlo in questoccasione che rappresenta unemergenza per migliaia di
persone e per numerose imprese? Il transito in autostrada è unalternativa, però
inspiegabilmente gratuita solo per alcuni. Oltretutto il passaggio per lautostrada
in certi casi allunga di molto il tragitto. Da settembre ci dovrebbe essere una navetta
ferroviaria Codogno-Piacenza per incrementare i collegamenti che però al momento restano
invariati. Ci vuole così tanto per inserire qualche nuovo treno su una tratta così
breve?
Lultimo pensiero va al nuovissimo ponte ferroviario dellalta velocità. Il
giorno dellinaugurazione il progettista aveva dichiarato che quel ponte avrebbe
potuto ospitare senza problemi anche un passaggio stradale, ma che quella soluzione venne
a suo tempo accantonata perché non si era trovato un accordo sulla gestione condivisa del
ponte (probabilmente tra ANAS e ferrovie) e sulleffettuazione delle relative
manutenzioni. Se a tempo debito si fossero evitati quegli insensati dissidi forse ora non
saremmo in queste condizioni.

Lettere dai
pendolari: Moretti ci racconta la ferrovia che non c'è?
(11/5/2009)
Sono, mio malgrado, un pendolare da 110 km al giorno (MO-PC), e subisco
quotidianamente le vessazioni di Trenitalia, sia in termini di tempo perso, sia in termini
psicologici, in quanto ogni minuto ci vengono raccontate e strombazzate da tutti i loro
organi dinformazione notizie inesatte circa le loro performance, la loro efficienza,
gli standard di sicurezza. Basta leggere il loro sito, FSnews: ogni giorno vi è
unautocelebrazione continua di prestazioni che sono palesemente inventate e vanno
contro ogni fatto che possiamo constatare con i nostri occhi.
Prendiamo un esempio lampante: il giorno 27 aprile viene annunciato trionfalmente che a
Piacenza la stazione si arricchisce di un nuovo sistema di informazioni al pubblico,
mentre invece i monitor attivi erano meno della metà, davano informazioni ancora errate,
e venivano descritti come non attendibili. Per non parlare del nuovo sistema audio
affiancato a quello video: hanno montato tutti i nuovi altoparlanti esterni allarea
della pensilina sui vecchi pali di sostegno allilluminazione: peccato che, ancora
prima di mettere in funzione il nuovo impianto, abbiano deciso di cambiare pure il sistema
di illuminazione esterna. In sostanza, hanno montato una cosa per poi doverla smontare e
rimontare: chi paga? E unautentica vergogna.
Due parole sulla sicurezza, penso che tutti abbiano notato come le
porte dei regionali (carrozze media distanza), recentemente ristrutturate, siano sempre
più guaste. Le porte sono state tutte sostituite a cavallo di agosto-settembre-ottobre
2008, evidentemente con materiale molto scadente (le vecchie porte adattate al nuovo
blocco non più tachimetrico e riverniciate). Ho avuto modo di parlare con un dipendente
della ditta di Torino che ha eseguito molte delle manutenzioni di queste porte, mi ha
detto che il problema del materiale denominato media distanza (gli ex
Interregionali) non sono tanto le porte, ma la cassa. Pensandoci bene nessuno di noi sa
come sono le carrozze sotto, mi hanno parlato di ruggine, saldature smollate e buchi. Non
sono in grado di argomentare con foto, ma non ho dubbi sulla testimonianza di questa
persona. Un esempio sulle porte, il regionale 3962 di stamattina, nella carrozza mdvc
semipilota aveva 3 porte guaste su 4, allego una foto
(.jpg 239Kb) che dimostra lelevatissimo standard di sicurezza della maniglia. Un
accenno sul nuovo blocco porte: provate a sedervi nella carrozza semipilota, (la vettura
di testa) sentirete spesso il capotreno dire ai maestri macchinisti che il blocco
non si accende per cui si procede alla vecchia maniera. La situazione è
vergognosa, e si continuano a mettere pezze allargando ancora di più i buchi. Moretti fa
il maquillage alle carrozze, le dipinge, le ri-pellicola, ma è come mettere un bel
vestito a una babbiona. Lo stesso discorso vale per gli eurostar city, le solite carrozze
di serie Z con due pezzi di plastica colorata sopra, oppure per le vicinali a pianale
ribassato anni 60, con quegli scandalosi sedili duri mono-orecchia, anche loro
vittime di un grossolano restyling negli anni 2000 e già completamente sfasciate. Ma
parlo di cose che già tutti sanno. Un accenno solo alla puntualità: leggo su FSnews che
nel week-end del 1° maggio il 93% dei regionali è arrivato puntuale (cioè fino a 15
minuti di ritardo, con tempi di percorrenza già allucinanti, che bel concetto di
puntualità!). Sarò sf.. ortunato, ma io ho deciso di andare al mare quel giorno e ho
beccato proprio quel 7% di treni in ritardo, maturando (ora si usa questo termine) tra
andata e ritorno 80 minuti di ritardo.
Che vergogna, Moretti. Un uomo che ci racconta le ferrovie che non ci sono.

Lettere dai pendolari: LIC Pass vale anche sugli Eurostar
City (11/5/2009)
Vi sono ancora numerosi fortunati che, avendo un IC Pass annuale ancora
in corso di validità, possono usufruire, pur avendo labbonamento regionale, delle
varie tipologie di IC tra cui lEurostar City.
Ci giungono segnalazioni secondo le quali vi sarebbero tuttavia dei controllori che
contestano questo pur legittimo utilizzo della tessera, tanto che alcuni passeggeri
consigliano di portarsi dietro lestratto del regolamento che esplicita i treni cui
si ha diritto viaggiare con la tessera IC Pass.
Questo avviene soprattutto con personale che proviene da altre regioni (es.: Toscana) dove
sono vigenti accordi forse diversi con Trenitalia, tuttavia la preparazione del personale
è scarsa al punto da generare a volte imbarazzo negli stessi controllori.
Alcuni controllori però, invece che imbarazzo sfoggiano protervia e arrogante
indifferenza nei confronti delle spiegazioni date dagli utenti arrivando a minacciare
multe che si rivelerebbero del tutto ingiustificate.
Dopo diversi mesi dallentrata in vigore laccordo Regione-Trenitalia, siamo
ancora a questo punto? Possibile che Trenitalia non abbia diramato uninformativa a
tutto il personale viaggiante?
Possibile che il malcapitato utente sia sempre a priori dalla parte del torto?
Cipolletta, Presidente delle Ferrovie, si scusa a Cernobbio con i pendolari per il
servizio scadente e inadeguato, ma anche essere trattati da portoghesi pur avendo pagato
il biglietto fa parte delle cose di cui scusarsi.
Sarebbe bello se, per scusarsi davvero, ripristinasse ad esempio la possibilità di fare
il biglietto in treno senza sovrapprezzo là dove non è possibile acquistarlo a terra. Lo
farà? Voi che ne dite?

Parcheggi
biciclette a pagamento? (4/5/2009)
Relativamente all'ipotesi di "Bike Station" secondo cui una
parte dei parcheggi biciclette/ciclomotori alla stazione ferroviaria diventerà a
pagamento e sarà affidata in gestione ad un privato, l'associazione pendolari di Piacenza
desidera precisare quanto segue:
1) Il Comune non ha mai convocato l'associazione per informarla di tale
progetto ne tanto meno per ascoltarne il parere in merito.
2) L'associazione ribadisce la propria contrarietà all'affidamento a privati dei
parcheggi biciclette e ciclomotori la cui sicurezza deve essere garantita dalla stessa
amministrazione comunale che purtroppo fino ad ora è rimasta sorda alle ultime
segnalazioni in merito ai vagabondi che utilizzano le aree di parcheggio per bivaccare e
per farci i propri bisogni.
3) Con la presenza di un parcheggio custodito a pagamento non vi sarà più alcun motivo
per garantire la sicurezza di quello gratuito, con un evidente conflitto d'interessi per
il privato che lo avrà in gestione.
4) Il candidato Reggi in un filmato rilasciato alla nostra associazione alla vigilia delle
elezioni comunali aveva garantito che la gratuità dei parcheggi biciclette alla stazione
di Piacenza non poteva essere messa in discussione.
L'Associazione pendolari di Piacenza farà tutto il possibile perché
quella promessa venga rispettata, e non siano come sempre i pendolari ad arricchire le
tasche dei privati per colpa delle inefficienze della pubblica amministrazione.

Lettere dai pendolari: Parcheggio biciclette
come un gabinetto (27/4/2009)
Scrivo in merito alla situazione del parcheggio coperto per le
biciclette della stazione di Piacenza. Tutte le mattine passo di lì per prendere il mio
treno delle 7.35, e da qualche tempo ho notato che è diventato un gabinetto!
Il pavimento è pieno di escrementi, anche fra le biciclette. Bisogna fare lo slalom fra
questi "bei ricordini", per non parlare del "profumo". Scrivo a voi
perché non so a chi rivolgermi, me ne sono forse accorta solo io?

Il treno dei desideri (27/4/2009)
Durante lincontro di qualche settimana fa con lassessore ai
trasporti della regione abbiamo saputo che lEmilia Romagna ha stanziato un totale di
200 milioni di Euro per lacquisto di nuovo materiale rotabile. Lassessore ha
anche criticato quelle regioni che, in barba alla liberalizzazione del mercato, stipulano
contratti di 6+6 anni con le ferrovie, blindando di fatto la possibilità per altri di
entrare a breve in quel mercato. E unosservazione giusta, andrebbe però
riconosciuta anche lanomalia per cui una regione spende soldi pubblici per
acquistare carrozze che darà in concessione alle ferrovie, che a loro volta le
utilizzeranno per trarne profitti. Perché le ferrovie non acquistano il materiale
rotabile coi propri soldi? In fondo anche quello è un modo per drogare il mercato
privilegiando la società che sta effettuando il servizio ferroviario.
Anche ammettendo questa forzatura ci chiediamo perché con una parte di quellenorme
stanziamento non siano state acquistate un paio di motrici per trainare i treni pendolari
sulla linea ad alta velocità, come previsto dagli accordi di cui da anni chiediamo il
rispetto.
Lesperienza cinsegna che con lintroduzione di nuovo materiale rotabile,
a dispetto delle aspettative, il comfort di viaggio si riduce. Recentemente in Francia la
ditta Bombardier ha pubblicizzato il nuovo nato, Spacium
3.06, come il treno dei desideri progettato dicono loro - dai
pendolari. I costruttori si dicono pronti ad esportare quelle carrozze anche in
Italia, vediamo di cosa si tratta. Dai filmati disponibili in Internet quel treno sembra
tutt'altro che un treno dei desideri pendolari! Non esistono poggiatesta laterali, quindi
è impossibile appisolarsi durante il viaggio. I variopinti sedili sono molto sottili,
indice di scarsa imbottitura che non lascia presagire una grande comodità. Esiste poi un
unico bracciolo che separa due sedili, per giunta inclinato cosicché il braccio tende a
scivolare verso il basso. Linventore deve essere parente di colui che sui nostri
treni ha ideato il poggiatesta da un lato solo. Per inciso le FS ci informano che ora quei
sedili con poggia testa da un solo lato sono stati definiti "scomodi" e non li
monteranno più. Dopo aver seviziato per anni milioni di viaggiatori, dopo aver buttato un
mare di soldi nelle penose ristrutturazioni dei treni a piano ribassato finalmente hanno
capito che avevamo ragione noi pendolari che abbiamo espresso quel giudizio all'indomani
della prima prova. Complimenti per l'acuta osservazione!
Tornando allo Spacium 3.06 non si sa dove poggiare laltro
braccio, davvero scomodo, chissà se anche in questo caso tra qualche anno dall'acquisto
quei sedili saranno definiti "scomodi".
Una gradevole asimmetria in grado di creare un piacevole impatto visivo,
potrebbe definirla un critico darte contemporanea, peccato che quei sedili non
debbano finire in un museo darte moderna, ma dovranno essere utilizzati dai
viaggiatori per molte al giorno. Non si vedono nemmeno i classici portabagagli collocati
sopra i sedili, probabilmente alteravano irrimediabilmente lestetica della carrozza.
Le borse possono essere infilate poco igienicamente sotto i sedili, ma giacconi e cappotti
dove li mettiamo? D'altronde è un treno ad alta capacità, un modo elegante
per dire che i viaggiatori devono stare stretti. Da ultimo la velocità massima
raggiungibile è di soli 140Km/h, contro i 160Km/h dei nostri vecchi treni progettati
trentanni fa. Insomma degli Spacium 3.06 possiamo dire: Dio ce ne scampi e
liberi!
Come sempre i creativi designer di carrozze cercano di utilizzare il paravento dei
pendolari per giustificare le loro discutibili intuizioni.
Anche per i nostri Vivalto e Minuetto si disse che erano stati progettati "con
l'aiuto dei pendolari". Salvo poi scoprire che quei pendolari altro non erano che
rappresentanti di associazioni consumatori estranee al pendolarismo.
Tutto questo ci viene indirettamente confermato dalla chiacchierata informale con un
anziano dirigente FS che ci segnala che le ferrovie da tempo hanno lasciato a casa tutti
coloro che avevano adeguate competenze nella progettazione di carrozze. Ora, ci dice, sono
le ditte appaltatrici e costruttrici delle carrozze a dettar legge con i loro
progettisti/designer. Visti i risultati sembra però che costoro non abbiano preparazione
ed esperienza sufficienti. Un altro bellesempio di esternalizzazione delle
competenze. Oltretutto, prosegue il dirigente, capita spesso che i treni arrivino al
collaudo e non funzionino, per questo devono essere rimandati in fabbrica per ulteriori
modifiche perdendo così un sacco di tempo.
Viste le penose condizioni di efficienza con cui sono stati consegnati i Vivalto sembra
che nemmeno in fabbrica siano riusciti a risolvere i tanti problemi che avevano, speriamo
che chi doveva controllare non abbia chiuso troppi occhi.
Nellepoca dei guadagni esasperati, in un mondo come quello ferroviario dove i costi
del materiale rotabile raggiungono cifre impressionanti, sembra che fatturare sia più
importante che realizzare un prodotto funzionale ed affidabile. Speriamo che quei 200
milioni di euro di soldi pubblici non facciano una brutta fine.

R2274 (7.59 da PC) ancora senza
carrozze (27/4/2009)
A seguito delle lamentele di molti viaggiatori e delle segnalazioni
della nostra associazione sulla sistematica chiusura o assenza di carrozze dal treno R2274
delle 7.59 per Milano, la regione Emilia-Romagna ha emesso un comunicato in cui conferma
che quel treno da contratto di servizio deve offrire 776 posti a sedere e ciò
significa disporre di 10 carrozze tutte aperte. "L'eventuale mancato rispetto -
prosegue la nota dell'Assessorato - di questo vincolo contrattuale prevede penali, che nel
caso in questione sarebbero ulteriormente aggravate dal fatto che il treno è compreso,
contrattualmente, tra quelli considerati rilevanti sia per quanto attiene la puntualità,
si per quanto attiene le frequentazioni.
Sembrerebbe una dura reazione della regione allarroganza delle ferrovie, presa una
volta tanto in favore dei pendolari. Purtroppo questa affermazione allapparenza
così decisa nasconde un problema. Le penali che dovrà pagare Trenitalia per le mancate
carrozze sono talmente basse che a Trenitalia conviene comunque far viaggiare il treno con
poche carrozze. Così alcuni controllori in risposta alle lamentele dei viaggiatori per le
carrozze chiuse o assenti dicono Trenitalia per questo disservizio paga delle
penali. Come dire: non rompeteci continuamente le scatole. Penali che poi, come
sempre, la regione decide di rigirare in buona parte alla stessa Trenitalia sotto forma di
svariati investimenti, quindi oltre il danno anche la beffa. Per anni abbiamo inutilmente
segnalato allamministrazione regionale lesiguità delle penali e
linutilità delle stesse se poi quei soldi vengono comunque rigirati alle ferrovie,
ma nessuno ci ha dato ascolto. Così anche per tutta la settimana che va dal 18 al 25
aprile il treno 2274 ha viaggiato con un numero di carrozze fruibili che andava da sei a
otto, quindi inferiore a quanto previsto dal contratto di servizio.
Come se non bastasse la regione ha ufficialmente informato la provincia che quel treno da
qualche mese ha avuto, da orario, una velocizzazione di 10 minuti sulla percorrenza tra
Piacenza e Milano. In quella tratta invece il R2274 (ex IR2124) dal 2003 ad oggi ha subito
da orario un allungamento della percorrenza di ben 9 minuti tra Piacenza e Milano
Centrale. Quella fornita è dunque uninformazione fasulla, utile solo per ingannare
qualche politico e i viaggiatori più sprovveduti.
Ancora una volta abbiamo a che fare con la colpevole e scarsa competenza di chi si occupa
del servizio ferroviario regionale, che evidentemente passa in maniera acritica
informazioni inesatte con lintento di mostrare un fittizio miglioramento del
servizio.
Lultima chicca cè la regala una nonnina reggiana 72enne incontrata proprio
sul regionale 2274. Da anni è pendolare su Milano per motivi familiari e a dispetto
delletà ha lo spirito battagliero di un pendolare navigato. Ci segnala che le
partenze anticipate di alcuni treni regionali, tra cui lo stesso 2274 di cui anche noi ci
siamo occupati, a suo parere servono a incrementare la clientela dei più costosi
Intercity che di norma partono pochi minuti dopo il regionale e che viaggiano spesso
semivuoti. Lagguerrita nonnina ci ha raccontato che le capita spesso di arrivare in
stazione per tempo e scoprire che il suo treno già partito. Ci ha detto però con
orgoglio che non ha mai ceduto al ricatto di pagare il supplemento per poter prendere
lIntercity che seguiva, ha sempre preferito aspettare molto tempo, ma salire sul
regionale successivo. Un bellesempio di come anche a quelletà si può lottare
per riavere i vecchi treni Interregionali vigliaccamente sostituiti dagli inutili e
costosi Intercity.

Tesseramento 2009 (19/4/2009)
Se sei interessato/a ad iscriverti all'Associazione Pendolari Piacenza,
ti informiamo che la nostra sede rimarrà aperta martedì 21 e giovedì 23 aprile dalle
18.00 alle 20.00.
La quota associativa è di 5Euro.
I fondi raccolti con le iscrizioni ci aiuteranno a sostenere le cause legali che molti
pendolari, col nostro supporto, hanno aperto contro le ferrovie. Per questo motivo il tuo
contributo potrebbe esserci di grande aiuto. Se puoi passa ad iscriverti.
Ricordiamo che tutti coloro che nel 2008 hanno versato il 5 per mille alla nostra
associazione, se lo vogliono, hanno diritto a ritirare gratuitamente la tessera di socio
per il 2009.

Rimborsi spese di viaggio per i
pendolari (9/4/2009)
Ricordiamo che nella dichiarazione dei redditi è possibile detrarre il
20% delle spese di trasporto effettuate l'anno precedente. L'importo massimo detraibile è
di 50 Euro.
Quando andate a fare la dichiarazione ricordatevi quindi di portare gli attestati delle
spese di viaggio che avete effettuato nel 2008 per un importo fino a 250Euro che vi darà
diritto alla detrazione di 50Euro.
Passate parola.

Dona il 5 per mille
alla nostra associazione (9/4/2009)
Desideriamo informare tutti i cittadini che la nostra associazione è
inserita nell'elenco delle associazioni a cui si può destinare gratuitamente il 5 per
mille dell'IRPEF. Per farlo basta inserire nella dichiarazione dei redditi (nella prima
delle quattro caselle previste) il codice fiscale della nostra associazione che è il
seguente:
91060430336
ed apporre la propria firma.
Ricordiamo che non costa nulla visto che quei
soldi sarebbero comunque incassati dal fisco.
Facciamo anche notare che il 5 per mille NON è l'8 per mille che si dona alle chiese; le
due scelte possono essere fatte assieme nella stessa dichiarazione. Se quindi volete
sostenere la nostra associazione trascrivetevi il nostro codice fiscale 91060430336 e
ricordatevi di inserirlo nella dichiarazione dei redditi quando specificherete a chi
destinare la quota del 5 per mille.
Coloro che destineranno il 5 per mille alla nostra associazione avranno
diritto, se lo vogliono, a richiedere gratuitamente la tessera di socio alla nostra
associazione, tessera che potranno ritirare presso la nostra sede.
Se potete aiutateci e spargete la voce; se volete scaricare i
bigliettini da distribuire ad amici e conoscenti cliccate qui (file pdf 14Kb).
Chiunque faccia la dichiarazione dei redditi può destinare a noi
il 5 per mille.

