www.sodapop.it
Mirafiori Kids - Nove Pezzi Del Rompicapo Mondiale (Autoprodotto, 2001)
Bentornati! Dopo nove anni dal loro primo omonimo lavoro (uscito per Circus/Blu Bus) e un 7", qui per intero riproposto, ecco il secondo lavoro che li presenta con lievi cambi di formazione e la partecipazione di Lalli in quattro pezzi. Completamente autoprodotto, e di questo ne parlano ampiamente nel libretto accluso. È quel genere di dischi che sgorgano dal cuore, istintivi e sinceri, che scaldano, scuotono dal torpore, ti fanno sentire meno solo e impotente. Punk rock melodico con ruvide chitarre in evidenza. Testi spontanei ed ispirati che guidano su sentieri di antagonismo, lotte antimperialiste e anti-globalizzazione. Parlano dei nostri sogni di uguaglianza e libertà, di storia e di memoria, soprattutto, in un periodo in cui la memoria si è persa e il qualunquismo sta pericolosamente annebbiando la capacità di leggere chiaramente gli avvenimenti. Più curato, articolato ed ispirato del precedente; dischi come questo sono sempre più rari nel nostro panorama musicale. Dischi da tenere stretti e valorizzare, diffondere, rispettare. Da segnalare le "cover" di Tenco e Stormy Six (rispettivamente E Poi Ci Diranno e Dante Di Nanni), un pezzo scritto da Stefano Giaccone dei Franti e alcuni pezzi belli come La Distrazione e Il Seme Della Rivoluzione o commoventi come Ritorneremo Sulla Langa.
Contatti: Gianni Sappa, via Podgora 35, 10100 Torino; tel. 011.3173366; e-mail: mirakidz@mailcity.com; sito web: www.geocities.com/sunsetstrip/towers/1163.
Daniele Briganti
"Liberazione", 24 ottobre 2002
La colonna sonora della lotta del movimento per la pace

"Not in my name" (non in mio nome, non per conto mio), il cd contro la guerra realizzato per "Suoni di Liberazione", è pronto. Da oggi al 9 novembre, data in cui uscirà nelle edicole, il giornale ospiterà un lungo count-down (conto alla rovescia) scandito giorno per giorno dal racconto di un brano, della sua storia e di quella degli artisti che l'hanno registrato sul nostro disco. Pian piano sveleremo così l'elenco delle canzoni (quello che in gergo si chiama title-track) fino a comporre, proprio nel giorno dell'uscita in edicola il quadro completo dei brani e degli artisti.
Ora che la meta è quasi raggiunta possiamo dirlo: non è stata un'avventura facile. Da tempo con Paolo Pietrangeli si pensava di realizzare un disco contro la guerra, contro l'idea stessa di guerra, ma al momento di mettere su carta il progetto ci eravamo accorti che la mole immensa di materiale musicale disponibile rendeva difficile il compito e ardua la scelta. Lavorando di lima e di scalpello confrontando i nostri gusti (che, come è giusto, non sempre convergono) si era definito un elenco di trentasei titoli con dolorose rinunce. Troppi per poter essere raccolti in un disco solo. A quel punto, però, si è deciso di non scegliere, ma di fermarsi lì e passare ad altri la palla. Con l'aiuto e la partecipazione attiva di Mick Anelli, cantante, chitarrista e frontman dei Groovers (che, tra l'altro, si è "sciroppato" l'ingrato compito di mettere le pezze giuste agli inevitabili disguidi nei rapporti con le band), abbiamo lanciato un appello a tutti i gruppi e gli artisti italiani da tempo impegnati su quest'argomento. Il succo del discorso era il seguente: "Scegliete un brano tra questi trentasei, fatelo vostro e reinterpretatelo per Liberazione". Il miracolo s'è compiuto. Nonostante il pochissimo tempo a disposizione ce l'abbiamo fatta. Il risultato finale è un lavoro interessantissimo sia sul piano politico-musicale che su quello tecnico. Nel corso dei prossimi giorni, per rispettare il "giochino" del disvelamento progressivo racconteremo di più sia sugli artisti che sui brani anche se non riusciamo a tenere ancora segreto un evento il cui valore va al di là del CD: il ritorno in sala di registrazione di Tommaso Leddi e Umberto Fiore, cioè il chitarrista e il cantante dei leggendari Stormy