STORIA DI AVEZZANO

 

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EPOCA MEDIEVALE:

873-1504

 

URBANISTICA DI AVEZZANO IN EPOCA MEDIEVALE

 

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873: Ad oggi esistono varie ipotesi sull'origine del nome Avezzano. Qui di seguito ne citiamo due che ci sono sembrate tra le più probabili.

1)  La prima ipotesi vuole che l'etimologia più giusta riguardo al toponimo prediale sia Avidianum ( o fundus Avidianus), che deriverebbe dal gentilizio Avidius, divenuto in seguito Avezzano, con una sola v e la z sonora. Stando a Cesare Letta, questo gentilizio è presente in Alba Fucens. L'epigrafe classificata come CIL IX 4024, in particolare, vi si reca il nome di due liberti della gens Avidia, che è stata rinvenuta in Avezzano: se ciò è vero questo rappresenta una prova di continuità tra la colonia romana di Alba Fucens e il suo ager.

2) La seconda ipotesi degna di nota fa risalire il nome di Avezzano al toponimo dialettale Auzzàne. Ciò in quanto il toponimo Auzzàne è ben presente dalla provincia di Rieti alla valle del Liri, fino anche a Rocca Monfina, e sta ad indicare i boschi di Ontani (Alnus glutinosa) e ciò a causa della vicinanza agli ambienti umidi. Questo farebbe pensare per Avezzano un'etimologia formatasu alnetianus con metafonia ALN che diventerebbe au.  Da cui si avrebbe il nome Auzzane poi divenuto Avezzane (che ancora oggi rappresenta il nome dialettale di Avezzano) per poi evolversi nel nome definitivo di Avezzano.

 

873: Qualunque sia la provienienza del nome Avezzano, sappiamo oggi che in questa data esisteva un villaggio con il toponimo di Avezzano. Ciò è vero in quanto tale toponimo è citato per la prima volta nella Chronica monasterii Casinensis di Leone Marsicano. Tale territorio è citato tra i possedimenti del monastero di Santì'Angelo di Barrea nell'anno 873 sotto Ludovico II.

 

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887: Deposizione di Carlo il grosso da imperatore del S-R-I.

887: In Italia inizia l'anarchia feudale, ovvero la fase di distacco dell'Italia dalla Germania e la guerra fra i vari duchi per il potere regale.

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926: Berardo il francioso diventa conte dei Marsi e inizia un' opera di ricostruzione materiale e sociale della Marsica, facendola diventare una zona fortificata capace di difendersi da se contro gli stranieri

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937: Berardo il francioso sconfigge, presso Forca Caruso, in modo violento i Saraceni , che erano penetrati nella Marsica per compiere razzie.

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953: La presenza di Avezzano ricompare scritta in un diploma di Berengario II nel 953. In esso si riconferma il possesso del territorio al monastero di Sant Angelo di Barrea, tramite il possesso delle chiese di San Salvatore e Santa Maria in Vico ( nominata questa in una Bolla di Clemente III, insieme alle chiese di San Brtolomeo e Sant' Andrea.

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1000: Probabilmente Avezzano come tutta la Marsica viene fortificata per essere difesa meglio da incursioni straniere, specialmente essendo la sua zona pianeggiante e quindi facilmente attaccabile. E' verosimile che i Berardi abbiano costruito la cinta muraria intorno al piccolo centro di Avezzano in questo periodo esattamente come è stato fatto per altri paesi del posto.

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1143: La contea dei Marsi viene conquistata dai Normanni che la inseriscono nel regno siciliano. Avezzano secondo la nuova giurisdizione normanna fa parte del contado di Albe.

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1181: Il villaggio di Avezzano rimane un piccolo centro fortificato con forti mura a sua difesa con tanto di signorotto locale. Ciò risulta vero dalla scritta rinvenuta su una lapide scoperta intorno ad Avezzano in cui si dice chiaramente che nel 1156 Avezzano era cinta di mura e che signore della città era Gentile di Paleara, conte di Manoppello.

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1268 23 agosto: Battaglia di Tagliacozzo fra Corradino di Svevia, legittimo erede alla corona napoletana, e Carlo d'Angiò pretendente al trono napoletano.

- Carlo vince lo scontro, e ottiene la conferma del trono napoletano, poco dopo fa scovare e uccidere lo stesso Corradino. Carlo viene a sapere di diversi paesi che nella contea di Albe hanno sostenuto Corradino nello scontro.

- Carlo procede a vendicarsi di questi paesi a cominciare da Alba Fucens che viene rasa al suolo.  Analoga sorte tocca ad altri paesi del contado come Pietraquaria che viene distrutta.

- Dopo tale distruzione gli abitanti dei precedenti paesi cercano rifugio presso i villaggi vicini già esistenti, o ne vengono creati di nuovi.

- In Avezzano, villaggio già esistente, affluiscono tutti gli abitanti di Pietraquaria che fanno raddoppiare il numero degli abitanti del villaggio che passano da 600 a circa 1400 persone. Successivamente Carlo I eleva Avezzano come nuovo centro del contado. Tuttavia la dicitura del nome del contado rimane definito come contea di Albe.

