GLI STORNELLI DEL SOR CAPANNA
a cura di Mario B. di Roma  
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(a cura di Mario B. di Roma)
Avvertenza : Alcuni stornelli riportati in questa pagina fanno parte del filone sessuale-goliardico, per questo motivo, sono maggiormente adatti ad un pubblico adulto.

Non mi sento di attribuire al Sor Capanna per una certa volgarità goliardica alla quale il Sor Capanna era, per quanto ne so e per quanto di lui mi raccontava mio padre - classe 1920 - estraneo. Mi riferisco agli stornelli (non li ho al momento sotto gli occhi) di Nerone e del pesciarolo. Anche l'approssimazione delle rime, me li fa attribuire, a un versificatore meno attento del Nostro. Mi permetto di correggerla anche a proposito dello stornello sulle cosiddette "spolettare".  (Corrado Conforti, filologo, docente di italiano in una università bavarese)



‘Na notte me ‘nsognai che stavo ar mare
a fa’ li bagni co’ ‘na signorina
era ‘na ragazzetta assai carina
notava ‘nzieme a me fra l’onne chiare
tutto ‘n botto me svejiai
for der letto me trovai
poi s’ariseppe
che stavo co’ li piedi ‘nder zi’ Peppe (1*)


Fra quelli precedenti il conflitto è lo stornello sullo speziale socialista che rimane seduto durante l'esecuzione della marcia reale. Di quest'ultimo è reperibile in commercio un'incisione di Ettore Petrolini, autocensurata dall'autore (il fascismo si era ormai affermato) in cui alla parola "socialista" viene sostituita quella più consona la regime di "sovversivo".
(a cura di Corrado Conforti)


Appena cominsciò l’inno reale (2*) 
La gente ner teatro s’arzò ‘n piede
Sortanto Giovannino lo spezziale
Perché era soscialista restò a ssede
Tutti dissero a la porta
Lui arispose che me ‘mporta
Io sc’ho ppiascere
Conservo li prinscipi ‘nder sedere



Pe’ minchiona' (3*)  ‘n ber frate ‘na regazza
Ji’anniede a dimanna’ che ora era
Ma er fratiscello che capì la guazza (4*)
De bbotto ji’arispose a ‘sta maniera
Si ‘sta tonica de pezza
Fusse bronzo che bellezza
Oh bbella mora
Tu adesso sentiresti sbatte’ l’ora



Sc’è a Ppiazza de le Terme (5*)  un fontanone
co’ quattro donne ‘gnude a pecorone
pe’ fa’ mejio veni’ la tentazzione
a chi vorebbe fascce er pomiscione
ma sc’è ‘n mezzo ‘n omo ardito
che funziona da marito
co’ ‘r pesce ‘n mano
annaffia a tutte quante er deretano (6*)




A Termini sc’avemo ‘na fontana (*7) 
Le naiadi so’ fatte a perfezione
Rutelli (*8)  la ideò in maniera strana
Pe’ dajie quattro bbelle posizzione
‘sta fontana smentuata (*9) 
quanno l’hanno ‘nnaugurata
li regazzini
sparorno zaganelle (*10)  e detalini (*11)



U’ regazzino de Porta Metronia (*12)    
le caccole dar naso se levava
drento a ‘na scatoletta le metteva
e poi co’ ‘r pane e ‘r buro le magnava
ma la madre se n’accorze
pe’ le scale lo rincorze
oh mascarzone
te magni tutta quanta ‘a colazione



Giggetto regazzino der Tufello
inziste de sape’ com’è ch’è nato
la madre ji’arisponne u’ ritornello
è la scicogna fijio che t’ha portato
mamma mia co’ ‘sta scicogna 
ma ‘sta casa è ‘na vergogna
o me cojioni (*13) 
oppuro tu e papà nun sete boni



La fijia der sor Checco er farmacista
s’è messa a fa’ l’amore co’ ‘n ciclista
e questo è ‘n giovanotto che da gusto
pe’ quant’è forte e pe’ quant’è robusto
ma ‘sta forza assai perfetta
jie la da la bicicletta
disse la madre
rimediame ‘n trisciclo pe’ tu’ padre




