Lezioni sulla scalinata e nel cortile,
RomaTre, Facoltà di Lettere, aprile 2008

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LIMBO,
PRIMO CERCHIO dantesco:


Lezione di Inglese

Il Docente: Virgilio (mentre Dante si riposa)

Gli allievi: le anime di quegli ex-studenti di lingue di Roma3 che hanno abbandonato gli studi a causa di programmi/esami per loro alienanti.

In effetti, ogni loro scomparsa costituisce una
MORTE BIAN­CA .*

*“omicidio invisibile” – come nei cantieri, le morti bianche all'università sono in Italia più di due volte la media europea. (Dati dal OECD Factbook 2007)


AI CANDIDATI A RETTORE:

 
Cosa proponete per ridurre le morti bianche a Roma Tre?   Urge!

No laurea? No Paradise!”

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RaiNews24  28-4-02  ore 22
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Altre foto disponibili a:  http://it.msnusers.com/uniroma3http://patrick.boylan.it/misc/lezlimbo/foto.htm



Quidni?... Nonne dulcissimas veritates potero speculari ubique sub celo?
                                                                                                   
Dante, Epistula XII
 

(E allora?  Forse non potrò ricercare le dolcissime verità in qualsiasi posto sotto il cielo?  Dante, Epistola XII)
 

(And so?  Won't I be able to search for sweet truth under any sky?  Dante, Epistle XII)

 
 


 
Volantino 1

 
Benvenuti nel
LIMBO, Primo Cerchio dantesco

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Si sta svolgendo una Lezione di lingua inglese

tenuta da Virgilio (mentre Dante si riposa)

Gli allievi sono gli spiriti di quegli ex-studenti di lingue di RomaTre

che hanno abbandonato gli studi

a causa di programmi (ed esami) per loro alienanti.

In effetti, questi abbandoni sono, a tutti gli effetti,  MORTI BIAN­CHE  

ossia omicidi invisibili, come nei cantieri – cioè scomparse subi­to dimen­tiate, per le quali “non ci sarebbero responsabilità”. Invece respon­sabilità ce ne stanno, sia nei cantieri, sia per le morti bianche all'uni­versità!


AI CANDIDATI A RETTORE:

In Italia le morti bianche all'università sono 2 volte e mezza la media europea.
E siccome non si nasce in Italia meno intelligenti, di sicuro qualcosa non va nel sistema.

Cosa proponete per ridurre le morti bianche a Roma Tre (per la parte che vi compete)?

La questione interessa tutti gli studenti, anche quelli sicuri di laurearsi.*

*Infatti, produrre più laureati non vuol dire “produrre più competizione per i pochi posti disponibili”. Vuol dire consentire l'avvio di una Economia della Conoscenza, con più posti di lavoro, e posti più interessanti, per tut­ti.
 

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۞ ۞ ۞   PICCOLA GUIDA AL PRIMO CERCHIO   ۞ ۞ ۞
 

Perché questi ex-studenti nel Limbo hanno abbandonato l'università? Sono svogliati, incapaci?
Per niente: gli “svogliati” e “incapaci” stanno nel IV Cerchio. Nel Limbo invece sono soltanto gli ex-studenti che hanno abbandonato gli studi a causa dei program­mi per loro alienanti. Ad esempio, si iscrivo­no per studiare le lingue ma poi scoprono che, per laurearsi, devono dare più esami in certe mate­rie complementari di quanti non debbano dare per la loro lingua di specializzazione! Sanno dunque che, anche se si laureano, usciranno dall'Università senza aver imparato bene quella lin­gua e senza saperla usare bene nella vita, cioè interculturalmente. Si scoraggiano e lasciano.