Con l'abbonamento Pontenure Locate
Triulzi si risparmia! (29/3/2009)
Ci è stato segnalato che per i viaggiatori diretti a Milano Rogoredo,
scegliendo la vecchia formula dellabbonamento da Pontenure a Locate Triulzi il costo
dellabbonamento annuale scende da 650 a 606, con un risparmio di
44. Un risparmio proporzionale è probabile che vi sia anche per labbonamento
mensile o per il singolo biglietto. Per i viaggiatori diretti oltre Rogoredo ricordiamo
comunque che sui tratti urbani delle FS e sul passante ferroviario si può viaggiare anche
con gli abbonati ATM. Quindi se scendete a Rogoredo o se disponete di un abbonamento ATM,
questa soluzione vi consente di risparmiare un bel po di soldi.

Linaugurazione dell'alta velocità
Roma-Milano (29/3/2009)
A soli tre mesi dallentrata in servizio della Milano - Bologna, a
poco più di un mese dal prestigioso record di 360 km/h di un Eurostar in galleria, è
arrivata linaugurazione della TAV Roma - Milano. Lapertura ufficiale avverrà,
se tutto va bene, soltanto il prossimo dicembre, ma si sia in Italia le opere si
inaugurano anche se non sono terminate.
Trenitalia decanta il prestigioso tempo di 3 ore per collegare Roma a Milano. Sono circa
630 km che percorsi in 3 ore rivelano una velocità media di 210 km/h. Se pensiamo che
già nel 1967 circolavano treni in grado di sostenere velocità di 200 km/h, considerato
che il Frecciarossa ha avuto la linea libera, con tutti i semafori verdi fino a
destinazione, ci sembra di poter dire che qualche chilometro allora in più in
quarantanni non giustifica tutta questa esaltazione e i soldi spesi per il nuovo
treno. Altra cosa sarebbe stato dire Roma - Milano in 2 ore, ovvero ad una velocità media
di 315 km/h, quello sarebbe stato un obiettivo ragionevole e degno di menzione. Resta
comunque il fatto che almeno in 3 ore il Frecciarossa è riuscito ad arrivare puntuale.
Dobbiamo però segnalare che larticolo 27 del Regolamento circolazione
treni prevede lutilizzo di speciali disposizioni a carattere
organizzativo riguardante i treni viaggianti con a bordo Alte Personalità,
allo scopo di meglio garantire il rispetto dell'orario per un determinato
treno. Si tratta dei famigerati treni a marcia privilegiata. Con il
Presidente del consiglio a bordo non ci si poteva permettere il lusso di fare una
figuraccia. D'altronde chi più del Presidente del consiglio merita un privilegio? Così
larticolo 27 potrebbe aver dato una mano alla puntualità, liberando la linea del
supertreno nei nodi in cui si sovrapponeva alla normale circolazione.
Prova indiretta è che negli ultimi mesi altri Eurostar, su cui non viaggiavano
personalità, hanno avuto svariati problemi. Si va dal distacco di una parte metallica
della cabina, avvenuto proprio in concomitanza con linaugurazione della Roma-Milano,
a un guasto che a febbraio ha obbligato un treno partito da Milano a far retromarcia per
rientrare a Milano 4 ore dopo. A gennaio un Eurostar si era spezzato in due perché mentre
la motrice tirava, un freno demergenza bloccava alcune carrozze. Le ferrovie hanno
subito detto che poteva trattarsi di unazione dolosa, ma è possibile che un gancio
non venga dimensionato per resistere al carico massimo a cui potrebbe essere anche
accidentalmente soggetto? Sempre a gennaio la neve imbarcata sotto la pancia degli
Eurostar li obbligava a rallentare enormemente landatura creando forti ritardi.
Ci permettiamo quindi di far notare al Presidente del consiglio che è facile fare il
Presidente ferroviere nelle sue condizioni. Per unesperienza ferroviaria
completa gli consigliamo di provare a travestirsi da pendolare e, con uno zainetto a
tracolla, viaggiare in incognito sui nostri treni. Scoprirà la realtà di un mondo assai
diverso da quello che gli viene mostrato e, ci consenta, potrà annoverare tra
le sue esperienze anche quella di Presidente pendolare.

Le proposte per la futura amministrazione
provinciale (16/3/2009)
Con larrivo delle elezioni, nel nostro caso quelle provinciali,
la politica diventa più attenta alle richieste dei cittadini. È quindi tempo di
rispolverare le nostre richieste e sottoporle ai candidati della Provincia.
Cominciamo dalle interfacce. E senzaltro utile poter discutere i problemi
direttamente con lassessore ai trasporti; trasmettere le informazioni a
ununica persona significa però dover rispiegare di nuovo tutto ad ogni eventuale
successore. Sarebbe buona cosa individuare un funzionario di riferimento allinterno
dellamministrazione che garantisca continuità di competenze sui problemi del
pendolarismo. Molti anni fa la Provincia affidò questo incarico al compianto signor
Iotis. Iotis si era studiato le problematiche del pendolarismo e dellorario
ferroviario. La sua sensibilità e preparazione era tale che la nostra associazione lo
delegava spesso a rappresentarci alle riunioni con le FS a Milano e Bologna. Per
partecipare agli incontri viaggiava sui nostri treni e sperimentava lui stesso i nostri
problemi. Ecco, una persona così in Provincia potrebbe darci un valido aiuto.
La Provincia è lorgano che dovrebbe farsi carico delle richieste dei viaggiatori e
sostenerle di fronte a regioni e ferrovie. Viste le scadenti performance ferroviarie a
fronte del continuo e ingiustificato aumento dei costi di viaggio, sarebbe forse il
momento di far sentire il fiato sul collo a FS e Regioni; cercando per esempio il supporto
di altre province, come Parma o Lodi, che risentono come noi dello scadente servizio sulla
tratta per Milano. Varrebbe anche la pena mettere da parte orgogli o dissidi politici e
pretendere dalla Lombardia (che purtroppo decide il servizio ferroviario su Piacenza)
quanto ci è dovuto in termini di velocità, cadenzamenti e precedenze dei treni.
Chi governa spesso lo dimentica, ma gli effetti delle inefficienze e dei disservizi noi
pendolari continuiamo a subirli giorno per giorno. Sarebbe dunque il caso di rinvigorire
le iniziative promosse alcuni mesi fa per chiedere lattuazione degli accordi firmati
con le FS. Linserimento dei nostri treni sulla tratta ad alta velocità, con costi e
fermate adeguate ai pendolari, dovrebbe essere il primo punto da affrontare.
Ci piacerebbe mantenere una cadenza serrata degli incontri con lamministrazione.
Servirebbe ad aggiornare le problematiche e soprattutto a verificare i progressi nella
soluzione dei problemi evidenziati; per evitare che dopo le promettenti dichiarazioni
rilasciate ai giornali, regione e FS continuino a fare i propri comodi. Speriamo anche
prosegua latteggiamento di trasparenza nei confronti dei media che negli ultimi mesi
hanno finalmente potuto partecipare integralmente agli incontri tra pendolari,
amministrazioni e ferrovie.
Resta purtroppo il dispiacere di vedere che da alcuni anni la Provincia ha trasferito
parte degli uffici proprio nel palazzo (che ne aveva tanti sfitti e invenduti) origine di
molti problemi per i pendolari. Quel palazzo ha impedito lallargamento di P.le
Marconi che oggi sarebbe così utile, ha ridotto i posti auto disponibili e ridurrà
quelli per moto e bici con lautostazione delle corriere che il costruttore del
palazzo in questione ha lobbligo di edificare come contropartita per gli 11 miliardi
di oneri di urbanizzazione abbuonati a suo tempo. Lasciare quel palazzo sarebbe un bel
gesto.
Insomma per chi vuole inserire nel suo programma la questione pendolari di carne al fuoco
ce nè parecchia, basta non fermarsi alle parole.

Chi vuole il nuovo muro nel parcheggio di
via dei Pisoni? (16/3/2009)
Nel parcheggio di Via dei Pisoni lostilità ai pendolari ha
origini antiche. Nel gennaio 2001 una fila di fioriere comparsa allimprovviso
recintava indebitamente una parte di suolo pubblico e ne bloccava laccesso alle auto
dei pendolari. Ci volle oltre un mese perché le autorità ripristinassero la legalità in
quellarea. Molti anni dopo abbiamo scoperto che in quel periodo una verifica per gli
esercizi commerciali del vicino Borgofaxhall richiedeva la disponibilità di un numero
adeguato di posti auto riservati.
Rigurgiti di ostilità sono tornati a novembre 2008 con linserimento di una catena
che ha bloccato laccesso al parcheggio per auto, moto e biciclette provenienti da
via La Primogenita. Che si tratti di ostilità nei confronti dei pendolari non vè
dubbio visto che la catena viene tuttora rimossa nei giorni di sabato e domenica. La
catena obbligava auto, moto e bici a deviare dal percorso prestabilito dal comune, per
passare da un accesso improprio tra le auto in sosta nel parcheggio. Come se ciò non
bastasse lo scorso 10 marzo di fianco alla catena è comparso allimprovviso un lungo
e spesso muro a secco, eretto con grossi
blocchi di cemento. Peraltro, da un mappale in nostro possesso, risulta che la proprietà
del terreno su cui sorge il muro sarebbe dellex ACAP. Il muro ha bloccato il nuovo
accesso al parcheggio e impedisce il passaggio alle auto. Bontà loro è stato dotato di
una piccola apertura che obbliga però pedoni e biciclette a una gimcana tra le auto
parcheggiate, impedendo il transito sul tratto previsto dal comune. Oltretutto anche per
biciclette e ciclomotori è talvolta impossibile entrare nel parcheggio perché quel
piccolo accesso viene legittimamente ostruito dai veicoli in sosta dallaltra parte
del muro.
A questo punto vengono naturali alcune domande. Il Comune ha autorizzato la costruzione
del muro che impedisce il transito dei veicoli diretti al parcheggio? Se sì, perché lo
ha fatto senza ascoltare il parere dei pendolari? Chi può permettersi di costruire
dalloggi al domani un muro, anche se su area privata, senza aver chiesto le
necessarie autorizzazioni? Chi può permettersi di tirare prima una catena, poi di
costruire un muro sul percorso di una pista ciclabile autorizzata dal comune, e obbligare
i ciclisti ad assurde deviazioni del percorso tra le auto di un parcheggio? Da quando a
novembre scorso è stata messa la catena, nonostante le segnalazioni ricevute, cosa hanno
fatto gli amministratori e i funzionari del Comune per tutelare laccessibilità di
auto, moto e bici al parcheggio pubblico? Come nel 2001 bisogna aspettare
lintervento delle forze dellordine per ottenere qualcosa?
Ci risulta infine che laccesso da via La Primogenita sia considerato un accesso a
cantiere e non potrebbe essere utilizzato se non dai mezzi di cantiere. Se non possono
transitarci i veicoli dei pendolari come mai quelli diretti al vicino centro commerciale
possono passare? Chi deve fare queste verifiche?
È doveroso ricordare che ad oggi, per circa 300 auto e molti dei 200 mezzi a due ruote
che utilizzano quel parcheggio, lunico accesso certo resta Via dei Pisoni, uno
stretto corridoio spesso percorribile a senso unico alternato. Col blocco
dellaccesso da via La Primogentia quel budello diventa quotidianamente causa di
pesanti disagi e ingorghi per centinaia di pendolari che necessariamente arrivano e
partono assieme, nei brevi intervalli in corrispondenza degli orari di arrivo e partenza
dei treni. La situazione non è quindi per nulla tranquilla.
Invitiamo gli organi competenti a verificare immediatamente la regolarità del nuovo muro,
della catena e la proprietà del terreno su cui sorge nonché gli eventuali diritti e
servitù di passaggio per biciclette e automobili che per oltre dieci anni hanno potuto
transitare liberamente su quellarea. Nel caso fossero riscontrate irregolarità
chiediamo limmediato smantellamento del muro e la rimozione della catena.

Oltre ai ritardi ora dobbiamo temere anche
gli anticipi dei treni (16/3/2009)
Che i ritardi dei treni siano un grave problema è noto a tutti,
recentemente però anche le partenze anticipate di qualche minuto stanno mietendo vittime
tra i pendolari che come si sa arrivano in stazione allultimo momento. Ai disagi
tipici, come i viaggiatori perennemente in piedi sul 2285 da Milano per Bologna, che
allinizio di marzo ha subito ritardi fino a unora per guasto al
locomotore o per eccessivo traffico in linea, si aggiunge ora la
partenza anticipata del treno.
Lo scorso 4 marzo il regionale 20400 delle 8.45 per Milano ha lasciato a Piacenza non
pochi viaggiatori. Alcuni di loro increduli nel vedere le porte chiudersi con due minuti
di anticipo, proprio mentre si stupivano di trovare il treno già sul binario, e si
chiedevano se fosse quello giusto. Due giorni dopo è toccato allR2274 delle 7.59
per Milano partire con oltre un minuto danticipo e lasciare a terra alcuni pendolari
arrivati tranquillamente sul marciapiede perché convinti di avere tutto il tempo per
salire.
I treni da Parma arrivano in anticipo per effetto dei lunghi tempi di percorrenza. Far
partire il treno in anticipo può servire a recuperare successivi ritardi. Semplice
negligenza del capotreno o lennesimo espediente FS?
Colpa di tutto lo spostamento in avanti di molti orologi di stazione e forse anche di
quelli dei capotreni, visto che sono loro a decidere quando si deve partire. E come
se le FS avessero inaugurato il proprio fuso orario personalizzato. Orologi in avanti alla
partenza e ovviamente indietro allarrivo, quando si sa i ritardi annunciati sono
spesso e volentieri inferiori a quelli reali.

Un libro sui pendolari (16/3/2009)
Solitamente non facciamo pubblicità, ma dato che viene trattato
l'argomento pendolari con semplicità e ironia vi segnaliamo:
"Il libro del treno".
Chi fosse interessato può trovarlo sul seguente sito web: http://www.lulu.com/content/5845621 .

Il progetto di Piazzale Marconi versione
2009 (5/3/2009)
Scarica il progetto del
nuovo piazzale Marconi (File JPG 1.15Mb) e valuta come diventerà. Se hai commenti o
suggerimenti falli conoscere ai nostri amministratori comunali (gli indirizzi li trovi a
questo link sotto Amministrazioni Piacenza)
e soprattutto a questi indirizzi:
as.brambati@comune.piacenza.it;
segreteria.brambati@comune.piacenza.it;
taziano.giannessi@comune.piacenza.it;
giovanni.carini@comune.piacenza.it
Altre info sul progetto

Sabato e domenica a Caorso si gira sui
pendolari (5/3/2009)
Il 7 e l8 marzo (sabato e domenica prossimi) alla stazione
ferroviaria di Corso (PC) verrà girato un cortometraggio su noi pendolari.
Ci è stato chiesto di recuperare quanti più pendolari possibile, auto muniti per
riempire il parcheggio, per fare le comparse.
Chi fosse disponibile a partecipare può presentarsi dalle ore 9.00 .

Dal 1° marzo nuovi aggiornamenti all'orario
FS (2/3/2009)
Con il completamento dellalta velocità Milano-Bologna le
ferrovie sono diventate un ribollire di idee e trovate per ridurre i ritardi. Dal
pachidermico, burocraticizzato e inamovibile sistema di un tempo, cristallizzato nelle
proprie convinzioni, sono passati a una società dinamica che sforna quotidianamente nuove
soluzioni per i viaggiatori, un autentico vulcano di pensate.
Riassumiamo brevemente le dinamiche degli ultimi mesi. 14 dicembre 2008
con lintroduzione della TAV Mi-Bo drastica modifica agli orari dei treni pendolari,
ovviamente con rialzo dei tempi di percorrenza. Metà gennaio 2009 le ferrovie annunciano
ulteriori ritocchi allorario ferroviario già in corsa, cosa mai successa,
ovviamente anche in questo caso i ritocchi comportano lallungamento delle
percorrenze. Primo febbraio 2009 scattano i nuovi aumenti tariffari per chi viaggia tra
più regioni. Non si può dire che questo management se ne stia con le mani in mano. Ma
ecco lultima sorpresa, dal 1° marzo 2009 altre modifiche alle percorrenze dei
nostri treni, anche queste al rialzo. Nonostante il documento recuperato sul sito di
Trenitalia contenga alcune imprecisioni ecco un elenco provvisorio delle modifiche.
Il treno R 20431 (ore 18 da Milano) oltre al declassamento del
materiale rotabile si prende il terzo allungamento di percorrenza in meno di tre mesi: 14
dicembre + 3 ,12 gennaio + 5, 1° marzo +2. Totale 10 minuti in più in
due mesi e mezzo. Altri 2 allR20433 che arriverà a Piacenza alle 19.34.
2 in più tra Lambrate e Piacenza allR20355, in partenza da Milano Greco
Pirelli alle 19.51 che dal 1° marzo partirà da Milano Porta Garibaldi. Infine
lR10891 in arrivo da Pavia arriverà alle 18.57 anziché alle 18.52. Inutile dire
che a fine febbraio questi aggiornamenti non erano ancora stati inseriti sul sito degli
orari di Trenitalia, per maggiori dettagli cliccate qui (file PDF 625Kb).
Le contromisure per arginare i ritardi non finiscono qui. Abbiamo notato che,
contrariamente alla stazione di Piacenza dove gli orologi di stazione sono mantenuti in
perfetto orario, nelle stazioni di Milano Rogoredo e Lambrate tutti gli orologi di
stazione sono avanti: 1 e 30 a Lambrate e quasi 2 a Rogoredo. Per
conoscere lora esatta è bastato utilizzare un navigatore satellitare portatile, per
nostra fortuna le ferrovie non sono ancora riuscite a far approvare una legge che vieta
luso dei GPS in stazione. Visto che lerrore è su tutti gli orologi e perdura
da diverso tempo non può essere una semplice negligenza. Che non si tratti
dellennesimo espediente per guadagnare qualche minuto sulla percorrenza? Mettere
avanti gli orologi significa far partire i treni prima del previsto ed avere più tempo
per il viaggio e per compensare i ritardi. Lunico effetto collaterale è per i
pendolari che, arrivando allultimo minuto, rischiano di perdere il treno.
Nella battaglia per dimostrare puntualità ed efficienza del servizio le FS non trascurano
nemmeno il fronte dellinformazione. Dopo le pubblicità propagandistiche e il
dispendio di enormi quantità di denaro per acquistare spazi pubblicitari, hanno cercato
di bloccare sul sito di Rainews 24 un dettagliato ed eloquente reportage di Enzo Cappucci
sui disagi causati ai pendolari dallintroduzione dellalta velocità
Milano-Bologna (www.rainews24.it/video.asp?videoID=10261).
Le FS somigliano sempre più ad un organismo autoreferenziato finalizzato
allautoproclamazione, allautoconservazione e alla soppressione delle
contestazioni, non certo al gestore di un servizio pubblico efficiente.

