Renzo Kayak
La doppia pagaia groenlandese si differenzia dalla doppia pagaia aleutina perché la sezione trasversale delle pale è simmetrica e generalmente la sezione del manico è ellittica (o quasi) mentre nell'altra è ovale. Questa pagaia fu utilizzata dove la presenza del ghiaccio galleggiante, nei mesi caldi, rappresenta una costante. Molte pagaie avevano pale con rinforzi ossei perimetrali. La pagaia rappresentata nel disegno prevede questi rinforzi, realizzati però in legno duro, ed ha un profilo che migliora le qualità idrodinamiche delle antiche pagaie. Il comportamento della pagaia da me progettata è stato giudicato superiore a certe altre. Bisogna tener presente però che taluni, con tanta passione e forse con poca ricerca, imitano le pagaie inuit svilendo involontariamente certe caratteristiche peculiari.
Quelli che s'innamoran di pratica sanza scienza son come 'l nocchier ch'entra in navilio sanza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada (Leonardo da Vinci).
Un metodo Inuit per testare la pagaia groenlandese
Nel 1995 il grande John Heath osservò un kayaker che, nel porto di Sisimiut (Groenlandia) si divertiva a lanciare, vicino al kayak, la sua pagaia, angolata di 45° rispetto alla superficie dell'acqua. La pagaia affondava poi, per effetto del galleggiamento, ritornava nella sua mano. Evidentemente quell'Inuit stava usando una pagaia idrodinamicamente equilibrata!
Consiglio vivamente di ripetere questo divertente giochino con la pagaia che costruirete e bilancerete. Fatelo prima di pitturarla. Dopo il test quasi sicuramente scoprirete di dover porre rimedio a delle imperfezioni. Testate di nuovo e, se è il caso, ripetete il trattamento correttivo. Attenzione: non lanciate la pagaia imprimendo una spinta con effetto perché si altera la traiettoria e, di conseguenza il test. Superata la prova, la Vostra sarà una pagaia da un milione di Euro!
La tecnica della pagaiata è diversa da quella in uso con le moderne pagaie a pale incrociate ma è molto redditizia nei lunghi percorsi. La pagaia viene usata tenendola bassa, con i bordi superiori delle pale angolati verso prua. La muscolatura maggiormente impegnata è quella del tronco che ruota alternativamente da destra a sinistra. Le due braccia, tenute basse, alternano il movimento di trazione con quello di spinta. Quando un braccio tira il rispettivo piede punta sull'appoggio.
Le pale sono larghe quanto basta per essere afferrate con le mani, a guanti indossati, durante la situazioni critiche.
La lunghezza della pagaia è uguale all'apertura delle vostre braccia più un avambraccio, dal dito medio alla punta del gomito.
Gli Inuit in situazioni di mare estremo utilizzavano le pagaie da tempesta, di lunghezza pari all'altezza del kayaker e con manico di soli 20-25 cm. Le pagaie venivano fatte scorrere nelle mani, da una pala all'altra, prima della spinta propulsiva. In questo modo evitavano la spinta del vento sulla pala non immersa.
Per i patiti delle prestazioni velocistiche
Attualmente in Groenlandia, durante le gare in kayak, i concorrenti usano pagaie più sottili del normale. Tenere però presente che il kayak ha in se molte caratteristiche ma la velocità pura non è mai stata quella predominante.
Vedere anche l'articolo: La tecnica della pagaiata
agg. 28/09/06
In primo piano la pagaia groenlandese
in secondo piano quella aleutina
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