Perché allora i Professori non creano programmi rivolti ai bisogni formativi sentiti dagli studenti?
Ah! Qui casca l'asino! Se ci sono 3 volte più abbandoni in Italia rispetto ad altri paesi europei, se ci sono tre volte meno laureati, è perché i docenti in Italia vogliono formare solo una elite che abbia i loro stessi interessi scientifici, gli altri debbono adeguarsi. Ma non è così che l'Italia può diventare una
Knowledge Society competitiva con gli altri paesi avanzati. Ora c'è la Riforma dei programmi: dunque bisogna vigilare affinché i Corsi di Lauea arricchiscano realmente l'offerta, con insegna­menti che interessano davvero. (In passato hanno solo messo nomi nuovi sugli insegnamenti di sempre!)

Ma se questi ex-studenti sono dunque “morti innocenti”, perché devono stare nel Limbo?
Perché non hanno comunque titolo per accedere alla beatitudine eterna: “No laurea, no Paradise!

Perché Virgilio sta insegnando loro l'inglese (in attesa che Dante si riprenda dal suo svenimento, tra il Canto Terzo e il Canto Quarto dell'Inferno)?
Esperto in divinazione, Virgilio sapeva che i
Britanni, per quanto “penitus toto divisos orbe(Eclog I:66), un giorno avrebbero diffuso il loro futuro idioma in toto orbe, come i Romani col latino all'epo­ca sua. (Infatti, nella sua geografia, ha designato la Britannia, non la Spagna, come fron­tiera occi­dentale.) Per cui sceso nel Limbo e trovandosi davanti questi malcapitati da Roma3, egli ha deciso che, se i loro docenti non hanno saputo dare loro un futuro, ci proverà lui, insegnando quel idioma.
 

Gli Studenti Autoconvocati nel Cortile (o sulla Scalinata) ogni merc. (12-14, 16-18) e ven. (10-12, 16-18).



Voltantino 2

 
Dei fantasmi si aggirano per la Facoltà...

...sono gli spiriti degli studenti che
hanno abbandonato gli studi!


In Italia quasi il 65% degli studenti abbandona prima della laurea. Cioè, solo un terzo delle matri­cole termina gli studi universitari; la altre “svaniscono” dopo un anno o due, diventando anime erranti,

fantasmi come noi,

vittime di una “morte bianca”.  Risultato: in Italia meno del 10% della popolazione lavorativa possiede la laurea. E questo danneggia tutti – compreso chi ha già la laurea o conta di averla.

Come si vede dalla grafica, l'Italia produce pochi laureati – meno di tutti gli altri paesi industrializzati. Non solo ma, ironicamente, quei pochi sono pur sempre troppi per il numero limitato di posti di lavoro qualificati disponibili.  Questi due fatti potrebbero indurre a pensare che se ci fossero più laureati, ci sarebbe solo più disoccupazione.  Ma è vero esattamente il contrario!  Infatti, paesi come la Spagna, la Finlandia, gli USA hanno potuto creare una Economia della conoscenza (con un vasto settore terziario avanzato e quindi molti impieghi qualificati) proprio perché hanno a disposizione 2, 3 o 4 volte più laureati rispetto all'Italia. 
 

 
In altre parole, se ci fossero
molti più laureati in Italia, non ci sarebbe più disoccupazione, ma molti più posti di lavoro qualificati per tutti, poiché ci sarebbe una “massa critica” di competenze che farebbe finalmente decollare anche da noi l'Economia della Conoscenza.  Gli abbandoni dunque sono un problema di tutti: per chi lascia gli studi, per il paese che non decolla e perde di competitività, per chi si laurea e finisce in un Call Center in assenza di opportunità più qualificate.


LOTTIAMO DUNQUE TUTTI QUANTI PER ELIMINARE GLI ABBANDONI, PERCHÉ SONO
MORTI BIANCHE
esattamente come quelle nei cantieri, cioè scomparse subito dimenticate e per le quali
non ci sono mai responsabilità.    Invece responsabilità ce ne sono, a voglia!