 

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1270-1300: Avezzano diventa feudo indipendente

- Gli Angioini costituiscono il nuovo feudo di Avezzano distaccandolo da Albe

- Con la costituzione in feudo Avezzano diventa un centro importante contendendo ad una decadente Albe il ruolo di centro principale di questa parte di Marsica.

- Avezzano si trova ad attrarre verso di se gli abitanti di paesi vicini come Perata, Scimmio, Pennerina, Fonte Muscino, Fonte Gagliano, Casole, Vicenna, San Callisto, Cerrito, Vico, Arrio, Le Fratte.

- I Paesi suddetti subiscono uno spopolamento e la fine di essi come paesi.

 

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1371:  Avezzano viene distrutta dal duca d'Andria Francesco del Balzo a causa di un torto subito dagli avezzanesi. A suo dire  Francesco del Balzo era rimasto offeso dal comportamento degli avezzanesi  che avevano parteggiato per il genero Filippo, nemico del duca Francesco

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1404: Margherita regina d'Ungheria è la nuova contessa d'Albe.

1404: Gli abitanti di Avezzano chiedono aiuto alla regina Margherita per avere assegnata nei loro confini il territorio di Penne che da diverso tempo è in contesa con Luco. Margherita assegna il territorio di Penne ad Avezzano che però concede ai luchesi l'uso civico del territorio.  Il comune di Avezzano protesta, il comune di Luco risponde  mostrando la donazione fatta dal conte Berardo nel 1074 del territorio di Penne, al paese di Luco.

1404 9 Giugno: La regina Margherita, madre del re Ladislao di Napoli, concede la contea di Albe a Giacomo Orsini per i servigi militari resi al figlio.

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1414: Muore Ladislao di Napoli. Gli succede la sorella Giovanna II

1414: Giovanna toglie agli Orsini il feudo di Albe e lo passa ai Colonna per ingraziarsi papa Martino V.

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1423: Muore Pietro III, ultimo conte dei Berardi di Celano. Gli succede come unica erede la figlia Giovanna.

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1426 30 ottobre: Si ha conoscenza di un documento che attesta il nome di due delle tre porte di Avezzano. Ciò riguarda una pergamena in cui è riportata una sentenza del giudice Giovanni di Carapelle riguardo la vertenza fra il paese di Avezzano e la chiesa collegiata di San Bartolomeo, per il possesso di alcuni beni, case, locali e orti situati sulla sponda pubblica del Fucino, che si trovano da Porta S. Felice fino a Porta San Francesco. E' probabile che la Porta di San Felice è riconducibile alla successiva Porta di S. Rocco, su cui si immetteva la Via Albense, che porta ad Albe.

 

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1430: Il matrimonio fra Giovanna Berardi ed Edoardo Colonna non viene consumato e Giovanna chiede e ottiene al papa l'annullamento del matrimonio.

 

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1436: Giovanna Berardi temporaneamente signora di Albe e Celano si sposa con Giacomo Caldora

 

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1439: Giacomo Caldora muore. Giovanna rimane vedova e rimane proprietaria della contea di Celano. La contea di Albe va al figlio di Giacomo, Antonio.

1439-41: All'interno del regno napoletano è in corso lo scontro fra Renato D'Angiò ultimo esponente della vecchia famiglia reale e Alfonoso V D'Aragona che sta cercando di conquistare il sud Italia. All'interno di questa contesa si giocano molti scontri di potere. Come ad esempio avviene per Antonio Caldora legittimo erede di Giacomo e grande soldato che al fianco di Renato D'Angiò cerca di aumentare le proprie fortune. Gli Orsini tornano signori di Tagliacozzo.

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1441: Re Alfonso unisce alla contea di Tagliacozzo il feudo di Avezzano, fino a questo momento indipendente.

1441: Renato D'Angiò è sconfitto e Alfonso d'Aragona diventa nuovo re di Napoli con il nome di Alfonso I ,l'ascesa al trono vera e propria avverrà nel 1442. In questa situazione Antonio Caldora perde molti feudi a causa della sua scelta di campo. Alfonso  assegna a Giovanni Antonio Orsini la contea di Albe con capitale Avezzano. Con la conquista di Albe l'Orsini arriva a possedere un territorio vastissimo che comprende l'intera Marsica Occidentale.

1441: Giovanni Antonio Orsini conte di Albe si annette Trasacco e ciò scatena il primo scontro con i Colonna, legittimi signori del paese. Il centro di Capristrello rimane in mano ai Colonna

1441: Alfonso V ottiene dal papa il riconoscimento del possesso del regno di Napoli.

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1443: Alfonso V emana una legge nella quale viene vietato ai giudici di procedere a indagini sul possesso dei territori da parte degli attuali baroni.

1443: Alfonso V concede al conte Giovanni Antonio Orsini l'incarico regio di trattare con il papa una pace duratura tra lo stato papale e il regno napoletano

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1446: Alfonso V riconosce alla nobiltà del regno, tramite una nuova legge, il possesso dei feudi su cui viene esercitata da essa l'autorità in questo momento. Giovanni Antonio Orsini si vede riconfermati i feudi di Albe e Tagliacozzo.

