::: 4 febbraio 2002 ::: Showcase al Propaganda di Milano ::. Le interviste::. ::: Chiudi ::.

MTV SUPERSONIC LIVE SPECIAL

Silvestrin: Che significato ha per te il titolo "Under rug swept"?
Alanis: Significa che ho negato molte cose. In particolare la canzone "Hands Clean", dal cui brige è tratta la frase, parla di una relazione in cui il mio partner mi ha incoraggiata a non parlare dei particolari e della natura del nostro rapporto. E così io ne parlo onestamente in una canzone, ma non per vendetta: per me è una liberazione.
Silvestrin: Quando e come hai composto l'album?
Alanis: L'ho scritto in Canada, componendo una canzone al giorno. Ho iniziato circa un anno fa. Ho scritto per un pò: è stata come un'alluvione, le canzoni mi sono sgorgate di getto. Poi ho fatto una pausa. Ho ridiscusso il contratto, poi sono entrata in sala d'incisione a Los Angeles e ho registrato il disco.
Silvestrin: Ho sentito che hai quasi trenta canzoni per il disco. E farai uscire un DVD con i pezzi inediti.
Alanis: Si: abbiamo registrato con le videocamere il processo di realizzazione del disco. Ci sono molti episodi divertenti...secondo me, almeno. Faremo uscire un DVD, a un certo punto che conterrà probabilmente cinque canzoni tra quelle non incluse nel disco.
Silvestrin: Ti sentivi particolarmente ispirata questa volta? E' stato facile scrivere canzoni o ti sei trovata in difficoltà?
Alanis: Si, ero davvero ispirata... Però c'è una combinazione di fattori. Il disco si scrive da solo, ma richiede anche un gran dispendio di energie. Perciò non fai sforzo, ma alla fine sei esausta.
Silvestrin: Hai prodotto da sola il nuovo disco. E' andata così perchè non c'era più feeling con Glen Ballard oppure ti sentivi più sicura e hai deciso di produrlo?
Alanis: Credo che fosse un passo naturale nella mia evoluzione. Faccio dischi da quando avevo 9 ani. Anno dopo anno ho provato nuove cose, allargato i miei orizzonti ed è diventato evidente che era il momento di provare a vedere che suono avrebbe avuto il disco se l'avessi prodotto io.
Silvestrin: In "Hands Clean" e "Precious Illusions" parli degli stessi problemi, ma scegli soluzioni e finali diversi. E' così?
Alanis: Si: una delle ragioni per cui ho scritto "Hands Clean" era quello di riuscire ad essere sincera almeno con me stessa. E quando scrivo so che devo essere preparata alle conseguenze che derivano dall'aver scritto una canzone. Spesso provocando grossi cambiamenti nella mia vita perchè per la prima volta ammetto certe cose. Perciò quando inizio a scrivere devo mettermi il casco in testa e stare attenta... (RIDE)
Silvestrin: Quindi quelle due canzoni sono collegate in un certo senso?
Alanis: Si, parlano tutte e due dei cambiamenti che mi capitano, evolvendo. E parlano del superamento di certe cose che appartengono al passato.
Silvestrin: E' il sound che stavi cercando di ottenere negli ultimi tempi?
Alanis: Non credo di averci pensato consciamente. Sono entrata in sala d'incisione per vedere cosa ne sarebbe saltato fuori. So che combina una gamma di stili diversi. Mi piacciono suoni organici, genuini, creati con vari strumenti ma adoro anche la tecnologia, i loop e i suoni campionati. Perciò ho mischiato tutti questi aspetti. 
Silvestrin: Se lo si paragona ai due album precedenti, questo è un pò meno tagliente: ci sono meno riff di chitarra che nel precedente, per esempio. C'è molta musica elettronica, loop di batteria e cose simili. Hai voluto prendere questa direzione, cioè differenziare questo disco dagli altri?
Alanis: Credo che, se consideri tutte e trenta le canzoni, ci sia una forte presenza della chitarra elettrica e dell'acustica. Ho scritto i pezzi con questi strumenti e con la tastiera, perciò c'erano molti pezzi più rock, in cui la chitarra predominava, che non sono stati inclusi nel disco. Al momento di scegliere le undici canzoni definitive, sono emerse queste che hanno un'energia più femminile in un certo senso. Ma c'è anche la chitarra elettrica perchè per ora non posso farne a meno.
Silvestrin: Come mai questo nuovo interesse per i drum loops e la musica elettronica? E' qualcosa che volevi fare perchè ti affascinava?
Alanis: Si. I suoni campionati mi hanno sempre ispirata. Non sono una batterista perciò mi sono utili quando compongo.
Silvestrin: Davvero?
Alanis: Davvero (RIDE). E mi piace la dimensione ibrida. Mi piace la "fusion", nel cibo come in tutto il resto. Mi piace mischiare il jazz con il rock, il pop, la dance, l'hip hop, il trip hop, tutto...il folk. Mi piace mischiare tutti i generi.
Silvestrin: Quali strumenti usi per comporre la tua musica?
Alanis: Questo disco l'ho composto interamente usando una chitarra acustica, una chitarra elettrica, le tastiere, un microfono e il mio diario. Prendevo uno strumento a caso. A volte stavo suonando le tastiere e nel mezzo di una canzone smettevo e passavo alla chitarra. Cambiavo in continuazione.
Silvestrin: Hai detto che le tue canzoni sono some istantanee della tua vita: che album di foto è "Under rug swept"?
Alanis: Non so se riesco già ad essere obiettiva, ma il disco ritrae il desiderio e la passione che io ho di superare le divisioni. Sia le divisioni tra i sessi, che quelle tra i membri di una famiglia, quelle tra ex fidanzati, qualsiasi tipo di divisioni. E questa per me è una versione microscopica di quella più generale che riguarda le divisioni tra culture, razze o religioni. O quelle tra diverse regioni del mondo: è questo il mio obiettivo.
Silvestrin: L'album parla di storie d'amore quasi nella sua totalità. Ti riferisci a queste relazioni con termini come "incasinata", "tormentata", "illusioni ossessionanti", "vittima", "indifesa", "la felicità fa sopravvivere", "presunto crimine". Ti riferisci a esperienze dirette personali, che ti hanno ferito profondamente in qualche modo?
Alanis: Si...man mano che cresco non penso più a me stessa come a una vittima, ma piuttosto penso di trovarmi a vivere un'esperienza in base alla quale mi devo definire. Perciò, certo, ho vissuto esperienze molto difficili, ma crescendo provo fondamentalmente gioia, al di là delle singole esperienze. E' una pace che permea di sè anche nei momenti più difficili. Credo sia uno dei vantaggi dell'invecchiare.
Silvestrin: Anche quando assumi un punto di vista maschile, come in "A Man" dici: "Sono un uomo che fa il possibile per non confutare la nostra arcaica cattiva fama". Com'è che non ci dici mai niente di carino?
Alanis: No, no. Ho scritto "Head over feet", "You owe me nothing in return" e "That particular time"...
Silvestrin: "Surrending" parlava di...
Alanis: Quella parla di un uomo! Ed è una canzone molto dolce, piena di apprezzamento, di rispetto e di accettazione.
Silvestrin: Si, ho pensato che quella fosse la canzone in cui gli uomini vengono riabilitati, in un certo senso.
Alanis: (RIDE) Gli uomini sono accettati...
Silvestrin: In fondo siamo bravi...
Alanis: No, ma lo siete...
Silvestrin: Come sarà il concerto dal vivo?
Alanis: Suono con un nuovo gruppo, perciò non vedo l'ora...

