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dal testo sono consentiti soltanto a condizione che essi si
rifacciano palesemente all’autore, menzionandone il nome e l’opera,
secondo le regole codificate per la redazione dei riferimenti
bibliografici. In questo caso specifico tali riferimenti sono i seguenti:
■ Viola, A.
(2005). Modelli recenti di
ipnositerapia, ulteriori sviluppi teorici e ultime interpretazioni
neurofisiologiche dell’ipnosi, in Manca Uccheddu, O. e Viola, A.,
Ipnosi e suggestione in psicoterapia. Milano: Giuffré editore.
■ Viola, A.
(2005). L’ipnosi regressiva, in
Manca Uccheddu, O. e Viola, A., Ipnosi e suggestione in psicoterapia.
Milano: Giuffré editore.
■ Viola, A.
(2005). Ipnosi regressiva e PLR.
Dal
web, in http://digilander.libero.it/Antonello_Viola_Dott/ipnoregressiva.htm
Ipnosi regressiva
L’ipnosi regressiva costituisce
una delle tecniche d’elezione maggiormente utilizzate nell’ambito della
moderna ipnologia, e sicuramente
anche più proficue nel contesto del counselling psicologico e
psicoterapico. Questa tecnica può essere considerata fondamentalmente come
un approccio centrato sul cliente, focalizzata sulla scoperta dell’origine
delle sue difficoltà. La tecnica di ipnosi regressiva sfrutta
essenzialmente le proprietà ipermnestiche della
trance ipnotica, ovvero la possibilità di recupero di ricordi obliati o
rimossi, e la sua capacità di consentire la regressione mentale nel tempo (come un viaggio a ritroso nel
passato). Attraverso il processo ipnoregressivo, grazie al maggiore
contatto tra sfera conscia (ciò che psicoanaliticamente potremmo definire l’Io mentale)
e inconscia determinato dalla trance ipnotica, in uno stato di
funzionamento mentale fluido e di destrutturazione del blocco energetico
(determinato da un processo che Freud chiamò censura) fra i domini dell’apparato
psichico, spesso la mente inconscia è in grado di localizzare la causa
originale (anch’essa inconscia) di un effetto conscio (di cui l’individuo è
quindi consapevole: un sintomo, uno stato di tensione psicologica o di
disagio, ecc.) e tangibile (e spesso spiacevole) sperimentato nella propria
realtà di vita, ed inviare l’informazione alla mente
cosciente del soggetto: pertanto, questo processo fornisce al cliente,
professionalmente supportato dal counsellor, l’opportunità
di analizzare e rielaborare le emozioni e i sentimenti originali associati
alla specifica esperienza o causa remota.
La dinamica della regressione ipnotica
può seguire fondamentalmente due percorsi:
- la
rievocazione dissociata
- la
rivivificazione degli eventi
Nella rievocazione dissociata ipnoregressiva, il
soggetto recupera i ricordi e li rievoca osservandoli da una posizione
esterna, come osservatore, senza sperimentarli in prima persona:
sostanzialmente il soggetto rivede sé stesso e gli eventi dall’esterno.
Nella rivivificazione ipnoregressiva il soggetto
rievoca fatti ed esperienze rivivendoli emozionalmente e percettivamente
con l’ausilio di tutti i sensi: in altre parole il soggetto rivive
pienamente le esperienze rievocate con una percezione sensoriale ed
emozionale diretta, quindi con pieno coinvolgimento.
Il processo ipnoregressivo può essere
considerato come una dinamica molto delicata, pertanto dovrebbe essere
utilizzato con elevata professionalità e competenza. In particolare il
counsellor ipnologo dovrebbe utilizzare una tecnica accurata e molto attenta, così da evitare il
condizionamento del soggetto, e lo sviluppo di una “sindrome da
falsa memoria”. In altre parole, è molto importante che nella conduzione del
processo il counsellor sia particolarmente accorto nell’evitare l’utilizzo di
suggestioni che possano determinare lo sviluppo di falsi ricordi.

PLR – Past life regression
(Regressione alla vita passata)
In generale, la tecnica di “Past life
regression” (PLR)
corrisponde a una varietà di metodi che consentono il recupero di ricordi
di esperienze che hanno avuto luogo in “altri periodi di vita”.