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1450: Giovanni Antonio Orsini concede aiuti segreti al fratello Rainaldo Orsini, signore di Piombino, contro il re Alfonso di Napoli.

1450: Alfonso V saputo di questo atto muove contro l'Orsini nella Marsica e lo dichiara decaduto dei propri feudi. Il papa interviene in favore di Giovanni Antonio, ed egli prò continuare così ad esercitare il proprio potere sulle due contee.

- In questo momento le contee di Albe e Tagliacozzo comprendono gran parte della Marsica, ovvero i centri  di Avezzano, Tagliacozzo, Civitella Roveto, Carsoli e Borgorose.

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1456: Muore senza eredi Giovanni Antonio Orsini. I feudi di Albe e Tagliacozzo passano sotto le dipendenze del demanio regio.

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1457: Il governo regio restituisce alla chiesa di S. Cesidio di Trasacco diversi beni sottrattale dagli Orsini anni addietro. Sempre durante lo stesso anno vengono concesse diverse esenzioni ai cittadini di  Tagliacozzo. Vengono costruiti i tratturi in Abruzzo e nella Marsica grazie all'intervento di Alfonso I. Uno di questi tratturi è stato utilizzato fino alla prima guerra mondiale per il trasporto delle greggi che partivano da Avezzano e attraversando tutto l'Abruzzo arrivava fino a Foggia. Alfonso I vara una legislazione speciale per proteggere la pastorizia, enunciando che la migrazione del bestiame non poteva avvenire senza la protezione del governo. Alfonso istituisce il tribunale della dogana di Foggia per l'industria armentizia. Esso opera senza lungaggini procedurali emanando giudizi e sentenze inappellabili. Nel corso del tempo sarà uno strumento di grande importanza e funzionalità almeno fino a quando il regno di Napoli non divenne vice regno, da allora tutto cambia in peggio.

1457: Viene espurgato il canale Claudio, ovvero il canale di scolo delle acque del lago del Fucino, che risulta di nuovo ostruito dopo i lavori di restauro fatti in età sveva.

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1458: Muore Alfonso I di Napoli. Gli succede il figlio Ferdinando I

1458: Ferdinando I nomina un suo responsabile per la gestione delle contee di Albe e Tagliacozzo con poteri civili, penali, politici e militari.

1458: Gli Orsini e i Colonna operano in concorrenza fra loro, affichè gli vengano restituite le due contee.

1458: Congiura dei Baroni nel regno di Napoli. Ferdinando I reagisce.

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1459: Giovanni d'Angiò scende nel regno napoletano a sostegno dei baroni rivoltatisi contro il re. Nella Marsica viene occupata Celano e Albe, ma le truppe di Giovanni d'Angiò non riescono a prendere il feudo di Tagliacozzo  difeso strenuamente dai fratelli Orsini per conto del papa e del re Ferdinando. Ferdinando per sostenere se stesso e ringraziare gli Orsini cede a loro i feudi di Albe e Tagliacozzo riconoscendoli come eredi dello zio morto anni prima.

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1460: Napoleone Orsini inizia la riscossa delle forze regie contro gli angioini nella Marsica, riconquistando, dopo lotte accanite, Trasacco e di seguito Albe e Scurcola.

1460: Federico da Montefeltro comandante dell'esercito alleato e il cardinale di Teano giungono nella Marsica al comando di un piccolo esercito, per dare manforte agli Orsini contro gli Angioini. Per prima cosa arrivano all' Aquila, dove la città si è alleata con i baroni, per tentare di ridurla all'obbedienza. Ciò avviene e successivamente si diriggono tra mille difficoltà nella Marsica.

1460: Le truppe regie arrivate nella Marsica si scontrano contro le truppe angione. Queste ultime vengono sconfitte e i reali riconquistano prima Paterno e poi Avezzano.

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1461 14 agosto: Le truppe regie stipulano in Albe un accordo di tregua di un anno con i rivoltosi.

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1462: Roberto Orsini riporta una schiacciante vittoria sugli angioni presso Troia di Puglia. Giovanni d'Angiò si ritira a Sulmona.

1462: Ruggero Acclozamora si ribella alla madre Giovanna di Celano e cerca di rovesciarla. Ruggero per raggiungere l'obbiettivo parte per Sulmona e qui si allea con Giovanni d'Angiò.

1462: Giovanna di Celano per meglio fronteggiare la ribbellione del figlio si assesta nella rocca di Gagliano Aterno.

1462: Gli scontri fra le truppe di Giovanni d'Angiò e Giovanna di Celano, asserragliata nel castello di Gagliano Aterno si protraggono per mesi. Alla fine la resistenza di Giovanna è spezzata e le truppe di Giovanni entrano nella rocca di Gagliano Aterno e arrestano Giovanna conducendola prigioniera  nella rocca di Ortucchio. Successivamente le truppe di Giovanni razziano molti oggetti riuscendone a ricavare un bel bottino.

1462: Le truppe di Giovanni d'Angiò si diriggono verso la Marsica Occidentale. Arrivati qui conquistano Trasacco. Contemporaneamente arrivano le truppe regie sotto la direzione di Roberto Orsini per affrontare Giovanni d'Angiò. Anche Napoleone Orsini e Federico da Montefeltro al comando delle truppe pontificie si diriggono verso la Marsica. Vista la difficoltà ad affrontare due eserciti così ben messi, le truppe di Giovanni d'Angiò si ritirano.