Il restyling
di Piazzale Marconi: in arrivo molti mesi di pesanti disagi (2/3/2009)
Lo scorso 20 febbraio il Comune ha convocato lassociazione
pendolari per comunicare linizio dei lavori di restyling di piazzale Marconi. I
lavori saranno divisi in due fasi: la prima dal lato stazione ferroviaria partirà tra
pochi giorni per concludersi a giugno; la seconda partirà subito dopo con la creazione di
due rotonde e la modifica della viabilità a ridosso dei giardini Margherita. Il comune
anticipa che sarà un cantiere difficile da gestire. Il progetto esecutivo prevede il
senso unico per viale il piacentino in direzione della Libertà e per viale dei mille in
direzione P.le Marconi. Nota positiva la reintroduzione del sottopasso pedonale che
dovrebbe ridurre il numero di attraversamenti in superficie. Resterà anche un semaforo a
chiamata per chi, magari a tarda ora, vuole evitare il sottopassaggio. Chissà invece che
fine faranno i semafori attuali, costati a suo tempo tanti soldi. Finiranno nella
spazzatura?
Il piazzale sarà tagliato in due da una striscia leggermente rialzata
che creerà un ponte pedonale tra i giardini Margherita e la stazione. Nella parte nord il
piazzale sarà occupato da bus e taxi, le automobili potranno accedere solo nella parte
sud (lato Borgofaxhal). I già insufficienti posti auto si ridurranno a 14, più 2 per i
portatori di handicap. Sul lato stazione le due parti della piazza non saranno connesse da
alcuna strada per i veicoli, anche se pare che i bus, non riuscendo a girare nella parte a
loro assegnata, dovranno scavalcare il rialzo pedonale per uscire dal lato delle auto.
Parcheggi biciclette
I lavori comporteranno la rimozione di tutte le rastrelliere per le biciclette nel
piazzale, non è chiaro se torneranno a lavori ultimati visto che nel progetto sono
presenti. Per qualche mese ci si può adattare saturando il capannone biciclette, anche se
i posti a disposizione nei mesi primaverili saranno insufficienti a contenere tutte le
bici che ora sostano in piazzale Marconi e che aumenteranno causa gli ulteriori disagi per
chi usa lauto. Sarebbe dunque il caso di aprire i locali abbandonati
allinterno del capannone per espandere temporaneamente i posti bici disponibili. In
passato avevamo chiesto di recuperare anche una piccola area, nel parcheggio di viale
SantAmbrogio, da adibire a parcheggio biciclette ed evitare ai ciclisti in arrivo da
nord inutili attraversamenti di p.le Marconi. Speriamo non ci si dimentichi di questa
proposta, soprattutto se si deciderà di non ripristinare le rastrelliere nel piazzale.
Parcheggio di via dei Pisoni
Alcuni pendolari ci hanno pregato di segnalare allamministrazione le pesanti
difficoltà che oggi ci sono per laccesso e la fruizione del parcheggio di via dei
Pisoni. Sarebbe buona cosa risolvere quei problemi prima di iniziare i lavori in P.le
Marconi, dato che quel parcheggio sarà necessariamente preso dassalto. Torniamo a
chiedere che il parcheggio di via dei Pisoni venga almeno provvisoriamente ampliato
includendo alcune aree limitrofe, attualmente non fruibili e lasciate inspiegabilmente
vuote o abbandonate a se stesse. Lamministrazione ci fa sapere che potrebbe
utilizzare via dei Pisoni come via di sfogo per il traffico che durante i lavori non
potrà attraversare direttamente P.le Marconi. È quindi possibile che la situazione
peggiori anche in quel parcheggio.
E stata infine ventilata lipotesi che con la seconda fase dei lavori via La
primogenita e viale SantAmbrogio diventino provvisoriamente a senso unico in
direzione ponte di Po. In quel caso speriamo che chi arriva dai pontieri possa almeno
raggiungere il parcheggio di viale SantAmbrogio.
Di fronte a queste prospettive di forte disagio, viene da chiedersi se prima di partire
coi lavori i tecnici comunali abbiano fatto qualche simulazione o studio del traffico,
anche per la soluzione definitiva, oppure se si navigherà a vista improvvisando soluzioni
in corso dopera.
Per noi oltre ad essere un progetto penalizzante per chi deve accedere alla stazione (per
acquistare biglietti o per accompagnare o prelevare viaggiatori) è anche inutilmente
faraonico. Non si limita alla creazione delle due rotonde, ma produrrà una pesante
modifica alla viabilità della zona e lintroduzione della discutibile striscia
rialzata che unisce i giardini Margherita alla stazione ferroviaria. Unimmagine
poetica che però in questo momento di crisi, dove i soldi pubblici scarseggiano, si
poteva forse evitare visto che le auto rallentano comunque in presenza delle rotonde, e
per i portatori di handicap basta evitare le barriere architettoniche. Ma i soldi arrivano
dalla regione o da finanziamenti europei, perché spendere il minimo necessario? Sembra
quasi che il progetto sia fatto per massimizzare i costi più che per creare qualcosa di
utile. Ce lo conferma indirettamente lassessore affermando che in un momento di
crisi come questo portare lavoro a Piacenza è una cosa positiva. E allora vai con lo
scialo, percorso rialzato per tutti, anche per i bus che lo dovranno scavalcare per
sempre. Che importa dissipare una risorsa preziosa, tanto quei soldi mica li tiriamo fuori
noi e comunque se li sarebbe accaparrati qualcun altro. Con questa logica del campanile il
nostro modello di società è destinato a fare una brutta fine.
Il Comune ci ha comunque chiesto di diffondere il progetto quindi sarà presto scaricabile
su questo sito. Noi continuiamo a credere che la soluzione ottimale ed anche più
economica per P.le Marconi sarebbe una singola rotonda senza troppi orpelli.
Quando qualche anno fa vennero investiti tanti soldi nella semaforizzazione di p.le
Marconi nessuno si sarebbe sognato di dover rifare tutto dopo un decennio. Alla soluzione
con due rotonde i tecnici comunali, che magari sono gli stessi, non potevano pensarci
allora? Chissà se fra qualche anno, quando ci saranno altri soldi pubblici da spendere,
gli amministratori verranno a dirci che le due rotonde non sono adatte e di dovrà
cambiare di nuovo tutto, magari passando a una sola rotonda. Si sa, fare e disfare fa la
rima con lavorare, e purtroppo anche con sperperare.
Da ultimo vogliamo ricordare allassessore Brambati, che ha illustrato il progetto,
che nella sala comunale è vietato fumare e sarebbe il caso che chi amministra il pubblico
denaro dimostrasse di essere degno dellincarico che ricopre rispettando per primo la
legge.

Lettere dai pendolari: Vergognosi aumenti dal 1° febbraio (25/2/2009)
Ritengo doveroso manifestare il mio più sentito disappunto per i
vergognosi ed ingiustificati aumenti tariffari introdotti da Trenitalia SpA/Ferrovie
Emilia Romagna/Ferrovie Lombardia con l'entrata in vigore del nuovo orario ferroviario nel
mese di dicembre2008.
Nell'anno 2008 ho viaggiato sulla tratta ferroviaria Piacenza Milano con un abbonamento
annuale di seconda classe (periodo di validità 01/02/08 31/01/09 prorogato al 28/02/09
quale risarcimento simbolico dei continui ritardi ferroviari) al costo di Euro 569,10.
Come noto, con tale abbonamento annuale, in virtù di un accordo siglato tra Trenitalia
SpA e Ferrovie Emilia Romagna/Ferrovie Lombardia, era possibile viaggiare anche sui treni
Intercity ed Eurostarcity.
Nell'anno 2009, con l'entrata in vigore del nuovo orario ferroviario nel mese di
dicembre2008, sono state pesantemente ritoccate le tariffe ferroviarie. In sede di rinnovo
(effettuato nei giorni scorsi) dell'abbonamento annuale di seconda classe per la tratta
ferroviaria Piacenza Milano ho constatato che il costo del servizio è passato ad Euro
650,40. Tutto ciò dopo aver già sborsato ad inizio anno 2009 l'ulteriore somma di Euro
110,00 quale corrispettivo per l'acquisto della tessera Mi muovo tuttotreno per poter
viaggiare sui treni Intercity ed Eurostarcity (che in precedenza, fino alla fine dell'anno
2008, non erano a pagamento).
Conseguentemente, a fronte dell'utilizzo degli stessi treni dello scorso anno (sia in
termini di materiale ferroviario sia in termini di tempi di percorrenza), l'introduzione
del nuovo orario ferroviario ha determinato nell'anno 2009 incrementi tariffari del 34%
(costo 2008 Euro 569,10 costo 2009 Euro 110,00 + Euro 650,40 maggiore costo 2009 Euro
191,30) rispetto all'anno 2008.
Tutto ciò in un contesto in cui permangono i cronici disservizi ferroviari già
ampiamente evidenziati in passato dai pendolari (sporcizia, constanti ritardi, materiale
rotabile obsoleto e, soprattutto, tempi di percorrenza sulla tratta Piacenza-Milano
costantemente cresciuti negli anni passati) che, evidentemente, non sono oggetto di
interesse di Trenitalia SpA concentrata solo sul fronte del progetto alta velocità il
quale ha richiesto stratosferici investimenti a danno della rete ferroviaria ordinaria.
I vergognosi aumenti tariffari sopra illustrati, peraltro introdotti in un periodo di nota
e generalizzata crisi economica, appaiono palesemente finalizzati a spillare dalle tasche
dei pendolari un pesante contributo per il finanziamento del progetto alta velocità dal
quale gli stessi pendolari non hanno tratto ne trarranno in futuro alcun giovamento.
Concludo la presente lettera, auspicando un intervento delle istituzioni locali (sindaco,
assessore ai trasporti provinciali e regionali) e nazionali (parlamentari) ed augurandomi
di vedere soccombente Trenitalia SpA nelle cause promosse da tanti pendolari (compreso il
sottoscritto) aventi ad oggetto la richiesta di risarcimento per danni esistenziali.

Che il Comune non si lasci irretire da nuove
promesse FS (16/2/2009)
Reggi non mollare losso! Potrebbe riassumersi così la richiesta
dei pendolari al Sindaco che ha da poco incontrato lamministratore delegato FS per
chiedere il rispetto degli accordi in favore dei pendolari stipulati nel 94 e mai
rispettati. Moretti avrebbe risposto che quegli accordi non possono essere rispettati per
le mutate condizioni del sistema di trasporto ferroviario. Unaffermazione che
contraddice in toto quanto per anni ci era stato detto, ovvero che sarebbero state proprio
le mutate condizioni ferroviarie, con larrivo della TAV, a consentire la
velocizzazione e il cadenzamento a 30 dei treni veloci su Milano. Come sempre le FS
cercano di girare la frittata e laver liberato molte tracce orarie sulla linea
storica ora diventa un ostacolo alla velocizzazione dei treni. Il problema viene ora
scaricato sul passante ferroviario di Milano, lennesima scusa per nascondere
lincapacità di rispettare gli accordi presi. Come mai tra il 95 e il 2007 i
dirigenti FS, che ci dicevano di non poter attuare laccordo perché non cera
la linea AV, non hanno mai accennato al problema del passante ferroviario? Vogliamo
scommettere che quando il passante sarà ultimato lor signori sinventeranno qualche
altra scusa? Moretti avrebbe pure affermato che il cadenzamento a 30 non è
sufficiente a garantire il servizio causa lelevato numero di passeggeri. Era il caso
di ricordargli che il cadenzamento a 30 di cui si parla laccordo è riferito
ai treni veloci, con tempi di percorrenza entro 50 PC - MI Centrale, che ad oggi di
fatto non esistono. È ovvio che oltre a questi treni devono esserci anche quelli che
servono i tanti pendolari delle piccole stazioni intermedie. Con la linea storica libera
dai treni AV dovrebbe essere facile far coesistere entrambe le tipologie di servizio.
Affermare che laccordo prevede solo un cadenzamento a 30 è dunque sbagliato e
fuorviante.
Si è anche parlato di puntualità, un parametro che purtroppo oggi ha minore importanza
che in passato. Intanto il concetto di puntualità secondo FS è assai differente da
quello duso comune. Per FS 5/10 minuti di ritardo sono puntualità, oltretutto i
ritardi forniti sono spesso sottostimati. Molti treni hanno poi subito rallentamenti tali
da essere un disservizio anche se puntuali. Ricalcando un noto spot si potrebbe dire:
Manager FS, ti piace vincere facile?
Allunga i tempi di percorrenza! E fa il
trenino coi tuoi colleghi attorno alla scrivania brindano alla migliorata
puntualità.
Per valutare la qualità del servizio non basta la puntualità, ma si deve guardare la
reale velocità di percorrenza. I nostri treni viaggiano tra 40 e 80 km/h di media. Da
ciò si capisce quanto grande sia il divario tra il servizio reale e quello ottenibile
anche solo con gli attuali convogli da 160Km/h.
Moretti sembra aver dribblato gli interlocutori e glissato sulle questioni scottanti.
Stando a quanto riportato dai quotidiani le nostre controparti non hanno saputo replicare
efficacemente a tante inesattezze. Per questo motivo ci spiace che nessuno ci abbia
preventivamente consultato o invitato a partecipare. La presenza dei nostri esperti
avrebbe impedito al Sig. Moretti di dare risposte non corrette. Ci rendiamo conto però
che non avendo peli sulla lingua nè vincoli politico/reverenziali nei confronti
dellinterlocutore, la nostra presenza è sempre alquanto scomoda. Cera invece
lassessore regionale ai trasporti, purtroppo le sue competenze specifiche sulle
nostre linee, soprattutto sulla PC-MI che sta fuori regione, sono alquanto ridotte.
Comè forse giusto che sia un assessore vede i problemi da molto in alto e nella
fattispecie da buon ragioniere preferisce forse occuparsi di come suddividere i soldi
pubblici a disposizione del suo assessorato che non inoltrarsi nei meandri di orari e
cadenzamenti. Approfittiamo dunque delloccasione per chiedere al Ragioniere se un
po di quei soldi pubblici, spesi per comprare i treni alle FS, possano invece essere
utilizzati per lacquisto di motrici in grado di trainare i treni pendolari
sullalta velocità (in attesa che le FS mettano le proprie).
Non dimentichiamo che se laccordo del 94 prevedeva migliori servizi sulla
linea storica, quello del 97 contemplava la possibilità di destinare tracce della
linea AV ai treni pendolari. Le opzioni per migliorare il servizio sulla tratta
Parma-Piacenza-Milano sono quindi almeno un paio: utilizzo della linea AV e velocizzazione
della linea storica. Non è pensabile che almeno una non venga attuata entro la prossima
estate. La Camera dei Deputati ha già approvato una mozione che impegna il Governo
ad intervenire per ridurre i disagi dei lavoratori pendolari, scongiurando il
rischio della marginalità dei territori attraverso un nuovo assetto che prefiguri nuove
categorie di servizi di lunga percorrenza su tratte interregionali e possibilmente
consentire, sulla linea ad alta velocità, il transito dei treni pendolari in alcune fasce
orarie, mattutine e serali".
Per tutto questo speriamo che i nostri amministratori non si lascino ammaliare dalle
sirene FS che già per anni ci hanno incantato con tante storielle, e in caso di ulteriori
rinvii passino alle vie di fatto pretendendo legalmente quello che da troppo tempo ci è
dovuto.

Le cause contro FS proseguono, le
giustificazioni FS non reggono (16/2/2009)
Leffetto valanga è iniziato. Altri comitati pendolari, come i
colleghi di Cremona, hanno deciso di far causa alle ferrovie per danno esistenziale. Si
sta quindi aprendo unimmane falla negli scudi difensivi che la potente
azienda/partito FS si era costruita negli anni con leggine e regolamenti ad hoc volti a
tutelare la sua inviolabilità e i suoi privilegi. Con le cause davanti al giudice di pace
i pendolari fanno quello che non hanno voluto fare molte regioni nei loro contratti di
servizio colabrodo, preparati ad uso e misura delle ferrovie con la principale finalità
di riversare abbondanti finanziamenti pubblici nelle mani di una classe dirigente tuttora
incapace di predisporre un servizio veloce ed efficiente.
Per controbattere alle accuse dei pendolari le FS corrono ai ripari chiamando in correità
le regioni che metterebbero a disposizione pochi soldi. Questa giustificazione però non
regge. Innanzitutto le ferrovie nel momento in cui firmano un contratto di servizio, e
quindi simpegnano a garantire un servizio ai viaggiatori, sanno esattamente di quali
risorse (sia in termini di infrastrutture che di finanziamenti) potranno disporre e
possiedono tutte le informazioni per valutare se il servizio da loro promesso potrà o
meno essere effettuato. A valle della firma dellaccordo affermare che la regione non
stanzia fondi sufficienti, non giustifica le soppressioni, i ritardi e i disservizi dei
treni pendolari. Le ferrovie avevano il dovere di non firmare se non ritenevano di poter
assumere quegli obblighi. Non solo, stando a quanto affermano gli amministratori, i fondi
stanziati dalle regioni sono maggiori che in passato.
Resta inoltre lanomalia per cui la regione usa soldi pubblici per acquistare
materiale rotabile che viene utilizzato dalle ferrovie. Se un tassista chiede una licenza
per esercitare un servizio di autopubblica, la macchina ce la deve mettere lui, non gliela
compra di certo il comune che rilascia la licenza. Per le ferrovie succede questo, con
laggravante che il materiale rotabile acquistato dalla regione viene magari smistato
su tratte di competenza di altre regioni.
Vi sono poi molti disagi dei viaggiatori che non dipendono dalle risorse, ad esempio gli
interventi in caso di ritardi o emergenze (informazioni del tutto assenti, tardive o
insufficienti). Ci sono una serie di disagi tutte ascrivibili a Trenitalia ed alla sua
inefficienza, che non dipendono dai soldi dei contratti (sporcizia, mancanza
dinformazioni, gabelle varie, riclassificazione dei treni, code alle biglietterie
per il rinnovo degli abbonamenti concentrati negli ultimi 7 giorni del mese, carrozze
tenute chiuse nonostante siano dichiarate fruibili per contratto, o aperte dal personale
con ampio ritardo dopo la partenza del treno, ecc.) . Una svolta positiva per ridurre i
disservizi sarebbe limmediato utilizzo dellalta velocità per i treni
pendolari (come richiede anche una Direttiva CE); invece tutte le potenzialità di
servizio pubblico di questa nuova infrastruttura pagata dallo Stato e dai contribuenti è
stata messa al servizio (per scelta esclusivamente aziendale) dei soli pendolari di lusso
della tratta Roma-Milano.