Le spolettare (*14)  adesso poverette
a tutte ji’hanno dato lo scasccione (*15)       
se so’ rimesse a fabbrica’ solette
e a di’ male de tutti sur portone
chi ha ripreso er canestrello
pe’ anna’ a venne er pizzutello
nun è ‘na storia
che tante stanno a venne la cicoria




In Inghilitera avanti a la reggina
s’è fatta ‘na rivista all’uso ‘nglese
vestito co’ la vesta e ‘n gonnellina
sc’ha preso parte puro lo scozzese
ner monta’ de sentinella
jie cascò la vestarella
che voi parlanne (*16)
fortuna che portava le mutanne


 



Ieri sull’autobbusse assai gremito (*17)
staveno ‘n piedi tre belle signore
un giovinotto sverto e morto ardito
s’arzò subbito ‘n piedi pe’ fa’ onore
e jie disse in forma urbana (*18)
scedo er posto a la più anziana
nun sce se crede
gnisuna de le tre se mise a sede (*19)






Sc’è quer cannone lì a Piazza Venezzia (*20)
che è ‘n quattroscentoventi da la bocca
sce sta de guardia Madama Lucrezzia (*21) 
e Dio ne guardi a lei chi jie lo tocca
ma le donne ‘n generale
senti diì da tutte uguale (*22)
oh che colosso
‘sto ber cannone è proprio bello grosso


 


Un pesciarolo (*23) che vendeva ‘r pesce
a ‘na signora lì a Piazza de Spagna 
ma quella strilla e disce m’arincresce
perché ‘sto pesce puzza e nun se magna
lei lo tocca e ‘r pesce schizza
fra le mano jie s’addrizza
è sempre vivo
e bello er pesce che ve porto io


Non mi sento di attribuire al Sor Capanna questo stornello, per una certa volgarità goliardica alla quale il Sor Capanna era, per quanto ne so e per quanto di lui mi raccontava mio padre - classe 1920 -estraneo. Mi riferisco agli stornelli (non li ho al momento sotto gli occhi) di Nerone e del pesciarolo. Anche l'approssimazione delle rime, me li fa attribuire, a un versificatore meno attento del Nostro.(Corrado Comforti)


 


Nerone ch’era amante della biga
montava sopra e annava a brijie sciorte
Poppea disceva Dio te benedica
nun te ferma’ ma scerca d’anna’ più forte
quale dote me confermi
mo sur mejio tu te fermi
me fermo mica
me s’è sfilato l’asse da la biga

 


V’aricordate quanno Messalina
era l’imperatrisce dei romani
de latte se riempiva la piscina
senza penza’ a borbonisci e giordani (*24)
ma che d’è ‘sto latte amaro
qui sce vojio vede’ chiaro
lei pe’ decoro
ar posto de la vacca mungeva ‘r toro

Se vuoi leggere altri stornelli visita questo sito web :
http://www.geocities.com/Paris/Arc/5319/roma-cn3.htm





LE NOTE :
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1) ‘nder zi’ Peppe  : Il vaso da notte. torna su
 

2) L'inno reale : L’inno di casa Savoia era, infatti, l’inno nazionale prima che l’Italia divenisse una Repubblica ed adottasse quello di Mameli. torna su
 


3) minchiona' : Prendere in giro, fare fesso. torna su


4) guazza : Letteralmente il fango, quindi (come in questo caso) l’imbroglio che si nasconde sotto qualche altra cosa. torna su
 

5) TermeAttualmente Piazza Esedra.  torna su
 

6)
er deretano : Il tritone al centro della fontana tiene effettivamente fra le braccia un pesce dalla cui bocca esce lo zampillo, ma qui è chiaro il doppio senso della parola pesce.  torna su
 

7) ‘na fontana La stessa di cui allo stornello precedente. torna su


8) Rutelli  Architetto romano e nonno dell’attuale politico. torna su
 

9)
smentuata   Di cui si è parlato molto e male. torna su



10) zaganelle : Termine prettamente romano per indicare il gesto della masturbazione maschile.
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11) 
detalini : Termine prettamente romano per indicare il gesto della masturbazione femminile(er deto significa infatti il dito). torna su


