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Storia

1912 - Da una costola della gloriosa Canottieri nasce la sezione
Calcio Lecco. La Presidenza viene affidata all'industriale Eugenio
Ceppi che si occupa di trovare alla squadra anche il primo campo di
gioco regolare . il Cuntrada da Riva , inaugurato nel match con le
riserve del Milan. L'attività della Canottieri Calcio Lecco
continuerà fino alla 1° guerra mondiale e oltre , con la
partecipazione ai campionati dalla 3° alla 1° divisione.

1929 - Il Lecco , iscritto al campionato a girone unico della serie
cadetta , si difende fino a conquistare un inaspettato terzo posto.
I primi risultati stimolano l'ambizione dei dirigenti che , ai
primi passi sul mercato , acquistano dal Genoa gli idoli Lazzotti e
Lanfritto. Nel 1931 , in seguito alla scomparsa di Eugenio Ceppi ,
nasce la nuova A.C. Lecco , una realtà ormai indipendente dalla
Canottieri. Il sodalizio - voluto dai soci Rigoli , Rosa , Colombo ,
Bonaiti , Pensa e Mario Ceppi - mantiene i colori sociali blu e celeste.

1944 - Negli anni della guerra il Lecco conosce il primo periodo d'oro.
A causa della rinuncia all'attività di molte squadre , Mario Ceppi ,
dal '37 commissario della società , ingaggia i giocatori migliori:
in riva al lago arrivano il portiere Casati , Ettore Puricelli e 
Mario Rigamonti , poi protagonista nel Grande Torino. A guerra
conclusa , il Lecco parteciperà al campionato misto , navigando tra la serie B e la C.

1953 - Al via nel campionato di IV serie ( la serie D ) , il Lecco
domina il torneo e , con 46 punti nella classifica finale ,
guadagna la promozione in C. Nei campionati a seguire i blucelesti
saranno protagonisti di una costante ascesa. In campo si distinguono
i futuri protagonisti del salto in A: Francesco Duzioni , Francesco
Cergoli , l'allenatore Arrigo Morselli e i collaboratori
d'esperienza Camillo Achilli e Angelo Franzosi.

1957 - Con Achilli al primo anno da allenatore , il Lecco conquista la
serie B. Il primo campionato nella serie cadetta , però , non è
all'altezza delle aspettative: pur rinforzata da acquisti dalle
formazioni più blasonate - Ballacci dal Bologna , Passarin dal
Palermo , Pontel dall'Inter - la squadra finisce 14°. L'anno
seguente , grazie anche all'esplosione di alcuni giovani
interessanti quali Bonacchi , Bicchierai e Bruschini , il Lecco ,
con 45 punti , arriverà a sfiorare la promozione: in serie A
andranno Atalanta ( 51 ) e Palermo ( 49 ) , ma Bonacchi sarà
capocannoniere con 15 reti. Nel 1959 , nella ricerca della massima
serie , arriva il fuoriclasse ungherese Stefano Nyers. Il traguardo è vicino.

1960 - Il Lecco vince 17 partite e non perde mai al "Rigamonti": è la
promozione in serie A. Bonacchi e Nyers segnano rispettivamente 10
e 8 reti e la società vive momenti di grande euforia. L'anno
seguente i blucelesti si rinforzeranno per evitare l'immediata
retrocessione ( di rilievo l'acquisto del giovane oriundo
portoghese Sergio Clerici ) e lo spareggio salvezza con Bari e
Udinese regalerà la permanenza in serie A. Di quel campionato è
ancora vivo il ricordo della vittoria a San Siro sull'Inter; 2-1
con doppietta di Gilardoni. Nel 1962 , nonostante l'innesto in
formazione di Lindskog dall'Inter e Di Giacomo dal Napoli , il Lecco retrocederà.

1966 - Grazie alle 17 reti di Sergio Clerici , secondo nella
classifica marcatori della B , il Lecco , alle spalle del Venezia ,
conquista la sua seconda serie A. L'obiettivo è di non retrocedere:
per questo arrivano dal Milan i prestigiosi rinforzi Balzarini e
Angelillo. La riforma del regolamento , che porta a quattro le
bocciature , condanna i blucelesti che dovranno così dire addio
alla massima serie. Seguiranno anni non esaltanti. Dopo due
salvezze il Lecco tornerà a conoscere la C.