Trent'anni di aumenti tariffari (2/2/2009)
A dispetto del penoso servizio ferroviario per noi figli di nessuno
costretti a viaggiare a cavallo di più regioni, in un momento di grave crisi e
ristrettezze economiche per tutto il paese, le ferrovie pretendono dai viaggiatori il
denaro necessario a coprire gli sprechi e le inefficienze nella loro gestione. Si è già
detto molto sullaumento del 9% che, ultimo dei tanti, è piovuto senza ragione sui
pendolari piacentini, portando il costo di un abbonamento mensile Pontenure-Milano di
seconda classe a sfiorare i 70Euro. Vale la pena ripercorrere la storia dei tanti balzelli
che nel corso degli ultimi decenni le ferrovie hanno affibbiato ai viaggiatori.
Quando nei primissimi anni 80 ho iniziato a viaggiare
labbonamento mensile Piacenza-Milano costava poche migliaia di lire, poteva essere
stipulato in qualsiasi giorno del mese e per qualsiasi stazione di Milano. In meno di
trentanni il costo reale di viaggio è aumentato di almeno 20 volte (il 2000%!). Un
grosso cambiamento e aumento ci fu, sempre negli anni 80, con la parificazione degli
abbonamenti. Sparirono quelli ridotti per studenti e lavoratori e restò solamente quello
ordinario che però, come pubblicizzarono allepoca le FS, offriva la possibilità di
viaggiare su qualsiasi tipologia di treno ad eccezione dei rapidi. Qualche anno più tardi
si vietava la possibilità di stipulare abbonamenti con fine corsa nelle stazioni
intermedie di Milano, come Rogoredo o Lambrate, che ricadendo in una fascia chilometrica
inferiore consentivano di risparmiare un bel po si soldi sul costo di biglietti e
abbonamenti. Per tutti arrivò lobbligo di pagare fino a Milano centrale, anche se
gli ultimi 10 km della tratta non venivano utilizzati. Questo assurdo vincolo permane
tuttora e viene da chiedersi con quale diritto le FS possano far pagare a molte decine di
migliaia di viaggiatori che non scendono a Milano centrale (non siamo solo noi
piacentini), un servizio che non viene utilizzato. Da qui il fiorire di svariati
escamotage per evitare lingiusta gabella. Quello più noto di fare abbonamenti e
biglietti tra Piacenza e Locate Triulzi, prima stazione da Rogoredo in direzione Pavia,
per evitare di pagare la tariffa su Milano. Nel 1994 esisteva ancora la possibilità di
richiedere abbonamenti quadrimestrali che con 84.000 lire consentivano di viaggiare per
quattro mesi tra Piacenza e Milano. Un retaggio di tempi lontani in cui gli abbonamenti
ferroviari potevano essere stipulati per un numero di mesi a piacere. Nel frattempo per i
biglietti di andata e ritorno spariva il prezzo agevolato. Non cera più alcun
vantaggio nellacquistare il ritorno insieme allandata. Per fare un confronto
in Spagna oggi è possibile acquistare il solo biglietto di andata, una volta arrivati a
destinazione, quando si decide di tornare, basta mostrare in biglietteria landata
per ottenere uno sconto del 50% sul biglietto di ritorno. Per fare un esempio, su una
tratta di circa 380 km come la Madrid Cordoba, su un treno ad alta velocità (da
300Km/h) in classe turistica, landata costa circa 66 mentre il corrispettivo
ritorno solamente 34. Una soluzione decisamente conveniente che per giunta non
vincola il passeggero ad acquistare in anticipo il biglietto di ritorno.
Torniamo da noi. Nel frattempo erano arrivati gli Intercity con miriadi
di successivi supplementi e balzelli richiesti ai viaggiatori. Loperazione, servita
a camuffare larretratezza del servizio ferroviario, consentiva di rastrellare molti
più soldi a parità di servizio offerto e nel contempo di relegare i treni pendolari
sempre più in basso nella scala gerarchica delle precedenze. Un servizio, quello
pendolari, già fortemente penalizzato con linserimento dei pendolino
sulle linee storiche. Agli inizi degli anni 2000 arriva la gestione regionale del
trasporto locale e le tariffe si moltiplicano. Ogni regione decide in autonomia i prezzi e
a parità di chilometraggio può succedere di pagare importi assai diversi a seconda della
regione in cui ci si trova. Con larrivo delle regioni e la commistione di interessi
politici che legano ferrovie e amministrazioni regionali si assiste a una rapida crescita
dei costi di viaggio. Con la regionalizzazione gli aumenti che prima dovevano essere
autorizzati a livello nazionale potevano essere concordati in maniera molto più diretta,
rapida e
amichevole tra ferrovie e amministratori regionali. Per chi deve spostarsi
tra diverse regioni, ma anche per coloro che si trovano in prossimità di un confine
regionale (come per esempio i pendolari di Codogno o Casalpusterlengo diretti a Milano)
conviene per assurdo richiedere abbonamenti come il Pontenure - Milano, che anche se con
molti chilometri in più ricadono sotto la tariffazione nazionale, non soggetta agli
aumenti regionali. Stesso discorso su Parma con i più convenienti abbonamenti da S.
Stefano Lodigiano. Nel marzo 2003 fa la sua comparsa labbonamento solare che può
essere stipulato solo da inizio mese, con un aggravio dei costi reali di viaggio di oltre
il 6%. Nel 2004 molte stazioni privatizzate mettono i bagni a pagamento, anche solo per
fare pipì o lavarsi le mani. Un servizio pubblico non dovrebbe garantire la gratuità dei
servizi igienici?
A partire dal dicembre 2005 gli Intercity scalzano definitivamente gli
interregionali e obbligano i viaggiatori e le amministrazioni a ulteriori esborsi per
poter usufruire di un servizio per nulla migliore di quello offerto dai vecchi IR. Per
evitare reazioni e proteste quasi tutti vengono scientificamente introdotti nei mesi
estivi o nei periodi in cui i pendolari sono in ferie. Prosegue pesantemente la
diversificazione delle tariffe che complica enormemente la vita a chi deve fare un
biglietto (perché deve sapere in anticipo che treno prenderà), con il solo scopo di
incrementare gli introiti delle ferrovie che richiedono supplementi in caso di successivo
cambio di treno. Bisogna addirittura pagare anche se si passa ad un treno di categoria
inferiore! In molti casi il biglietto viene vincolato ad un ben preciso treno cosicché se
si perde quel treno o se il treno non cè, occorre comprare un nuovo biglietto. Al
contempo si riduce lammontare dei rimborsi per i ritardi, che devono essere
richiesti con procedure farraginose. Rimborsi che scendono a percentuali minime (30% del
costo del biglietto) e solo in caso di ritardi molto elevati che spesso vengono
addirittura negati dalle FS.
Nel novembre 2007 scompaiono gli abbonamenti settimanali a cavallo delle regioni che
quindi devono essere spezzati in due o più abbonamenti regionali, con ulteriori disagi
per chi li stipula e relativo aumento dei costi. In tutti questi anni, a un tasso ben
superiore a quello dellinflazione, si susseguono aumenti dei costi di biglietti e
abbonamenti.
Questultimo aumento del 9% quindi altro non è che lennesima operazione, in
sintonia con la filosofia FS e dei partiti che supportano queste scelte, per mantenere
inefficiente e dissipativo il servizio ferroviario; addestrando la clientela a periodici e
abnormi aumenti di prezzo e assuefacendo i viaggiatori al perenne, sistematico aumento dei
tempi di percorrenza e più in generale al peggioramento del servizio ferroviario.

Il 9% in più (2/2/2009)
«Niente nuove, buone nuove» recita un vecchio adagio. Per i
pendolari, invece, le nuove ci sono
eccome, se ci sono!, e sicuramente non buone.
Dopo lentrata in vigore dellorario proTav (no, non è il nome di un
antidepressivo, anche se i viaggiatori ne avrebbero spesso bisogno), la sorpresa che
attende quanti usufruiscono quotidianamente dei servizi offerti da Trenitalia è un
cospicuo aumento degli abbonamenti mensili: dal 1° febbraio, infatti, i mensili da
Pontenure a Milano (solo per fare un esempio) sono aumentati di 5,80 euro, ossia del 9%
circa. Se poi consideriamo il fatto che per utilizzare Intercity ed Eurostar è
obbligatorio acquistare un pass con validità annuale al prezzo di 110 euro, la
percentuale di aumento sale esponenzialmente.
Dopo una comprensibile e giustificata irritazione, i poveri (anzi, i sempre più poveri)
pendolari hanno iniziato a chiedersi come verranno impiegati tutti questi soldi incamerati
da Trenitalia, arrivando addirittura a ipotizzare possibili migliorie al servizio.
1) Un 9% in più di puntualità? Allora, forse, si potrà sperare che i treni della sera
(per esempio, il 18.03 o il 18.28 orari di partenza da Lambrate) cambino ritmo e
perdano la pessima abitudine di ritardare larrivo a destinazione di almeno 10-15
minuti; e magari anche il 7.19 da Piacenza smetterà di accumulare sistematicamente
mezzora di ritardo o di essere soppresso
2) Un 9% in più di pulizia? Bene! Allora forse si potrà salire su certi treni (il
regionale delle 8.45 da Piacenza, tanto per dirne uno) senza rammaricarsi di non aver
fatto le vaccinazioni solitamente richieste per recarsi nei paesi tropicali, e senza
essere costretti a turarsi il naso (e non in senso figurato, con buona pace di
Montanelli). Il 9% in più di sapone nei bagni invece è inutile chiederlo perché il 9%
di zero fa sempre zero.
3) Un 9% in più di posti a sedere? Allora, forse, sarà lecito aspettarsi che qualcuno
provveda a calibrare il numero delle carrozze (in particolare al lunedì mattina e al
venerdì sera) a seconda delle esigenze degli utenti e non seguendo un piano-fantasma di
«ottimizzazione», che prevede due sole alternative: o in piedi al caldo o seduti
forse ma al freddo!
4) Un 9% in più di calore (non umano o animale)? Dunque un Buon Fuochista interverrà per
regolare i termostati di bordo, in modo che dinverno le temperature delle carrozze
consentano la sopravvivenza agli umani e non solo a muschi e licheni!
E infine:
5) Un 9% in più di buonsenso? E qui le attese dei pendolari si moltiplicano, come gli
esempi in negativo. Che dire, infatti, di un treno per Milano che, fermo sul binario,
chiude le porte proprio nel momento in cui, sul binario a fianco (stesso marciapiede),
arriva da Alessandria un treno con passeggeri che così perderanno la coincidenza? Oppure,
come giustificare il comportamento di una new entry, il regionale in partenza da Lambrate
alle 20.00 con arrivo a Piacenza previsto per le 21.06? 66 minuti per percorrere 68
chilometri e fare tre fermate (Rogoredo, Lodi, Casalpusterlengo)?!? Ovvio che si tratta
del nuovissimo (anche se poco pubblicizzato, rispetto al Freccia Rossa) «treno da
tartufi», altrimenti come si spiegherebbero le lunghe soste accanto a ogni cespuglio che
cresce lungo i binari (o che abbia necessità di «segnare» il territorio?).
Certo, se al vituperato aumento degli abbonamenti seguisse lagognato (e ormai
improrogabile) miglioramento delle condizioni in cui sono costretti a viaggiare, i
pendolari non potrebbero che gioirne, o quantomeno farsene una ragione.
Anni e anni di esperienza, però, fanno temere che i maggiori introiti affonderanno in
quel Triangolo delle Bermuda che è Trenitalia. Come dite? Il logo dellazienda non
è un triangolo? Giusto, ma daltra parte nemmeno i pendolari sono in bermuda, grazie
a Trenitalia che li sta riducendo in mutande. In compenso, però, controllori e capotreni
avranno presto divise nuove fiammanti, di buona fattura e pregevole tessuto. Intirizziti e
stipati nei corridoi, i pendolari avranno modo di ammirarne leleganza
sempre
che le luci funzionino, ovviamente!

Lettere dai pendolari:
Mi muovo Tutto Treno: una sconfitta per la mobilità (2/2/2009)
Sono un pendolare della linea Piacenza-Milano da circa 15 anni. Vorrei
sapere perchè, come ho letto da più parti, ritenete un successo l'essere riusciti a
contenere il prezzo della carta MiMuovo a soli 110euro.
Proprio non riesco a capirlo: fino a Dicembre lo stesso servizio era coperto dalla tessera
IC Pass che era gratuita se abbinata ad un abbonamento regolare.
Non dimentichiamo che tale tessera era stata emessa per ovviare alla riclassificazione che
un paio di anni fa aveva in pratica eliminato i vecchi treni IR: nessuno di questi treni
è stato reintrodotto, non vi erano quindi i presupposti per la rinegoziazione.
Inoltre l'introduzione dell'AV ha ulteriormente danneggiato chi utilizza il servizio
Regionale: in molti casi sono aumentati i tempi di percorrenza, poi adesso non si
arriva/parte più da Centrale, il che costringe spesso a dover acquistare anche un
abbonamento ATM.
Per non parlare dei treni 2274 (mattina) e 2285 (sera) che sono letteralmente presi
d'assalto perchè sono gli unici ad aver mantenuto tempi di percorrenza ragionevoli
all'interno delle fasce calde: nonostante la loro importanza non godono di alcuna
precedenza e accumulano sistematicamente ritardi superiore ai 10 minuti.
Non dimentichiamoci poi della situazione disastrosa della scorsa settimana, in cui sia in
partenza che in arrivo i ritardi hanno raggiunto i 40 minuti, raddoppiando il tempo di
percorrenza, dovuti (così hanno detto all'altoparlante!) ad Intenso traffico sulle linee.
Ma stiamo scherzando? Ci sono le giornate coi bollini neri e rossi anche per i treni come
per le giornate di esodo estivo?
Per queste ragioni vedo quindi il costo della carta MiMuovo come un ulteriore balzello per
le nostre tasche, un'ulteriore tassa da versare a fronte di un peggioramento del servizio:
per me l'introduzione della carta MiMuovo è stata una sconfitta per la mobilità, non
certo un successo da vantare sui giornali.

Nuovi vergognosi aumenti per chi viaggia a
cavallo delle regioni (29/1/2009)
Sono già scattati gli aumenti per chi viaggia a cavallo di più
regioni:
Pontenure Milano 1° classe : da 95,70 a 104,40 ( + 9%)
Pontenure Milano 2° classe : da 63,80 a 69,60 ( + 9%)
A dispetto del servizio ferroviario pressoché inesistente per i figli
di nessuno costretti a viaggiare a cavallo di più regioni, in un momento di grave crisi e
ristrettezze per tutto il paese, con un servizio ferroviario da quinto mondo e in continuo
peggioramento, le ferrovie pretendono dai viaggiatori il denaro necessario a coprire gli
enormi sprechi e le inefficienze nella gestione del sistema ferroviario.
Chiediamo a tutti i rappresentanti istituzionali di attivarsi
urgentemente per bloccare questa inqualificabile decisione. Da parte nostra ci muoveremo
con ogni mezzo legale per contrastare quanto sta accadendo.
Mandiamo a casa i lottizzati, raccomandati, incompetenti che occupano
immeritatamente i posti di comando!
Coloro che non fanno parte di questa schiera di persone ci aiutino a combattere il cancro
che sta distruggendo il nostro paese.

Anche la RAI dedica un servizio ai pendolari
piacentini (27/1/2009)
Sul sito di RAInews24 potete vedere un'interessantissimo servizio di
Enzo Cappucci sull'alta velocità e il pendolarismo piacentino, con molte interviste a
pendolari concittadini.
Dobbiamo ringraziare il bravissimo giornalista Cappucci per la precisa e meticolosa
raccolta delle tante informazioni presentate.
Puoi guardare il filmato da questo link: Treni d'Italia, l'altra velocita'.
Viaggio nel pendolarismo ferroviario (occorre pazientare un pochino prima che il
filmato parta, ma ne vale la pena).

Nuovo incontro per le cause dal giudice di
pace (19/1/2009)
Date le numerose richieste informiamo che il prossimo 21 gennaio dalle
ore 18.00 presso la sede dellassociazione pendolari (P.le Marconi 32A), il collegio
dei legali sarà nuovamente disponibile per chiarimenti sulle cause dal giudice di pace e
per leventuale ricevimento delle deleghe.

La questione ferroviaria e lo sviluppo di
Piacenza (19/1/2009)
Chi ha a cuore uno sviluppo di Piacenza che non sia soltanto valutato
con i parametri delleconomia (e quindi quantitativi) ma piuttosto con quelli sociali
(e quindi riferiti alla qualità della vita) ben comprende la centralità delle relazioni
con i territori contermini e fra questi in particolare con larea di Milano. E
noto che tutte le metropoli del mondo - e Milano è la nostra principale metropoli
offrono tali e tante opportunità di studio, di lavoro e di svago da svolgere una funzione
di attrazione in un raggio che va oltre i 100 Km e che comprende senzaltro Piacenza.
Questa relazione va però governata adeguatamente, perché gli effetti non sono tutti
positivi ed il rischio è quello di diventare una città dormitorio. La possibilità di
mantenere Piacenza viva e vitale è legata alla possibilità di offrire alle persone e
alle imprese una collocazione di qualità, che consenta di mantenere un doppio legame con
i due centri e che rappresenti unopportunità e non un limite. Ciò sarà possibile
soprattutto se la principale infrastruttura di connessione, rappresentata dalla rete
ferroviaria, verrà gestita tenendo ben presenti le esigenze del nostro territorio e non
semplicemente servendosi di esso per attraversarlo. Questa è la ragione per la quale la
battaglia dei pendolari piacentini non riguarda solo loro, ma lintera collettività
locale, richiedendo un impegno delle istituzioni locali molto forte, competente ed
efficace. Il primo fronte di questo impegno deve riguardare la nuova linea ad alta
velocità. E scritto negli accordi a suo tempo sottoscritti per lapprovazione
in sede urbanistica della nuova opera, che la tipologia di servizi ferroviari, che la
linea A.V. doveva soddisfare, sarebbero stati individuati tenendo conto delle esigenze del
territorio piacentino ed in accordo con gli enti locali. Ciò corrisponde in pieno a
quella concezione biunivoca dei rapporti che devono intercorrere tra grandi infrastrutture
a rete e territori attraversati che è insita nel concetto stesso di servizio pubblico
essenziale per la collettività e nel suo dover realizzare i valori costituzionali
delluguaglianza degli utenti e delle pari opportunità di crescita per tutte le aree
del paese. Gli stessi indirizzi comunitari sono nel senso che la capacità di trasporto
delle ferrovie deve essere ripartita in modo equo e non discriminatorio. Su questo punto,
dopo la diffida a Ferrovie dello Stato suggerita dai pendolari e messa in campo dal Comune
capoluogo e dalla Provincia, il prossimo passo non può non essere il ricorso alla
magistratura, la quale in questo stesso campo ha già dato un grosso contributo,
riconoscendo in modo intelligente ed innovativo che il mancato rispetto degli standard di
qualità nella prestazione del servizio di trasporto può essere fonte di responsabilità
per danni esistenziali a favore degli utenti. Un secondo fronte dovrà essere quello di
riconoscere, in via legislativa, il diritto ad indennizzi automatici nellipotesi di
disservizi cronici e continuativi, superando le vecchie norme eccessivamente favorevoli al
gestore e non costringendo i pendolari al periodico, sistematico e diffuso ricorso alle
vie giudiziarie. Un terzo fronte dazione riguarda la revisione dei contratti di
servizio con le Regioni, che devono essere costrette da norme cogenti a coordinarsi fra
loro prima di stipulare questi contratti con il gestore del servizio ed a coinvolgere
adeguatamente gli utenti e le loro libere associazioni nella fase di preparazione dei
contratti ed in quella dei controlli e delle sanzioni. Come si vede occorre una strategia
complessa ed articolata che richiede unazione pubblica locale concertata con i
cittadini, non occasionale, supportata da risorse adeguate sia in termini di
organizzazione che di competenze. Gli utenti piacentini stanno facendo la loro parte,
speriamo che anche le istituzioni siano allaltezza del compito.

MiMuovo e Tutto Pago (19/1/2009)
Ledizione del 14 gennaio 2009 del periodico dellAssessorato
Mobilità e Trasporti della regione Emilia-Romagna dedica gran spazio a MIMuovo
Tutto Treno il nuovo titolo di viaggio disponibile dal 1° gennaio 2009. Al costo
annuale di 110 euro, Mi Muovo Tutto Treno consente ai possessori di abbonamento
regionale mensile e annuale dellEmilia-Romagna di viaggiare in seconda classe anche
sui treni IC, ICN, IC Plus ed ESCity sulla stessa relazione riportata sul loro
abbonamento.
Mi Muovo Tutto Treno viene definito unopportunità di viaggio in più messo a
disposizione dei pendolari ed a costo contenuto grazie allintervento
della Regione Emilia Romagna. Queste affermazioni che sembrano disegnare uno
scenario trionfalistico in realtà sembrano difficilmente corrispondere alla realtà
effettiva che i pendolari piacentini si trovano ad affrontare e non considerano il cammino
involutivo che ha subito lofferta di trasporto ferroviario negli ultimi anni nei
collegamenti verso Milano e Parma. Il nuovo titolo di viaggio sostituisce il cosiddetto IC
PASS che consentiva agli abbonati piacentini di raggiungere Milano utilizzando i treni IC
City ed IC Plus senza alcun onere aggiuntivo rispetto al prezzo dellabbonamento.
Tale soluzione, come noto, fu introdotta a partire dalla rivoluzione dellofferta di
trasporto del dicembre 2005 che ha decretato sostanzialmente la scomparsa dei treni IR.
Benché comunque comportasse un aggravio a carico della Regione Emilia Romagna (e quindi
indirettamente di tutti i contribuenti regionali) per offrire un servizio addirittura
inferiore al preesistente, la tessera IC PASS non ha comportato esborsi per i suoi
utilizzatori. Mi Muovo Treno, oltre che a pesare sostanzialmente sulla Regione Emilia
Romagna, che paga un contributo significativamente superiore al prezzo di
vendita, impone al viaggiatore un ulteriore esborso che si aggiunge agli aumenti
vertiginosi già registrati negli ultimi anni a fronte di una qualità di servizio erogato
decisamente non allaltezza delle aspettative.
Forse i pendolari piacentini, più che Mi Muovo Treno, attenderebbero dalla regione Emilia
Regione il ripristino degli IR e lapplicazione del contratto ComuneFerrovie
del 1994, per un collegamento efficiente ed a costi veramente contenuti verso le
principali destinazioni limitrofe, senza alcun aggravio e senza il proliferare di tariffe
ferroviarie che di fatto ostacolano la mobilità e pesano sul portafoglio di chi è
obbligato a spostarsi per motivi di studio o lavoro.

