Risposte e commenti
4.1. (1) Se indichiamo con TO(t) la temperatura
dell'oggetto dopo che sono trascorsi t minuti da quando è stato messo nella
borsa e con TA la temperatura ambiente, possiamo descrivere il fenomeno con:
![]()
(2) Se indichiamo con P(t) la pendenza del ponte dopo che sono
trascorsi t secondi da quando è iniziato il suo sollevamento, possiamo
descrivere il fenomeno con: ![]()
4.2. Ecco gli output che si succedono con una CT a 8
cifre se si parte da 2 o da 0.3. Esiti simili si ottengono con qualsiasi altro
numero positivo. In tutti i casi l'output si stabilizza su 1, o, per problemi di
arrotondamento della CT, su un numero che differisce di una o due unità
sull'ultima cifra.
2 1.4142136 1.1892071 1.0905077 1.0442738 1.0218972 1.0108893
1.0054299 1.0027113 1.0013547 1.0006771 1.0003385 1.0001692
1.0000846 1.0000423 1.0000211 1.0000105 1.0000052 1.0000026
1.0000013 1.0000006 1.0000003 1.0000001 1.0000001 …
0.3 0.54772256 0.74008281 0.86028066 0.92751316 0.96307485
0.98136377 0.99063806 0.99530802 0.99765125 0.99882493 0.99941229
0.9997061 0.99985304 0.99992652 0.99996326 0.99998163 0.99999081
0.9999954 0.9999977 0.99999885 0.99999942 0.99999971 0.99999985
0.99999992 0.99999996 0.99999998 0.99999999 1 1 …
Se indichiamo con x(n) la successione dei valori man mano visualizzati dalla
CT, ossia la successione: x(0) = "numero battuto inizialmente", x(1) = "numero
ottenuto premendo 1 volta
",
x(2) = "numero ottenuto premendo 2 volte
",
…
possiamo descrivere il fenomeno con:
|
|
Una descrizione più formale della successione può essere la seguente, dove k è
il numero battuto inizialmente:
x(0) = k AND x(n+1) = ![]()
4.3 F1:
x
2x
F2: x
x3
– 1 F3: x
3
+ 4/x + 1/x3
F4: x
(3
+ x) / (x – 4) F5: x
2–x
F1, F2 e F5 sono definite ovunque, ossia in (-
,
+
).
Quindi dovremo studiarne il comportamento quando l'input tende a +
e a -
.
Il termine F3(x) (che contiene divisioni per x e per x3)
non è definito per x=0, quindi dovremo studiarlo anche quando x
0-
e quando x
0+.
Analogamente dovremo studiare F4(x) (che contiene divisioni per x-4) anche
quando x
4-
e quando x
4+.
Consideriamo le funzioni una per una.
F1) 2x cresce al crescere di
x.
Questo
è evidente per gli x interi: le
potenze di 2 sono tutti numeri positivi e per passare, ad es., da 23
a 24
moltiplico per 2 e, quindi, ottengo un numero più grande; in generale: 2n+1
= 2n·2
> 2n.
Ancora più in generale, se h è 0.1 o 0.01 o 0.001 …, 2x+h
= 2x·2h
> 2x
in quanto 20.1
= 21/10
= "numero che elevato alla 10 fa 2" > 1 (se fosse più piccolo di 1
mopltiplicandolo ripetutamente per esso stesso si otterrebbe un numero che
rimarrebbe più piccolo di 1), 20.01
= 21/100
= … > 1, ecc. Comunque si apportino aumenti a x 2x
cresce.
Inoltre posso trovare x tale
che 2x sia grande quanto
voglio: se ad es. prendo 109,
dato che 24 = 16 > 10, ho che
236 = (24)9
> 109. Quindi 2x
+
per x
+
.
Per come abbiamo definito le potenze, 2x
> 0. E posso trovarne un valore vicino a 0 quanto voglio: se ad es. prendo 10-9
ho che 2-36 = (24)-9
< 10-9
in quanto 1/169 < 1/109.
Quindi 2x
0
per x
-
.
Il grafico di x
2x
ha quindi un andamento come quello rappresentato sotto a sinistra.
|
F1 |
F2 |
F3 |
F4 |
F2) x3 cresce al crescere di x e non ha limitazioni superiori (per ogni x >1 , x3 è ad esso superiore);
quindi x3
+
per
x
+
.
La parte di grafico a sinistra dell'asse y può essere ottenuta dall'altra parte
per simmetria rispetto (ovvero mediante una rotazione di 180° attorno)
all'origine; quindi x3
-
per x
-
.
x
x3–1
ha grafico traslato in basso di 1 e uguali comportamenti agli estremi del
dominio.