Six, che hanno "regalato" a Liberazione un brano originale. Per i pochi fortunati che hanno già potuto ascoltarlo è stata una forte emozione risentire l'inconfondibile voce de "La fabbrica" e di "Stalingrado" uscire dalle tracce del master. Il ritorno (sia pur parziale) di un pezzo della storia musicale di questo paese non è l'unica sorpresa di un disco concepito per essere colonna sonora alla lotta del movimento per la pace e che, traccia dopo traccia, si rivela capace di emozioni e sensazioni forti. La maggioranza dei brani proposti sono conosciuti, si va da Dylan a Fossati, da Country Joe McDonald a De André, da Lennon a Tenco, da Pietrangeli a De Gregori, ma appaiono "nuovi" perché ciascuno è "ripensato" e filtrato attraverso la personalità degli interpreti. Questo avevamo chiesto agli artisti e questo ci hanno regalato mescolando i generi e finendo per disegnare una caleidoscopica rassegna dei linguaggi principali della musica di oggi. Come si è già detto, da domani inizierà la lunga cavalcata di presentazione dei quindici brani e dei quattordici artisti che ce li hanno regalati. Oggi, però, è tempo di ringraziamenti per chi sul disco non compare: i tecnici degli studi, i corrieri improvvisati e tutti quelli che con il loro lavoro hanno reso possibile il miracolo. Un grazie grande come un castello con annesse scuderie va, infine, a Daniele Denti, l'indimenticato chitarrista dei Settore Out passato poi alla live band di Gianna Nannini. Anche lui, per "Liberazione", è uscito dal suo guscio ed è tornato in sala per curare il missaggio finale di questo disco. Aveva accettato di perdere "qualche minuto giusto per dare un'occhiata" e, dopo aver ascoltato il materiale, si è tolto la giacca, ha disdetto tutti gli impegni e ha curato l'intera fase della produzione. Sulla copertina del disco il suo nome non c'è perché la sua è stata una sorpresa imprevista. Insomma, in un periodo in cui da più parti si criticano gli artisti italiani perché, pur prendendo posizione contro la guerra, faticano a elaborare un progetto collettivo, "Liberazione" ha fatto un piccolo miracolo. Si intitola "Not in my name", è un cd che ci piace moltissimo e che dal 9 ottobre tutti potranno acquistare in edicola al prezzo di 8 euro.
Gianni Lucini

LIBERAZIONE 30/10/2002
NOT IN MY NAME - compilation contro la guerra
Suoni di Liberazione

Mirafiori Kidz «E se ci diranno»

Il Cd giorno per giorno
Nella cultura popolare che, come insegna Gramsci è, in fondo, la memoria collettiva di un paese, Luigi Tenco è rimasto prigioniero di un mito romantico inventato e raccontato dai rotocalchi in quella tragica notte del 26 gennaio 1967 quando, dopo aver cantato sul palcoscenico del Festival di Sanremo, si suicida nella sua camera d'albergo con un colpo di pistola alla testa. Di lui, infatti, oggi si ricordano quasi esclusivamente le bellissime e poetiche canzoni d'amore e non la ricca e originale produzione più "politica".
Quello che emerge dalle lacrimevoli biografie è, in realtà, un personaggio falso. Luigi Tenco era un compagno dagli occhi aperti, capace di straordinarie sintesi poetiche della realtà e delle ragioni di chi voleva e vuole cambiarla.
Abbiamo ritenuto quasi un dovere inserire in un cd come "Not in my name" la sua "E se ci diranno". E, come accaduto per i Marmaja con "Il disertore", anche qui c'era un gruppo che vantava una sorta di "diritto di prelazione" nei confronti del brano. Erano i Mirafiori Kidz, una band che nel 2000 aveva inserito questa canzone nell'album "Nove pezzi del rompicapo mondiale" e che ne ha fatto uno dei punti fondamentali delle sue esibizioni dal vivo. Prima di accettare la disponibilità di altri artisti a cimentarsi sul brano abbiamo perciò voluto parlare direttamente con loro. La trafila è stata la stessa di tutti gli altri, semplice e rapida: telefonata («siete disposti a regalare un brano per un cd contro la guerra da allegare a Liberazione») e accordo trovato senza troppe spiegazioni.