Bilancio a un mese dallintroduzione
dellAlta Velocità (19/1/2009)
Nel viaggio inaugurale sulla linea AV Milano-Bologna lEurostar
partito da Milano Centrale ha impiegato 7 per raggiungere Milano Rogoredo (dove
inizia il tratto AV) e 13 da Rogoredo a Piacenza. Questi tempi danno unidea di
cosa potrebbe essere un servizio pendolari efficiente. Quello che ancora manca per
trasformare queste potenzialità in concreta realtà non sono però solo i soldi. Per non
correre il rischio di versare acqua in una borraccia bucata sarebbe opportuno che la
classe dirigente FS fosse sganciata dagli interessi e dalle attenzioni dei partiti e di
coloro che vedono il servizio pubblico come una grassa mucca da mungere. Munte sono le
finanze statali che sovvenzionano progetti enormi per creare servizi poco efficienti. Vedi
i treni costretti a rallentare perché imbarcano neve o le carrozze che richiedono
continue manutenzioni, o i costi delle ristrutturazioni del materiale (fatte a suon di
revampizzazioni e ripellicolalazioni) eseguite invece di più semplici e doverose
manutenzioni. Risultato: aria condizionata fuori uso, porte guaste, sedili scomodi e spazi
angusti.
Munte sono le casse regionali che restituiscono senza motivo alle ferrovie buona parte
delle penali per i disservizi e che dal 2006 elargiscono anche ricche sovvenzioni nel vano
tentativo di mantenere bassi i prezzi dei biglietti alla clientela o per garantire i
servizi pre-dicembre 2005. Munte sono le tasche dei viaggiatori che nel 1998 potevano
viaggiare da Piacenza a Milano con un abbonamento di 13 mesi al costo di 819.000 lire, con
treni più veloci e cadenzati. Dieci anni dopo, con uninflazione rimasta sempre
entro pochi % lanno, per la stessa tratta devono sborsare 596.20 euro per soli 12
mesi, più 110 euro per accedere a quelli che una volta si chiamavano IR (per fortuna in
pochi hanno abboccato a questultima trovata succhiadenaro); in più dal 2003
cè labbonamento obbligatorio a inizio mese e dal 2007 la soppressione dei
settimanali per chi viaggia tra più regioni. In dieci anni i costi complessivi di viaggio
(pagati a FS da regione e pendolari), sono più che raddoppiati a fronte di tempi di
percorrenza in continua crescita.
Chi crede che i peggioramenti con lorario di dicembre siano finiti si sbaglia. Le FS
hanno in serbo ancora qualche regalino per noi piacentini. Hanno infatti sottoscritto un
documento con la regione Lombardia secondo il quale a breve vi saranno ulteriori
aggiustamenti. Al treno R20431, in partenza alle 17.55 da Milano Greco, sarnno aggiunte
fermate in altre stazioni lombarde. Con questultima modifica impiegherà 65
contro i 56 dellorario 2008. Che bisogno cera se pochi minuti dopo parte
lR20429 che effettua le stesse fermate aggiunte al 20431, che invece per centinaia
di pendolari piacentini era lunico servizio decente a quellora? Altre fermate
in stazioni lombarde per i due nuovi treni inseriti sulla Parma-Milano. Curioso che
Lombardia e FS firmino un documento senza la presenza dellEmilia-Romagna,
responsabile secondo quello stesso accordo dellattivazione dei nuovi treni.
Probabilmente lEmilia-Romagna accetta supinamente ciò che viene deciso dai cari
amici delle ferrovie. Per ora comunque di quei nuovi treni, che peraltro avranno
percorrenze di molto superiori ai 50 previsti dallaccordo FS - Comune di PC,
non vè traccia e in biglietteria dicono che circoleranno solo da luglio. Altri due
treni regionali, per fortuna fuori fascia pendolari, ma utilizzati da diversi viaggiatori
(quello delle 22.30 da Milano e quello delle 4.18 da Piacenza) verranno sostituiti da
corse di autobus. Questa è una prima risposta alle richieste di collegamenti veloci
tra Piacenza e Milano, afferma con enfasi il periodico dellemilia-romagna,
assessorato mobilità e trasporti, che, finanziato con soldi pubblici, cerca di lavare il
cervello ai pendolari.
Mentre la stampa di regiome glorifica i surreali miglioramenti e condanna
lultima nevicata come causa dei disagi, i pendolari subiscono impotenti
lumiliazione di enormi ritardi causati da storie di ordinaria malagestione. Treni
fermi per decine di minuti in attesa del sorpasso di improbabili Eurostar (es. R2135 a
Rogoredo il 14 gennaio). Non sera detto che nelle fasce pendolari i regionali non
dovevano subire precedenze? Treni bloccati in stazione (es. R2274 a Piacenza il 13
gennaio) per aspettare larrivo del capotreno. Qualche dirigente benpensante ha
stabilito che, nella breve tratta Parma-Milano, il capotreno del 2274 deve essere cambiato
a Piacenza dopo solo 60Km. Se il nuovo capotreno (in arrivo dalla linea di Voghera) è in
ritardo, le coincidenze che Trenitalia da tempo non garantisce più ai viaggiatori se le
inventa per scambiare il proprio personale da un treno allaltro.
Sordo alle nostre richieste, in tanti mesi di trattativa lassessore Peri sè
ben guardato dal pretendere in caso di ritardi dei regionali che i viaggiatori potessero
utilizzare il primo treno utile senza pagare alcun sovrapprezzo. Avrà forse confidato nel
fatto che i sui amici manager FS quando cè bisogno sanno sempre come mettere in
atto le loro proverbiali capacità per risolvere i disagi a noi viaggiatori.

Arriva alla BBC la causa dei pendolari
Piacentini: siamo diventati internazionali! (12/1/2009)
Nel programma del 12 gennaio di BBC World Service "The World
Today", edizioni delle 4.00 e 6.00 gmt (che sono le 5.00 e le 7.00 del mattino da
noi) la BBC ha trasmesso a tutto il mondo l'intervista a Umberto Fantigrossi e Cecilia
Pasini sulle cause dal giudice di pace fatte contro le ferrovie per il rimborso del danno
esistenziale.
Questo riconoscimento consacra l'importanza della nostra iniziativa.
L'immagine degradata dell'Italia ferroviaria viene riscattata dalla nostra azione legale
che mostra al mondo intero che non tutti gli italiani sono inetti e incapaci di portare
avanti qualcosa di buono per il paese.
Ascolta la registrazione (file
mp3 - 1.7Mb)
Un'altra itervista all'avvocato Fantigrossi è scaricabile da questo
link.

Se le ferrovie ti rovinano la vita fagli
causa!! (10/1/2009)
Visto il successo della nostra causa
pilota contro Trenitalia rendiamo note le informazioni su come richiedere a Trenitalia
il rimborso per il danno esistenziale, interamente supportati dalla nostra associazione.
Un nostro associato, lAvv. Umberto Fantigrossi, piacentino iscritto allOrdine
degli avvocati di Milano, ha ottenuto nei giorni scorsi una sentenza favorevole del
Giudice di Pace di Piacenza che gli riconosce un risarcimento danni di 1.000 Euro (più
1.500 Euro per spese legali) che gli dovranno essere corrisposte da Trenitalia a causa dei
disservizi cronici.
Questa causa pilota è la prima che applica il
principio che il gestore del servizio ferroviario è tenuto a garantire anche ai
passeggeri gli standard di qualità (puntualità, pulizia, ecc.) previsti nei contratti di
servizio con le Regioni e che se non lo fa paga i danni.
Chi volesse aprire una vertenza dello stesso tipo (anche contro altri gestori) con il
sostegno dellAssociazione deve:
- essere pendolare da almeno due anni e aver conservato gli abbonamenti;
- avere una sede stabile di lavoro in una città diversa da quella di residenza.
LAssociazione mette a disposizione il proprio collegio difensivo (composto oltreché
dallavv. Fantigrossi anche dallAvv. Maria Paola Canepari), con il quale è in
essere un accordo che copre i loro onorari (salvo il futuro importo messo a carico della
controparte). Anche Le spese vive sono anticipate dallAssociazione salvo recupero
nel solo caso di vittoria.
La causa è personale e verrà avviata avanti il Giudice di Pace del luogo di residenza
del pendolare.
Per ulteriori informazioni scriveteci all'indirizzo e-mail:
pendolari.piacenza@libero.it
Intervista a Umberto Fantigrossi
http://www.c6.tv/component/library?task=view&id=2603
Vi informiamo inoltre che mercoledì 14 gennaio dalle ore 18.00 alle
ore 20.00 gli avvocati saranno presenti nella nostra sede per
rispondere alle domande e raccogliere eventuali adesioni all'iniziativa.

Milano-Bologna: 1940 - 2009, i peggioramenti! (10/1/2009)
Un nostro attento lettore ci ha inviato un dettagliato confronto (file PDF 30Kb)
che mostra i passi indietro delle FS in settant'anni di incompetenza e malagestione.

Una spanna di neve ferma l'alta velocità! (8/1/2009)
Neve sui binari e i treni dell'alta velocità sono costretti a
rallentare. Non possono sfrecciare a 250Km/h ma a solo 160Km/h (la stessa velocità dei
regionali!), tutto perché imbarcano neve dalle prese d'aria. E' l'ennesimo esempio
dell'abilità dei manager FS a gestire i progetti ferroviari. Le prese d'aria sono state
messe sotto la pancia del treno dimenticando che quando nevica, sotto il treno si creano
enormi turbolenze di neve che viene quindi aspirata. I treni sulla Milano-Bologna sono
così costretti a ritardi di oltre 20 minuti su un viaggio che dovrebbe durare un'ora e
cinque minuti. Miliardi spesi per costruire treni che ora devono viaggiare come i normali
regionali.
Siete mitici, soprattutto a trovare le scuse: "L'intero nord Italia è sotto bufere
di neve che causano rallentamenti alla circolazione", ma voi eroi garantite comunque
"la continuità del servizio". Peccato che tutto questo lo abbiate ripetuto il
giorno 8 quando le bufere di neve erano già cessate.

Le FS
dovranno pagare i pendolari per i disagi sistematici (6/1/2009)
Inizia bene il 2009 per i pendolari. E' finalmente arrivata la sentenza
per la prima delle cause pilota per danno esistenziale che la nostra associazione ha
iniziato un anno fa. Il giudice, che peraltro ha erroneamente inteso che il pendolare
avesse beneficiato del bonus-Lombardia per i ritardi ferroviari (mentre il nostro
abbonamento non ricade tra quelli che hanno diritto a ricevere quel bonus), riconosce
comunque il diritto al rimborso del danno esistenziale legato alla sistematicità dei
disagi che sono fonte di stress per i pendolari.
La somma risarcita è di 1000 per un anno di disagi, più 1500 di spese
legali.
La cosa importante è che questa sentenza, per come è stata concepita, farà
giurisprudenza. Quindi vincolerà le FS a risarcire ogni pendolare che subisca danno
esistenziale.
Se vogliono evitare le cause le FS (e tutti i loro amichetti sparsi
nelle amministrazioni, sempre pronti a fingersi dalla parte dei pendolari per poi fare gli
interessi delle ferrovie) possono rimboccarsi le maniche, mandare a casa i dirigenti
incompetenti, lottizzati e raccomandati e far funzionare il servizio a dovere, con treni
veloci, cadenzati, adeguatamente climatizzati e capienti, puliti, puntuali e con la
necessaria, tempestiva e corretta informazione fornita ai viaggiatori.
Inutile dire che non temiamo eventuali ricorsi, siamo forti delle nostre Scarica gli estremi della sentenza (file .PDF 400Kb).
Ricordiamo che mercoledì 7 gennaio alle ore 19.00 presso la nostra
sede si terrà a riguardo una conferenza stampa.

Maestro di contraddizione (2/1/2009)
Desideriamo mostrare questo filmato (file
.avi 2Mb), trasmesso da Telelibertà lo scorso dicembre, di un'intervista al
responsabile FS Emilia Romagna. Durante l'intervista il dirigente contraddice le
affermazioni da lui stesso appena rilasciate. Lasciamo ai lettori eventuali
considerazioni.

Aumento dei costi di viaggio fino al 20% per
i pendolari piacentini che utilizzano IC ed EScity (25/12/2008)
Non sono bastati gli aumenti dei mesi scorsi, la regione Emilia-Romagna
e il ragionier Peri ci hanno fatto omaggio di questo ennesimo pacco natalizio.
Per prendere i treni Intercity o EScity, che ricordiamo non sono altro che i vecchi
interregionali tolti a partire dal dicembre del 2005, ora si dovrà pagare un ulteriore
supplemento. Le possibilità gentilmente offerte dalle ferrovie in combutta col nostro
assessore sono due: o fare un abbonamento Intercity/EScity, di cui però non conosciamo
ancora il costo, per di più maggiorato del 5% per poter viaggiare anche sui treni
regionali, oppure, per chi risiede in Emilia-Romagna, fare una tessera annuale del costo
di 110 che vanno ad aggiungersi al costo dellabbonamento tradizionale. Per i
viaggiatori che in un anno utilizzano mediamente 11 abbonamenti mensili di seconda classe
sulla Piacenza-Milano questo equivale ad un aumento del 15% dei costi di viaggio (che
diventa di quasi il 20% per chi usa un abbonamento annuale), tutto per prendere gli stessi
treni che un tempo non costavano nulla di più. Non è inoltre chiaro se il titolo annuale
da 110 viene emesso mensilmente oppure ha validità solo dal primo gennaio di ogni
anno.
Daltronde la regione Emilia-Romagna piuttosto che la controparte sembra essere
diventata un partner commerciale di Trenitalia. Non a caso le nomine politiche
allinterno delle ferrovie vengono fatte anche dai partiti che reggono la nostra
regione, quindi per sovvenzionare i lauti stipendi dei confratelli di partito eletti per
nomina politica è giusto che si spilli qualche soldo in più ai viaggiatori.
Lassessore Peri invece di aprire contenziosi contro linefficienza delle FS si
dà da fare per arrotondare lo stipendio dei suoi dirigenti. Ovviamente nulla è stato
fatto per i tanti problemi dei pendolari, non parliamo solo dellallungamento dei
tempi di percorrenza, ma anche delle criticità in caso di soppressioni o forti ritardi
dei treni pendolari. Abbiamo sempre richiesto che in quei casi i pendolari abbiano il
diritto di utilizzare qualsiasi treno utile anche se di classe superiore e chiedere le
fermate sostitutive del treno soppresso o in ritardo, il tutto ovviamente senza pagare
nessun sovrapprezzo. In condizioni di pesanti disagi sarebbe il minimo che ferrovie e
regione dovrebbero mettere in atto per sopperire al disservizio creato. Eppure di questo
argomento la rivista finanziata con i soldi pubblici dallEmilia Romagna, che finge
di stare dalla parte dei pendolari, non ne parla quando annuncia trionfalmente la novità
per il 2009. Anche lassessore si guarda bene dal metterlo tra le azioni che devono
essere assolutamente rispettate. Tutto in linea con la solita logica. Perché
regalare un servizio ai viaggiatori quando possiamo farglielo pagare a caro
prezzo?
Confidiamo in un pronto intervento di Provincia e Comune nel solco aperto in favore dei
pendolari con la diffida alle ferrovie.
Il nostro consiglio resta quello di non piegarsi a questo ennesimo ricatto evitando di
utilizzare i treni IC ed EScity. Ci rendiamo conto che non per tutti sia semplice, ma
limportante è resistere alcuni mesi. Le ferrovie non possono permettersi il lusso
di far viaggiare vuoti quei treni così costosi, a quel punto potrebbero decidere di
ripristinare la condizione precedente reinserendo gli Interregionali.

Aspettando leffetto iceberg (23/12/2008)
Il rallentamento dei treni pendolari nonostante
l'alleggerimento della linea storica
Lallontanamento dei treni Eurostar dalla linea storica, tranne che per i nodi di
Milano e Bologna, è un dato oggettivo che dovrebbe decongestionare la linea e far sperare
in qualche possibilità di miglioramento. Tra Piacenza e Milano, come anche tra Piacenza e
Parma, abbiamo ora disponibili il doppio di tracce orarie rispetto a 10 giorni fa, questo
grazie alle interconnessioni tra la linea storica e lalta velocità (vedi immagine) che si trovano a
Piacenza ovest, Piacenza est, Fidenza e Parma. Certo parlare di semplice quadruplicamento
della linea a fronte dei quattrini spesi è un insulto ai contribuenti, ma resta il fatto
che i binari sulle nostre tratte principali sono effettivamente raddoppiati. Viene da
chiedersi come mai le ferrovie non riescano o non vogliano velocizzare le percorrenze dei
nostri treni, anzi le abbiano mediamente aumentate. Si possono fare molte ipotesi, la più
benevola è che non se la sentivano di regalarci da subito una velocizzazione che
probabilmente non potevano garantire senza prima aver risolto i conflitti e le
incompatibilità di circolazione nei nodi di innesto della TAV. Se così fosse però ce lo
avrebbero perlomeno preannunciato, avvertendoci che i primi sei mesi sarebbero serviti per
rodare la nuova circolazione e da giugno avremmo potuto contare su treni più veloci.
Così non è stato anche perché con treni regionali veloci nessuno sentirebbe il bisogno
di viaggiare sui più costosi treni di classe superiore. Per incentivare Intercity ed
EScity sarebbe comunque bastato mantenere i già penosi tempi di percorrenza dei
regionali. Perché accrescerli ulteriormente se ora cè più spazio
sulla linea? Far viaggiare un treno lentamente va contro ogni logica imprenditoriale
perché, come ci hanno spiegato le stesse ferrovie, se il treno viaggia velocemente può
essere utilizzato per fare altre corse, quindi coprire più servizi e far crescere i
ricavi senza bisogno di acquistare nuovo materiale. La scelta di allungare le percorrenze
sembra non aver alcuna motivazione, a meno di non guardare la cosa da un altro punto di
vista. Ora che il numero di tratte, quindi di tracce orarie disponibili, è aumentato si
aprono nuove possibilità per eventuali concorrenti che vogliano entrare sulla rete
ferroviaria italiana. Lallungamento dei tempi di percorrenza potrebbe quindi essere
un metodo per occupare quante più tracce possibili con lesiguo numero di treni
disponibile. Loccupazione delle tracce orarie è una pratica già attuata in passato
per evitare lingresso di altri concorrenti nel trasporto merci. Quando anche i
servizi passeggeri dovranno essere liberalizzati, alle FS converrà dimostrare che tracce
disponibili per altri vettori ve ne sono poche e che per inserirsi, ad esempio sulla linea
storica, i nuovi vettori dovranno comunque adattarsi ai tempi di percorrenza dei treni
già presenti. Questo significa precludere ogni servizio alternativo più efficiente.
La liberalizzazione dei servizi ferroviari, che dovrebbe servire da sprone
allattuale monopolista, si preannuncia quindi piuttosto difficile da attuare. Causa
la struttura della linea che resta basata su un numero limitato di binari (uno o due per
tratta), loperazione di sorpasso tra treni non è per nulla agevole. E quindi
praticamente impossibile che un vettore più capace di un altro riesca a garantire in
maniera efficiente il proprio servizio driblando i treni concorrenti lenti o fermi per
guasto sul percorso, come invece avviene per esempio per differenti società di corrieri
che viaggiano su strada. A questo va aggiunta linsensata frammentazione geografica
del servizio regionale coi disastrosi effetti per lenorme massa di pendolari che si
spostano a cavallo di più regioni. Perché mai i 264Km tra Piacenza e Rimini ricadono
sotto un servizio regionale e i 72Km tra Piacenza e Milano no? Un criterio corretto
sarebbe definire come regione una circonferenza di 100-200Km di raggio attorno
ad ogni stazione, in quellarea dovrebbe essere garantito il servizio sulle brevi
distanze.
Per tutti questi limiti tecnologici e topologici il sistema ferroviario non si presta ad
essere un sistema concorrenziale, frammentato e con la presenza di differenti vettori.
Considerando inoltre limportanza strategica del servizio di trasporto di persone e
merci su rotaia, sarebbe auspicabile che venisse controllato da un unico gestore pubblico,
ma in maniera efficiente e senza fini di lucro. Purtroppo, causa la stupidità/avidità
umana, queste tre condizioni (pubblico, efficiente e senza profitto) sembrano non poter
coesistere contemporaneamente.
I politici che per decenni hanno avuto la possibilità di mettere le mani dentro la palude
FS per cambiare le cose, alla fine hanno preferito invocare la privatizzazione e la
concorrenza come pungolo al cambiamento, nel vano tentativo di scardinare un sistema di
potere e di gestione degli appalti (chi non ricorda lo scandalo delle lenzuola doro)
che nel corso degli anni, a fronte di costi enormi, ha prodotto fittizi o risibili
miglioramenti agli utenti del servizio ferroviario. Lincrocio tra una gestione
pubblica molto poco efficiente ed una privata portata alla speculazione e
allopportunismo, ha purtroppo partorito il sistema attuale che, secondo noi, ha
preso il peggio delle due modalità di gestione. Oggi abbiamo costi di realizzazione delle
opere molti superiori alla media europea, costi di viaggio che grazie a mille artifici
crescono in maniera esponenziale a fronte di un servizio che continua ad essere
inefficiente e insoddisfacente.
Nellattesa che chi di dovere trovi presto il coraggio di sollevare
dallincarico i venditori di fumo a caro prezzo, non resta che sperare
nelleffetto iceberg. Le FS, come purtroppo una parte del nostro paese, sono come un
iceberg alla deriva che pian piano si sta sciogliendo al calore delle proteste. La natura
ci insegna che a causa di ciò prima o poi, ma sempre allimprovviso, liceberg
si capovolge facendo sprofondare sottacqua quelle parti che prima stavano al vertice
e riportando alla luce del sole quelle parti che fino ad allora hanno dovuto sostenere con
fatica il peso di chi stava sopra.

