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| IL PROGETTO |
La linea si innestava sulla Capranica - Ronciglione, già esistente dal 1894 in quando
una diramazione della Roma-Viterbo, alla stazione di Capranica dal lato Roma eliminando
così qualsiasi manovra di regresso.
Solo nell'agosto del 1917, il Governo, riprende in esame il progetto presentato ben dieci anni prima. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, con alcune modifiche nelle parti interne dei due tronchi, finalmente lo approva. Oltre a queste, fu consentito di aumentare le pendenze fino al 25 x 1000, visto che il Ministero richiese l'elettrificazione dell'intera linea.
Il Peggion, che ottenne la concessione per la sua realizzazione, cedette il progetto alla
Società Romana Tramways Omnibus, che lo acquistò per nome di una nuova società ancora da
costituire: questa era la Società Elettro Ferroviaria Italiana.
Nel 1921 venne firmata la convenzione con la Società Elettro Ferroviaria Italiana e il Governo:
questa prevedeva la costruzione, con una sovvenzione di Lire 10.000 al chilometro da versare
in cinquant'anni.
| I LAVORI DI COSTRUZIONE |
L'esito fu positivo, tanto che si riuscì oltretutto ad accorciare la linea di un chilometro rispetto al progetto e livellare anche un pò le pendenze. I lavori durarono 6 anni, troppi per una linea di poco più di 78 km, ma questo dato, rende bene delle difficoltà incontrate. L'opera più onerosa alla fine si è dimostrata quella del movimento di terra come gli sbancamenti, la posa di rilevati e il rafforzamento dei terreni poco compatti. Ad alcune ditte edili locali, furono assegnati gli appalti per la costruzione delle opere in muratura come i fabbricati, viadotti e gallerie; i viadotti in ferro furono progettati e costruiti direttamente da società del settore come la Società Costruzioni Ferroviarie e Meccaniche di Firenze e le Officine Savignano di Torino. Nell'ultimo anno fu posato il binario costituito da rotaie proveniente per la maggior parte dalle fonderie di Piombino. Malgrado i lavori non fossero ultimati, il 1 novembre 1928, il Presidente della Società Elettro Ferroviaria Italiana, invitava autorità e personaggi locali al viaggio inaugurale della nuova ferrovia che consisteva in una vera e propria gita in treno con partenza da Orte. Solo il 28 ottobre 1929, la Civitavecchia - Capranica - Orte venne completata e aperta al regolare traffico passeggeri e merci, ma senza elettrificazione: questa mancanza segnerà un triste destino alla Civitavecchia-Capranica-Orte.
| LE CARATTERISTICHE TECNICHE |
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Lunghezza complessiva: 78,248 Km Lunghezza del I° tronco Civitavecchia-Capranica: 48,949 Km Lunghezza del II° tronco Ronciglione-Orte: 29,299 Km Lunghezza della bretella Capranica-Ronciglione (realizzata nel 1894): 7,561 Km Binario: singolo con raddoppio per precedenze solo nelle stazioni e fermate costituito da rotaia da 36 Kg/m Tratti in curva: 28 km Tratti in curva al raggio minimo di 300 metri: 7 Km Tratti rettilinei: 50 km Gallerie: 11 per un totale di 3,725 Km, la piu' lunga 1,367 Km Ponti di grandi dimensioni: 12 Cavalcavia: 17 |
Ponti a singola campata di 10 metri: 60 Ponticelli e tombini di 1 metri: 145 Passaggi a livello con barriere: 14 Passaggi a livello senza barriere: 40 Quota minima: Civitavecchia 20 metri slm Quota massima: Rongiglione 404 metri slm Pendenza massima: 25 x 1000 Lunghezza della rampa alla massima pendenza: 18 km, dislivello 331 metri Sistema di segnali: semaforico ad ala, 2^ categoria Sistema di comunicazioni tra stazioni: telefonico Omologazione linea: 9^ categoria UIC per 1.000 tonnellate rimorchiate Velocità massima: 60 Km/h Sede del Dirigente Unico: fino agli anni '60 a Ronciglione |
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Senza contare Civitavecchia, Capranica, Ronciglione e Orte già esistenti prima della nascita
della ferrovia, le stazioni e fermate di questa linea, malgrado avessero la
stessa pianta comune con gli altri edifici ferroviari dello stesso periodo, sono uniche in
Italia per via dello stile "liberty" dato da particolari decorazioni e complementi
architettonici.
| L'ESERCIZIO FERROVIARIO |
Nelle fermate a quota bassa come Monteromano per il I° tronco e Castel Bagnolo di Orte per il
II°, sostavano le locomotive che accompagnavano in spinta i convogli pesanti.
A queste condizioni spesso si preferiva far transitare i convogli merci pesanti
via Roma utilizzando le tratte pianeggianti della linea Roma-Pisa da Civitavecchia e
Roma-Firenze fino ad Orte.