La versione contenuta in "Not in my name" è stata registrata dalla formazione dei Mirafiori Kidz al gran completo con Giovanni Sappa che canta e suona il basso, Armando Casaroli alla chitarra, Paolo Fara alla chitarra e ai cori e Flaviano Sciarpa alla batteria. Musicalmente esplosiva aggredisce l'ascoltatore con un chitarrismo da murales, tipico dei primi Gang e dei primi Litfiba. L'esecuzione è in linea con la definizione che del gruppo ha dato un critico come Federico Guglielmi del magazine "Mucchio Selvaggio": «un rock and roll solido nelle strutture ed evocativo nelle atmosfere, dotato però della forza interiore e dell'indole barricadera tipica della miglior canzone popolare».
Nel testo hanno introdotto una leggera modifica alla versione originale scritta da Tenco. Nella struttura domanda-risposta che il cantautore mutua dalla tradizione popolare lasciano intatta la domanda («E se ci diranno che per rifare il mondo/ c'è un mucchio di gente da mandare a fondo/ noi che abbiamo visto troppe volte ammazzare/ per poi dire troppo tardi è stato un errore… E se ci diranno che è un destino della terra/ selezionare i migliori attraverso una guerra/ noi che ormai sappiamo che i più forti/ sono sempre i primi a finire morti…») ma giocano a creare suspense nella risposta ritardando fino alla quarta ripetizione il "no" con il quale Tenco accompagna ogni ritornello «Noi risponderemo, noi risponderemo…». Ne esce una versione sospesa che prende per mano l'ascoltatore e lo porta a cantare sull'ultima, decisiva presa di posizione, il suo "no" rispetto all'infinito. No, alla guerra, alla società e al sistema che la genera.
Gianni Lucini

A rivista anarchica 4/5/2001
Musica&Idee - Mirafiori Kidz
"Perchè ci rimane in testa un qualsiasi motivetto del cazzo... (vedi testo completo)

Riecco. Dopo qualche anno di silenzio ufficiale (ben sette ne sono passati dall'album di esordio, quello con in copertina il bambino con la kefiah, una pistola in mano e due occhi grandi così, ma loro non avevano mai smesso di suonare), i Mirafiori Kidz con un nuovo cd. Il testo che ho riportato qui sopra è la presentazione scritta nell'inlaycard: l'ho messa per intero, non me la sentivo di ritagliare nemmeno una parola. Sembra che dal loro primo lavoro su Blu Bus il tempo non sia passato: ancora le loro canzoni evocano quelle atmosfere "combat" tante care al gruppo (ed ai numerosi sostenitori) sin dagli inizi, anzi la formula viene riproposta con rinnovata energia e maturate capacità tecniche.
Questa è musica intrecciata a passione e sudore che si traduce in amori Clash mai rinnegati, chitarre ruvide al punto giusto e base ritmica martellante ed operaia. I testi sono impegnati/militanti e scritti di getto, con quel pizzico di sincerità che manca ad altri gruppi altrettanto impegnati sì, ma che mirano anche se non proprio alla classifica, almeno alla bella recensione su carta patinata. Questo è una specie di album concept dedicato al sogno della rivoluzione in cui si incontrano partigiani e terroristi, il Subcomandante Marcos seduto dietro a Che Guevara in viaggio in motocicletta (disegnati in copertina, oltre che citati tutt'e due qua e là) e un pezzetto cospicuo delle mille facce incontrate alle manifestazioni di piazza e ai concerti nei centri sociali.
Si distinguono un remake rock/pestone di E se ci diranno di Luigi Tenco, Incontrandoti per caso scritta da Stefano Giaccone /ex Franti), un'autocitazione dell'anthem Torneremo sulla Langa e una versione di Dante di Nanni che scandisce ulteriormente l'ingresso degli Stormy Six nella Hall of Fame rivoluzionaria per acclamazione popolare.