1462: Giovanna di Celano viene liberata, ma viene espropriata della contea di Celano, che la sua famiglia possedeva da secoli e le vengono confermati i suoi possedimenti in Puglia dove si ritira. Papa Pio II nomina, in accordo con il re Ferdinando I, il nipote Alfonso Piccolomini quale nuovo conte di Celano.

1462: Napoleone e Roberto Orsini cacciano, per conto del re, Ruggero Acclozamora da Celano. Ruggero raggiunge le truppe di Giovanni d'Angiò che sconfitte fanno ritorno in Francia.

1462: Termina ufficialmente la guerra dei Baroni. Nella Marsica i fratelli Orsini si insediano stabilmente come nuovi signori di Albe e Taglicozzo. Tra Napoleone e Roberto è quest'ultimo ad occuparsi veramente della gestione delle due contee in quanto Napolene è impegnato negli affari dello Stato della Chiesa.

1462: Ruggero Acclozamora e Giovanni d'Angiò risalendo la penisola passano nella Marsica, dove Ruggero approfittando della compagnia delle truppe di Giovanni, tenta un nuovo assalto a Celano. Tuttavia nel giro di poco tempo un nuova coalizione si forma con a capo gli Orsini  che sconfiggono definitivamente Ruggero e Giovanni.

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1464: Ferdinando I concede con un diploma, l'investitura ufficiale dei feudi di Albe e Tagliacozzo, ai fratelli Orsini, che ne sono stati investiti in modo ufficioso anni prima.

1464: Ferdinando I concede il titolo di duca dei Marsi ad Odoardo Colonna e allo stesso tempo gli riconosce il possesso di Capistrello.

1464-80: Roberto Orsini con l'accordo del fratello Napoleone gestisce in modo efficiente le due contee di Tagliacozzo e Albe e ciò porta a una certa ripresa delle condizioni della popolazione nei due contadi.

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1465: Muore Odoardo Colonna. Gli succede il figlio Fabrizio nella gestione degli affari di famiglia.

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1476: Muore Napoleone Orsini.

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1480: Muore Roberto Orsini. Gli succede il nipote Virginio, figlio di Napoleone.

1480 15 novembre: A causa della necessità di avere denaro fresco da utilizzare nella guerra contro i turchi  per la riconquista di Otranto, re Ferdinando spoglia Orsini della contea di Albe e la cede tramite diploma ufficiale a Fabrizio Colonna in cambio di quattordicimila ducati. Virginio diventa furente con il re. Ferdinando teme Virginio Orsini sia per la sua forza d'armi sia per l'amicizia di questi con papa Sisto IV a cui l'Orsini è legato.

1480: Ferdinando organizza una spedizione militare per riprendersi Otranto e bloccare l'avanzata turca. Ma proprio quando il duca di Calabria, capo di questa spedizione stava per attaccare accade che il sovrano turco muore e i figli iniziano a litigare per il trono, questo fa si che l'attacco turco sulle coste pugliesi si affievolisca e consenta alle forze militari di Ferdinando di avere la meglio con non troppi sforzi. Ferdinando riprende il controllo di Otranto.

1480: Virginio muove guerra ai Colonna per riavere la contea di Albe.

1480: Nasce una contesa tra il duca di Ferrara e la repubblica di Venezia. Il re di Napoli si schiera con il duca di Ferrara, a sostegno del quale intervengono anche Milano e Firenze.

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1482: In questa contesa s'inserisce anche papa Sisto IV che si schiera con Venezia, ciò porta gli Orsini a sostenere il papa e quindi ad essere avversari del re di Napoli. Il re di Napoli saputo del tradimento degli Orsini rende nota la vendita di Albe ai Colonna, fino a quel momento tenuto il tutto in segreto. Non soddisfatto di ciò però il re napoletano decide di confiscare anche la contea di Tagliacozzo a Orsini e di cederla ai Colonna, loro grandi avversari.

1482: Essendo ufficialmente lo stato della chiesa in guerra con Napoli viene creato nella Marsica un esercito di fanteria e cavalleria che sotto il comando del duca di Calabria, procede ad invadere lo stato papale, occupando tra l'altro  diversi territori appartenenti agli Orsini.

1482: Tuttavia nel corso della guerra sia Firenze che Napoli tentano di trovare un accordo con il papa, che alla fine preferisce sfilarsi dalla contesa e giunge ad un accordo con loro.

1482 8 dicembre: Viene firmato un trattato fra i cinque maggiori stati italiani in cui viene creata una lega di stati che riporti la pace nella penisola. Nel trattato viene espresso anche che i tutti i feudi tolti agli Orsini nel corso del conflitto gli vengano restituiti.

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1483: I Colonna non riconoscono il trattato e decidono di resistere mantenendo la proprietà di Albe.

1483: il re di Napoli vista la situazione cerca un nuovo accordo con il papa per risolvere il conflitto fra le due famiglie. L'accordo viene trovato e prevede che Ferdinando restituisca ai Colonna la somma pervenutagli da essi durante il conflitto con i turchi, in cambio loro restituiranno Albe agli Orsini. In cambio il papa restiuirà loro i feudi di Castel Monte, Rossano e Saleto.

