TORINO


Bandiera di Torino, capoluogo piemontese, già capitale del Regno di Sardegna e, dal 1861 al 1865, dell'Italia unita. Non è accertato quando è entrata in uso, probabilmente nel periodo tra le due guerre mondiali. Riproduce lo stemma, d'azzurro al toro furioso d'oro. L'emblema del toro, scelto evidentemente per assonanza con il nome della città (arma parlante), compare per la prima volta nel 1325 in un sigillo apposto sul Libro degli ordinamenti comunali, ma gli smalti dello stemma azzurro e oro furono definiti solo nel 1619. La città non ebbe alcun vessillo fino al 1911; in quell'anno, ricorrendo il 50° dell'Unità d'Italia, fu adottato un gonfalone giallo con sottile fascia azzurra recante lo stemma, in seguito diventato tutto azzurro.



Bandiera scelta il 6 settembre 1941 per rappresentare la città di Torino al Vittoriale e entrata ufficialmente in uso dopo la guerra come bandiera civica "di palazzo". È una replica fedele dello stendardo della milizia urbana impiegata nell'assedio francese del 1706. Il 31 maggio 1928 fu adottata come bandiera dei vigili urbani. Azzurra con sottile orlo giallo, attraversata da croce bianca, di formato quadrato, ha le tipiche caratteristiche delle bandiere militari piemontesi. Accantonata dal toro dello stemma in ogni quarto; nel primo quarto anche un cartiglio con il motto Auxilium meum a Domino, "l'aiuto mi viene da Dio"; nell'angolo in basso la data "1706".



La suddetta bandiera è oggi abbastanza diffusa e non solo in fuzione di rappresentanza. Sembra tuttavia che abbia subito alcune modifiche: appare frequentemente in proporzioni 2/3 e con l'orlo giallo in maggior evidenza. Si può osservare che se da un lato si intende rendere più moderna la bandiera, dall'altro si perde in parte il suo significato storico, legato al glorioso vessillo del 1706. (Vexilla Italica, 2, 1988 - "Su emblemi e vessilli", 2002)


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GENOVA



Bandiera della città di Genova, che fu anche quella della Repubblica marinara. Citata per la prima volta come bandiera del comune il 28 settembre 1218. Fu preceduta dalla "bandiera di San Giorgio", da intendersi come un vessillo rosso con la figura di San Giorgio (alcuni studiosi, anche autorevoli, hanno equivocato, interpretando come "croce di San Giorgio" e anticipando erroneamente l'introduzione di tale croce di oltre un secolo). L'antica bandiera rossa con San Giorgio nell'atto di uccidere il drago rivive oggi nel gonfalone della città, ma la bandiera comunale è da otto secoli quella con la croce. (Vexilla Italica 1, 1993)


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MILANO



Bandiera della città di Milano. Una bandiera bianca con croce rossa è citata in una lettera del 1155 inviata ai tortonesi dai consoli di Milano; si tratta della più antica attestazione nota di una croce sulla bandiera di un comune italiano. La croce era in forma patente, ma nel corso del XIII secolo assunse la forma estesa fino ai bordi del drappo, così com'è oggi. Le proporzioni attuali sono 5/7 con i bracci della croce larghi 1/5 dell'altezza. Notizie più dettagliate silla pagina del Libero Comune. (Vexilla Italica, 2, 1984, Vexilla Notizie, 0, 2002)


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BRESCIA



Bandiera della città di Brescia, bianco-azzurra con o senza lo stemma al centro. Talora si presenta divisa in orizzontale. I colori, tratti dallo stemma, risalgono almeno al secolo XIV e corrispondono a quelli della antica casata Maggi. Il leone azzurro in campo d'argento, secondo un documento del 1430, simboleggia la costanza nella carità. Il motto che accompagna lo scudo Brixia fidelis fu concesso alla città per la fedeltà alla Repubblica di Venezia durante l'assedio dei Visconti di Milano del 1438. Nella forma moderna, lo stemma è stato riconosciuto il 25 giugno 1925. (Vexilla Italica, 1, 1976)


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