Impossibile non notare la partecipazione di Lalli: voce stupenda, da vent'anni sulle barricate sonore. Impossibile non notare anche la voce dei figli piccoli di uno dei componenti, testimonianza semplice e, se vogliamo, commovente di come riuscire a trasmettere certi amori solo tenendo un bambino per mano. L'album è autoprodotto e non viene distribuito commercialmente: lo potete però trovare ai concerti del gruppo e in qualche centro indipendente, oltre che nella lista di Musica per A.
Marco Pandin

Rockit 22/7/2000
[AAVV] Fuori dal Mucchio vol.2 - Compilation
Sono nove le bands riunite in questo cd che racconta la scena combat-folk italiana, cioè la scena costituita da quei gruppi che uniscono la musica folk all'attenzione per i testi socialmente impegnati (combat). La compilation è prodotta dal settimanale Mucchio Selvaggio e riesce a fotografare bene il panorama, beccando sia i gruppi minori che quelli principali: primi fra tutti i Modena City Ramblers, che col loro primo demo ("combat-folk") coniarono il termine che descrive il genere stesso, e che per questa occasione hanno messo a disposizione il brano live "La banda del sogno interrotto", pezzo che sicuramente avrete sentito ai concerti dei Modena, con un testo contro la mafia e in sostegno a tutti i veri siciliani.
Tra i gruppi presenti nel cd sono confermate le qualità e le capacità di Tupamaros e Folkabbestia!, gruppi che già apprezzavo e conoscevo, mentre scopro con piacere i pugliesi Pseudofonia che azzeccano due bei brani su due: Fermento e la trascinante Galleggiare; spero di ricevere presto del materiale per parlarvene ancora.
I torinesi Mirafiori Kidz (il nome è tutto un programma!), invece, sono un gruppo non proprio folk, ma piuttosto rock e presentano due brani, il primo con Lalli corre via liscio, mentre il secondo ("Globalizzazione") mi delude un po' perchè risulta troppo estremo nei testi, così che le parole male si sposano con la musica. Ed è un peccato perchè sui Mirafiori Kidz avevo creato delle aspettative: li invito ad alleggerire i testi semplificandoli in modo che sia possibile affezionarsi ad essi (oh, non e' necessario banalizzarli!! ma solo sfoltire i testi dai termini quasi-tecnici) e attendo anche qui un lavoro completo per esprimere un giudizio più preciso.
Per gli altri gruppi, vale una sola considerazione: tutti musicalmente ricchi e validi, ma tutto sommato poco incisivi e risultano, a mio avviso, di riempimento.
Informagiovani n. 1 - 2001
Mirafiori Kidz - Nove pezzi del rompicapo mondiale
Cd autoprodotto.
Nè rockstar nè profeti, ma Mirafiori Kidz. La gloriosa band torinese che per quello che fa e per come lo fo è un autentico esempio di onestà, credibilità e coerenza. Il più recente capitolo dello loro produzione è un bel cd, che nel titolo si rifà a uno scritto del subcomandonte Marcos del 1995 e dal punto di vista dei contenuti propone lo consueta miscela di rock tetragona e ruspante e testi che trasmettono  idee, passioni, memoria e futuro. Un disco autoprodotto sincero e emozionante, soprattutto in alcune parti. Non c'è lo pretesa nè di seguire l'ultima moda nè di imporre una nuovo tendenza. Piuttosto, i nove pezzi del disco esprimono gli stati d'animo, i pensieri e le speranze (nonostante tutto) di chi non è convinto che questo sia il migliore dei mondi possibili e che la storia sia finita, come affermò anni fa uno studioso giapponese. Nove istantanee della realtà contemporanea, tra brani originali e alcune cover, come E se ci diranno di Luigi Tenco e Dante Di Nanni degli Stormy Six, diventato ormai un classico del repertorio del gruppo. Un disco che merita attenzione, in cui compare anche la voce di Lalli e che si conclude con le cadenze reggae della sempre attuale Torneremo sulla langa.