1483: Tuttavia Giovanni Colonna che si trova ad Avezzano rifiuta sulle prime l'accordo, ma alla fine accetta il compromesso. Nonostante ciò il re napoletano stenta a ridare i soldi ai Colonna. A questo punto Virginio Orsini offre al re la somma che egli deve ai Colonna, i colloqui per questo nuovo accordo vengono tenuti dal papa.

1483: Nonostante pressanti tentativi di giungere ad un accordo con i Colonna, essi si continuano a rifiutare di ridare Albe. Sisto IV adirato con loro gli scatena addosso tutta la sua furia.

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1484: Le forze papali insieme agli uomini di Orsini saccheggiano tutte le case dei Colonna e uccidono tutti coloro che le difendono. Allo stesso tempo Sisto IV priva i Colonna di quasi tutti i feudi che la famiglia possiede nello stato pontificio.

1484: La faida che si scatena fra i Colonna e gli Orsini  per il possesso di Albe, esplode in tutta la sua forza scatenando il conflitto proprio all'interno di Roma, dove avvengono tremendi delitti e gravissimi saccheggi.

1484: Al culmine della lotta viene saccheggiato il palazzo centrale dei Colonna a Roma, dove viene catturato Lorenzo Colonna, capo della famiglia principesca. Lorenzo viene condotto a castel S'Angelo dove dopo un rapido processo è condannato a morte. Lorenzo viene prima torturato e infine decapitato (30 giugno).

1484: Virginio Orsini ottiene la restituzione di Albe e Tagliacozzo da parte dei Colonna.

1484 12 agosto: Muore papa Sisto IV. Gli succede papa Innocenzo VIII.

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1485: Nel regno di Napoli scoppia la seconda guerra dei baroni che si oppongono al governo di Ferdinando I. In questa situazione vediamo gli Orsini questa volta schierati con Ferdinando e i Colonna schierati contro di lui

1485: Contemporaneamente nello stato pontificio gli Orsini e i Colonna occupano alcuni feudi papali. Innocenzo VIII ordina alle due famiglie la restituzione di tali feudi. I Colonna si sottomettono al volere papale, ma gli Orsini no. Innocenzo colpito dall'atteggiamento degli Orsini prende in simpatia i Colonna e li sostiene nella contesa con l'altra famiglia.

1485: Innocenzo VIII appoggia la rivolta dei baroni nel regno napoletano e sostenuto dai Colonna che si dichiarano suoi sostenitori si appresta ad invadere il regno napoletano. Per contro gli Orsini appoggiano Ferdinando contro la rivolta dei baroni.

1485: Le forze papali unite ai Colonna invadono il regno napoletano passando per la Marsica (contadi di Albe e Tagliacozzo). Le forze papali soggiornano qui per qualche mese e poi si diriggono verso la Puglia. Celano che è molto ben organizzata non permette loro il passaggio sul suo territorio. Nel territorio della contea di Albe il passaggio di Fabrizio Colonna in Albe e  Avezzani è accolto in un tripudio di gioia

1485: Virgionio Orsini ritorna nei due feudi poco dopo che le forze papali si sono allontanate e provvede ad organizzare la difesa di Albe e Tagliacozzo, per evitare nuove situazioni di questo genere. Virginio ben sapendo che la popolazione locale preferiva i Colonna a lui, chiede ed ottiene l'aiuto di Firenze e Milano per garantire un sufficiente controllo del territorio.

1485: Nel frattempo il duca di Calabria al comando delle truppe reali si accinge ad invadere lo stato pontificio, per l'invasione ricevuta da questi poco tempo prima. Il duca di Calabria che già si trova in Abruzzo oltrepassa con le truppe strade impervie e coperte di neve, e arriva a Paterno dove compie una breve sosta. Successivamente riparte e conduce l'esercito a Carsoli dove si congiunge con l'esercito di Virginio Orsini. Da qui i due invadono lo stato della chiesa.

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1486 gennaio: Fabrizio Colonna con le truppe papali ritorna ad Albe e prende possesso del contado, tra le acclamazioni della popolazione locale, ben felice di averlo come signore. Virginio Orsini si appresta a muovere guerra in Albe al Colonna

1486: Tra Roma e Napoli sono in corso  trattative di pace.

1486: Il duca di Calabria interviene nello scontro e prima che esso diventi reali convince le parti a sedersi ad un tavolo di confronto a Celano. Alla fine del convegno è stabilito che Virginio Orsini ritorni in possesso di Albe e Colonna riprenda il controllo di Genzano, Civita Lavinia e Nemi.

1486: Dopo alterne vicende ha termine la seconda guerra dei baroni. Viene firmato un trattato di pace tra Roma e Napoli  che include anche l'accordo trovato tra i Colonna e gli Orsini a Celano.

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1487: Ferdinando ricompensa Virginio Orsini per il sostegno datogli durante il conflitto con i baroni, nominandolo gran contestabile del regno.