Infatti, quando parliamo di “morti bianche universitarie”, non ci riferiamo agli abbandoni dovuti a carenze di capacità o di motiva­zione da parte del singolo studente, ma agli abbandoni provocati da program­mi (e relativi esami) che gli studenti che abbandonano trovano alienanti, non formativi, diversi da quello che avevano immaginato leggendo la Guida agli Stu­di. La loro delusione ed insoddisfa­zione è ciò che li spinge a lasciare l'università (o a diventare un eterno fuori corso).

Se si muore DUE O TRE VOLTE DI PIÙ nei cantieri italiani che altrove e se ci sono DUE O TRE VOL­TE PIÙ abbandoni nelle università italiane che altrove, allora le carenze sono anche struttu­rali e la responsabilità è anche di chi gestisce le strutture in cui la gente scompare.  Un'ov­vietà? Ep­pure le ricerche sugli abbandoni all'università si sono finora concentrate solo sul­le caren­ze di chi abbandona e mai sulle carenze dei programmi che hanno portato all'abbandono.

E pensare che carenze strutturali ce ne sono!  Un caso emblematico: il Corso di Laurea in Lingue (LCI) a Roma Tre.  Ti iscrivi per studiare le lingue ma scopri che, per laurearti, devi dare più esami in certe materie complementari (per soddisfare le lobby accademiche) che per la lingua in cui hai scelto di specializzarti!  Sai dunque che, anche se ti laurei, uscirai dall'Università senza aver imparato bene quella lingua e che sarai quindi incapace di usarla bene nella vita, né interattivamente né interculturalmente.  Ti scoraggi e lasci.

Ecco la causa “strutturale” dei tanti abbandoni a Lingue – causa che non verrà eliminata con la “Riforma” che entrerà in vigore in ottobre. Anzi, il Collegio Didattico di LCI ha deciso, interpretando la Riforma a suo modo, una ripartizione di crediti che si traduce nei fatti in
meno ore di lezioni di lingue per chi si specializza in una lingua europea (la stragrande maggioranza degli studenti).

Ma la Riforma doveva servire ad
aumentare, non a diminuire, il grado di soddisfazione degli stu­denti per l'offerta didattica, anche allo scopo di ridurre l'alto tasso di abbandoni e fuori corso.

CHIEDIAMO DUNQUE AI CANDIDATI A RETTORE DI DIRCI COSA INTENDONO FARE PER GARANTIRE CHE LA “RIFORMA DEI CORSI DI STUDIO” NON SIA SOLTANTO COSMETI­CA E CHE POSSA RIDURRE DAVVERO IL NUMERO DEGLI ABBANDONI.

Travestendoci da fantasmi che rappresentano le “morti bianche all'università”, vogliamo rendere palesi queste perdite ed invitare tutti i candidati a Rettore a dirci:

1. Perché ci sono 2 o 3 volte più abbandoni negli atenei italiani rispetto a quelli europei?

2. Perché c'è tanta delusione per certe offerte di Laurea/Specializzazione (manifestata dagli abbandoni e dalle mancate iscrizioni) e perché si stenta a creare offerte formative più seguite?

3. Quale meccanismo potrebbe eliminare le discrepanze tra le allettanti promesse di formazio­ne nella descrizione dei corsi e la formazione realmente data? (L'attuale meccanismo non basta.)

4. Più concretamente, quale meccanismo potrebbe garantire maggiore rispondenza tra i reali bisogni formativi degli studenti e le concezioni di “cultura da trasmettere” giustamente difese dai docenti? Nel decidere i programmi di studio, i docenti devono rispondere solo a se stessi o anche ad istanze provenienti dalla società e in tal caso con quali poteri?

Invitiamo gli studenti a seguire le discussioni sui programmi dei candidati per l'incarico di Retto­re di Roma Tre (2008-2012), nei siti appositamente allestiti:

http://roma3discute.com   e   http://host.uniroma3.it/forum/


Roma, 26-3-2008                                         Associazione degli studenti di Lingue di Roma Tre
                                                                
Sito: http://asstudentesca.altervista.org/phpBB2



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