Per la precisione la PLR è una forma di trattamento
psicologico emerso nel corso degli anni '60 del secolo scorso,
fondamentalmente sviluppatosi e formalmente ufficializzato negli USA,
basato sul presupposto che alcuni
disagi psichici ed emotivi attuali affondino le loro radici nel terreno di
esperienze e vissuti traumatici irrisolti risalenti a precedenti periodi di
vita (in particolare l'infanzia) o perfino a “vite
precedenti”.
In particolare, generalmente gli
ipnologi usano l'ipnosi (e talvolta qualche altra tecnica) per condurre il
paziente a uno stato alterato di
coscienza (in questo caso la trance ipnotica) che permette
all'individuo di recuperare e rievocare più agevolmente (superando l’ostacolo
della censura operata dalla mente cosciente) gli eventi traumatici rimossi:
successivamente, attraverso l’utilizzo di specifiche
tecniche di conduzione, l’ipnologo guida il paziente,
attraverso un processo di rielaborazione, ristrutturazione ed integrazione
costruttiva ed adattiva delle esperienze rievocate nell’ambito della
sua personalità globale e nel contesto del suo cammino evolutivo
individuale.
Personalmente, quando utilizzo il
termine di questa utile ed efficace tecnica ipnotica nel suo nome omologo
in lingua italiana, preferisco attenermi rigorosamente alla traduzione
letterale dall’inglese, ovvero “Regressione
alla vita passata”, evitando l’utilizzo di
un altro termine più diffuso ma meno accurato nella traduzione, come “regressione
alle vite precedenti”. Il motivo per cui opto con decisione per l’utilizzo del
primo e più generico termine è semplice: pur essendo convinto, sulla scorta
di innumerevoli evidenze empiriche raccolte e di studi accurati svolti da
molti affidabili ricercatori e scienziati, della realtà di un cammino evolutivo spirituale che non si limita a una singola esperienza di incarnazione terrena
ma bensì consiste di un ciclo di vite e di rinascite, mi allineo con la
posizione di altri autori secondo i quali, pur avendo finora raccolto un ampio corpus di prove empiriche che
convergono a sostegno dell’ipotesi della reincarnazione, la realtà oggettiva di questa non potrà mai
essere inconfutabilmente provata. Nonostante questo margine di incertezza,
che tuttavia in effetti caratterizza ogni teoria finora enunciata, ritengo
di annoverarmi fra i teorici assertori dell’ipotesi
della reincarnazione, fermo nella convinzione che il nostro cammino terreno
rappresenti una parentesi significativa nell’ambito di un
cammino evolutivo spirituale esteso, che si dipana secondo un processo di
causa-effetto (Karma), verso la meta dell’individuazione
e della perfezione nella Fonte della Creazione.
Fondamentalmente,
la tecnica ipnotica di “Regressione alla vita passata” (PLR) si configura come tecnica
terapeutica psicologica indirizzata all'insight (cioè la presa di coscienza
o consapevolizzazione di contenuti inconsci), alla crescita psicologica ed
alla guarigione. Il processo di ri-sperimentazione di eventi di vita passata in qualche modo traumatizzanti, spesso
produce cambiamento e guarigione: pertanto l’obiettivo ultimo di questa tecnica di regressione
ipnotica, che agisce illuminando nell’oscurità dei ricordi celati nelle profondità e nei
meandri dalla mente inconscia, è rappresentato dal tentativo di produrre
conoscenza, saggezza e comprensione costruttiva degli aspetti più profondi
della personalità e del carattere dell’individuo, ed il progresso nel raggiungimento della completezza e dell’individuazione
del Sé.