1487 ottobre-novembre: Il duca di Calabria Alfonso Trastamara, figlio ed erede del regno napoletano, soggiorna con grande gusto a Tagliacozzo, quale ospite di Virginio Orsini.

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1490: Virginio Orsini trasforma il vecchio castello angioino di Avezzano in una poderosa rocca rinascimentale al fine di controllare i rivoltosi agricoltori e pescatori avezzanesi, che parteggiano da sempre per i Colonna.

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1494: Muore Ferdinando I di Napoli. Gli succede il figlio Alfonso II

1494: I francesi al comando del loro re Carlo VIII discendono in Italia con l'intento di concquistarla.

1494: Gli spagnoli si oppongono al piano francese e a loro volta tentano d'invadere la penisola specialmente il regno di  Napoli

1494: In questa prima fase sono i francesi ad avere la meglio arrivando fino a Napoli occupandone l'intero territorio.

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1495: Muore Alfonso II di Napoli, ed il trono passa al figlio Ferdinando II.
1495: Riesplode la guerra fra i Colonna e gli Orsini per il possesso della Marsica : l’occasione è offerta da Carlo VIII, re di Francia, che sceso in Italia riesce in breve a conquistare il regno di Napoli. Quando ciò accade, Virginio si dichiara favorevole a Carlo. Carlo VIII conferma a Virginio Orsini il possesso dei  feudi di Albe e Tagliacozzo.
1495: Fabrizio Colonna per riprendersi i due contadi, si schiera dalla parte di Ferdinando ii sostenendolo nella riconquista del trono.

1495: Ferdinando II è sostenuto a sua volta dagli spagnoli che cercano così d'intromettersi nella penisola.

1495 6 luglio: il regnante spagnolo Ferdinando V concede a Fabrizio Colonna ed ai suoi eredi l'investitura totale delle terre, appartenute a Virgilio Orsini e successivamente devolute al regio fisco a causa della sua ribellione. I feudi in questione sono: Tagliacozzo, Albe, Celle (Carsoli), Oricola, Rocca di Botte, Pereto, Colli (di Montebove), Tremonti, Rocca di Cerro, Verrecchie, Cappadocia, Petrella (Liri), Pagliara, Castellafiume, Corcumello, Cese, Scurcola (Marsicana), Poggio (Poggetello), S. Donato, Scanzano, Sante Marie, Castelvecchio, Marano, Torano, Tusco (Latuschio), Spedino, Corvaro, Castelmenardo, S. Anatolia, Rosciolo, Magliano (dei Marsi), Paterno, Avezzano, Luco, Canistro, Civita d'Antino, Cappelle. Gli concede inoltre, nello stesso diploma, la Baronia di Valleroveto formata dai castelli di Capistrello, (Pesco) Canale, Civitella (Roveto), Meta, Rendinara e Castel dei Vivi (Roccavivi) concedendogli, inoltre, ben 6000 ducati vita naturale durante.

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1496:  Carlo VIII viene cacciato da Napoli e Ferdinando II si rinsedia sul trono napoletano

1496: Ferdinando II decide di punire gli Orsini per il loro tradimento e ricompensare i Colonna per i loro fedeli servigi.

1496: Muore Ferdinando II di Napoli. Gli succede lo zio Federico I.

1496: Federico I prosegue nella politica del suo predecessore e punisce Virgilio Orsini privandolo di ogni titolo e condannandolo a morte.

1496: Federico I ricompensa Fabrizio Colonna, confermandogli con un decreto reale, quanto già riconosciuto dal re spagnolo precedentemente, ovvero le contee di Tagliacozzo e Albe ora elevate da lui a ducati.

- In pratica si nomina Fabrizio Colonna 1 duca di Tagliacozzo e Albe, Gran Connestabile del regno di Napoli e barone di Carsoli e della Valle Roveto.
Il decreto riguarda i paesi TALEACAZZI, ALBA, CELLANUM, CRICULAE , ROCCAM DE BRATO, CELLIS INTERMONTIS, ROCHIAE DE CERRO, VERRECHIAE, CAPADOTIS, PETRELAE, PALEANIS, CASTELLI DE FLUMINE, CURCUMELLI, CAESAE, SCURCULAE, PODY, S. DONATI, SCANZANI, S. MARIAE, CASTELLI VETERIS, MARANI, TERANI, TUSELY, SPERIANDIDI, CORVARY, CASTELLI MANANDI, S. ANATOLIE, RICCIOLO, MAGLIANI, PATERNI, AVELLANI, LUCI, TRASACCHI, CARESSI, CIVITE DANTINAE e CAPPELLAE.

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1499

1499: La Francia ritorna in Italia tentando nuovamente d'impadronirsi della penisola o almeno di una parte di essa. Luigi XII di Francia scende con il suo esercito con l'obbiettivo di concquistare nuovi territori.

1499: I francesi giungono a Napoli e tentano di assoggettare il regno del sud Italia.

1499: All'interno di questa nuova contesa gli Orsini si schierano con il re francese, in cambio della restituzione dei feudi sottratti a loro dai Colonna. I Colonna si dichiarano fedeli al re di Napoli.

1499: Si scatenano grandi battaglie fra le due fazioni

1499: Nuovo decreto governativo che riconferma il possesso dei contadi di Tagliacozzo e   Albe ai Colonna.