Alla Civitavecchia - Capranica - Orte, rimase il solo traffico locale sia passeggeri che
merci e la linea comincia la sua pigra vita di ferrovia secondaria.
Nel 1935, vista l'assenza di viaggiatori, venne soppressa la 1° classe.
Dopo ben 10 anni dall'entrata in esercizio della ferrovia, iniziano i lavori per
fornire la sospirata elettrificazione prevista già nella variante di progetto
del 1917.
Purtroppo, quei lavori realizzarono solo l'elettrodotto ad alta tensione Civitavecchia-Orte
che ancora oggi corre parallelo e spesso vicino alla ferrovia e i locali che avrebbero dovuto
ospitare le sottostazioni elettriche di Monteromano e Capranica.
| LA GUERRA |
| I DIFFICILI ANNI '50 |
Nel dopoguerra viene soppressa anche la 2° classe viaggiatori per la scarsità d'utilizzo.
| LA FRANA |
La notte dell' 8 gennaio 1961, dopo tre giorni di incessanti piogge, una frana all'imbocco
della galleria Cencelle (progressiva km. 13+200) blocca l'esercizio sulla tratta
Civitavecchia - Capranica. Praticamente cedette la parte alta del rivestimento murario
della trincea a meno di 5 metri dal portale della galleria,
causando uno smottamento di terreno che ha ricoperto mezza sede del binario per meno di
10 metri.
Bisogna dire che quel tratto della linea è caratterizzato da un geologia un pò avversa.
Banchi di argilla su materiali di deposito, hanno dato filo da torcere sia durante
la costruzione, che durante l'esercizio. Nel medesimo punto, già nel 1946 si dovette
intervenire per porre rimedio ad un identico problema.
La frana, che a quell'epoca poteva essere eliminata a mano da una squadra di operai con poche
giornate di lavoro, fu presa come pretesto per tagliare all'esercizio
il I° tronco. Infatti, nei giorni successivi ebbero luogo ispezioni da parte dei
tecnici per quantificare il danno che fu stimato in 250 milioni di Lire e ritenuto subito
fuori portata in relazione agli scarsi ricavi derivanti dalle movimentazioni merci e passeggeri.
| FERITA MA ANCORA IN VITA |
Sull'altro estremo del I° tronco fu mantenuto il servizio passeggeri da
Capranica a Blera: un servizio sostitutivo con autobus collegava poi Blera a Civitavecchia.
Dal 1963 tutto il servizio passeggeri venne soppresso e l'autobus fu esteso fino a Capranica.
Fino allo stesso anno viaggiarono sporadicamente convogli ferroviari militari destinati al poligono
vicino Monteromano: la tratta impiegata fu quella da Capranica fino a Civitella Cesi.
Davanti a questa situazione iniziarono le proteste dei cittadini e delle amministrazioni di
un po tutti i comuni attraversati e non dalla linea e nacquero veri e propri comitati
d'agitazione.
Molte furono le prese di posizione a favore della riapertura della ferrovia e le
popolazioni spesso scesero in piazza protestando a gran voce contro la decisione di
non riaprire la ferrovia.
Solo il II° tronco ebbe la fortuna di continuare il suo esercizio, perché attraversava un
territorio già molto più popolato e malservito dalle arterie stradali.
Qui le "littorine" furono impiegate fino al 1968 e poi sostituite dalle automotrici ALn 668
della FIAT. I traffici merci invece qui spariscono quasi del tutto e quei pochi
verranno svolti con locomotive diesel D343 e D345.
Dagli anni '60 inizia un impiego un po particolare della ferrovia: la linea viene impiegata
come set cinematografico per girare film.
Negli anni 70 il tratto da Civitavecchia ad Aurelia, ormai inutilizzato da anni, viene
riscoperto dalle Ferrovie per le prove di alimentazione su dei nuovi tipi di isolatori
di linea elettrica: questi verranno montati sulla vecchia palificazione degli anni '30 ancora
esistente e alimentati dalla sottostazione elettrica di Porta Tarquinia.
| I LAVORI PER IL RIPRISTINO |

Nel 1986 la tratta da Civitavecchia Porta Tarquinia fino a poco oltre la fermata di Aurelia
viene interessata da lavori di ristrutturazione dell'armamento e di installazione di un
sistema di elettrificazione a corrente monofase sulla vecchia palificazione
degli anni '30.
Tutto questo per eseguire prove sulle nuove locomotive E492 destinate alle linee per
la Sardegna, alimentate appunto a corrente monofase 25.000 Volt.
Nell'autunno del 1986 iniziarono i lavori per il ripristino del I° tronco con operazioni di rilievo, progettazione e prove di laboratorio. I cantieri entrano in funzione nei primi mesi del 1988 con la ristrutturazione delle gallerie e dei ponti con l'aumento del carico sopportabile. Nel caso del ponte sul Mignone si è proceduto alla sostituzione delle travature metalliche con un nuovo tipo compatibile con i sistemi di elettrificazione e alla bonifica del letto del fiume da ordigni bellici inesplosi.