1972 - Con 51 punti , quattro più dell'Alessandria , e la miglior
difesa del torneo insieme col Verbania ( 24 reti subite ) , il Lecco
sale in B , ma l'avventura durerà un solo anno e i blucelesti
torneranno ad affrontare la serie C. Nel 1980 , la nuova retrocessione
in C2 e tre anni dopo il crollo in interregionale.

1997 - Dopo alcuni anni trascorsi tra i dilettanti , dal 1991 il Lecco
è di nuovo nel campionato professionistico. Qualificati ai playoff ,
grazie al secondo posto finale nel girone A , i blucelesti
conquistano anche la promozione in C1. Superato il Cittadella , 
sconfiggeranno nella finalissima anche la Pro Sesto. Di Adamo al
117' la rete della vittoria.

2001 - Campionato di transizione per il nuovo Lecco targato Torino e
amministrato da Giovanni Bartoli. Una salvezza abbastanza tranquilla ,
nonostante qualche paterna d'animo , che ha portato al necessario
esonero di Bruno Giordano ( rimpiazzato da Soldo ). Ma la squadra
bluceleste guarda al futuro. Che significa , soprattutto , Roberto
Donadoni , al debutto come nuovo allenatore del Lecco 2001-02.

2002 - Dopo un'indimenticabile presentazione nella centralissima Piazza
Garibaldi , per l'occasione invasa da oltre 1000 tifosi , inizia la stagione agonistica
del Lecco guidato da mister Donadoni. Con l'ex giocatore di Milan e nazionale , al Ceppi
si torna a vedere un calcio spumeggiante e divertente con la squadra che segna
gol a raffica. Ad un certo punto si inizia a sognare la serie B quando il Lecco è a
soli 3 punti dalla zona-playoff. E' però l'ultimo momento di gioia per la società
bluceleste. Donadoni lamenta pubblicamente il ritardo pagamento degli stipendi e
il patron Cimminelli aspetta il momento proprizio per vendicarsi sul tecnico cisanese.
Il Lecco esce sconfitto dal Ceppi per 2-0 dall'Arezzo e il giorno dopo
arriva la conferma: Donadoni viene esonerato e al suo posto , non senza poche
polemiche , Alessandro Scanziani. Col tecnico "comasco" , poco amato
dalla curva per i suoi passati sull'altra sponda del lago , il Lecco riuscirà a
precipitare in piena zona play-out. L'esasperazione dei tifosi scoppia nel dopo
partita di Lecco-Padova ( sconfitta sonora per 1-4 ) quando i tifosi prendono
d'assedio l'unica via d'uscita del pulmann del Lecco. I tifosi chiedono a gran voce
l'esonero di Scanziani , cosa che avviene puntualmente due giorni dopo.
E qui arriviamo alla contraddizione più grande della società. Viene richiamato
Donadoni , chiamato in soli 7 partite a salvare il Lecco. E la cosa riesce alla
grande al mister bergamasco che però , a fine stagione , lascia il Lecco per
trasferirsi al Livorno.

