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Solo qualche luogo privilegiato nasconde una musica selvaggia e spontanea come quella che i Lautari suonano a Clejani, un piccolo villaggio in Romania. Prima conosciuto come il Taraf di Clejani, il Taraf di Haidouks è stato così ribattezzato in omaggio agli antichi banditi della Romania feudale, gli Haidouks. Questa figura simboleggia ancora oggi nelle campagne una certa libertà e giustizia sociale, l'arte di arrangiarsi
di un popolo di fronte alle ingenuità del signore. Aldilà delle influenze bulgare, tUrche e slave, le antiche ballate dei Taraf de
Haidouks sono tramandate di padre in figlio, in seno ai taraf, termine arabo che designa un ensemble vocale o
Chi detiene la tradizione sono i veterani del gruppo: si tratta di un vasto repertorio di ballate intervallate da strofe narrate, nelle quali una voce solista, dialogando a volte con un altro cantante, racconta storie a carattere sociale ("La ballata del ricco e del povero"), mitico ("La ballata del serpente"), satirico ("La moglie dell'oste'), o epico ("Mihou, l'Haidouks''). Crooner tzigano, barbiere a tempo perso, Ile Iorga canta i misfatti delle belle fioraie che tradiscono i loro mariti, il dolore delle madri che hanno il figlio in galera, insomma, le grandi e piccole tragedie della vita di tutti i giorni. Cacurica sorprendente cantante di 72 anni, modula la sua voce nell'antico stile dalle inflessioni gutturali, autentico stile "di villaggio", che i più giovani hanno abbandonato.
L'ARENA - Martedì 22 Luglio 2003. I romeni Taraf per il gran finale. Vengono da Clejani, un piccolo villaggio della Romania, per esibirsi questa sera alle 21.30 a Nogara, nel piazzale del municipio (ingresso libero), per l'ultimo, atteso appuntamento con la rassegna Musica delle radici. Sono i Taraf de Haidouks e corrispondono ai nomi di Ile Iorga (voce), Cacurica (voce, cymbalum, 72 anni, specialista dell'antico stile «di villaggio», un canto dalle inflessioni gutturali), Posolan (voce, violino), Marin Manole (voce, fisarmonica), Falcaru (flauto), Costica (voce, violino), Caliu (violino), Marius e Ionitsa (fisarmoniche), Ionica (piccolo cymbalum), Turturica (grande cymbalum), Vlorel Vlad (contrabbasso), e Filip Simeonov (clarinetto). Già dalla strumentazione si può intuire la singolarità di questo ensemble, che prende il suo nome, Haidouks, a omaggio/ricordo degli antichi banditi della Romania feudale, che ancor oggi, nelle campagne, sono simbolo di libertà e giustizia sociale. Taraf, invece, è un termine arabo che sta semplicemente a indicare un gruppo vocale o strumentale ad assetto variabile (molti si ricorderanno i Taraf da Metropulitana, zingari rumeni protagonisti l'anno scorso di una splendida performance a Sona). A conclusione del concerto, sempre nel piazzale del municipio, rappresentazione finale dello stage di danza «Movimento dalle radici», curato da Elena Filippi. Domani, uno spettacolo fuori programma nel parco di villa Raimondi, ad ingresso gratuito: la commedia comico-brillante Mi è caduta una cavalla nel letto , messa in scena dalla locale compagnia Il Boccascena, per la regia di Massimo Cipolat. |
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