Silvestrin: Perchè hai lasciato gli altri a casa? Anche se li hai usati sul disco, no?
Alanis: Si, sono dappertutto, nel disco. A dir la verità, ero pronta a iniziare un nuovo capitolo e volevo che i componenti della tournée volessero davvero parteciparvi, e non desiderassero, consciamente o meno, tornare a casa.

Silvestrin: Hai pensato che avessero bisogno di una pausa?
Alanis: Si.
Silvestrin: Tutti insieme?
Alanis: (RIDE) Si. E anch'io avevo bisogno di una pausa, avevo bisogno di cambiare. In effetti, adesso mi sento legata a loro più che mai, perchè almeno per parte mia, sono arrivata ad essere davvero onesta nei loro confronti. E con i nuovi componenti del gruppo mi diverto moltissimo, sia sul palco che fuori: è una gioia suonare con loro.

Silvestrin: Quanto c'è voluto per registrare il disco?
Alanis: In totale qualche mese...6 o 7. Ma è durato molto, perchè ho fatto delle pause e ho ridiscusso il contratto con la Maverick. Stavo facendo troppe cose assieme, e ho dovuto interrompere per un pò.

Silvestrin: Perciò ti è sembrato che i precedenti membri del tuo gruppo fossero stressati dal lungo tempo passato in sala d'incisione?
Alanis: No. Solo che siamo stati in tournée per quasi 7 anni ed era ora di cambiare. Credo che sia difficile per dei musicisti suonare con un solista, perchè sei in un gruppo, ma non è un gruppo vero e proprio. E' una situazione limitante, per forza. Io ho sempre voluto creare un ambiente in cui le persone potessero evolversi, perciò quando è il momento di andare avanti, voglio aiutarli a farlo.

Silvestrin: Dal vivo, cosa salverai dal passato, su quali canzoni punterai?
Alanis: Adesso suono molti pezzi del disco nuovo. Farò pezzi tratti da "Supposed former infatuation junkie" e "Jagged little pill": metto tutto insieme.

Silvestrin: Quali pezzi pensi di tenere dai primi due dischi?
Alanis: "Right through you", "All I really want" e "Head over feet" da "Jagged little pill". E poi "So pure" e "Thank U" per ora, da "Supposed former".
Silvestrin: Come vivi il fatto di essere ricca?
Alanis: E' fantastico, adoro i soldi. I soldi ti permettono di divertirti. Posso spenderli per me stessa, per i miei amici, darli ad altre persone, contribuire. Ho sempre sentito di essere facoltosa, ad essere sincera, anche prima di avere così tanti soldi. Mi sono sempre sentita una persona facoltosa, ricca.
Silvestrin: La tua famiglia è ricca?
Alanis: No. Intendi ricca nel senso di avere molti soldi? Ne avevamo abbastanza per poter vivere bene ma niente di paragonabile ai soldi che ho adesso. Però ho sempre avuto un ottimo rapporto con i soldi e mi ritengo molto fortunata in questo senso.

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