Pedofilia

 

Preti pedofili? Don Ferdinando Di Noto: la Chiesa non ha paura della verità

 


«I dati ufficiali del Viminale parlano chiaro: il 30% degli abusanti sono conoscenti o partner occasionali della madre, il 19% familiari, poi vengono gli extrafamiliari: operatori della scuola, educatori dei circoli ricreativi, allenatori, eccetera, e solo in coda, per l'1%, sacerdoti o catechisti. In 20 anni le denunce in Italia a sacerdoti presunti pedofili sono una quarantina, di cui oltre la metà poi risultati innocenti […]. Ricordo anche il calvario di preti ingiustamente accusati e riabilitati dopo immani sofferenze: don Govoni fu prosciolto quando ormai era morto di crepacuore. C'è invece un'altra realtà molto preoccupante: il dilagare di un ingiustificato e violento attacco alla Chiesa cattolica, ad esempio sui banner pubblicitari dei siti Internet, del tipo "tenete lontani i vostri figli dai preti...". Una pseudo-cultura senza alcun fondamento: chi fa quelle vignette non ha mai visto, come ho visto io, le vittime degli abusi, forse non sa che cosa vuol dire un piccolo violato a dieci giorni, una bambina lacerata per tutta la vita, se no non si metterebbe a giocare ma lavorerebbe con noi. Santoro lo sa che gli sportelli "Meter", che danno assistenza alle vittime, sono sostenuti dalla Cei?»

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Commento
 

 

L. Bellaspiga,
Avvenire, 31.05.07



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Pedofilia: «Preti pedofili? Don Ferdinando Di Noto: la Chiesa non ha paura della verità»,  «I dati ufficiali del Viminale parlano chiaro: il 30% degli abusanti sono conoscenti o partner occasionali della madre, il 19% familiari, poi vengono gli extrafamiliari: operatori della scuola, educatori dei circoli ricreativi, allenatori, eccetera, e solo in coda, per l'1%, sacerdoti o catechisti. In 20 anni le denunce in Italia a sacerdoti presunti pedofili sono una quarantina, di cui oltre la metà poi risultati innocenti […]. Ricordo anche il calvario di preti ingiustamente accusati e riabilitati dopo immani sofferenze: don Govoni fu prosciolto quando ormai era morto di crepacuore. C'è invece un'altra realtà molto preoccupante: il dilagare di un ingiustificato e violento attacco alla Chiesa cattolica, ad esempio sui banner pubblicitari dei siti Internet, del tipo "tenete lontani i vostri figli dai preti...". Una pseudo-cultura senza alcun fondamento: chi fa quelle vignette non ha mai visto, come ho visto io, le vittime degli abusi, forse non sa che cosa vuol dire un piccolo violato a dieci giorni, una bambina lacerata per tutta la vita, se no non si metterebbe a giocare ma lavorerebbe con noi. Santoro lo sa che gli sportelli "Meter", che danno assistenza alle vittime, sono sostenuti dalla Cei?», L. Bellaspiga, Avvenire, 31.05.07


 
Rassegnina   Pedofilia: "San Toro", Protettore delle Coscienze
  • «Preti pedofili? Don Ferdinando Di Noto: la Chiesa non ha paura della verità», L. Bellaspiga, Avvenire, 31.05.07
    «I dati ufficiali del Viminale parlano chiaro: il 30% degli abusanti sono conoscenti o partner occasionali della madre, il 19% familiari, poi vengono gli extrafamiliari: operatori della scuola, educatori dei circoli ricreativi, allenatori, eccetera, e solo in coda, per l'1%, sacerdoti o catechisti. In 20 anni le denunce in Italia a sacerdoti presunti pedofili sono una quarantina, di cui oltre la metà poi risultati innocenti […]. Ricordo anche il calvario di preti ingiustamente accusati e riabilitati dopo immani sofferenze: don Govoni fu prosciolto quando ormai era morto di crepacuore. C'è invece un'altra realtà molto preoccupante: il dilagare di un ingiustificato e violento attacco alla Chiesa cattolica, ad esempio sui banner pubblicitari dei siti Internet, del tipo "tenete lontani i vostri figli dai preti...". Una pseudo-cultura senza alcun fondamento: chi fa quelle vignette non ha mai visto, come ho visto io, le vittime degli abusi, forse non sa che cosa vuol dire un piccolo violato a dieci giorni, una bambina lacerata per tutta la vita, se no non si metterebbe a giocare ma lavorerebbe con noi. Santoro lo sa che gli sportelli "Meter", che danno assistenza alle vittime, sono sostenuti dalla Cei?»
     

