Località
Prov.
Contrada  
Data
T.U.
Satelliti
Giurdignano
LE
02-set-05
9.23
8
Oggetto: Dolmen Stabile    
Acqua:
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n.r.
               
Latitudine N Longitudine E
EPE
  datazione
almm
h.z.
azimut
40° 07,312 18° 24,587
5
  incerta
103
n.r.
306° (126°)
40° 07' 18,72" 18° 24' 35,22"  
L'azimut per i dolmen è valutato dall'esterno verso l'interno (F>D), fra parentesi l'inverso
     
Acqua: nessuna evidenza di sorgenti naturali attive nelle immediate vicinanze
Tipologia: Dolmen di tipo B    
         

Cultura:

Megalitica        
         
  Dati della struttura: m. Presenti:      __________________
Lunghezza totale

n.r.

Franco Ruggieri FISA-UAN    
Lunghezza del dromos n.r. Maria Figini *    
Altezza della cella n.r.        
Pianta della cella n.r.      
Distanza roccia/piano attuale 0  
 
Dimensioni della tavola n.r.  
 
           

Note:

         

Sulla tavola si notano i soliti avvallamenti, forse artificiali, atti a raccogliere piccole quantità d'acqua, come in altri casi, ma il più grande di essi è in effetti un foro passante (fig. 6). Anche qui, come nel caso di Scusi, il rapporto del dolmen con l'acqua è assai complesso. Ai lati dell'ingresso del monumento si trovano due canalette che permettono lo scorrere dell'acqua piovana verso l'interno (frecce verdi nelle foto 3 e 4). La base inferiore del dolmen giace ad un livello decisamente più basso del piano di calpestio esterno, agevolando la raccolta e la conservazione dell'acqua.  Che ancora oggi svolgano tale  funzione è evidenziato dalla presenza di vegetazione al loro interno. Accanto poi all'imbocco della canaletta destra se ne notano altre due, molto più capaci (frecce rosse, in fig. 4 e 5), dirette con un lieve declivio verso il retro della struttura. La zona posteriore infatti, come si può osservare dalla seconda foto (fig.2), è ad un livello più basso di quello anteriore, presumibilmente il medesimo livello del fondo interno. Tutto ciò lascia sospettare che il dolmen sia stato eretto in una posizione tale da permettere un'ampia raccolta di liquido nella sua zona posteriore e con un  un sistema di canalette che consentisse il naturale defluire dell'acqua verso l'interno del monumento.

Questo insieme di osservazioni ci riporta alla medesima ipotesi sull'esistenza di un culto connesso alle acque meteoriche già sottintesa per il caso di Scusi ed in qualche modo confermata dalla presenza di "coppette" sulla superficie superiore di molte tavole di copertura, abbastanza ampie da permettere la raccolta di piccole quantità d'acqua piovana.
     
[foto UAN, 2005] fig.1 [foto Ruggieri, 1981] fig.2 [foto UAN] fig.3
[foto UAN] fig.4 [foto UAN] fig.5 [foto UAN] fig.6
Le numerose lastre depositate in un mucchio, a destra del dolmen (fig. 7), potrebbero essere il frutto di un lavoro di "scasso" del terreno in vista di un migliore sfruttamento agricolo ma lasciano sorgere il dubbio che fra di loro siano presenti anche alcune tavole di dolmen fatti scomparire.
[foto UAN] fig. 7