Marco Stolfo
Rockit - ottobre 2000
MIRAFIORI KIDZ - I NOVE PEZZI DEL ROMPICAPO MONDIALE
Politica, globalizzazione, pacifismo, anti-fascismo, alienazione mentale e autoproduzione. Sono questi alcuni degli elementi che caratterizzano il mondo dei Mirafiori Kidz. Temi forti, immediati e combattivi, che ricordano da vicino i Gang o il compianto Luigi Tenco e che, come nei modelli citati, rischiano di prevalere sulla musica. Una musica godibilissima ed improntata su un rock energico, che potremmo definire d’autore, tanto è curato il connubio musica-testi. Grazie all’intervento dell’ospite Lalli, ex cantante dei Franti (storica cult-band torinese dell’inizio anni ’80) sembra di tornare indietro nel tempo, di quasi vent’anni, quando ancora erano forti certi ideali. L’autoproduzione era allora ed è oggi per i Mirafiori Kidz, la base per poter costruire le proprie idee e per diffonderle: “Un disco autoprodotto è un culo grande così - si legge sulle note del libretto del cd - che ti fai cercando di raccattare i soldi…dita che non scorrono sulle corde come dovrebbero, volumi troppo alti o troppo bassi nelle cuffie…suonare con un peperoncino nel culo cercando di fare più in fretta possibile perché tutto costa e alla fine ritrovarti a litigare alle quattro del mattino per fare un missaggio che non ti piacerà mai…. Storie vissute da molti gruppi, che i M.K. decantano senza peli sulla lingua. Già dalla copertina del cd si capisce dove vogliano andare a parare: su una moto, che percorrono una lunga strada deserta, insieme vediamo Che Guevara ed il Comandante Marcos, che non possono lasciare dubbi su cosa poi troveremo in fatto di testi. “La distrazione” ci parla di quella cosa, la distrazione, appunto, che vorrebbe alienare le menti della gente, ma che rimane solo tale (si parla di lavaggio del cervello dei media). “E se ci diranno” era il cavallo di battaglia di Luigi Tenco e non poteva certo mancare in un disco dei M.K.. Interessanti le doppie facce ne “Il seme della rivoluzione”: “pace/guerra”, “giardinieri/granatieri”; “fiori/bombe”, in perfetto clima sessantottino. Il resto è tutto improntato, per quanto attiene alle tematiche, sull’antifascismo e sull’esaltazione di personaggi partigiani.
Christian Amadeo
Ci@o n. 3 - 15/aprile/2000
MIRAFIORI KIDZ - I NOVE PEZZI DEL ROMPICAPO MONDIALE
Un gruppo storico della scena indipendente italiana. Torinesi, nati nel 1986 come Spritz e divenuti Mirafiori Kidz nel ‘92 sono Gianni, Flaviano, Armando e Paolo.
Autori di alcuni demotape autoprodotti e di collaborazioni viniliche con la Blubus (quella dei Kina per intenderci) protagonisti di concerti in giro per l’Italia e non solo. Eppure i Mirafiori Kidz sono ancora oggi dopo tanti anni una band culto. Conosciuta da chi segue da anni la scena così detta alternativa italiana. Da chi frequenta i centri sociali e non disdegna i raduni per nostalgici di un ceno tipo di punk rock italiano.
Ecco, la nuisica di questa band è sicuramente più avvicinabile ad alcuni prodotti usciti negli ultimi anni ottanta nel centro nord-ovest. Suoni che ricordano i Kina, i Diaframma, i primi Gang e Litfiba. Lontani dall’hard core dei Negazione o Raw Power così come dal sound minimalista dei Cccp. I nuovi brani continuano la tradizione fatta di chitarre ruvide, distorte quel tanto che basta per sporcare. Alternate frequentemente a suoni acustici e limpidi. Tempi mai estremi, anzi, spesso rallentati. Un cantato in alcune occasioni supportato da cori che ancora una volta ricorda i Kina di "Se ho vinto, se ho perso". Testi da loro stessi definiti "combattenti". Inquadrabili in un contesto che sicuramente nasce dalla sinistra operaia e sociale ma che finisce con l’essere contro l’intero sistema. Contro l’omologazione e la globalizzazione. Brani come "E se ci diranno", "Il seme delta rivoluzione" e "No al silenziatore" sono emblematici in questo senso. La sensazione è quindi quella di un gruppo che pur non proponendo soluzioni originali riesce a creare meglio di altri quella sensazione di musica vissuta come ideale, come stile di vita. E non solo come una moda da sfruttare per la vana gloria personale.