  • «Da quando la Bbc è screditata la Rai ha deciso di imitarla», M. Introvigne,  il Foglio, 31/05/2007
    « Sex Crimes and the Vatican afferma che l’istruzione vaticana Crimen sollicitationis del 1962 commina la scomunica a chi denuncia i preti colpevoli di abusi sessuali mentre è esattamente il contrario (sono scomunicate le vittime e gli eventuali testimoni che non provvedono alla denuncia); si confondono segretezza del processo canonico (di cui sola si occupano i documenti vaticani) e segreto del delitto, che neppure una riga di quei testi impone di non rivelare alle autorità civili; si pretende che l’istruzione De delictis gravioribus del 2001, firmata dal cardinale Ratzinger quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, renda più difficile perseguire i preti accusati di pedofilia mentre al contrario lo rende più facile, tra l’altro allungando i termini di prescrizione fino a quando la vittima minorenne più giovane abbia compiuto i 28 (non i 18, come alcuni dicono) anni di età. Ma tutto serve, per far scorrere immagini di Benedetto XVI che, appena eletto, benedice Piazza San Pietro mentre una voce fuori campo ci spiega che quest’uomo, il Papa, da trent’anni protegge i pedofili.»
     

  • «Non sono i pedofili l’obiettivo della Bbc, ma il celibato dei sacerdoti» Il Foglio, 23.05.07
    «“Il secolarismo è così ossessionato dal sesso da non poter sostenere il vero ‘scandalo’ del nostro tempo: il celibato cattolico” dice Roger Scruton, docente a Princeton e all’Institute for the Psychological Sciences. “Non si può credere che il prete abbia rinunciato al sesso, le fantasie sessuali sono una condizione umana universale. Chi mette in discussione il diritto a promuovere l’omosessualità a scuola diventa ‘omofobico’. L’attacco al concetto di colpa coinvolge una negazione della vergogna”. La Bbc accusa Benedetto XVI di essere implicato nell’insabbiamento degli scandali che hanno coinvolto sacerdoti […]. “Ogni civiltà ha circondato l’atto sessuale di un velo di mistero – prosegue Scruton – Nel mondo del ‘sesso sicuro’ è in corso la sessualizzazione dei figli, marginalizzando la famiglia. Il secolarismo considera evidente che chiunque sia interessato a un bambino, come il prete, intenda sfruttarlo sessualmente. Ci saranno sempre preti e maestri pedofili, ma sono eccezioni, non la regola. […] L’isteria sulla pedofilia è indicativa di una società sull’orlo dell’autodistruzione […]. I liberal non accettano che ci sia un cammino di uscita dalla follia sessuale, di rinuncia, vivere nel mondo e fuori da esso”.»


 

Commento:

 

A ottobre del 2006 la Tv pubblica inglese trasmette “Sex crimes and the Vatican”. Il documentario accusa Benedetto XVI di aver coperto, quando ancora era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, i preti pedofili e di non averli assicurati alla giustizia. A una settimana dal Family Day Michele Santoro annuncia di averlo acquistato dalla Bbc e di volerlo trasmettere in prima serata su Rai2, nonostante da qualche mese sia il filmato più visto su youtube e diversi blog ne offrano la traduzione. Si tratta di un video le cui tesi sono già state pubblicamente smontate punto per punto, per esempio da Massimo Introvigne (prima invitato e poi escluso dal programma).

La trasmissione più che una denuncia è un’operazione politico-mediatica. Sembra la risposta al milione di uomini, donne e bambini in piazza San Giovanni il 12 maggio scorso. La messa in onda del filmato è un attacco frontale alla Chiesa di Roma: non a caso a “processarla”, insieme al conduttore, c’era Piergiorgio Odifreddi, matematico e autore di un pamphlet che inneggia all’ateismo. Ospite in studio, oltre a Mons. Fisichella, don Ferdinando Di Noto, fondatore dell’associazione Meter, che in quindici anni ha denunciato alle polizie di tutto il mondo 165mila portali pedopornografici ed assiste le vittime della pedofilia. Don Di Noto ha richiamato l’attenzione su quella cultura nichilista che riduce l’uomo a puro istinto biologico e perciò ammette in Olanda il partito dei pedofili, riconoscendo implicitamente come legittimo orientamento sessuale la loro perversione.

Questa cultura è la stessa che non può concepire una dedizione gratuita che, per amore dell’altro, arrivi fino al dono totale di sé: non si tollera che ci sia un modo di vivere non ossessionato dal sesso, non diretto allo sfruttamento dell’altro e che questo sia una testimonianza visibile della presenza nella storia dell’avvenimento cristiano. La gratuità di tanti sacerdoti e semplici fedeli è incomprensibile e scomoda, perché pone interrogativi che costringono ad andare oltre gli schemi del tornaconto e dell’interesse.

Michele Santoro, “Conduttore Unico delle Coscienze”, come lo chiama Ferrara, si è fatto portavoce di un potere che si compiace dell’incoerenza di pochi per attaccare in blocco la Chiesa e la positività dell’esperienza che essa vive e propone al cuore di ogni uomo.

 

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