Sebbene
la “Regressione
alla vita passata” sia una tecnica
antichissima, che addirittura potremmo fare risalire al IV sec. A.C.,
quando Patanjali, l'antico filosofo indiano che codificò lo Yoga,
insegnava come le vite precedenti potessero essere rievocate attraverso la
meditazione, la PLR fece il suo nuovo ingresso in tempi moderni intorno
agli inizi del XIX sec. con Albert de Rochas, un colonnello
francese che praticava l'ipnotismo. Più recentemente, nel secolo scorso,
durante gli anni '60, Dick Sutphen, un "terapeuta americano della vita
passata", ha reso popolare l'uso terapeutico di questa tecnica. Raymond
Moody, il famosissimo sensitivo americano, autore del libro
"Life after Life" che dettagliava esperienze vicine alla morte
(NDE, near death experiences) ha pure contribuito alla conoscenza del
metodo con il suo volume "Coming Back", nel quale descriveva nove
delle sue vite precedenti. Alla diffusione della conoscenza internazionale
di questa potente tecnica terapeutica ha certamente e massimamente
contribuito, negli anni più recenti, lo psichiatra statunitense Brian
Weiss, grazie alla notevole tiratura della sua produzione
letteraria, di genere essenzialmente narrativo ma non scientifico.
Tuttavia, ancor prima che l’esistenza della PLR venisse a conoscenza del grande
pubblico, grazie alla notevole tiratura di queste opere narrative, la
stessa tecnica era già consolidata da parecchi anni, grazie all’opera di altri specialisti
statunitensi che la praticavano estensivamente ancor prima che Weiss
scrivesse i suoi libri (per esempio, Netherton, Wambach, Fiore, e altri.).
La tecnica di PLR viene oggi usata da svariati psicologi e psicoterapeuti
in tutto il mondo, quale strumento terapeutico efficace e mezzo potente di
indagine psicologica.
La
credenza nella reincarnazione affonda le proprie radici nella storia dell’umanità, costituisce un aspetto
standard di molte forme di metafisica ed è parte di molti sistemi
religiosi, soprattutto quelli orientali (l’Induismo, la Cabala ebraica,
il Buddismo, e perfino il primo Cristianesimo). Tuttoggi moltissime persone
al mondo nutrono la convinzione delle reincarnazione,
basandosi su una pura questione di fede o su un background di conoscenze
culturali e scientifiche. Se accettiamo il concetto di reincarnazione, ne
consegue che deve esistere un metodo in grado di far luce sul ciclo di
morti e rinascite e consentirci di acquisire un livello di conoscenza sulle
nostre vite precedenti, nel continuum delle nostre esistenze.
Oggi, la
costellazione di sistemi utilizzati a tale scopo è nota con il nome di “Past life regression” (Regressione alla
vita passata). In tale contesto, l’“Ipnosi
regressiva alla vita passata” costituisce una delle tecniche d’elezione di analisi psicologica e consapevolizzazione. Il concetto di “Karma” costituisce il concetto chiave dell’analisi psicologica mediante la PLR,
e sta alla base della spiegazione per cui ogni identità spirituale ha generato
ogni aspetto e circostanza della propria vita. Il Karma rappresenta la
somma totale delle cause che ogni individuo ha generato e mobilitato
durante il complesso dei suoi periodi di vita precedenti. In particolare, il principio di causa-effetto del Karma spiega
che ogni attività dell’individuo, pensieri, atteggiamenti, emozioni e atti, si
accumulano sommativamente e secondo un principio universale, come causa
degli effetti salienti delle future incarnazioni.
Attraverso
la pratica della “Regressione
ipnotica alla vita passata” l’individuo
può allargare la propria consapevolezza sui suoi tratti peculiari di
personalità, le origini di alcune malattie organiche e di condizioni
psicopatologiche disfunzionali, sulle radici profonde di particolari
inclinazioni, preferenze, interessi professionali, sulla natura di schemi
mentali, comportamentali e relazionali ricorrenti (coazione a ripetere), e
sugli scopi sottili della propria esistenza. La tecnica ipnotica di PLR si
configura quindi come una forma di trattamento psicologico olistico,
indirizzata ai processi mentali, organici, emozionali e spirituali. Essa
fondamentalmente agisce attraverso il processo regressivo dell’individuo (naturalmente questo è
riferito alla dimensione mentale e temporale e non al meccanismo psichico
difensivo) che può essere raggiunto essenzialmente a due livelli (a un
grado dissociativo, osservando gli eventi come dall’esterno, oppure in forma di rivivificazione,
sperimentando gli eventi e i vissuti in forma globale
percettiva-emozionale), consentendo l’esplorazione di periodi di vita antecedenti, allo scopo
di chiarire o risolvere difficoltà e disagi sperimentati nel tempo
presente. Il processo regressivo viene facilitato e guidato dall’ipnologo (certamente un operatore
competente con specializzazione nel campo delle professioni di aiuto e
della salute mentale) che può indirizzare lo stessa secondo una dinamica
che terrà conto delle problematiche del cliente e degli obiettivi del
rapporto di counselling. La dinamica di regressione PLR potrebbe essere per
esempio stadiale, ovvero prima condurre a precedenti periodi evolutivi della vita presente (per es.