Andrea Strocchi
Rockerilla n.225, maggio 1999
Di cassette come quella che teniamo proprio in questo momento tra le mani, ammettiamolo, ne capitano poche: al di là del suo valore estetico, "I nove pezzi del rompicapo mondiale" degli "storici" Mirafiori Kidz (Torino) trasuda lotta e fratellanza. Sarà la presenza di una bella persona come Lalli (che canta in "Incontrandoti per caso"), o l'afflato energico che nutre i pezzi, ma l'ascolto ha un suo bel peso emotivo. Non tutto è perfetto, però il rock stradaiolo, fortemente elettrificato e poetico (bè "Dante di Nanni" - di nuovo con Lalli - alcuni di voi già la conosceranno, come pure "E se ci diranno" del signor Tenco...) del gruppo di Torino è suonato col cuore e davvero lo scalda fino a scioglierlo...
John Vignola
Mucchio Selvaggio n.350 del 4/5/99
Sul fronte demo-tape, segnalazione iniziale obbligatoria per "I nove pezzi del rompicapo mondiale", cassetta che e' valsa ai torinesi Mirafiori Kidz - chi ricorda il loro album su Circus?- la convocazione per il secondo CD della nostra collana "Fuori dal Mucchio". Piuttosto che combat-folk nella classica accezione del termine, comunque, la band propone un rock'n'roll solido nelle strutture ed evocativo nelle atmosfere, dotato pero' della forza interiore e dell'indole "barricadera" tipica della miglior canzone popolare. Al di la' della spigolosita' dell'incisione e (spesso) della voce, i brani dei Mirafiori Kidz posseggono una grande anima, come dimostrato da "La globalizzazione", "Il seme della rivoluzione", "E se ci diranno", l'intensa cover di "Dante Di Nanni" degli Stormy Six e soprattutto "Incontrandoti per caso" (scritta da Stefano Giaccone), queste ultime due valorizzate dagli impagabili contributi vocali di Lalli; compatiamo quanti snobberanno il lavoro solo perche' diffuso con un supporto "povero" come la vecchia e gloriosa cassetta.
Federico Guglielmi
Rockerilla n.40 Anno 4, maggio 1995
Mirafiori Kidz Torneremo sulla Langa (Blu Bus)
Schietto combat rock dalle periferie torinesi: lo suonano e lo cantano i Mirafiori Kidz. Passione molta, finezze poche: l'importante e' affermare cio' che si pensa. Nuova resistenza - Torneremo sulla Langa e una versione della canzone per Dante di Nanni degli Stormy Six - e dichiarazioni di intenti - Anarchico Rock - sono gli ingredienti di questo disco con tre sole canzoni dentro.
Valutazione: (2 pallini su 3)
Alberto Campo
Rockerilla n.155/156 Luglio/Agosto 1993
Mirafiori Kidz Mirafiori Kidz (Blu Bus)
Prova a descrivere con una sola frase i Mirafiori Kidz, Armando Casaroli: "E' come se i Truzzi Broders si fossero chiusi per un anno in cantina ad ascoltare i pezzi dei Kina".
Rock povero, appassionato, genuino, sincero e soprattutto amaro, allora. Ecco cio' di cui sono effettivamente capaci queste vecchie conoscenze del circuito underground torinese, canzoni costruite intorno a poche e lucide istantanee di una realta' metropolitana in avanzato stato di decomposizione piu' che di trasformazione, rapidi squarci di disagio giovanile, del senso di frustrazione e di impotenza che non hanno davvero dovuto aspettare la grancassa di Tangentopoli per diffondersi fra strati sempre piu' larghi di popolazione della del capoluogo subalpino.
Un disco ispirato al piu' schietto e crudo realismo, insomma, cio' che molti pensavano ormai appannaggio esclusivo dell'hip hop.
Elio Bussolino
Rumore anno 2 n.17/18 luglio/agosto 1993
Mirafiori Kidz Mirafiori Kidz (Circus/Blu Bus)
Primo album per la formazione torinese nata da una costola dei
Truzzi Broders. La formula e' la stessa: rock&roll semplice e schietto che racconta con accenti militanti storie qualunque di vita quotidiana nella periferia metropolitana.
Molta sostanza e pochi fronzoli: un disco "vero".
Valutazione: tre stellette.