Il tracciato conserva l'andamento originale ad eccezione di qualche piccolo intervento
per aumentare un pò il raggio di curvatura.
Le pendenze, invece hanno subito un intervento più deciso allo scopo di addolcire un
pò l'andamento delle rampe: malgrado queste raggiungono ancora i livelli del 25 x 1000,
gli attacchi si presentano meno bruschi che in origine.
Con questa prima parte di lavori ultimati nel 1994 e costati circa 220 Miliardi di Lire,
il tracciato era pronto a ricevere il binario. Lo stato di avanzamento dei lavori
sarà di 2/3 di quelli necessari per rifar circolare i treni.
| L'ABBANDONO DEI PROGETTI |
Nel 1995, viene realizzato il deposito DE.CAR. nella zona industriale di Civitavecchia,
e con una deviazione al km 3+700 della ferrovia Civitavecchia - Capranica - Orte messo in
collegamento con Civitavecchia Porta Tarquinia.
Sempre nel 1995 viene rimosso l'intero armamento tra la deviazione per il DE.CAR. ed Aurelia.
A luglio del 1995 anche sul tronco Capranica - Orte viene sospeso l'esercizio passeggeri
e istituito un servizio sostitutivo con autobus.
Nel 1998, la finanziaria stanziò i rimanenti 123 Miliardi di Lire utili per ultimare la Civitavecchia - Capranica - Orte (rifacimento del tratto di 12 Km da Civitavecchia a Mole del Mignone, posa dell'armamento da Civitavecchia a Capranica ed elettrificazione di tutta la linea da Civitavecchia a Orte) ma ancora nessun cantiere è stato riaperto per completare la ferrovia. Intanto le FS rivalutano l'importanza della Civitavecchia - Capranica - Orte, studiando un nuovo piano ferroviario per collegare Civitavecchia con Orte attraverso l'anello ferroviario intorno Roma. Una volta realizzato i treni percorreranno senza pendenze una distanza doppia, rispetto alla via di Capranica.
| TUTTI CON LA FERROVIA |
Dal 2000 la questione della ferrovia Civitavecchia - Capranica - Orte torna d'attualità.
In questi ultimi anni, prese di posizione a favore della riapertura della ferrovia per Orte sono state prese, oltre che dall'Autorità Portuale di Civitavecchia e delle Acciaierie di Terni, dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dalla Regione Lazio e Umbria, dalle provincie di Roma, Viterbo e Terni, dal Centro Merci di Orte, dall'Interporto Civitavecchia, dalla Confindustria e da tutti i comuni attraversati.
Nel 2005, la nuova giunta regionale del Lazio, che ha messo tra le priorità del suo programma proprio il ripristino della linea, chiede alle Ferrovie la cessione del tracciato: una volta acquisito e grazie a finanziamenti pubblici ed investimenti privati, la linea potrà essere ricostruita per la parte mancante e riaperta all'esercizio sotto la gestione dalla Regione Lazio che già ha esperienze in merito.
| VERSO IL RIPRISTINO |
A dicembre 2007, la L'Unione Europea individua la Civitavecchia - Orte come tratta facente parte del nuovo asse di trasporto merci
Palermo - Berlino via Brennero.
Il progetto è poi pronto ad entrare nella fase operativa: infatti si svolgerà a settembre 2008 un importante incontro presso il
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra la Commissione Europea delle Reti Transnazionali (TEN-T), Direzione Regionale
Trasporti e Agenzia Regionale della Mobilità.
Due milioni di Euro la spesa per gli studi preliminari e progetto definitivo
che sarà pronto entro due anni. Il 50% dei finanziamenti arriveranno da Bruxelles, il restante 50% sarà messo a disposizione
tra Regione Lazio, Autorità Portuale di Civitavecchia e Interporto Centro Italia di Orte.
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S. Foschi,
2000 - 2009
A. Guidi. La ferrovia Civitavecchia - Orte, Roma 1928
G. Seghenzi. La ferrovia Civitavecchia - Orte. Civitavecchia 1986
M. Cruciani - R. Zannotti. La ferrovia
Civitavecchia - Capranica. Bollettino GRAF n. 86 - 88. Roma 1979
aa.vv. Civitavecchia - Capranica Sutri: andata e ritorno. Catalogo della mostra. Allumiere 1986
Università degli Studi Roma 3. Ipotesi di riutilizzo della ferrovia Civitavecchia-Orte. Roma 2001
vari articoli da giornali e quotidiani dal 1959 al 2008
Collezione privata S. Foschi - Civitavecchia
Collezione privata A. Ginnasi - Ronciglione
Archivio associazione fotografica Clik - Allumiere
M. Agretti - S. Foschi - Gruppo Romano Amici della Ferrovia - S. Paolini - G. Pillon - Quotidiano "il Tempo" e "il Messaggero"
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