adolescenza, fanciullezza, infanzia), poi nell’utero materno, quindi prima della
nascita, per proseguire a tempi di vita precedente; oppure diretta,
cioè volutamente indirizzata a uno specifico periodo di vita antecedente.
L’opportunità di rivedere e risperimentare
cicli e schemi comportamentali ricorrenti nel corso di molti tempi di vita
passata, consente di acquisire una maggiore e più ampia prospettiva sui
propri unici e peculiari conflitti, paure, errori, abitudini, scelte,
speranze, sconfitte, vittorie e speranze. Quando l’individuo vede il suo “complementare” in un tempo di vita precedente,
esibire (sebbene nell’ambito di
differenti esperienze) i suoi stessi o simili comportamenti disfunzionali,
e compiere analoghi errori, questi può raggiungere
più prontamente la consapevolezza della natura dei cambiamenti necessari
per raggiungere un progresso evolutivo positivo nella propria vita.
Le
evidenze raccolte nel contesto dell’ampissima pratica clinica della PLR mostrano che in
svariati casi le disfunzioni
organiche e le malattie
sperimentate in vita, affondano radici profonde che si estendono in altri
periodi e dimensioni di vita passata. In tal senso la pratica della PLR può
fornire talvolta informazioni significative e importanti per il processo di
guarigione di sintomi fisici, oltre che psicologici (quali disturbi d’ansia, alimentari, dell’umore, dissociativi, sessuali e dell’identità di genere, di personalità,
dipendenze, ecc.).
La
ragione fondamentale per intraprendere un percorso di PLR è quindi quella
di migliorare e comprendere
maggiormente la propria vita, nel tempo presente.
Nella
pratica clinica spesso i clienti scoprono che alcuni conflitti e problemi
che caratterizzano la loro vita hanno origine da eventi traumatici
sperimentati in tempi di vita precedenti. I ricordi di vita passata possono
ripresentarsi in svariate forme: talvolta secondo una dinamica percettiva
di “deja vu”, oppure come sogni ricorrenti ambientati
in specifici scenari e ambienti oppure riguardanti eventi spiacevoli,
oppure ancora sotto forma di fobie più o meno invalidanti, o
sotto forma di infondate e inspiegabili paure. Per esempio,
in ambito clinico si è spesso rilevato che pazienti con fobie per l’acqua, o per le altezze, oppure
terrorizzati dall’idea di
parlare pubblicamente (una forma di fobia sociale), quando ipnoticamente
regresse rievocavano ricordi di morti per annegamento, per caduta da grandi
altezze, oppure per impiccagione o al rogo. Spesso quando questi traumi di
vita passata vengono esplorati, percettivamente ed emozionalmente
rielaborati nel contesto del counselling, nel cliente si verifica una
significativa riduzione o addirittura la scomparsa della condizione di
disagio legata al disturbo fobico. In PLR, attraverso gli stati emotivi e
le sensazione fisiche associate a uno specifico problema che affligge il
cliente nel contesto della sua realtà di vita presente, questi viene
indotto (attraverso il rapport ipnotico e la conduzione controllata dell’operatore ipnologo) a localizzare la
sorgente o la causa del problema: questo processo spesso conduce alla
scoperta di ricordi dolorosi appartenenti al contesto di una “vita passata”. Nella dinamica della PLR, generalmente
il cliente nella specifica personalità individuata nel contesto di una
determinata vita passata, viene guidato a rievocare o rivivificare l’esperienza traumatica in quel tempo
di vita, e successivamente attraverso l’esperienza di morte. Nella dinamica della PLR il
counsellor deve necessariamente assistere il cliente nel processo di
rielaborazione e ristrutturazione degli aspetti emozionali residui legati
alle esperienze traumatiche, e nella ri-sintesi interiore ed integrazione
costruttiva (alla situazione di vita attuale) di tutti quegli aspetti
relativi ai periodi di vita passata rievocata, che hanno convogliato
elementi e vissuti di incompletezza nel tempo presente. Attraverso la PLR
molti conflitti e problematiche emotive sono efficacemente risolti nel
corso di poche sedute di counselling psicologico, e spesso in tempi più
brevi rispetto alla terapia convenzionale. Svariate afflizioni organiche
possiedono una connotazione psicosomatica: nella pratica clinica della PLR
è stato sovente riscontrato che anche queste condizioni possono cominciare
a diminuire in intensità o addirittura cessare.