Inaugurazione
della TAV Milano-Bologna: Diario di una messinscena (14/12/08 aggiornato il 22/12/08 con foto e filmati)
Milano 13 Dicembre 2008 - Noi ceravamo e
abbiamo visto quello che molti media non hanno raccontato.
Landata
Ecco il resoconto di una giornata che resterà nella memoria di molti pendolari. Partenza
ore 12.10 dalla stazione di Piacenza, destinazione Milano centrale, sede
dellinaugurazione della tratta ad alta velocità Milano - Bologna. Lunico
treno veloce per Milano in quella fascia oraria è lIntercity plus 558 che però ha
molti minuti di ritardo. Approfittiamo dellIntercity plus 580 delle 11.08 che sta
viaggiando con oltre unora di ritardo. Saliamo in piedi in prima classe sul treno
stracarico di viaggiatori. Appena saputo che facciamo parte di un associazione pendolari,
alcuni viaggiatori seduti in uno scompartimento ci raccontano la loro disavventura,
proprio il giorno dellinaugurazione dellalta velocità, con la preghiera di
riportare al signor Moretti ("di cui abbiamo una diapositiva"),
amministratore delegato delle ferrovie dello Stato, le loro lamentele. Sarà un compito
arduo, ma stiamo ad ascoltare. Sono partiti da villa San Giovanni (sullo stretto di
Messina) con un treno che ha deciso di fermarsi per guasto poco dopo la stazione di
Bologna. Le ferrovie hanno pensato bene di spostare il treno nella successiva stazione di
Castelfranco, il treno viene però messo su un marciapiede diverso da quello in cui sosta
lIntercity che li dovrà portare a Milano. Così una fiumana di persone molte delle
quali anziane coi bagagli caricati dai figli o nipoti che li avevano accompagnati alla
stazione, e che sarebbero stati scaricati da altrettanti figli o nipoti che li avrebbero
raccolti alla stazione di arrivo, si trovano a dover fare i conti - da soli - con un
cambio di treno e relativo trasbordo da un marciapiede allaltro. Unautentica
odissea come ci hanno confermato moltissimi dei presenti. Tra questi anche due ferrovieri,
per loro fortuna in pensione, e quindi autorizzati a dire tutto quello che pensano di
queste ferrovie così tanto malate. Dicono di aver fatto presente ai colleghi in servizio
che i due treni sarebbero dovuti essere sullo stesso marciapiede per evitare gli enormi
disagi ai viaggiatori. Ci dicono con amarezza che le ferrovie nel corso degli anni sono
state smantellate da persone prive di scrupoli che puntavano più allinteresse
personale che non al bene della società. Una buona responsabilità, dicono ce
lhanno anche i sindacati, troppo spesso colpevoli di scambi di favori con la classe
dirigente, guarda caso spesso costituita da ex sindacalisti.
Larrivo a Milano
Con un viaggio a singhiozzo a una velocità deprimente arriviamo finalmente a Milano
centrale con tantissime persone che scendono dal treno inveendo contro le ferrovie e i
loro amministratori (vedi
filmato). Quelli che erano sul treno partito da villa San Giovanni hanno
accumulato quasi 2h di ritardo e molti di loro hanno perso le coincidenze per altre
destinazioni. Gli toccherà aspettare diverse ore o prendere, a loro spese, treni di
categoria superiore.
A pochi metri di distanza da noi, al binario 14, è ben visibile limpalcatura creata
per linaugurazione dellalta velocità Milano-Bologna. È ancora presto però e
al momento non esistono né transenne, né polizia che controlla. Possiamo filmare senza
problemi una flotta di persone che tira a lucido quella parte di stazione e raccoglie le
cartacce dai binari (vedi
foto). Mai visto nulla di simile.
Ci rechiamo verso la piazza antistante la stazione per cercare i colleghi pendolari venuti
a manifestare contro lalta velocità. È ancora presto e non troviamo nessuno così,
restando nella parte coperta della stazione, ci soffermiamo di fronte al palco su cui tra
alcune ore suonerà una prestigiosa orchestra. Di fronte al palco un ricco buffet
accoglierà eminenti personaggi politici, ospiti dellinaugurazione della TAV. Mentre
osserviamo il tutto ci accorgiamo che intorno a noi i tecnici della sicurezza FS stanno
predisponendo una serie di transenne. Nostro malgrado rimaniamo recintati allinterno
di quellarea donore con schiere di poliziotti, carabinieri e guardie di
sicurezza di RFI e FS che sbarrano tutti gli accessi. La cosa è davvero paradossale, noi
manifestanti con gli striscioni nella borsa siamo finiti al centro della manifestazione
donore, e nessuno che ci dice nulla. Stiamo al gioco e vediamo fin dove riusciremo
ad arrivare.
Imbracciamo la telecamera e da reporter improvvisati cominciamo a filmare e a documentare
levento dallinterno. Scambiamo qualche battuta con i primi e pochi presenti,
tutta gente in un modo o nellaltro legata alle ferrovie. Qualcuno con ironia ci fa
notare lorologio della stele in piazza duca dAosta. Era stato messo a
testimonianza di evento straordinario (come si fece per il cambio di millennio) più di un
anno fa per segnare quanti giorni, ore, minuti e secondi mancavano allentrata in
vigore della TAV MI-BO. Invece ha terminato il suo conteggio con un giorno di anticipo (vedi foto)
perché si erano dimenticati che il 2008 è un anno bisestile e ha un giorno in più. Una
volta tanto le ferrovie sono in anticipo, ma, pur non volutamente, barando. Comunque in un
questo caso lanticipo e il ritardo si equivalgono a dimostrare lincapacità di
far funzionare correttamente anche un semplice orologio elettronico.
I vip
Il primo vip ad arrivare è lingegner Moretti che con passo veloce si dirige verso
il buffet, non tanto per mangiare, quanto per attirare, con quella corsetta improvvisata,
lattenzione dei numerosi fotografi e giornalisti che in un attimo lo circondano e
cominciano a fargli domande. Noi siamo a un paio di metri e da bravi reporter ci
mescoliamo ai giornalisti. Poco dopo però una giornalista riconosce il nostro presidente
Fittavoli e comincia a fargli qualche domanda. Ben presto molti fotografi e cineoperatori
lo circondano e il buon Fittavolini, rosicchiando poco alla volta notorietà a Moretti che
diceva frasi di circostanza, riesce nelleccezionale impresa di raccontare i disagi
che questalta velocità porterà ai pendolari in pieno territorio nemico, a meno di
3 m dallamministratore delegato che tanto intento a sparar sentenze, non si accorge
nemmeno della nostra scomoda presenza (vedi filmato1, filmato2).
Subito dopo con ospiti e giornalisti si parte per la visita alla stazione recentemente
ristrutturata, si tratta di scendere una scala mobile che porta al piano inferiore, ma
poco dopo che Moretti è salito la scala sinceppa e si blocca. È in discesa e per
nulla stracarica di gente, ma il buon Moretti, che deve difendere lazienda sempre e
comunque, ha il coraggio di affermare che è colpa dei giornalisti che si sono ammassati
sulla scala. Il vero manager sa sempre dare la colpa a qualcun altro. Moretti non sai che
le scale mobili in una stazione dovrebbero essere progettate proprio per sopportare il
peso di tantissime persone e altrettanti bagagli? Immediatamente viene chiamata
lassistenza (le vecchie scale mobili quando si rompevano solitamente restavano
bloccate per giorni), ma è comunque troppo tardi, latletico Moretti è già
risalito a piedi (vedi filmato)
con un sorriso a denti stretti dovendo ingoiare la prima figuraccia.
Dopo un po cominciano ad arrivare i personaggi della politica. Inizia con lex
ministro Bersani a cui chiediamo cosa ne pensi del fatto che, proprio il giorno
dellinaugurazione della TAV, Comune e Provincia di Piacenza abbiano mandato una
diffida alle ferrovie per non aver rispettato gli accordi presi sul servizio pendolari. La
risposta non ci è chiara, la TAV è o no per i pendolari? (vedi filmato1, filmato2). Arriva anche
lassessore ai trasporti della regione Lombardia Cattaneo a cui chiediamo se si
unirà alla protesta delle amministrazioni piacentine dato che la tratta PC-MI è quasi
tutta lombarda. Precisa subito che Piacenza non è in Lombardia e quindi a questo ci deve
pensare la regione Emilia Romagna, ribadisce però che il nostro assessore Peri ha fatto
un buon lavoro (vedi filmato1,
filmato2).
Quindi su Cattaneo non possiamo contare. Arrivano poi Lunardi, la Moratti e Gianni Letta
in rappresentanza del governo, e anche lex ministro Castelli che propaganda i tanti
nuovi treni per i pendolari che il governo si appresta ad acquistare. Gli facciamo notare
che i pendolari si lamentano perché i nuovi treni sono sempre guasti e malfunzionamenti.
Castelli ci risponde dapprima che ci vorrebbe un po più di civiltà da parte dei
pendolari, come se i guasti fossero causati da noi, poi che comunque i treni non li
costruisce lui (vedi filmato1,
filmato2).
E vero, ma il governo come acquirente che paga con soldi pubblici avrebbe il dovere
di verificarne laffidabilità e le caratteristiche.
Veniamo a sapere che il Presidente della Repubblica, Napolitano, ha declinato
linvito. Un altro sonoro schiaffo allIng. Moretti e a queste ferrovie. Reggi e
Boiardi non sono i soli ad averglielo dato.
Nel frattempo beneficiamo del ricco buffet offerto dalle ferrovie e visti i bocconi amari
che in trentanni di pendolarismo questi signori ci hanno fatto ingoiare, tentiamo di
rifarci assaggiando ogni ben di dio presente sulla lunga tavola (vedi foto).
Limpressione è comunque sgradevole, siamo circondati da persone strane, molte delle
quali sembrano di plastica, si complimentano vicendevolmente per il grande risultato
ottenuto. Se lo dicono tra loro. Poi unenorme quantità di divise, un bel sottofondo
di musica sinfonica e tanti camerieri che girano coi vassoi pieni offrendo dolciumi a
tutti. Ci ricordano tanto quelle feste in pompa magna stile Germania anni 40, così
lontane dalla realtà di milioni di cittadini, dove, nonostante un sistema allo sfascio,
si preferiva illudersi con presunti successi rinchiudendosi in una gabbia dorata.
Nel frattempo siamo ancora dentro, con i nostri cartelli di protesta rigorosamente chiusi
nella borsa. Al loro posto avremmo potuto portare ben altro, nessuno ci ha perquisito,
nessuno ci ha fatto una domanda.
La contromanifestazione
Nel frattempo è iniziata la contromanifestazione con tante persone, cartelli e slogan,
chiaramente udibili anche dalla nostra postazione. È giunta lora di portare anche
lì il nostro sostegno attivo, così Fittavolini abbandona il paradiso dorato per
raggiungere i manifestanti. Ci sono cordoni di polizia ovunque e ampi spazi mantenuti
deserti come a fare una camera morta per meglio isolare il gruppo dei vip. Ci sono cori di
protesta e soprattutto ci sono pendolari venuti da diverse parti del nord Italia,
nonostante la fredda giornata di pioggia, a ribadire la loro contrarietà a un servizio
privilegio per pochi che peggiorerà tutto il traffico pendolare. Scopriamo anche che per
far posto a nove treni dellalta velocità che arriveranno a Milano centrale ben 30
treni pendolari sono stati sgomberati da quella stazione.
Alle 16 ci spostiamo di fronte il binario 14, riusciamo a ritornare tra i vip (potremmo
andare a lavorare alle Iene), sempre senza essere perquisiti. Il corteo dei manifestanti
inneggianti cori viene tenuto indietro dalla polizia (vedi filmato).
Non ci sono incidenti.
La partenza del treno AV
Nei tabelloni di stazione tutti i ritardi sono stati azzerati (vedi foto). Non
bisogna far sapere ai politici e ai giornalisti che dovranno fare i reportage del treno
che la stazione di Milano centrale è paralizzata per questa pantomima. Anche gli annunci
allaltoparlante sono interrotti per tutto il tempo della manifestazione, non è
bello che le voci automatiche informino sul reale stato dei ritardi. Così anche i normali
viaggiatori che necessitano di informazioni non le ricevano e come non bastasse per uscire
dalla stazione o per raggiungere il proprio treno sono costretti a lunghissimi percorsi
per non intralciare il corridoio dei vip che devono accedere al supertreno AV. En passant
notiamo che è stato messo un nuovo cartellone luminoso per informare sugli orari dei
treni, i caratteri sono però più piccoli e risultano essere molto meno visibili e
leggibili di quelli attuali con scritte bianche su sfondo nero (vedi foto). Sono
pessimi, un altro segno di come le FS progettano o appaltano i lavori. Alle 16.19 il treno
alta velocità col suo carico di personalità e giornalisti accreditati parte con 1 minuto
di anticipo sulla tabella di marcia (vedi filmato). Si
sa, fare una figuraccia e non arrivare a Bologna nei 65 minuti previsti, con la linea
completamente sgombra, tutti i semafori verdi, e tutti gli altri treni fermati per far
uscire lETR 600 da Milano, sarebbe uno smacco, quindi la partenza anticipata anche
di un solo minuto può aiutare.
Dopo la partenza del treno un piccolo carrellino, come quello dei gelatai di un tempo,
viene rimosso dal marciapiede del binario 14 (vedi foto e filmato). Si
tratta dellufficietto mobile dellassistenza alla clientela, messo lì per
loccasione per dare informazioni ai viaggiatori che dovevano prendere il treno ad
alta velocità. Avete mai visto un ufficio del genere in una stazione, magari
sovraffollata con tanta gente che ha bisogno di spiegazioni? Eppure anche questo fa parte
della messinscena. Non è finita qui, la cosa più grave deve ancora accadere. I
ferrovieri della sorveglianza RFI, ignari della nostra identità, ci informano che sul
binario di fianco al supertreno ve nè un altro identico (vedi foto), occultato alla
vista del pubblico perché messo in fondo alla stazione, che partirà poco dopo (vedi filmato)
e che sarà il treno di scorta al treno con gli ospiti, pronto ad imbarcarli in caso di
inconvenienti e guasti. Pensate un po a quanto ci costa tutta questa sceneggiata.
Il ritorno a Piacenza
Alle 17, soddisfatti per lottimo lavoro svolto e per aver gabbato questi signori ci
imbarchiamo sul treno Eurostarcity per Pescara che dovrebbe partire alle 17.10 e
riportarci a Piacenza, senza fermate intermedie dopo 41 minuti. È un Intercity camuffato
e dovrebbe rappresentare la classe immediatamente sottostante i treni Eurostar (vedi filmato1, filmato2). Appena
seduti non possiamo che constatare gli innumerevoli difetti. Si va dallo spreco energetico
nellilluminazione, schermata da grossi pannelli metallici che obbligano ad
utilizzare senza motivo potenze luminose più elevate per compensare leffetto
oscurante dei pannelli. Gli spazi per i bagagli sono alti e poco accessibili, tanto che
eventuali chiavi, portafogli o oggetti usciti dalle tasche dei vestiti rimarranno per
sempre adagiati su quei ripiani che nascondono gli oggetti alla vista dei viaggiatori.
Come non menzionare poi il soffione daria che sgorga dalle feritoie poste di fianco
ai finestrini e che colpisce senza pietà il collo e le orecchie di quel 50% di
viaggiatori che hanno la fortuna di sedersi di fianco al finestrino. Altro esempio di come
in FS non si sappia ne progettare ne collaudare le carrozze viaggiatori.
Intanto alle 17.10 il nostro costoso treno di partire non ne vuol proprio sapere. Dopo 20
minuti siamo ancora lì fermi in centrale e nessun annuncio ci ha informato del motivo del
ritardo, è impossibile trovare un ferroviere, figuriamoci lufficietto informazioni
portatile in grado di darci qualche spiegazione. Il treno parte con 25 minuti di ritardo,
ma dopo i primi 100 m si blocca fuori dalla stazione e non cè più verso di farlo
ripartire. Stiamo fermi un altro quarto dora e nessuno dice nulla sulle ragioni
dellarresto. Vuoi vedere che sta già ritornando lETR da Bologna? Dopo un
viaggio alla velocità media di 100 km/h, con un treno che di chilometri allora
potrebbe farne 200, arriviamo a Piacenza e constatiamo finalmente sul tabellone, che i
ritardi su tutti i treni della linea sono tuttaltro che nulli (vedi foto1, foto2).
Veniamo informati telefonicamente da un nostro agente a lHavana, che alla fine il
treno AV super raccomandato non è nemmeno riuscito ad arrivare puntuale a Bologna. Due
sono i minuti di ritardo, che sommati al minuto rubato con la partenza anticipata da
Milano, fanno 3 minuti in più di percorrenza su 65, ovvero quasi il 5% più del dovuto.
Non è certo la stessa entità dei ritardi dei treni pendolari, ma considerato che si
tratta del viaggio inaugurale, provato per mesi e per il quale si è bloccato mezza Italia
ferroviaria, tutto lascia sperare che anche a questa alta velocità toccheranno i
disastrosi effetti di una gestione penosa.
La morale
Si conclude una lunga giornata che ha dimostrato, se ce ne fosse bisogno, che il mondo FS
è semplicemente costruito a immagine e somiglianza di coloro che lo amministrano. Un
mondo finto del tutto artificioso, creato per illudere i politici che lo finanziano, della
magnificenza e delle capacità di chi lo amministra.
Tutto questo ci sembra un insulto al popolo italiano, in particolare al grande popolo di
viaggiatori pendolari che quotidianamente viene mutilato dei servizi essenziali a
beneficio di privilegi per pochi.

