LE GUERRE DI IERI, LA GUERRA DI OGGI
Le riflessioni di noi ragazzi…

La storia ci insegna che le guerre vengono originate sempre da motivi politici ed economi. Spesso i governanti mascherano questi interessi con scusanti di origine religiosa.Purtroppo le notizie di questi giorni, ci ripropongono il solito problema: usare la forza per tentare di risolvere i contrasti tra le nazioni. I segnali che ci giungono sono veramente preoccupanti. Da una parte gli americani stanno tentando in tutti i modi a condizionare l’opinione pubblica in modo da giustificare un eventuale azione di guerra. La contro parte irachena, continua in maniera patetica a mostrare la loro forza ma che in parte non ha. Tra i tre contendenti vediamo l’ ONU incapace di mediare e di trovare una soluzione accettabile al problema. Speriamo che i nostri governanti vengano “illuminati” nella loro decisione e da tutte le preghiere fatte dalla gente comune, che siano essi credenti o meno.   Matteo.B.

Ieri, 26 Febbraio 2003, Ciampi ha convocato quasi d’improvviso un vertice sull’Europa al Quirinale cui hanno partecipato, oltre ai membri della Convenzione, anche Silvio Berlusconi, il ministro degli Esteri Frattini e il ministro Buttiglione. Durante l’assemblea si è parlato della posizione italiana nelle relazioni internazionali e delle scadenze previste, tra cui l’emanazione della nuova Costituzione europea per opera di Giscard d’Estaing. È toccato, però, ai rappresentati italiani alla Convenzione, Giuliano Amato, Lamberto Dini e Marco Follini, spiegare prospettive e difficoltà dei “lavori in corso”. Naturalmente si tratta di capire come si arriverà alla guerra, ormai inevitabile: con l’Onu o contro l’Onu? Quindi con l’Europa unita o con l’Europa divisa in più Stati contrari alla guerra? Proprio per questo Ciampi ha convocato il vertice: per discutere sull’esistenza di fattori esterni imprevedibili e incontrollabili. In più si è discusso su un'altra importante faccenda: l’inserimento della Turchia cattolica nella UE, escludendo quella musulmana, ripetendo, però, che <<solidarietà, fratellanza e dignità umana>> saranno sempre presenti.                                                                                                             Matteo.C. 

Nelle guerre di sessant’anni fa c’era una certa chiarezza: si conoscevano i territori da difendere o da conquistare o i nemici. Invece nelle guerre attuali non c’è un chiaro scopo. Forse si fa guerra per vendetta o forse per problemi economici, è inspiegabile.in questi ultimi giorni noi non abbiamo capito se Bush ha intenzione di far scoppiare un guerra per vendicarsi del fatto accaduto l’11 settembre 2001, oppure se cerca di farla esplodere solo per impossessarsi del petrolio. Le guerre del Novecento erano la continuazione di quelle in cui l’uomo uccide l’uomo con le stesse armi, il fucile, la baionette, il cannone, i carri come nelle guerre medievali. Poi è cominciata una successione di guerre senza precisi obbiettivi. Forse la ragione delle attuali guerre inspiegabili è proprio la loro inspiegabilità.                           Maria.G., Valentina.R.,  Federica.R.

Tra le guerre odierne e passate, è presente una notevole differenza.Ad esempio, nelle guerra tra Stati Uniti e Iraq non si capisce se il vero nemico degli americani sia Saddam o il popolo iracheno. Oltre a tutto questo i confini non sono precisamente delimitati . Inoltre  il motivo che rimuove questa guerra  non è molto chiaro e gli obiettivi non sono ben definiti.Al giorno d’oggi ci sono molte guerre civili dimenticate come in Sierra Leone e in Afghanistan.Insomma le guerre sono sparse in tutto il mondo, e a noi giovani sembrano inutili perché causano solo dolore e sofferenze   Alicya.E. Lucia.B.

Secondo me la guerra è una brutta cosa, anche perché con le armi non si risolvono i problemi, pur trattandosi di politica ed economia. Come molti pensano, la pace è la cosa che più ci renderebbe felici ed è quindi la più bella che ci dovrebbe essere nel mondo; in molte città, ormai, la gente manifesta con striscioni, cartelli e bandiere la propria contrarietà alla guerra, ma secondo il mio parere queste manifestazioni, anche se fatte con buone intenzioni, non servono a fermare la guerra  e bisognerebbe investire soldi per offrirli a persone che ne hanno veramente bisogno.Francesca.B.