Se da un
lato la tecnica PLR può essere terapeuticamente efficace, e nel suo
contesto è altresì elevata la possibilità che particolari eventi ricordati
siano effettivamente attribuibili a contesti di vite precedenti (come i
risultati di studi oggettivi supportati da indagini storiche e anagrafiche
farebbero supporre), d’altro lato dobbiamo anche accettare la possibilità che le
esperienze e gli episodi rievocati di “vite precedenti” non siano
oggettivamente collegati ad alcuna vita passata reale. Ciò che un
individuo sperimenta nel processo della PLR potrebbe corrispondere al risultato
di un messaggio che la mente inconscia invia al dominio conscio dell’apparato psichico. In altre parole,
in alcuni casi lo stato nevrotico può determinare un livello significativo
di blocco emozionale, per cui la
sfera mentale consapevole non recepisce i messaggi profondi che gli vengono
dall’inconscio
(ossia, il dominio dell’apparato psichico i cui contenuti sono energeticamente
bloccati alla libera esplorazione e all’accesso della mente consapevole, se non attraverso uno
scambio metaforico e mascherato nel sogno, intuitivo nello stato di
coscienza vigile, e più libero e diretto nella trance ipnotica): in alcuni
di questi casi (ovvero di refrattarietà allo scambio intuitivo della mente
conscia con la sfera mentale inconscia), quando la mente inconscia si crea
un varco (ad esempio nella trance ipnotica) invia messaggi simbolici che
vengono recepiti come esperienze e impressioni di una vita passata. A meno
che il ricordo esperienziale di una vita passata corrisponda a mera
fantasia, esso potrebbe essere determinato o da un messaggio metaforico
della mente inconscia, oppure dal ricordo effettivo di un’esperienza di vita passata. Esistono
strategie di controllo e valutazione semplici, che il consulente ipnologo
esperto può utilizzare per stabilire con buona approssimazione se il
ricordo recuperato corrisponda a una probabile vita precedente, oppure a un
messaggio inviato dal dominio mentale inconscio così che la persona possa
in qualche modo coglierne intuitivamente il significato, utile per il suo
progresso e la sua crescita psicologica.
In entrambi i casi, sia che si tratti del
ricordo di un'effettiva vita precedente o no, sicuramente l’esperienza
del ricordo è reale, pertanto in ogni caso, da un punto di vista
terapeutico è fondamentale che lo psicologo counsellor o lo psicoterapeuta
si adoperino con tutti i mezzi per chiarificare e far riflettere il cliente
su quale possa essere la lezione o il significato profondo dell’esperienza
rievocata da una “vita precedente”, e in che modo essa possa
connettersi o integrarsi costruttivamente con le realtà della sua vita
attuale. Altrimenti, logicamente, il mero e semplice ricordo in sé di un’esperienza
di vita passata, costituirebbe niente più che una mera curiosità se il
cliente non ne ricavasse intuitivamente, creativamente, e infine
razionalmente, un significato profondo e utile per la sua vita, di cui fare
un uso costruttivo e psicologicamente evolutivo.