Parte la diffida alle FS: 60 giorni per
rispettare gli accordi (13/12/2008)
Comune e Provincia di Piacenza hanno inviato una diffida alle ferrovie
per il mancato rispetto degli accordi sottoscritti in cambio del transito dell'alta
velocità sul nostro territorio (Accordo
Vaciago-Necci ; Accordo TAV). Ora le FS hanno 60
giorni di tempo per ripristinare i servizi che avevano promesso:
Sulla linea storica: treni veloci cadenzati a 30
minuti nelle fasce pendolari, sulla tratta PC-MI Centrale e ritorno con tempi di
percorrenza reali non superiori a 50 minuti, e fermate a Lodi, Rogoredo e Lambrate.
Sulla linea AV: treni per i pendolari in accordo con le esigenze espresse
dalle amministrazioni/associazioni del territorio.
Altrimenti seguirà la denuncia.
Per chi fosse interessato ecco il nostro comunicato stampa

ALTA VELOCITA PER TUTTI, NON PER
POCHI (10/12/2008)
Lo sanciscono le direttive europee in materia ferroviaria. Per saperne
di più:
http://piacenzasette.blog.kataweb.it/2008/12/10/alta-velocita-per-tutti/
Incontro con amministrazioni, regione e ferrovie (10/12/2008)
Il giorno 9 dicembre si è tenuto in Provincia l'incontro con Comune,
Provincia, l'assessore regionale ai trasporti Peri e i massimi dirigenti FS di Emilia
Romagna e Lombardia.
Confermati tutti i peggioramenti presenti nelle bozze.
E' stato un incontro penoso. L'assessore Peri, che dovrebbe essere la controparte delle
ferrovie in difesa dei viaggiatori, faceva invece le veci di FS difendendo i
"risultati" raggiunti. I signori delle FS non hanno aperto bocca e hanno passato
tutto il tempo a pigiare tasti sui cellulari senza ascoltare le critiche di noi pendolari!
... e sono pagati coi nostri soldi!
Data la connivenza con i politici possiamo solo augurarci che queste ferrovie falliscano
il prima possibile. Sarebbe l'unico modo per rimuoverli dalle loro comode poltroncine.

Lettere dai pendolari: IC pass addio? (8/12/2008)
Perché stasera, 3 dicembre a Piacenza non mi hanno fatto la carta di
ammissione IC insieme all'abbonamento di dicembre Pontenure-Milano ed ho dovuto chiamare
la Polizia, ma neanche con loro sono riusciti a farla?
Perché ai mei colleghi pendolari fino a ieri sera le hanno fatte?
Quelli del 3 dicembre sono pendolari di serie C?
Le multe le mando tutte a Lei Sig. Peri?

ES invece che IC: ancora aumenti tariffari
camuffati per i pendolari (8/12/2008)
Tratto da una lettera inviataci dai pendolari liguri
Come denunciato ormai da anni dal nostro Coordinamento, Trenitalia, nonostante le
dichiarazioni ufficiali, continua ad aumentare i costi di viaggio per i pendolari.
La svolta si è consumata, non lo dimentichiamo, nel dicembre del 2005, quando fu attuato
il golpe che ha eliminato, con gli interregionali, una reale concorrenza per i
ben più costosi IC, e travasato molti utenti del trasporto locale sulle tracce
commerciali interamente gestite, da punto di vista tariffario, da Trenitalia.
Da allora le cose sono solo che peggiorate per gli utenti e per i pendolari in
particolare, che a poco a poco hanno visto erosi i pochi vantaggi in termini di
flessibilità nellutilizzo delle diverse tipologie di convogli. Si pensi a come era
semplice una volta prendere il treno (si poteva scegliere su locale o rapido, pagando un
semplice supplemento), e quanto invece è complicato e financo incerto farlo oggi, a causa
del ginepraio di regole assurde che costellano come un percorso ad ostacoli il cammino di
ogni utente delle ferrovie
il precariato, lo ribadiamo, sta diventando sempre di più
una condizione tipica anche del TPL: incerti i prezzi, incerti gli orari, incerti i bonus,
incerta la possibilità di servirsi del treno per andare a lavorare, e di avere garantito
il diritto alla mobilità.
Trenitalia, con il prossimo orario, sostituisce diversi IC con altrettanti Eurostar City:
su questi lIC Pass non ha validità, questo costerà un bel po a molti
pendolari.

Lettere dai pendolari: ritardi a
raffica (8/12/2008)
La situazione di questi giorni è scandalosa, sembra che i ritardi di
20/30 minuti siano la regola. Ieri sera (2 dicembre) il treno diretto a Parma in partenza
da Centrale alle 17.25 è arrivato con 20 minuti. A Rogoredo ieri sera hanno continuato a
spostare tutti i treni da un binario all'altro che sembrava di stare dentro a un grande
gioco di società, peccato fossimo noi le cavie.
Stamattina il treno che doveva partire alle 7.08 in arrivo da Bologna è stato mutato in
locale causa guasto del 7.01 per Garibaldi quando 30 minuti dopo ne arrivava uno che già
faceva molte delle fermate previste. Io contesto nel modo più assoluto questa scelta
perché ha danneggiato la maggioranza dei passeggeri che dovevano arrivare 'velocemente' a
Milano per una minoranza che, ripeto, non sarebbe comunque rimasta senza il servizio.
La situazione ha peraltro scontentato tutti perché si sono accumulati inspiegati (la
comunicazione è inesistente peggio del solito!) ritardi di TUTTI I TRENI (l'IC Da Crotone
in partenza a PC alle 7.30, il regionale per Greco Pirelli in partenza da PC alle 7.35 e
il 7.08 appunto) e siamo riusciti ad arrivare a Milano solo alle 8.30 con grave danno per
le nostre attività lavorative nonché per le nostre vite.
In più mio marito si è presentato con l'abbonamento PC-MI in stazione e non gli hanno
nemmeno fatto il supplemento IC perché dicono che è ancora da ratificare. Io avevo
capito che era stato confermato nei giorni scorsi e che avremmo potuto prendere questi
famigerati Eurostar city plus.
Credo che come già in passato le ferrovie stiano dimostrando che farebbero volentieri a
meno dei pendolari preferendogli un'élite di viaggiatori delle lunghe tratte dimenticando
che non solo rimangono una risorsa per loro, ma soprattutto sono una forza produttiva
enorme per le regioni che li ospitano.
Altra lettera
Non ci sono ulteriori commenti, avendo ormai terminato il vocabolario
delle contumelie, per definire la sequela di ritardi e di disservizi propinati da
Trenitalia anche oggi, 5 dicembre.
Spiccano 2 soppressioni di convogli ed i 151 minuti di ritardo dell'IC Plus 565 da Milano
per Ancona, utilizzato da molti pendolari, effettuato con materiale cosiddetto Eurostar
City, e che cambiando di denominazione pur mantenendo lo stesso identico livello di
disservizio, sarà oggetto di aumenti tariffari.
Il suddetto convoglio, in partenza alle ore 19,10 da Milano Centrale, doveva arrivare,
senza alcuna fermata intermedia, alle ore 19,51 alla stazione di Piacenza. Vi si è
affacciato alle ore 22.23, 3 ore e 13' per percorrere i 72 km che dividono le due città,
alla folle velocità media di 25 km/ora.
Io stesso, cicloamatore dalle ignobili prestazioni, avrei fatto di meglio, pur in una
giornata di pioggerella come quella odierna.
Segnaliamo che tale pratica di cambio denominazione treno con parti di fantasia è stata
multata per più di 200.000 dall'Antitrust e che proprio oggi Federconsumatori, con
un comunicato stampa, ha annunciato di volere ulteriormente denunciare Trenitalia alla
succitata Autorità per tutta una serie di motivazioni che andiamo ad estrapolare,
definite "particolarmente vessatorie":
- gli abbonamenti Eurostar nono saranno più validi per i treni regionali;
- gli abbonati sono costretti a pagare l´intero abbonamento bidirezionale anche se al
ritorno dal lavoro non esistono Eurostar;
- non è più possibile, come avveniva fino ad ora, per i pendolari Intercity, pagando un
ticket, accedere a un treno Eurostar.
- è stata sospesa la vendita delle IC Pass, che consentono agli abbonati
"regionali" di usare anche gli IC
Queste nuove e particolarmente odiose misure riducono la flessibilità nell´utilizzo dei
treni e aumentano notevolmente i costi, a parità di servizio offerto.
La Federconsumatori, attraverso i suoi avvocati, diffiderà Trenitalia e la denuncerà
all´Antitrust per pratiche commerciali scorrette e per abuso di posizione dominante.
Il tutto in attesa della mazzata finale che si avrà con l'inizio dell'Alta Velocità,
pardon , Voracità.
Altra lettera
Mercoledì ero sul treno delle 7 di mattina diretto a Milano.
I commenti vengono da se: treno regionale veloce trasformato in regionale con tutte le
fermate, partenza prevista alle 7.98 è arrivato alle 8.51 con 51 minuti di ritardo.
Inutile chiedere restituzione di soldi: siamo in Italia, non in Francia dove malgrado
parliamo sempre male dei francesi l'unica volta che ci fu un ritardo di un'ora mi
rimborsarono sull'unghia l'intera spesa in tre ore ....
Lavoro a Piacenza ma per studio vado a Milano alla statale: inutile dire che se per caso
mercoledì avessi avuto un esame invece che un incontro col docente avrei saltato
l'esame....
Altra lettera
Anche oggi (4 dicembre), come ieri, come già da almeno dieci giorni,
una situazione DISASTROSA dei treni regionali sulla linea Bologna - Milano.
Parlo in particolare della situazione di stamattina sul treno 2122 previsto in partenza da
Piacenza alle 7,08:
1) partiamo dai messaggi di avviso: alle 7,05 viene comunicato dall'altoparlante che il
treno è in arrivo, in realtà il treno arriva al binario 15 minuti dopo (non siamo in
primavera, siamo in dicembre con circa 0° C)! Come vengono decisi questi messaggi? Che
cosa vuol dire IN ARRIVO per le Ferroviedellostato ?
2) alcuni minuti prima della partenza del nostro treno (che in teoria effettua solo
fermate a Lodi, Rogoredo, Lambrate) la stazione di PC decide di far partire un locale da
PC a Mi (a sua volta già in ritardo) che effettua tutte le fermate del percorso.
Conseguenza: il nostro treno parte a ruota e va a passo di lumaca, immaginiamo perché
davanti c'è un treno che si ferma anche a S. Stefano Lodigiano! Si può sapere chi è il
responsabile di queste decisioni, in modo da dargli un premio di produttività a fine
anno? Se lo merita!
3) arriviamo a passo di lumaca a Lodi con mezz'ora di ritardo: in questa stazione viene
detto che a ruota c'è un treno regionale-locale che effettua tutte le fermate, mentre
l'altoparlante annuncia che il nostro treno, il 2122, effettua solo le fermate di Rogoredo
e Lambrate.
La realtà ovviamente supera la fantasia: il 2122, a dispetto dell'annuncio, viene
trasformato in locale e si incrementa la lunga agonia verso Milano: a Tavazzano
addirittura c'è l'assalto alla diligenza di un numero impressionante di persone (donne,
anziani, ecc. costrette a stare in piedi pressate nei corridoi dei vagoni). Si può sapere
dove sono finiti i vari locali che effettuano tutte le fermate del percorso (mentre il
nostro dovrebbe fare solo Rogoredo e Lambrate)? Non si poteva indirizzare tali persone sui
successivi treni locali (visto che il 2122 a Lodi aveva già caricato centinaia di
persone)?
4) Si arriva a Rogoredo alle 8,50 con 65' di ritardo. E' possibile? E' corretto non avere
alcuna informazione su quanto successo? E' lontano dalla realtà se si pensa che chi deve
gestire questo traffico lo fa in modo incapace o irresponsabile? Credo che i pendolari
siano disposti a comprendere, con pazienza, i problemi/guasti che possono sempre
succedere: quello che è difficilmente sopportabile è la scarsa ragionevolezza (è un
eufemismo) di certe scelte che vengono effettuate al riparo degli uffici movimento e
soprattutto la mancanza di informazioni che non ci consentono di valutare veramente la
situazione come utenti giornalieri del servizio, inoltre il continuo reiterarsi di
situazioni di questo tipo OGNI (santo) GIORNO!
C'è assolutamente la necessità di maggiore TRASPARENZA sulle decisioni che vengono prese
nelle sale operative che indirizzano il traffico.
Le Regioni stanno rinnovando le convenzioni con Trenitalia. Tenete conto di queste
segnalazioni che in vario modo vi arrivano! Provate anche voi, signori deputati a firmare
le convenzioni, a capire fino in fondo i disagi e le frustrazioni di chi tutti i giorni
prende il treno per recarsi al lavoro. Il nostro paese non sarà comunque eccellente se
realizza l'alta velocità ma non garantisce un servizio di trasporto giornaliero decente
ai tanti cittadini che devono servirsene.
Trovate una soluzione!
La stampa, la televisione, ci aiuti sempre più ad evidenziare queste situazioni che
colpiscono la vita reale delle persone.
5) Ciliegina sulla torta: nonostante sulla stampa recentemente io abbia letto voci
contrarie, in data 02/12 alla biglietteria della stazione a PC mi è stato detto che la
convenzione che prevedeva la gratuità per i pendolari PC-MI del Supplemento sui treni IC,
non è al momento applicabile! Pertanto siamo costretti a prenderci questi regionali:
OTTIMO SERVIZIO, DI BENE IN MEGLIO (oltre al danno la beffa).
Altra lettera
Ennesima beffa ai danni dei pendolari della Valdarda e Piacentini.
Oggi (4 dicembre) il treno regionale 2122 delle 6,52 a Fiorenzuola d'Arda annunciato con
5' minuti di ritardo ed arrivato con 11' di ritardo, arriva a Piacenza.
Qui comincia l'odissea: parte da Piacenza, prima di Lodi viene rallentato e fermato più
volte in mezzo alla campagna senza mai aver ragguagli dal personale viaggiante su quanto
stava succedendo: il capo treno ed il controllore non si sono mai fatti neanche vedere
come oramai succede da mesi. Abbiamo maturato un ritardo di 25'.
Sono le 7.50, il 2122 viene fatto fermare straordinariamente alla stazione di Tavazzano
dove alcuni pendolari, su ns. richiesta, ci dicono che erano 35' che stavano aspettando un
treno in quanto il loro si era guastato. Ci dicono anche che prima di noi avevano fatto
transitare due treni regionali senza che qs. fossero fermati. Naturalmente nessun tipo
d'informazione da parte di nessuno.
Da Tavazzano il 2122 fa da locale arrivando a Milano Rogoredo alle 8.50 ,il che significa
che ha maturato 1h 05' di ritardo, segnalato in stazione, invece, con soli 35' di ritardo.
Ci stiamo stufando, ogni giorno ce n'è una e non è ancora partita l'alta velocità che a
noi pendolari ci complicherà un volta di più la vita.
Chiediamo all'assessore Peri che si vanta di essere l'unico in Italia ad avere un
contratto di servizio, primo di far valere questo contratto nei confronti di Trenitalia,
secondo che non si fanno contratti con soggetti che non sono in grado di mantenere oltre
alle promesse, neanche ciò che loro stessi firmano.
Altra lettera
R2122, 4 dic 2008, per la cronaca: a Fiorenzuola partenza con 9' di
ritardo;
Prima dell'ingresso a Codogno 10' fermi in mezzo alla campagna (in attesa di incrocio con
Eurostar) e poi a velocità rallentata fino a Lodi: qui annuncio che R2122 fermava a
Rogoredo, Lambrate e Centrale.
A Tavazzano le persone sono scese sui binari e hanno costretto il treno a fermarsi (un
pendolare ha filmato la scena e ha detto che l'avrebbe mandata a Striscia La Notizia) dopo
che avevano soppresso 2 treni che la gente era sul binario da un'ora e che continuavano ad
annunciare ritardi incrementando il valore di 10' ad annuncio.
A Tavazzano le persone hanno avuto a disposizione 2 sole porte aperte su tutto il treno
(con i comprensibili tempi necessari perchè tutti salissero, ... visto che eravamo in
ritardo).
Da Tavazzano ha fatto tutte le stazioni fino a Milano centrale.
A Melegnano hanno invitato la gente a non salire sul R2122 perché c'erano altri 2 treni
in arrivo (ma noi abbiamo continuato a fare tutte le stazioni).
Nessun annuncio dall'interfono sul treno.

Nuovi orari: peggio di quelli di 70 anni fa!
(30/11/2008)
Non sono un pendolare, ma viaggio piuttosto spesso e credo di conoscere
abbastanza bene le nostre ferrovie spazzatura. Volendo avere qualche informazione in più
sul prossimo cambio d'orario, mi è stato segnalato da un amico il vostro sito: quello che
Trenitalia ci propone è a dir poco sconcertante.
La mia passione mi ha fatto sorgere una curiosità: come si viaggiava una volta? In casa
ho alcuni orari d'epoca così ho fatto un confronto.
Premetto che la Milano - Bologna è stata elettrificata nel 1938.
Partiamo dal 1940:
L'accelerato 1352 partiva da Piacenza alle 6.55 e arrivava a Milano Centrale, saltando
solo S. Zenone dopo 1h e 21' : confrontare con il R 20420 (1h e 54' a Garibaldi).
L'accelerato 1354 partiva da Piacenza alle 8.45 con arrivo in Centrale, fermata in tutte
le stazioni, dopo 1h e 30' : confrontare con il R 20400 (1h e 16' a Garibaldi) che di
fermate ne salta un bel po'...
Il diretto 30, partiva da Piacenza alle 9.31 per arrivare in Centrale alle 10.35:
confrontare con il R 2276 (1h 2').
Il diretto 115 (biglietto ordinario) partiva da Milano Centrale alle 13.20 per essere a
Piacenza alle 14.24, saltando parecchie fermate: confrontare con il fatto che non ci sono
più treni a tariffa ordinaria con percorrenza veloce in quella fascia oraria...
Il diretto 153 partiva da Centrale alle 16.30 e arrivava a Piacenza alle 17.35: il nonno
del 20423 (1h 39').
L'accelerato 1363 partiva da Centrale alle 17.15 e saltando Melegnano arrivava da voi alle
18.45: confrontare con 20425 (1h 36' da Garibaldi).
L'omnibus 3367 (il peggio del peggio, sola terza classe e servizio merci): 18.18 - 19.43
contro l'attuale 20429 (1h 47'), non commento.
Ma veniamo ora al 1933 con trazione a vapore.
L'offerta era minore rispetto al 1940 e ad oggi, ma vorrei farvi notare alcune curiosità:
L'accelerato 1352 partiva da Piacenza alle 6.00 e arrivava in Centrale dopo 1h e 55' : il
20420 (1h e 54' a Garibaldi) viaggia con locomotori elettronici...
Il diretto 36 partiva da Piacenza alle 8.45 per arrivare in Centrale alle 10.00: non molto
di più del 20400.
C'era sempre il collegamento veloce a prezzo ordinario: p.12.50 a.14.04.
La sera non era meglio di oggi.
In conclusione possiamo vedere come i miglioramenti delle Ferrovie italiane in 75 anni
siano stati quasi nulli; tutto rimarrà uguale anche con la TAV: grazie Mauro Moretti,
grazie dirigenti FS...

Il sogno dei pendolari (24/11/2008)
Ecco la Locomotiva E.402B che
potrebbe portare i pendolari piacentini a Milano in 20 transitando sulla linea ad
alta velocità. Può viaggiare sia sulla linea storica alimentata a 3KV-DC che su quella
veloce a 25KV-AC. Raggiunge i 200 km/h ed è in produzione dal 1998. Le ferrovie hanno
sempre negato la possibilità per i nostri treni di viaggiare sulla linea veloce perché
incompatibili, invece questa possibilità esiste.
Cara Santa Lucia portaci presto questo bel trenino. Se lo chiediamo tutti insieme forse lo
otteniamo.

