Il castel BaradelloUn simbolo di Como
Como è chiusa a sud e ad ovest da una serie di colline moreniche, lasciate dall'enorme ghiacciaio che ha scavato il solco, attualmente occupato dal lago. La città, nel corso dei secoli, crea un complesso sistema difensivo attorno a queste alture, del quale, oggi, poco si è salvato. Uno dei resti più cospicui è il castel Baradello, tuttavia, anche di questa importante roccaforte rimangono solo una torre alta 28 metri, una piscina per la raccolta dell'acqua, un piccolo edificio esagonale e poco altro. La torre del Castel Baradello.Come si raggiungeUno sterrato carrozzabile, porta sino in cima alla collina dove si trovano i resti del castello, però è chiuso da una sbarra ed è permesso il transito solo ai gestori ed ai clienti del piccolo ristorante collocato sotto il mastio. L'accesso pedonale più facile, quindi, è quello che parte dal piazzale di Camerlata. Si sale lungo la via Santa Brigida e Respaù per poi prendere un sentiero, sulla destra,
indicato da alcuni segnavia, che in pochi minuti, raggiunge l'antica fortificazione.
Qui, siamo nel Parco Regionale Spina Verde e quindi possiamo approfittare dell'occasione per visitare qualche altro luogo interessante.
Tutto il percorso, molto ben indicato e senza forti salite, richiede meno di due ore. Se ci si limita al Baradello, bastano 15 minuti. Un po' di storiaSul monte Baradello (m. 430) è presente un forte, in pietra, già in epoca romana, VI° secolo d.C.
Il castel Baradello visto da Como. Nel XII° secolo, questo antemurale diventa essenziale, per la città, a causa della guerra decennale contro Milano (1118-1127) e più tardi, a seguito delle vicende legate all'Imperatore
Federico I ed alla Lega Lombarda.
La fine giunge nel 1527, l'anno del sacco di Roma. I francesi stanno invadendo la Lombardia ed il governatore spagnolo, da Milano, ordina lo smantellamento del castello per evitare che cada nelle loro mani. Dopo la distruzione, con le opere difensive ridotte a ruderi, i colli Baradello e Respaù, ritornano di proprietà privata. Inizialmente appartengono ai monaci di san Carpoforo. Nel 1825 sono della famiglia Venini che fa costruire la carrozzabile per la cima e una piccola torre esagonale. Nel 1924, Teresa Rimoldi lascia in eredità la tenuta all'Ospedale Sant'Anna il quale, in seguito, cede gli ultimi resti della rocca al Comune di Como. Nel frattempo (1903) la torre viene restaurata da volontari ed in fine, dal 1993, entra a far parte del Parco Regionale Spina Verde. Buona passeggiata.
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