Pertanto, in linea di massima le motivazioni
sottese alla decisione di intraprendere un percorso di counselling PLR
potrebbero essere le seguenti:
■ chi crede nella reincarnazione potrebbe decidere di
dedicare il proprio tempo all’esplorazione
di vite precedenti, allo scopo di scoprire quali errori abbia commesso nel suo
passato spirituale, così da raggiungerne la consapevolezza ed evitare l’esigenza coercitiva
(secondo un meccanismo di coazione a ripetere) di replicarli per apprendere
in questa vita o addirittura in quelle future, quelle penose lezioni che
ancora non ha appreso e che ne derivano quale effetto
■ chi non crede nella reincarnazione, potrebbe decidere di
intraprendere delle sedute di consulenza PLR basandosi sul concetto che la
mente inconscia, nello stato di trance ipnotica indirizzato alla dinamica
regressiva remota, invia particolari messaggi alla mente conscia
individuale, la cui analisi del significato e il suo successivo utilizzo
costruttivo, potrebbero portare alla scoperta ed alla presa di coscienza di
aspetti psicologici utili per la propria crescita e per il proprio
benessere.
In ogni caso è molto importante notare che la
credenza nella reincarnazione non è affatto necessaria affinché una
consulenza psicologica condotta con tecnica PLR sia significativamente
efficace: in effetti l’efficacia della tecnica è largamente
determinata dalla sua capacità di elicitare l’abreazione
catartica (il rilascio emozionale di contenuti ideativi ad alta valenza
affettiva, incapsulati da esperienze traumatiche, attraverso la vivida
reminescenza e il linguaggio) congiuntamente all’indispensabile
utilizzo successivo ed effettivo, nella realtà di vita individuale, della
conoscenza dei significati acquisiti attraverso l’esercizio
della stessa tecnica. Pertanto, a prescindere dal successo della dinamica
regressiva in sé e per sé (cioè il raggiungimento di un grado sufficiente
di trance ipnotica, e la rievocazione di eventi salienti), il successo
terapeutico è largamente influenzato dalla capacità di sintesi e di analisi psicologica individuale (quella
del cliente), e dalle capacità e dalla preparazione
professionale e psicologica del counsellor a guidare il cliente in questo
processo, mobilitando le sue risorse creative consce e inconsce. In
altre parole, da un punto di vista terapeutico la semplice regressione e
rievocazione ipnotica PLR non sono significativamente efficaci, se il
counsellor non è abbastanza abile ad elicitare un processo catartico ed
abreativo, con la rielaborazione, la ristrutturazione e la sintesi
psicologica costruttiva dei significati emersi, nel senso di una loro
integrazione positiva nella realtà di vita del cliente, al fine di una sua
crescita psicologica: soltanto questo processo di abreazione e ristrutturazione
psicologica possono alleviare il malessere organico e mentale, e
incentivare la creatività, l’evoluzione e il successo
della persona.
Pertanto, attraverso la lezione dal passato, l’esplorazione
PLR deve fondamentalmente produrre semi di crescita e di guarigione, che arricchiscano
la persona e la aiutino a vivere costruttivamente, funzionalmente e
adattivamente nel presente.
“Incontaminato si erge dal fango il fiore di loto,
finalmente
meraviglioso e puro,
libero
protende
i petali verso il cielo”

I contenuti
di questa pagina web sono protetti da diritti copyright: ne è pertanto vietata la riproduzione. Riferimenti a stralci e brevi estratti dal testo sono consentiti soltanto a condizione che essi si rifacciano
palesemente all’autore, menzionandone il nome e l’opera, secondo le regole codificate per la redazione dei riferimenti
bibliografici. In questo caso specifico tali riferimenti sono i seguenti:
■ Viola, A. (2005). Modelli recenti di ipnositerapia, ulteriori sviluppi teorici e
ultime interpretazioni neurofisiologiche dell’ipnosi, in Manca
Uccheddu, O. e Viola, A., Ipnosi e suggestione in psicoterapia. Milano:
Giuffré editore.
■ Viola, A. (2005). L’ipnosi regressiva, in Manca Uccheddu, O. e Viola, A., Ipnosi
e suggestione in psicoterapia. Milano: Giuffré editore.
■ Viola, A. (2005). Ipnosi regressiva e PLR.
Dal web, in http://digilander.libero.it/Antonello_Viola_Dott/ipnoregressiva.htm
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