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OMBRA

per fare un'ombra ci vuole un raggio di luce



INDICE DELLE POESIE










































BACI


Baci
spumeggianti e travolgenti
fronti di tempesta

Baci
onde che lambiscono
il tuo corpo
sul quale mi distendo
ad assaggiarne i tremiti

... e la tempesta
non è ancora arrivata.






































SOTTO AL GLICINE


Baci che danno assuefazione
si rincorrono nell'eco di un telefono
che annulla le distanze
rendendo credibile l'impossibile
e suggerendo sogni
che dell'inverno fanno primavera.

Il nostro parlare ci avvicina
come se ancora fossimo
sotto a questa pergola del glicine
in quella tiepida sera di Aprile.

Ma dimmi,
tu lo ricordi ancora
il profumo del glicine?






































IN RIVA AL MARE


Avrei voluto partire con te
ridere e poi giocare
e parlare ancora.

Avrei voluto sognare con te
e poi ballare per ore
fino a crollare.

Ma differente
è il tempo dell'anima
e quello della carne
che non si rassegna

e anche ora

continua a chiamarti
mentre cerco il tuo profumo
in riva al mare.






































IL FILO


È diafana la luce
che oggi avvolge il mare
coi colori del gelo

sfuocato è l'orizzonte

eppure io vedo bene
quello che oggi mi manca
quel filo di Arianna

giorno dopo giorno
sempre più sottile

e perso

nel gelo di una sera
in cui sognavo
di mangiare con te
pane sciocco
e salsiccia salata
e colorare le nostre serate
davanti ad un camino acceso.






































SENZA TITOLO


È spuma di libeccio
che imbianca le scogliere
nel tamburellante canto della risacca.

E' sempre più pungente
e scura, l'aria della sera
nel soffio del vento.

Un gabbianio vola
ed io mi scaldo
nei tui occhi
sole di un'estate
ormai lontana.






































IL LUNGOMARE


E' il sole
a guidare oggi
i miei passi sul lungomare.
E' il sole oggi
a riscaldare i miei pensieri
mentre ti cerco tra la gente.

Inutilmente ti cerco dove eri
dove eravamo
nei passi lenti che sgranavamo
negli ultimi istanti solo nostri.

Mani nelle mani fuori dal tempo.

Mani nelle mani
in un mondo parallelo
che forse mai è esistito.

Eppure
continuo a guardare tra i passanti
alla ricerca di quegli occhi di bosco
alla ricerca di quel sorriso

tuo
mio
nostro.






































LASCIA CHE PIOVA


Lascia che piova
perché opporsi?
Lascia quelle gocce scorrere
non riuscirai a fermarle.

Lascia che piova
e mettiti in cammino
per raccogliere i sogni
persi lungo la via.

Lascia che piova
e apri i tuoi cancelli
lascia liberi i ricordi
senza pensieri prigionieri.

Lascia che piova
e che si bagni la mia pelle
che giorno dopo giorno
conserva il suo ricordo.

Lei lo sa, guarda la pioggia
e lascia scorrere quelle gocce
mescolando il suo sogno al mio.
Che piova pure.






































BALLAVAMO


In questa città che non è mia
ballo alla musica dei ricordi
e osservo i miei passi
riflessi nelle pozze.
Notte fredda di pioggia
di gocce che varcano le mie barriere.

We were here
and danced to the end
Eravamo qui
e ballavamo fino alla fine.


M'avvolge questo profondo senso
di vivere in un sogno
fatto di già visto e meraviglia
dove ieri, oggi e domani
non hanno più alcun significato.
Realtà nonsense vissuta come normalità.

We were here
but now we don't dance anymore.
Eravamo qui
ma ora non balliamo più.


Eppure il mio cuore batte
per queste strade
e queste luci un tempo nostre
e che forse
nell'irrealtà di questa notte
ancora lo sono.

Per questo amo
questo ticchettare insistente
di una pioggia buia e solitaria
in un paesaggio non mio
che pure m'incanta
con la musica di sempre.

We were here
and in the dream we dance again.
Eravamo qui
e nel sogno balliamo ancora.


Così mi siedo al solito tavolo
assaporando questa irrealtà
e sorrido alla cameriera
che mi porta una bionda
con la quale ballerò
fino alla fine della notte.






































L'ERBA VORREI


Ti vorrei

vorrei ancora baciarti
e ancora passeggiare sulla riva
di quel mare lontano.

Vorrei

si vorrei ancora
incrociare il tuo sguardo
e sentire il tuo sussurrare
e inseguire ancora
il nostro sognare ad occhi aperti
in quella manciata d'ore solo nostre.

Vorrei ancora
provare quel piacere
mano nella mano
di passeggiare tra volti anonimi
lungo strade sconosciute
come se ci fossero da sempre appartenute.

Vorrei te
ovunque tu sia
ovunque noi fossimo
ti vorrei.






































IL CANTO DEL CIGNO


Le gambe intrecciate
e i sogni sulle labbra

e quel mare piatto
che sa di alghe davanti a noi
fermo e immobile

spettatore del canto del cigno
consumato
in quella manciata d'ore
trascorse tra tesori e girasoli
e baci genuini di campagna.

Cigno sbilenco
zoppo
strabico

che non seppe vedere
oltre al presente
quelle piaghe
di giorno in giorno più dolorose

quelle ferite
di un mondo bastardo
che nulla perdona
nemmeno agli innocenti.






































I SENTIERI DEL MARE


Ancora cammino
lungo i sentieri del mare
gli occhi alla scogliera

come la sera
da quel divano blu petrolio
mai esistito
le gambe intrecciate
immersi
nei rossi del tramonto
dei nostri sogni più protetti.

Lo sguardo al luccichio dell'acqua
e dietro alle palpebre
il riavvolgersi del tempo
lo scorrere di un'altra vita
lungo queste vie del sole
che sanno di mare
che sanno di sale.






































ULTIMA VOLTA


Suonerò per te ancora una volta
questa canzone che sa di malinconia.

Passami la chitarra
siedi e ascolta le note che
vengono dalla carne e dal sangue.
Ascolta con attenzione
la suonerò solo un'ultima volta
e solo per te.

Troppo è il dolore che queste corde
fanno vibrare ancora.
Troppa è la malinconia
di ciò che poteva e non è stato.
Per questo suonerò solo una volta
questa nostra musica
e poi mai più.






































I MIEI PENSIERI


Sono acqua
i miei pensiari
sono sabbia fine
che sfugge dalle mani.
Sono fumo
che le mie dita
non riesce a trattenere.

Sono falene dimenticate
bruciate nel fuoco
dei tuoi fianchi.






































IERI IL GLICINE


Si stempera nel tempo il ricordo
di quella realtà vissuta nella foschia
riflessa e sfocata da un vetro ritorto
che spezza le immagini.

Mi sembra solo ieri
che sotto la pergola del glicine
sentivo le tue carezze
e la mia mente fluttuava
in cerca di certezze

ma sfuma il sogno
e mi chiedo che farmene
di quella pergola di glicine in giardino
memoria di profumi che forse
mi rincorreranno ancora a primavera
vedendola fiorire nella brezza del mattino.