 Nelle guerre del passato la conquista del risultato faceva terminare lo scontro mentre  oggi i conflitti durano per molti anni. Una volta si faceva la guerra per le rivendicazioni territoriali, mentre adesso la si fa perché si vuole migliorare il mondo.   Valentina.C                                       

Le guerre di ieri rispetto a quelle di oggi sono molto diverse. Ad esempio le guerre del 900 seguivano schemi fissi: c’erano dei nemici ben precisi e dei confini da rispettare o ampliare. Nelle guerre odierne, ad esempio quella tra Iraq e Stati Uniti, non si sa se il vero nemico degli U.S.A. sia Saddam o il popolo Iracheno. Oltre a ciò non c’è un motivo ben preciso che conduce a un conflitto ma tanti e, a volte, insignificanti pretesti. Le guerre hanno spesso interessi religiosi perchè ogni paese vuole diffondere la propria religione e cultura.    Raffaele R.

La situazione dell’Italia è davvero critica, infatti al Quirinale si è tenuto un improvviso vertice, convocato da Ciampi, per capire la linea adottata dal governo nelle relazioni internazionali. Dopo questo incontro, Ciampi ha invitato Berlusconi a riallacciare i rapporti diplomatici tra Europa e America, in seguito ai discordanti pareri dei paesi dell’U.E. sull’intervento armato nei confronti di Saddam Hussein da parte di alcuni membri come Francia e Germania. L’Europa così appare divisa tra Stati contrari alla guerra e Stati favorevoli.La storia dell‘900 ci insegna che la guerra non è un rimedio efficace perché vengono coinvolti inutilmente migliaia di innocenti. Per questo tutti stiamo lottando per avere una soluzione pacifica a questo conflitto senza lasciare le sorti del mondo al comando dell’Iraq, guidato da un uomo senza scrupoli.
                                   Chiara R.

Con le armi non si risolve niente, la gente manifesta con striscioni e bandiere la propria contrarietà alla guerra. Secondo il mio parere queste manifestazioni anche se fatte con buone intenzioni, non servono a fermare la guerra.                           Tiziana.O.   

In un'intervista con la Cbs Saddam Hussein ha negato di avere alcun legame con Al Qiada e ha detto che non pensa affatto di andare in esilio per scongiurare un attacco degli Stati Uniti all'Iraq.«L'Iraq non ha mai avuto alcun legame con Bin Laden», sostiene Saddam e, a proposito dell'esilio, il leader iracheno ha dichiarato che preferirebbe la morte: «Morirò qui, in questo paese e manterrò il mio onore». Saddam ha anche negato di avere piani per dar fuoco ai pozzi di petrolio o fare esplodere le dighe perché l'Iraq non distrugge la propria ricchezza. Nel frattempo i capi delle forze armate degli Stati Uniti hanno affermato di essere pronti a fare la guerra all'Iraq e a eseguire «tutti gli ordini che il presidente vorrà dare». Andrea P.

Secondo noi le guerre che si sono succedute nei diversi secoli fino a oggi sono state in ogni occasione molto assurde. Per esempio, se partiamo dalla seconda guerra mondiale la causa della guerra è stata la sete di potere di una sola persona, che ha causato la morte di milioni e milioni di vittime innocenti tra cui donne e bambini. Arriviamo a circa vent’anni fa, quando ci fu la guerra del Golfo in cui il dittatore iracheno aveva invaso i territori vicini e per fermarlo intervenne l’America bombardando il paese e infiltrandosi fino alle porte di Baghdad, dove improvvisamente i soldati americani si sono fermati; questo significa che il vero obbiettivo era economico. Nei giorni nostri la guerra sembra imminente e l’avversario si pensa che sia il terrorismo, ma secondo noi questo è solo il pretesto americano di impadronirsi dei pozzi di petrolio iracheni, risorse che, come sappiamo oggi sono indispensabili anche per paesi come l’America. Il colmo di questa guerra è che ognuno dei due stati pensa di dover sconfiggere il male, ma non si accorgono che così facendo provocano solo distruzione. Se c’è una cosa in cui l’uomo ha sbagliato è di combattersi a vicenda perché nella maggior parte dei casi sono le persone innocenti a subirne le conseguenze per colpa degli interessi personali di due persone che si odiano e vogliono il potere.     
Daniele L.,GiodyT.                                    

Ieri, Ciampi ha voluto convocare il Parlamento per sapere la posizione dell’ Italia in questi tempi di guerra. L’Italia è favorevole alla guerra, anche se penso che molta gente italiana non lo sia. Credo che il governo e il parlamento abbiano interesse a fare questa guerra perché traggono compensi e anche perché, distaccandosi dagli Stati Uniti, verrebbero considerati sostenitori di Saddam. Valentina.F.  

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