1499: Con i Colonna, ormai potentissimi feudatari del Regno di Napoli (« gran contestabili» del Regno) ed i loro gabellieri della famiglia dei Mattei, Avezzano con la sua universitas contrassegnata dalla figura di S. Bartolomeo ed inserito nel Ducato di Tagliacozzo-Albe, entra nella storia moderna del Regno di Napoli e si conclude l'analisi delle sue vicende medievali.

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1500: Gli spagnoli giungono in Italia per sostenere il re napoletano nella sua battaglia contro i francesi.

1500: Infuriano le battaglie fra francesi e spagnoli

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1501: Gli spagnoli detronizzano Federico I di Napoli.

1501: I Colonna si schierano con gli spagnoli.

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1503: Dopo un lungo guerreggiare alla fine gli spagnoli cacciano i francesi dal suolo napoletano e s'impadroniscono definitavamente del sud Italia annettendolo alla corona spagnola.

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EPOCA MODERNA: 1504-1815

 

URBANISTICA DI AVEZZANO IN EPOCA MODERNA

 

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1504

1504: Spagnoli e francesi si accordano a Lione riguardo all'Italia. I francesi rinunciano a conquistare il sud Italia che viene confermato alla Spagna, in cambio gli spagnoli rinunciano al Nord Italia che diventa sfera d'influenza francese.

1504:I Colonna si vedono rinfermati nel possesso di Albe e Tagliacozzo, mentre gli Orsini sono costretti a rinunciare definitivamente ad ogni velleità di riconquista dei due feudi. I  Colonna manterranno il possesso di Albe e Tagliacozzo fino al 1806, ovvero fino all'abolizione dei feudi.

1504: All'inizio del '500 Avezzano si presenta come una cittadina ben organizzata con una "Via centrale" ed altre strade, il percorso perimetrale con supporti sulle mura dotate di torrioni angolari e rompitratta semicilindrici: sulle vie centrali, aperte sulle due piazze (Centrale e di S. Bartolomeo). Le residenze delle persone più ricche mostrano i loro arredi architettonici tardo-gotici composti da cornici marcapiano a decorazione floreale e diverse eleganti finestrature, (come si può ancora osservare nei superstiti disegni a matita dell'architetto Caracciolo del 1801, conservati nella Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte di Palazzo Venezia a Roma). La città circondata dalle sue mura ha tre porte d'ingresso. La prima è Porta S. Francesco che da verso il castello e la chiesa di San Francesco. La seconda porta, Porta S. Bartolomeo, è quella più antica e si apre verso la pieve di S. Andrea e le rive del lago Fucino. La terza porta è la Porta di San Felice in direzione delle strade che portano a Paterno ed Albe. Le mura invece si presentano con fortificazioni in cui sono ben evidenti i torrioni angolari con apparato a sporgere, quelli affiancati alla Porta di S. Bartolomeo, presso la Porta S. Francesco le mura sono dotate di merlature e la risega della porta di S. Francesco

1504-1806: Signoria della Famiglia Colonna su Avezzano e la Marsica occidentale.

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1642-47:Nella Marsica così come nel resto del l’Italia meridionale le condizioni di vita continuano ad essere pesanti; per cambiare questo stato di cose viene quindi maturando, tra la popolazione e la stessa nobiltà, l’idea di una rivolta contro il governo spagnolo al fine di ottenere cambiamenti profondi nel modo di gestione del territorio.

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1647

1647: La rivolta a lungo sentita dalla popolazione scoppia nel 1647 a Napoli, ed è guidata dal popolano Masaniello. Come in un domino la rivolta si propaga in tutto il meridione italiano soggetto al governo spagnolo arrivando anche in Abruzzo nel luglio 1647.

1647: In Abruzzo la rivolta inizia e dilaga in tutta la provincia dell'Aquila contro il malgoverno spagnolo. Qui all'Aquila è tutta la popolazione, compresi alcuni nobili, che insorgono con lo scopo di ridurre il potere del governatore dell’Abruzzo Michele Pignatelli. La rivolta arriva anche nella Marsica dove si registrano diverse ribellioni contro il governo spagnolo.
1647: Tra luglio e agosto le truppe di Pignatelli e dei rivoltosi si affrontano in combattimento. Ad avere la meglio sono le truppe spagnole che ristabiliscono l'ordine.

1647:  Il 13 settembre il governatore Michele Pignatelli ritorna a testa alta all’Aquila.
1647: Nonostante questa vittoria, la rivolta nel viceregno non è assolutamente terminata anzi lo scontro tra rivoltosi ed esercito spagnolo si acuisce, tanto è vero che il Viceré spagnolo è costretto a chiedere rinforzi e lo fa proprio a Pignatelli, ordinandogli di formare un esercito con l’appoggio dei nobili abruzzesi.
Pignatelli, pur desiderando infliggere una lezione ai rivoltosi, è costretto ad ubbidire, per cui perdona i rivoltosi e organizza un piccolo esercito comandato da Giulio Pezzola.
1647: Pignatelli, tuttavia non riesce a perdonare il capo dei rivoltosi in Abruzzo Antonio Quinzi, appartenente alla nobile famiglia dei Quinzi. Antonio Quinzi sentendosi in pericolo è costretto a fuggire.

