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Data di pubblicazione: 13/11/2002
Il Nuovo

Dal 14 al 24 novembre va in scena al Valle "City Reading Project" dello scrittore torinese. Tre spettacoli che mutano il libro in materia sonora e teatrale. Con la musica dal vivo degli Air e di Giovanni Sollima. 

ROMA - Il cartellone di Romaeuropa Festival si avvia a conclusione con il nuovo progetto di Alessandro Baricco. Lo scrittore torinese, che con Totem ha ideato un nuovo modo di rappresentare la parola scritta, prosegue nella sua ricerca con un progetto complesso e articolato su tre spettacoli (ciascuno avrà tre repliche).

Stavolta si presenta con una compagnia numerosa e dalle competenze diversificate, per una metamorfosi che stavolta riguarda il suo libro "City". Sarebbe riduttivo parlare di reading, ma non si tratta neanche di vero e proprio teatro. Forse qualcosa, come dice Baricco, "...che sta prima del teatro ma al di là del semplice aprire un libro e leggere; uno spazio che ho scoperto facendo Totem e che rimane ancora da esplorare". Lo scrittore ha scelto di occuparlo con cose teatrali (luci, movimento, scenografia) con attori e non-attori, come Stefano Benni, per creare un evento che abbia al centro il gesto del raccontare. Da "City", Baricco ha estratto tre brani da elaborare per il progetto: "Tre storie western", "Il lascito testamentario del Prof. Mondrian Kilroy" e "Ring".

Accurata la scelta dei collaboratori necessari a creare le giuste atmosfere, dalla regista Lorenza Codignola, che ha una grande esperienza nell'Opera, alla coreografa Raffaella Giordano, incaricata di dirigere il movimento scenico, agli attori, scelti al di fuori del contesto teatrale. "Gli attori di teatro-sostiene Baricco- hanno un'impostazione che è difficile togliere e che non era adatta al nostro scopo". Così ecco Stefano Benni, uno dei maggiori scrittori italiani, trovarsi sul palcoscenico a leggere "Il lascito testamentario...". "Si tratta di un saggio sull'onestà intellettuale e ho pensato a lui anche perché legge da dio ed essendo uno scrittore conosce bene la struttura del testo. Inoltre da giovane ha anche fatto l'attore ed ha un buon rapporto con il pubblico". Questa l'unico spettacolo senza musica, mentre per "Tre storie western" sarà il gruppo "electro" francese degli Air ad accompagnare le voci narranti e da questa esperienza nascerà anche un cd. "Gli Air hanno nella loro musica un'idea di tempo, un respiro, che si allineano perfettamente al ritmo della lettura, delle parole. E poi, a volte, aggrediscono con i watt e a me piace aggredire il pubblico, ogni tanto". Il terzo spettacolo "Ring" sarà invece accompagnato dal violoncello di Giovanni Sollima uno dei migliori esecutori e compositori italiani.

Uno spettacolo anomalo forse, ma che va incontro ad un pubblico sempre più coinvolto da questo genere di esperimenti fra letteratura, teatro e musica. "Credo che nei prossimi anni questo tipo di approccio si svilupperà ancora. Si tratta di una sorta di migrazioni collettive del pubblico, momenti in cui l'aspetto narrativo è particolarmente cercato ed apprezzato. Succederà per qualche anno, poi si passerà ad altro. Però bisogna farlo bene. Leggere è una cosa complicata, che va fatta con l'attenzione dell'artigiano. Il suono delle parole è importante quanto il significato".