F3) x
4/x
rappresenta una relazione di proporzionalità inversa; il suo grafico è
un'iperbole; tende a 0
per x
+
e
per x
-
,
tende a+
per
x
0+,
tende a -
per x
0-.
x
1/x3
ha un andamento simile. La funzione somma di esse avrà quindi un andamento
analogo, e x
3
+ 4/x + 1/x3 rispetto a questa
avrà grafico traslato verso l'alto di 3: vedi figura.
F4) (3+x)/(x-4) non è definito per x=4, quindi dobbiamo
studiare il suo comportamento per x
4+
e x
4-
oltre che per x
+
e
x
-
.
Potremmo ragionare direttamente su questo termine, ma è utile manipolarlo, in
uno dei due seguenti modi:
• Eseguire la divisione tra i due
polinomi x+3 e x-4: il quoziente è 1 e il resto è 7, per cui (3+x)/(x-4)
equivale a 1+7/(x-4): il grafico è l'iperbole y =7/x traslata a destra di 4 e in
alto di 1. F4(x) tende quindi a 1 per x ![]()
e
x
-
,
a
e
a -
per x che tende a 4 rispettivamente da destra e da sinistra.
• Dividere i fattori del rapporto
per x, in modo da trasformare il termine (x+3)/(x-4) in (1+3/x)/(1-4/x) (tenendo
presente che è equivalente al precedente solo per x
0
e x
4,
dove sono entrambi definiti). Questa forma consente di osservare facilmente che
per x ![]()
e
x
-
3/x e 4/x tendono a 0 e quindi (1+3/x)/(1-4/x) tende a 1/1, ossia a 1. Per
studiare il comportamento per x
4+
e x
4-
questa trasformazione non ci è di aiuto: occorre ragionare sul termine di
partenza o indifferentemente sul trasformato, osservare che avvicinandosi a 4 il
primo termine del rapporto tende ad assumere un valore maggiore di 0 e che il
secondo termine tende a 0 restando positivo o negativo a seconda che si arrivi a
4 da destra o da sinistra, concludendo che nel primo caso il limite è
e
nel secondo è -
.
F5) x
2–x
ha grafico simmetrico rispetto all'asse y a quello di x
2x
in quanto le due funzioni danno lo stesso output se si danno ad esse input
opposti. Quindi, per quanto visto a proposito di F1, 2–x
0
per x ![]()
,
2–x ![]()
per
x
-
.
4.4
|
Tracciando il grafico di F "a mano" o con l'aiuto del
computer intuisco che F sia per x |
|
|
Con una CT calcoliamo F(x), ossia (2x – 1) / x per valori di x man mano più vicini a 0, ottenendo: |
|
Si può anche notare che ad ogni divisione di x per 10, ossia man mano che si divide per 10 la distanza dal valore a cui facciamo tendere x, la variazione tra un output e il successivo è man mano più piccola, ossia i valori tendono a stabilizzarsi (si può osservare che al primo passo la variazione è 0.02, poi 0.002, poi 0.0002, …). Possiamo assumere 0.693147 come arrotondamento a 6 cifre del limite per x che tende a 0+ di F e quindi come valore di G(0). Se non avessimo saputo che la funzione era "prolungabile" in 0 in modo da essere continua, avremmo dovuto studiare il limite anche per x che tende a 0-. Avremmo ottenuto una stabilizzazione sullo stesso valore (che avremmo potuto precisare meglio come compreso tra 0.6931471803 e 0.6931471808):
|
... |
... |
|
x = -0.0000001 |
F(x) = 0.6931472046 |
|
x = -0.00000001 |
F(x) = 0.6931471782 |
|
x = -0.000000001 |
F(x) = 0.6931471803 |
Con considerazioni teoriche meno elementari, una volta introdotta la funzione "logaritmo naturale" (ln o log), si può stabilire che il valore esatto del limite è ln(2) (= 0.693147180559945…).
4.5 In entrambi i casi (x
sin(x)
· x, x
sin(x)
· 1.1x) le considerazioni svolte valgono sia che x sia espresso in
gradi sia che sia espresso i radianti. I grafici riprodotti sono riferiti (come
si fa di solito nello studio astratto della matematica) all'uso dei radianti, ma
l'andamento sarebbe lo stesso impiegando i gradi. Se considerassimo i gradi,
comunque, a rigore dovremmo scrivere sin(x°) invece di sin(x).
|
G1: x |
|
|
|
G2: x |
4.6 (a) Basta che f(x) alterni come valori 3 e -3 affinché |f(x)| sia costantemente 3 e quindi sia tale il suo limite per x che tende a qualunque valore, senza che necessariamente esista il limite di f(x). Si pensi ad es. a f(x)=3 se x>2, f(x)=-3 altrimenti. O a f(x)=3 se x è razionale, f(x)=-3 altrimenti.
(b) N0: il grafico di F potrebbe avere un asintoto orizzontale. Si pensi a F(x)=-1/x, che cresce per x>0 ma non raggiunge mai il valore 0.