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CARMEN

libretto (francese) di Henry Meilhac e Ludovic HalÚvy, dall'omonima novella di Prosper MÚrimÚe

libretto (italiano) di Achille de LauziÚres

Musche di Georges Bizet

Avvertenza: quanto trovate scitto da qui in avanti e' una mia personalissima versione della famosa opera lirica. I testi dei brani sono citati secondo una mia altrettanto personalissima opinione che siano i piu' significativi, e a tratti i brani non sono integrali. Naturalente non si potra' mai spiegare a parole la musica.

C'era una volta a Siviglia una piazza sulla quale si affacciavano una fabbrica di tabacchi e una caserma. La piazza era naturalmente un gran "mercato" dove la gente passava e schiamazzava, insomma un gran casino e proprio per questo motivo, dopo l'overture (una specie d i riassunto di tutte le arie dell'opera), appena si apre il sipario la prima aria molto allegra, parla proprio di questo:

Soldati

Sur la place chacun passe,
chacun vient, chacun va
sulla piazza si schiamazza
l'uno vien, l'altro va

Eh giÓ, i dragoni che non hanno davvero nulla da fare stanno a guardare le giovinotte e meno che vanno al mercato, ma si accorgono subito di una ragazza molto "per benino". Si nota subito sulla scena, perche' sembra davvero fuori posto in tutto quel bailamme. I Dragoni non si lasciano sfuggire l'occasione di cercare di importunarla, e Morales per l'appunto il brigadiere di turno alla caserma, avvicina la ragazza:

Morales

Que cherchez-vous, la belle? Che mai cercate, o bella?

Ragazza

Moi, je cherche un brigadier Chi? Io cerco un brigadiere

Morales

Je suis la', voila'! Son qua, son qua

Ragazza

Mon brigadier, Ó moi s'appelle.
Don JosÚ! Le connaissez-vous?
Nonsiete voi, il mio s'appella
Don JosÚ. Noto a voi non e'?

Porca la peppina, c'e n'ha uno di ..SUO!!!??????? Qui la faccenda si fa interessante.
Segue un colloquio tra i due nel quale il porcone di Morales cerca di circuire la bella ragazzetta e lei con gentilezza ma fermezza rifiuta ogni proposta e cerca di sapere del SUO JosÚ, e riesce a farsi dire che montera' con la prossima guardia. E difatti subito dopo ecco il cambio della guardia. La scena e' carina in quanto alle mosse dei soldati che fanno il cambio della guardia alcuni monelli interpertati in scena proprio da un gruppo di bambini cantano cosi':

Monelli

Avec la gÓrde montante
Nous arrivons, nous voilÓ
Sonne, trombette Úclatante:
ta ra ta ta, ta ra ta ta ta
Nous marchons la tÚte haute
Comme le petits soldats,
Marquant sans faire de faute,
Une deux marquant le pas.
Con la guardia quando monta
ci sappiamo accompagnar
tromba, a suonar sii pronta
ta ra ta ra, ta ra ta
Noi marciam come soltati
dei dragoni il tipo siam
ben sono i passi marcati:
uno, due, a tempo andiam.

Alla fine la nuova guardia si rimette a fare esattamente quello che faceva quella di prima, cioe' davvero un picchio di niente, lavativi!!! Morales prima di andarsene trova pero' il tempo di riferire a Don Jose' di una fanciulla "gonna azzurra e treccia cadente" che era venuta a chiedere di lui. Don JosÚ si lascia sfuggire un <<Micaela!!!!>>: eh!! ma allora Don JosÚ sa chi e' !! C'e' proprio una tresca tra i due .. eh!!! Ma ecco che dalla fabbrica di tabacchi escono per una pausa, le ragazze che vi lavorano.

La piazza ora si riempie di giovanotti sbavanti [alcuni addirittura con l'impermeabile addosso ;-)] Molte delle sigaraie sono parecchio carine, ma i piu' aspettano quella che non esce ancora, quella che si fa attendere e che fa sospirare tutti. I dragoni .... idem ...., porci pure quelli. Ed eccola!!! Chi??? Ma Carmen, naturalmente. E qui vai con l'aria oltremodo famosa, quella del Aiax :-((((, tanto per intenderci. Se volete il testo completo di questa aria, chiamata Habanera cliccate qui, e rammentate che pare che questa aria sia la nonna del tango.

