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Il Coordinamento Docenti del Liceo Scientifico si mobilita in difesa del proprio stipendio.

Blocco dei viaggi d'istruzione e delle uscite didattiche

 

«Per anni, noi insegnanti del Coordinamento Docenti del Liceo Scientifico "Fulcieri Paulucci di Calboli" di Forlì, abbiamo organizzato numerose attività di arricchimento dell'offerta formativa, a titolo pressoché volontario, perché convinti della loro importanza.
Oggi ci troviamo purtroppo costretti, a seguito delle disposizioni previste dalla Manovra correttiva dei conti pubblici (D.M. n. 78 del 31 maggio 2010) a danno in particolare dei lavoratori della scuola (i soli colpiti oltre misura, non solo dal blocco dei contratti, ma anche dal blocco degli scatti di anzianità), a comunicare la sospensione di tutte le attività para ed extra-scolastiche (viaggi di istruzione, uscite didattiche, visite a musei e sul territorio, ecc.) per il prossimo anno scolastico»

11 giugno 2010

 

Cosa ci ha portato a questa decisione?

Con il Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, gli insegnanti sono stati colpiti non solo dal mancato rinnovo del contratto di lavoro per tre anni, come tutti gli altri pubblici dipendenti, ma anche dal blocco degli scatti di anzianità

Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti.) - Decreto-legge art. 9 comma 23

Gli scatti di anzianità, per noi insegnanti, rappresentano l'unica forma di avanzamento della carriera e quindi la loro sospensione (non solo economica, ma anche giuridica) comporta una mancata retribuzione i cui effetti incidono, non solo su tre anni, ma su tutta la vita lavorativa, sui trattamenti di fine servizio e sulla pensione, con un danno economico complessivo quantificabile, per un docente a inizio carriera, in più di 40.000 Euro lordi (per i docenti il danno economico è particolarmente gravoso, essendo lo scatto l'unica forma prevista di incremento retributivo; lo scatto di anzianità non avviene ogni due anni, come previsto in altri comparti pubblici, ma ogni cinque-sei anni: quando l'insegnante raggiunge l'anzianità prevista, nella busta paga si applica, con modalità automatica, un incremento medio mensile pari a circa 180 Euro lordi).

La conversione del decreto in legge, Legge del 30 Luglio 2010 n. 122, non ha comportato una modifica della situazione, in quanto gli emendamenti introdotti di fatto mantengono le stesse disposizioni, diversamente da quanto riportato da numerosi organi di informazione.

Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti. è fatto salvo quanto previsto dall'articolo 8, comma 14. - Legge 122/2010 art. 9 comma 23

La destinazione delle risorse (il 30% delle risorse ricavate dal taglio del personale docente NdR) previste dal presente comma è stabilita con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. - Emendamento art. 8 comma 14

Esiste quindi un impegno generico del Ministro di utilizzare il 30% delle risorse ricavate dal taglio del personale docente (senza specificare modalità e tempi), previsto dalla Riforma della scuola e già destinate con un accordo del 2008 alla valorizzazione del personale.

Abbiamo scelto questa forma di protesta per difendere i nostri diritti di lavoratori senza venir meno ai doveri contrattuali, in quanto le attività oggetto di sospensione non solo non sono obbligatorie, ma, pur rappresentando un arricchimento dell'offerta formativa, non compromettono il percorso didattico del quale garantiamo il regolare svolgimento.




- Alcuni link di approfondimento e di riflessione:


- Alcune osservazioni personali.

Dal rapporto OCSE 2010 risulta che l'Italia (prima di questi ultimi tagli) investiva in educazione solo più della Repubblica Slovacca, ora probabilmente meno.
La spesa per la ricerca e l'Università è fra le più penalizzate, come quella per gli stipendi degli insegnanti, già più bassi della media OCSE (sempre prima dell'ultima finanziaria).
In epoca di crisi globale la scelta del Governo non è per i figli e il futuro, ma per gli armamenti (i cacciabombardieri sono sistemi d'arma finalizzati non solo alla difesa): è una scelta miope e arrogante. La miopia sta nel non pensare a costruire una società futura offrendo possibilità migliori, sia in numero sia in qualità, ai giovani. L'arroganza sta nella costante mistificazione di dati e fatti al solo fine di far passare le proprie scelte come le migliori.
L'Italia è un paese che non ha risorse minerarie o materie prime; le principali risorse sono la sua storia, la sua cultura (il suo ingegno e capacità creativa), i suoi paesaggi: tutte risorse che vengono giornalmente offese.
- «Ma se poi dovremo sgomitare con la concorrenza, qualunque essa sia?»
- «Non c'è problema, il nostro ingegno è inesauribile ed è superfluo spendere per coltivarlo; poi, comunque, ci sono i caccia-bombardieri nuovi di zecca.»

Ma poi... anche tutti questi sono stereotipi. Il punto da capire, il punto di inizio sulla società italiana, è una frase di Pasolini (nella "Ricotta"): «Il popolo più analfabeta, la borghesia più ignorante d'Europa.»
Un popolo che vuole rimanere analfabeta e inebetirsi nella televisione; rinunciare alla memoria per l'omologazione. Sempre disposto a seguire slogan vuoti, purché roboanti.
Una borghesia, intellettuale o produttiva che sia, che pensa sempre prima al proprio 'particulare' e quasi mai ha veri slanci propositivi di respiro non localistico. Sempre disposta a "salire sul carro del vincitore" o presunto tale, pur di ottenerne favori: anch'essa segue, convinta o meno, slogan vuoti.








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