ESTATE 2002 - Tutto sembra calmo ma ci pensa la proprietà Torinese a muovere
le acque. Viene alla luce infatti una situazione economica davvero impensabile. Cimminelli
si affida a Marco Minardi che viene inviato in Via Don Pozzi per controllare
tutti i registri contabili della società. E' davvero un disastro completo. Si scoprono
gravi buchi per il settore giovanile e il deficit totale ammonta a oltre 4 miliardi
delle vecchie lire. A farne le spese è ovviamente l'amministratore unico
Giovanni Bartoli , reo di non essere stato in grado di gestire la società.
Purtroppo però , la voce delle difficoltà economiche della società bluceleste arriva
anche alla Figc che inizia ad indagare per vederci chiaro.
Il Lecco intanto viene messo in vendita. Cimminelli si dice stufo della gestione sul Lario
e comincia a cercare un acquirente. E' il 7 giugno 2002 quando Cimminelli diventa l'ex
patron del Lecco. Durante un incontro fulmine , il patron granata cede la società a
Belardelli , un imprenditore romano che ha già avuto esperienze ( non positive ) con
Lugano e Castel di Sangro. Tutto però sembra scorrere via tranquillamente con il
nuovo patron impegnato a farsi conoscere alle istituzioni e ai tifosi. Belardelli
promette l'iscrizione al campionato e si dice sicuro di risolvere la situazione.
Intanto però arriva l'ispezione della Co.Vi.Soc. proprio nel momento in cui era
in corso il tanto atteso fantamercato. La rosa viene costruita con buone scelte
tecnico-tattiche e , alla guida del Lecco , viene chiamato Giuliano Sonzogni ,
un allenatore vincente e ben accolto da tutti. Arriva il giorno della partenza
per il ritiro di San Pellegrino. Il patron Belardelli dice di avere acquistato un pulmann
con tanto di stemma e scritta "LECCO CALCIO". Tutto sembra quasi irreale
e la squadra parte per il ritiro. Sono però giorni frenetici per regolarizzare la propria
posizione economica e iscriversi regolarmente al campionato di C1. La Lega dichiara che
il Lecco non ha tutta la situazione in ordine e quindi viene scartata provvisoriamente
dal campionato di C1. Belardelli comunque continua a dirsi tranquillo e pronto a pagare
gli stipendi arretrati ai giocatori e allo staff tecnico. I giocatori però abbandonano
il ritiro e chiedono al patron chiarezza. Belardelli convoca alla sede della Calcio Lecco
giocatori e staff tecnico: dovrebbe essere il giorno dei saldi di stipendio e delle
conseguenti liberatorie ma invece Belardelli chiede tempo. A quel punto la situazione si aggrava.
Molti giocatori infatti lasciano la città e la società ha davvero i giorni contati.
La soluzione è tutto sommato semplice: indire l'assemblea per ricapitalizzare il capitale ,
pagare gli stipendi ed ottenere così le liberatorie e presentare il tutto alla Figc.
Belardelli dice che l'assemblea si terrà regolarmente e invita tutti alla calma.
Venerdì 26 luglio Belardelli , dopo aver partecipato ad una puntata speciale trasmessa
dagli studi di TeleUnica , viene circondato da un 100 di tifosi pronti alla lotta dura.
Solo grazie alla Digos , Belardelli evita l'impatto con i tifosi scavalcando con una scala
una rete dietro gli studi di TeleUnica e scappando dal giardino di una casa vicina.
Belardelli scappa a Roma e il Lecco è sempre nella bocca dello squalo. Sono
ore frenetiche con cordate finte e vere pronte a trattare l'acquisto del Lecco. Tutti
però sembrano voler trattare solo con Cimminelli ( che deteneva ancora l'1% della società ).
A quel punto il patron granata tenta l'ultimo sforzo per salvare il Lecco.
In un'assemblea tenutasi a Roma , Cimminelli tenta di riprendersi la società.
Ma tutto è inutile. Il Lecco resta a Belardelli che però non può far nulla. I tempi per la
regolarizzazione sono scaduti ma il Lecco chiede una proroga ( che non verrà mai concessa ).

1 AGOSTO 2002 - Giorno decisivo per il Lecco. La Figc valuta infatti la posizione
del Lecco ma , incredibilmente , la cartella contenente eventuali documentazioni
dell'ultima ora fornite da Belardelli è vuota. E' la fine! Alle ore 14.45 la Calcio Lecco viene
cancellata dal calcio professionistico. Il verdetto è inappellabile e parla chiaro: RADIAZIONE!!
Si parte dalla terza categoria o , se ci va di lusso , dall'Eccellenza.

3 AGOSTO 2002 - Alle ore 13.27 , sulle ceneri della Calcio Lecco , nasce ufficialmente
la nuova società chiamata a non far dimenticare i 90 anni gloriosi di storia bluceleste.
Lorenzo Bodega infatti , primo cittadino di Lecco , istituisce l'AC Città di Lecco.
Sarà lui il presidente della società mentre Anghileri , presidente della Provincia di Lecco ,
è il vice-presidente. La nuova società viene iscritta al Campionato di Eccellenza ma
manca davvero poco tempo per allestire una squadra all'altezza. Il primo acquisto della
nuova società è il "Ruspa" Antonio Pasinato , eletto Direttore Tecnico della squadra.
Viene scelto anche il nuovo mister: E' Gaspare Uzzardi , che nel 2002 aveva guidato la
Guanzatese alla promozione. Ed è proprio da Guanzate che arrivo i maggiori rinforzi.
Intanto si lavora anche sul lato economico: Il Sindaco chiama a raccolta
gli imprenditori lecchesi e apre un conto corrente dando il via ad una colletta popolare.
Obiettivo della nuova società è una sola: LA RISALITA!!!!!

 

 

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