Inutile a dirsi il testo dell'aria parla dell'amore. Carmen dice che e come un uccello ribelle, dice che l'amore non si puo' cercare, che piu' lo cerchi e meno lo trovi, e quando credi di averlo in pungo, con un battito di ali lui ti lascia a bocca asciutta e se ne va. Don Jos'e e l'unico che pare non accorgersi di niente, si gingilla con una cosa li' ..... che sta' facendo e sembra l'unico a non essere incantato e inebetito da Carmen.

E cosi' lei alla fine della canzone quando tutti i ragazzi si gettano ai suoi piedi chiedendole quando ricambiera' il loro amore, getta un fiore che aveva in mano, addosso a JosÚ che improvvisamente si ridesta e si guarda attorno attonito: scena che desta l'ilarita' di tutta la piazza. Le sigaraie rientrano al lavoro, e cosi' ritorna un po' di calma. Ed ecco rientrare in scena la ragazzetta di prima, che ormai sappiamo chiamarsi Micaela:

Micaela.

C'est votre mÚre qui m'envoie E tua madre che m'invia

Don JosÚ

Parle-moi de ma mÚre!!! Ah, mi parla di lei, ......... della madre lontana

E qui parte una dialogo lacrimoso e sdolcinato dove i due ripetono per 43 mila volte del dolce "sovvenir" del villaggio e della chiesetta e della madre lontana. Uno strazio allucinante e insopportabilmente lacrimoso e smielato.

Micaela consegna una lettera della madre, dove la stessa consiglia al figlio di sposare Micaela, che Ú una brava ragazza e seria e lui sempre pi¨ inebetito si dice fra se, <<si, si, madre, faro' come dici tu!!!> >. Che noia che pizza, che noia che tedio.

Ma tempo poco che Micaela se n'Ú ita, si sentono degli orribili schiamazzi e tutte le ragazze escono di nuovo dalla fabbrica. Qui la scena Ú esilarante. Le ragazze si dividono in due schiere e i dragoni si devono mettere in mezzo per dividerle, rischiando di buscarle tanto sono inviperiti i due gruppi che chiamero' "A" e "B":

A

C'est la Camencita Carmen, Ú stata lei

B

Non pas, ce n'est pas elle No, non Ú lei!

A

La Manuelita disit
Et rÚpÚtait Ó voix huote
Qu'elle achÚterait sans faute
Un Óne qui lui plaisait.
Manuelita or or diceva
e ripea ripetea
che comprar essa volea
per suo conto, un somarel.

B

Alors la Carmencita
railleuse Ó son ordinaire,
dit: un Óne, pourquoi faire?
Un bali te suffira.
Ed allor la Carmencita
arguta e tropp'ardita
dice: "un asino a che vale?"
Una scopa basterÓ.

A

Manuelita riposta
et dit Ó sa camarade:
pour certaine promenade
mon Óne te servira.
Manuelita, l'ira in cor
fe' risposta assai sgarbata:
ad una certa passeggiata
servir l'asino ti pu˛.

Gli insulti non finivano qui, ma questo mi pare gia' abbastanza esilarante. Zuniga, l'ufficiale di turno, manda Don JosÚ con due dragoni dentro alla fabbrica di tabacchi per dividere le due, che se le stavano ancora dando di santa ragione. JosÚ esce poco dopo tenendo Carmen, che nel frattempo aveva pugnalato l'altra. Zuniga interroga Carmen che invece di rispondere gli "canta" in faccia. Zuniga ordina a Don JosÚ di portarla in prigione e farle buona guardia. Ma Carmen rimasta sola con Don JosÚ gli dice che quel fiore che lei le aveva lanciato prima, era stregato, e che ora lui l'ama.

Carmen era una gitana e JosŔ resta molto turbato. Carmen aggiunge pure racconti di notti, di balli e vino, alla taverna di un certo suo amico Lillas Pastia. Carmen fa intendere a JosÚ che lo trova affascinante e che se lui la lasciasse scappare lei le sarebbe MOLTO!! riconoscente. JosÚ non sembra pi¨ indifferente al fascino di Carmen, anzi suda peggio di uno scolaretto eeee..... cede!!!! Ma che pappamolla d'uomo: e la mamma gli dice cosi' e lui si convince, e Carmen gli dice cola' e lui ..... pure.

Quando poi si parte per la prigione, Carmen da' un vigoroso strattone a Don JosÚ e lo butta a terra, lei scappa tra la folla della piazza con l'orchesta che suona un'aria assordante misto tra vittoria e beffa. Zuniga incavolato come una jena fa incatenare JosÚ e lo sbatte in cella per tanta dimostrata inettitudine. E per fortuna che Zuniga non si e' accorto che Don JosÚ si e' lasciato!!! atterrare, senno' lo fucilava sul posto!!!


II Atto

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