12)
Porta Metronia  Quartiere di Roma abbastanza vicino a S. Giovanni. torna su


13)
cojioni 
Prendere in giro, fare fesso. torna su


14)
Le spolettare 
Lo stornello fu composto negli anni immediatamente successivi alla prima guerra mondiale quando, tornati gli uomini dal fronte e esauritasi la richiesta di armi, le donne che si occupavano della fabbricazione di spolette, ossia del congegno che consente l'esplosione dei proiettili di artiglieria, erano state licenziate ("J'anno dato lo scaccione" come dice il Sor Capanna). Questo e altri stornelli sono stati inclusi negli anni '60 da Giuseppe Micheli e dal recentemente scomparso Sergio Centi nella bella, e al momento unica, antologia della canzone romana, da qualche anno reperibile anche in CD.
Il curatore dell'antologia, Giuseppe Micheli, autore di parecchie canzoni romane oggi dimenticate e della non dimenticata "Faccetta nera" (innocua canzonetta fascista in fondo composta da un fascista  più ingenuo che malevolo) pone lo stornello in questione fra quelli scritti dopo la fine della guerra.
(a cura di Corrado Conforti)


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15)
lo scasccione Sono state tutte scacciate.  torna su


16)
parlanne  Che ne vuoi parlare a fare?  torna su


17)
gremito Pieno zeppo. torna su



18)
forma urbana  Educata, gentile… torna su


19)
e le tre se mise a sede  Nessuna di loro tre voleva far vedere di essere la più in là con gli anni.
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20)
quer cannone lì a Piazza Venezzia  Non so a che cannone si riferisca, ma si consideri che lo stornello risale agli anni dopo la prima guerra mondiale. torna su


21) Madama Lucrezzia  Madama Lucrezia  è, nella denominazione tradizionale del popolino romano, la statua proveniente dall'antico tempio di Iside, appoggiata oggi al muro occidentale di Palazzetto S.Marco in angolo con la vicina chiesa. Madama Lucrezia era, al pari di Pasquino, Marforio, dell'Abate Luigi e del "Babuino" dell'omonima via, una delle statue sulle quali i romani erano soliti attaccare le loro proteste contro il governo e dette, per questa ragione, "parlanti". (nota di Corrado Conforti
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22)
senti diì da tutte uguale Ma più o meno tutte le donne dicono la stessa frase. torna su


23)
Un pesciarolo Pescivendolo.  torna su


24) borbonisci e giordani  Ovviamente spagnoli e giordani, ma credo che significhi senza pensare ai nemici in genere.   torna su

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GLI STORNELLI DEL SOR CAPANNA
http://www.geocities.com/Paris/Arc/5319/roma-cn3.htm

Sono strofette il cui nome viene tradizionalmente abbinato a colui che per primo introdusse questo tipo di composizione, il sor Capanna (al secolo: Pietro Capanna, 1865-1921).
Pur nascendo come forma di satira politica e di costume, i versi divenuti più celebri sono quelli del filone sessual-goliardico, che sin dal secolo scorso si è rivelato essere uno dei temi prediletti dall'immaginario collettivo romanesco: la salacità di queste brevi rime è, per certi versi, paragonabile a quella dei più sapidi sonetti di Belli.
Va precisato che la raccolta originale delle strofe scritte dal sor Capanna si è andata col tempo dilatando grazie ad aggiunte successive, a volte apocrife, a volte ad opera di autori noti, fra i quali figura nientemeno che Ettore Petrolini. Per questo motivo, piuttosto che "stornelli del sor Capanna" è invalso l'uso di definirli "alla maniera del sor Capanna".

Come si potrà constatare dalla lettura dei versi, nessuna categoria sociale viene risparmiata dagli strali in rima: l'epoca del politically correct era - per fortuna - ancora molto lontana.

Anche se la premessa può sembrare quasi inutile, corre lo scrupolo di avvisare il lettore che, causa il linguaggio usato e le "situazioni" affrontate, questi stornelli sono più consoni ad un convivio di sole persone adulte.

Se vuoi leggere altri stornelli visita questo sito web :
http://www.geocities.com/Paris/Arc/5319/roma-cn3.htm



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