Le richieste dei pendolari (24/11/2008)
Di seguito ecco le richieste che la nostra associazione ha preparato
per lorario ferroviario in vigore dal prossimo 14 dicembre.
1) Ripristinare il tempo di percorrenza massimo di 50 minuti nella tratta PC - MI Centrale
(o Greco Pirelli) per i treni: R2272, R2122, R2912, R2274, R2276, R2283, R2287; mantenendo
le fermate di Lodi, Rogoredo e Lambrate.
2) Ripristinare i treni Interregionali che nel corso degli ultimi anni sono stati
sostituiti da treni regionali lenti o da treni Intercity (es. ex IR2133; IR2139; IR2141).
I treni IC infatti non effettuano tutte le fermate pendolari e costano di più. Per la
tratta su Milano il tempo di percorrenza complessivo non deve superare i 50 minuti, con
fermate a Lambrate, Rogoredo e Lodi.
3) Non allungare i tempi di percorrenza dei treni: R20420; R20424; R2274; R20400; R20419;
R20423; R20425; R20427; R20429; R20431; R20433; R20409; R20437; R2285.

Nuovo orario 14 dic 2008: Massacrata la
linea Piacenza-Milano (17/11/2008)
Lo scorso 14 novembre lassociazione pendolari di Piacenza ha
partecipato allincontro in regione Lombardia sulle nuove proposte FS per
lorario ferroviario che entrerà in vigore il 14 dicembre. Lassessore ai
trasporti Cattaneo, oltre alle ferrovie, ha invitato allincontro tutte le
rappresentanze pendolari regionali, affiancate dalle relative amministrazioni comunali e
provinciali. Solo noi piacentini eravamo da soli. A differenza di quanto avviene da noi,
è stata ammessa la stampa e a tutti i presenti sono state fornite le bozze dei nuovi
orari. Abbiamo espresso tutta la contrarietà per le modifiche sulla PC-MI, ricevendo il
sostegno dei pendolari e amministratori lodigiani che come noi subiranno le stesse nefaste
ripercussioni. Lassessore Cattaneo, che era stato critico sulla prima bozza,
stavolta era decisamente favorevole alle proposte FS, risultato di pesanti compromessi che
fanno della Piacenza-Milano una delle tante tratte destinate al martirio.
Lassessore, a cui va riconosciuta la capacità di entrare nel merito delle singole
problematiche, ha avuto il suo da fare per cercare di convincere, con motivazioni e modi
assai discutibili, i tanti pendolari che implacabilmente gli snocciolavano le cifre del
futuro disastro.
Per quanto ci riguarda i rallentamenti imposti ai nostri treni sfiorano
in certi casi i 20, con tempi di percorrenza anche di molto superiori allora e
mezza. La palma doro del treno lumaca spetta allR20420 (7.01 da PC) con 1h e
54 per arrivare a Porta Garibaldi. Quasi 2 ore per percorrere poco più di 70 km,
con velocità da ciclomotore. Il regionale 20424 (7.39 da PC) arriverà a Garibaldi dopo
1h e 41. LR2274 (7.59 da PC) verrà probabilmente istradato sulla linea lenta
tra Rogoredo e Lambrate, solo così si spiegano i 12 previsti per coprire i 6 km tra
le due stazioni, a una media di 30 km/h. Il successivo R20400 delle 8.45 subirà un
allungamento netto di 7 e leliminazione della firmata di Milano centrale.
Sembra sparito lR2036 delle 9.32 e di 2 viene rallentato anche il successivo
R2276.
Al ritorno, il regionale 20419 partirà da Garibaldi alle 13.51 per
arrivare a Piacenza alle 15.28, +8. Idem per lR20423 che passerà dalla già
assurda ora e 29 alla deprimente ora e 39; procediamo con lR20425, 1h
36 con 11 di allungamento. 3 in più anche per lR2283 delle 17.20
e 4 allR20427. Palma doro per il ritorno allR20429, oggi in
partenza alle 17.56, sarà anticipato di 16 per arrivare 1 dopo, con un tempo
di percorrenza totale di 1h e 47. Anche lR20431 in partenza alle 18.07 dal
Greco Pirelli perde 4 di percorrenza, altri 2 aggiunti al successivo R2285
delle 18.20 per Bologna. Sparisce da Centrale il comodo R20433 delle 18.27, era
lancora di salvezza quando il superaffollato Bologna si guastava. LR20433 ora
partirà da Lambrate un minuto prima del Bologna e arriverà più tardi a Piacenza, con un
rallentamento netto di 10. Non sfugge nemmeno lR20409 (18.50 da Lambrate) che
arriverà a Piacenza 6 dopo. 2 vengono aggiunti anche allR2287 (19.15 da
Centrale) e stessa sorte tocca allR20437 che verrà anticipato di 11 (da
Garibaldi alle 19.51) per giungere a Piacenza alle 21.30!
In controtendenza i treni della Milano-Mantova che su Codogno diventano mediamente più
veloci.
Con questi rallentamenti le FS cercano di mostrare, come già fecero
nel 2005, che il servizio sarà puntuale ed affidabile. Sappiamo bene che non è così e
che lallungamento dei tempi di percorrenza non migliora affatto i collegamenti.
Lassessore Cattaneo ha cercato di confortarci annunciando che col nostro assessore
Peri sta pianificando laggiunta di un paio di treni per noi pendolari di confine.
Niente illusioni, non si tratta dei treni sulla TAV che chiediamo da anni, ma dei soliti
treni lumaca, giusto per dare qualche soldo in più alle ferrovie che ci ricambiano con
limmondizia di queste tracce orarie da servi della gleba. Non abbiamo bisogno di
nuovi treni, ce ne sono già abbastanza, vogliamo che tornino ad essere veloci: massimo
50 minuti sulla linea storica tra PC e MI Centrale. Pretendiamo anche quanto ci è
dovuto per contratto, con i treni pendolari sulla TAV già da dicembre prossimo, che ci
portino a Milano in 20 minuti, altrimenti andremo per vie legali. Per anni ferrovie e
amministratori regionali ci hanno garantito che con lalta velocità la nostra linea
sarebbe migliorata. Dove sono i miglioramenti?
I signori delle ferrovie intendono inserire sulla TAV un mare di Eurostar che dovendo
raggiungere Milano centrale si devono prima o poi innestare sulle tratte pendolari. Il
collo di bottiglia resta Milano che obbligherà i nostri treni a lunghe soste e
allistradamento sulle linee lente.
Per lennesima volta le FS si prendono gioco di migliaia di
pendolari e di tante amministrazioni. Ancora una volta la classe politica, a prescindere
dal colore, accetta le scelte imposte dalle ferrovie. Ancora una volta non ci sentiamo
tutelati di fronte alla tracotanza di una classe dirigente che sta smantellando il
servizio ferroviario pendolare. Dobbiamo rimboccarci le maniche, spetta solo a noi
cambiare questo stato di cose.

14 dic 2008: via gli IC arrivano gli inutili
ma costosi EScity (17/11/2008)
Le ferrovie continuano a lucrare sui viaggiatori. Dal 14 dicembre molti
IC cambiano solo il nome per far pagare un biglietto più salato ai viaggiatori (pendolari
inclusi)!
Se sei stufo di subire queste angherie comincia a scrivere a ferrovie,
politici e amministrazioni fino a quando non ti daranno ascolto. Senza l'impegno di tutti
con questa gente non si ottiene nulla.
Tabelle di confronto IC prima
e dopo il 14 dicembre 2008 (PDF 33Kb)

Provincia e Comune chiederanno la TAV per i
treni pendolari (27/8/2008)
A seguito dell'ulteriore incontro avuto a fine luglio con Provincia e
Comune di Piacenza le amministrazioni sembrano essersi convinte della necessità di
pretendere il rispetto dell'accordo firmato a suo tempo
con le ferrovie che prevedeva la definizione del servizio sulla linea ad alta velocità in
funzione delle esigenze del territorio piacentino.
Poiché i rapporti con le ferrovie sono sempre difficili le amministrazioni contatteranno
i parlamentari piacentini per sottoporre anche a loro la questione e contare sul loro
intervento.
Le nostre insistenti richieste sembrano aver aperto un varco nel muro
che si era creato contro la nostra proposta. Nell'attesa di un concreto risultato (la TAV
entrerà in funzione a dicembre 2008!), continuiamo a sostenere che l'arma migliore nei
confronti delle ferrovie sia quella legale. Per fortuna l'accordo
in possesso delle amministrazioni ci da una grande forza nei confronti dello strafottente
atteggiamento delle ferrovie.
Altre opinioni sulla questione su:
http://piacenzasette.blog.kataweb.it/2008/07/30/obiettivo-30-minuti/

Ecco i documenti
che assicurano la TAV ai pendolari (17/6/2008)
Rendiamo noti alcuni degli accordi e relativi atti che consentono a
Comune e Provincia di Piacenza di pretendere dalle ferrovie l'utilizzo della linea ad alta
velocità anche per i viaggiatori pendolari.
La linea ad alta velocità entrerà in funzione tra pochi mesi è
necessario che Comune e Provincia pretendano immediatamente il rispetto dell'accordo
accogleindo le richieste dei pendolari e della nostra associaizone.
Accordo su TAV 1 di 3
(PDF 850Kb)
Accordo su TAV 2 di 3 (PDF 830Kb)
Accordo su TAV 3 di 3 (PDF 1160Kb)
Per altre informazioni sull'accordo clicca
qui.

Comune e
Provincia possono chiedere la TAV per i pendolari (9/6/2008)
Un nostro iscritto ci ha consegnato un interessante documento
ufficiale, a tutela dei pendolari, che risale a una decina di anni or sono. Si tratta di
un accordo rimasto, chissà come mai, sepolto per anni negli archivi delle nostre
amministrazioni. A dispetto del tanto tempo trascorso però questo accordo è ancora
attualissimo. Impone alle ferrovie stringenti vincoli in favore dei pendolari, per i
servizi che verranno offerti sulla tratta ad alta velocità. Quei vincoli dovranno essere
rispettati già allentrata in funzione dellalta velocità, quindi tra pochi
mesi.
Stipulato a Roma il 23 luglio 1997, porta la firma del Prof. Rino Curtoni e del Dr.
Giacomo Vaciago rispettivamente per la Provincia e il Comune di Piacenza, dellIng.
Roberto Renon per la TAV (Treno Alta Velocità) S.p.A e delling. Angelo Caridi per
il Consorzio CEPAV UNO. Laccordo è stato anche approvato dalla Conferenza dei
servizi, come condizione necessaria per lapprovazione dellimpatto ambientale
legato al transito dellalta velocità nellarea piacentina. Lo stesso contratto
è stato anche approvato localmente dal Comune di Piacenza con un Atto di assenso firmato
lo stesso giorno.
La parte importante per noi pendolari sta in un punto di pagina 6 dove si stabilisce la
tipologia dellesercizio ferroviario che verrà fornito sulla nuova tratta ad alta
velocità. Con laccordo si esprime definitivo parere positivo: rispetto al
quadro trasportistico ed alla tipologia di esercizio ferroviario cui sarà destinata la
nuova linea rappresentato nel programma di esercizio trasmesso alla Regione Emilia-Romagna
e agli Enti Locali e relativo al trasporto di persone e merci su tale linea, sia in
termini di modello di esercizio che in termini di offerta di trasporto. In merito, le
parti si danno reciprocamente atto che la effettiva offerta ferroviaria sarà
definitivamente fissata allatto dellattivazione dei relativi servizi e sarà
commisurata alla domanda di trasporto effettivamente riscontrata sul territorio.
In questa frase si fa esplicitamente riferimento alla nuova linea ferroviaria
dellalta velocità, ora in fase di ultimazione, affermando che lofferta,
fissata allatto dellattivazione, dovrà essere commisurata alla domanda di
trasporto riscontrata sul territorio, quindi calibrata sui fabbisogni locali definiti in
ambito provinciale e comunale. Non per nulla Provincia e Comune di Piacenza sono i
firmatari controparte delle ferrovie, rappresentate da TAV e CEPAV UNO.
A questo punto il Comune e la Provincia dispongono di uno strumento molto potente, con
validità legale, per esigere nuovi servizi in favore dei pendolari piacentini. Con questo
accordo le nostre amministrazioni potranno ufficialmente richiedere, nonché pretendere
dalle ferrovie che la tratta ad alta velocità venga utilizzata anche per la moltitudine
di pendolari che hanno la quotidiana esigenza di recarsi per esempio da Piacenza
direttamente nelle stazioni di Milano. Ricordiamo che utilizzando la tratta ad Alta
Velocità sarà possibile arrivare a Milano Rogoredo, Lambrate e Centrale in circa 20/30
minuti.
In vista della prossima apertura del tratto in questione è quindi urgente intervenire nel
processo di definizione degli orari e dei treni che transiteranno su quella tratta.
E necessario che Comune e Provincia, dopo aver fatto proprie le proposte che la
nostra associazione ha elaborato in merito allutilizzo dellalta velocità per
i pendolari, forti dellaccordo firmato, convochino le controparti ferroviarie per
chiederne lapplicazione e contrattare, con la consulenza di noi pendolari, le
modalità di utilizzo della linea ad alta velocità in termini di numero di treni
pendolari, tempi di percorrenza, cadenzamento e fermate degli stessi nelle stazioni di
Milano.
Visti i tanti buoni propositi espressi dalle amministrazioni in favore dei pendolari, ci
sembra naturale, nellinteresse di tutto il popolo di viaggiatori ferroviari
piacentini e non solo, che le nostre amministrazioni intraprendano detta azione nei
confronti delle ferrovie con la massima celerità e impegno. Da parte nostra forniremo
tutto laiuto mettendo a disposizione le nostre competenze per evitare che interessi
estranei a quelli dei pendolari ostacolino questazione favorendo chi invece vuole
lalta velocità come un privilegio per pochi, imponendo ai pendolari un trasporto
ferroviario sempre più degradato nei tempi di percorrenza, nei cadenzamenti e nei servizi
offerti.

A cosa
serve l'assistente di Linea, impariamo ad utilizzarlo (13/11/2006)
Da alcuni anni sulla tratta Milano-Piacenza è attivo un assistente di
linea che dovrebbe ascoltare i bisogni dei viaggiatori e intervenire in tempo reale per la
risoluzione di problemi come la sostituzione di treni soppressi o in ritardo.
Il suo recapito telefonico è:
335 7679110
Utilizziamolo tutte le volte che abbiamo necessità, lui è al servizio
dei viaggiatori.
Spargete la voce.

Dossier
Borgofaxhall (14/10/2006)
Nel corso della serata organizzata da "Piacenza Rivista", lo
scorso 12 ottobre presso lo Spazio Rosso Tiziano, la nostra associazione ha presentato un dossier (Rev08.zip - 1Mb) che racconta
la lunga e travagliata storia che ha portato alla pesante cementificazione dell'ex area
SEA SIFT, prevista in origine per uso pubblico. Poiché i progetti in quell'area
continuano a susseguirsi, certi che la conoscenza dei fatti sia l'unico modo per
scongiurare ulteriori danni, invitiamo tutti a prendere visione di come sono andate
veramente le cose.

Da Piacenza a Milano in 20 minuti!
(18/7/2006)
 |
Presentiamo finalmente una soluzione che potrebbe
cambiare la vita a migliaia di pendolari. Velocizzare i collegamenti tra l'Emilia
occidentale e Milano rendendo dignitosa l'esistenza di noi pendolari è possibile. Per
ottenere tutto questo dobbiamo fin d'ora chiedere alle amministrazioni locali che si
facciano promotrici dell'iniziativa e che tale progetto venga inserito nei programmi delle
formazioni politiche che intendono tutelare i diritti di noi cittadini, soprattutto in
vista delle future elezioni comunali, provinciali e regionali. |
E' arrivato il tempo in cui il servizio ferroviario deve davvero
potersi definire tale e la tratta ad alta velocità, costruita con i soldi di noi
cittadini, può costituire un'enorme vantaggio per i pendolari piacentini ed emiliani
diretti a Milano e combattere il disastroso monopolio di Trenitalia.
Ecco la proposta della nostra
associazione (PDF 88Kb). Spargete la voce.

Il bando di gara della regione: Un regalo al futuro
gestore? (17/7/2006)
In questi giorni in regione si discute il bando di gara con cui la
regione intende appaltare il servizio ferroviario regionale. Da quanto sappiamo sembra che
si tratti del solito documento molto generico che lascerà mano libera al futuro gestore,
con penali ridicole che incentiveranno la riduzioni delle carrozze e la soppressione dei
treni, senza punire adeguatamente i ritardi e senza richiedere un servizio adeguato.
Chi fosse interessato troverà in questo documento (133Kb) tutte le nostre
osservazioni. Invitiamo tutti a far pressione sull'amministrazione regionale affinché
ascolti le nostre richiestele (indirizzi.pdf; indirizzi.doc).
Ricordiamo inoltre che la nostra associazione sta preparando una
proposta per la gestione efficiente, NON affidata a Trentilaia, dei collegamenti Parma -
Piacenza - Milano quando la linea ad alta velocità sarà disponibile. Sappiamo che
Trenitalia e Regione Emilia Romagna faranno di tutto per affondare il nostro progetto che
prevede fortissime velocizzazioni del servizio per chi è diretto a Milano Rogoredo,
Milano Lambrate e Milano Centrale. Abbiamo bisogno del vostro sostegno, a breve
diffonderemo tutti i dettagli.

Altri articoli sui
disservizi ferroviari 2006
Per altri articoli, analisi e
lettere sul nuovo orario ferroviario clicca qui

Lettera
aperta ai consiglieri della Lombardia sui blocchi totali della circolazione "solo per
alcuni" (7/7/2006)
Scarica lettera
(.txt 5Kb)

A casa i
dirigenti FS raccomandati, lottizzati o incompetenti! (30/1/2006)
Parte la campagna contro quella parte della classe dirigente FS che sta
distruggendo il servizio ferroviario e sta cercando di aumentare i profitti sulla pelle di
noi viaggiatori.
Se vuoi contribuire a ripulire le Ferrovie dai raccomandati scarica
l'email già pronta con gli indirizzi, se vuoi modificala, e poi spediscila.
Email in formato .eml
(4Kb)
Email in formato .txt
(2Kb)

Mappa del sito
l Il
Consiglio Direttivo
l La nostra sede
l Chi siamo ¾¾ l Lo Statuto
æ
l La Consulta
æ
æ
l FS ¾¾¾¾¾
l Richieste alle FS
Home ¾á¾ l Attività ¾¾
l Amministrazioni
locali
è
l Archivio
è
è
l Informazioni
utili e segnalazioni
Sei il visitatore n°:
Accesso al sito: Il nostro sito è accessibile anche
tramite i motori di ricerca più comuni oppure utilizzando i seguenti indirizzi più
semplici da ricordare:
pendolari.piacenza.too.it oppure pendolaripiacenza.too.it oppure pendolari.too.it
Questi indirizzi, sebbene più semplici, presentano
l'inconveniente di mostrare dei banner pubblicitari sullo schermo a cui la nostra
associazione è totalmente estranea. Se desideri vedere il nostro sito senza banner
pubblicitari utilizza soltanto l'indirizzo:
http://digilander.libero.it/pendolaripiacenza/
Un consiglio per la consultazione: Se vuoi leggere le notizie riportate
sul nostro sito senza restare collegato a lungo ti consigliamo di scaricare le pagine che
ti interessano sul tuo disco rigido (scegliendo l'opzione "Salva con nome" dal
menù "File"). Potrai così leggere le pagine con calma una volta chiusa la
connessione Internet.
(Questo sito è stato ottimizzato per Internet Explorer 5.0, risoluzione dello
schermo 800x600)
Questa pagina è stata aggiornata il 12/11/09.
|