1647: Nell'esercito formato da Pignatelli, che viene mandato ad aiutare l'esercito spagnolo a Napoli si registrano diversi casi di diserzione. Ciò viene spiegato nella non volontà di una parte di questo esercito di combattere i rivoltosi. Anzi alcune di queste persone vanno ad ingrossare le fila dei ribelli.

1647: La Francia vista le proporzioni che la rivolta viene assumendo  nel meridione italiano decide d'intervenire per provare a sostituirsi agli spagnoli. Per ottenere ciò viene inviato in Italia, Enrico di Lorena  che cerca  di dare manforte ai ribelli.
In questa situazione il barone Antonio Quinzi sentendosi protetto e incoraggiato, decide con un gruppo di uomini d’invadere Celano (fedele agli Spagnoli) e di attaccare il locale castello.

1647: L’abate Piccolomini, proprietario del castello, è avvertito dell'idea di Quinzi e prova inizialmente ad organizzare la resistenza; tuttavia quando Quinzi raggiunge Celano, il Piccolomini ci ripensa e gli apre le porte del castello, dove egli s’insedia.
1647: Nel medesimo tempo la rivolta dilaga in altri centri della Marsica come a Tagliacozzo e  dove la popolazione  inizia a sollevarsi contro il governo spagnolo.

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1648:

Gennaio: In Abruzzo arrivano i rinforzi francesi ai rivoltosi, che senza farsi scorgere dagli spagnoli riescono a raggiungere i rivoltosi arrivando a Scurcola, dove si stanziano nel locale castello.
Gennaio: Sempre in gennaio il barone Quinzi con il suo alleato marchese di Palombara si appresta a invadere il paese di Fontecchio, ancora fedele agli Spagnoli, dove però trova una guarnigione di Pignatelli pronta a resistergli.
Gennaio: Gli scontri a Fontecchio fra le due fazioni durano nove giorni. Ad un certo punto a Fontecchio e il barone Quinzi si ritrova asserragliato nel convento di San Francesco. Alla fine riesce a fuggire, lasciando però Fontecchio nelle mani delle truppe di Pignatelli.
Febbraio: All’Aquila intanto giungono a Pignatelli strane voci di un tradimento di Pezzola, suo uomo di fiduci, che starebbe pianificando la conquista dell’Aquila. All’inizio, a causa di malintesi, il Governatore crede a queste voci e fa imprigionare Pezzola; tuttavia ricevuta da Roma la certezza dell’infondatezza delle accuse, lo libera il successivo 3 marzo.


Marzo: La provincia dell’Aquila è ormai teatro di continui scontri fra rivoltosi e forze fedeli agli spagnoli. Nel corso del mese di marzo il marchese di Palombara e il barone Quinzi s’impadroniscono di Cittaducale e Antrodoco .   

Aprile: In aprile è la rivolta raggiunge Teramo. I ribelli provano a conquistare la città ma le truppe del governatore Pignatelli, poste a difesa di essa respingono l’assalto.

Aprile: E' ormai passato un anno dall'inizio della rivolta e la popolazione è stanca e desiderosa di tornare alla normalità, la mancanza inoltre di nuove truppe dalla Francia spingono i rivoltosi a chiedere la pace con il governo spagnolo.

Aprile: Le truppe spagnole al comando di Pezzola hanno l'ordine di reprimere nel sangue le varie sacche di resistenza sparse sul territorio abruzzese. Essi riescono a riprendere  tappa dopo tappa i vari paesi abruzzesi in mano agli insorti, compresa Celano, cuore della rivolta. Qui gli spagnoli usano la mano pesante e dopo aver sfondato la buona difesa organizzata dal conte Francesco, il paese viene duramente saccheggiato.
13 aprile: viene firmata la pace tra rivoltosi ed esercito spagnolo, ciò porta alla fine della rivolta in tutto il meridione.
Ciò nonostante rimangono alcune sacche di resistenza, che non accettano l'accordo, come quelle di Antrodoco e Cittaducale, capeggiate rispettivamente da Antonio Quinzi e Tobia Pallavicino. Il nuovo governatore abruzzese Bernardino Savelli, succeduto a Michele Pignatelli, organizza allora l’assedio alle due cittadine.


Maggio: L’assedio va avanti per alcune settimane, fino a quando prima Antrodoco e poi Cittaducale (17 maggio) cadono in mano spagnola, segnando la fine definitiva della rivolta in tutto l'Abruzzo.   

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1649:

1649: L’anno seguente nel ducato di Tagliacozzo-Albe muore il duca Marcantonio, al quale succede il figlio Lorenzo I.
1649:Durante il regno di quest’ultimo, il ducato diventa sempre più povero, segno che la rivolta degli anni 1647-48 non ha prodotto alcun risultato. Anzi, la povertà diffusa in cui versa la Marsica porta anche ad un peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie. In queste condizioni la regione si rivela facile preda di malattie.

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1655: Muore senza eredi il conte Francesco Damesciani Peretti. Gli succede nel governo della contea di Celano il cognato Bernardino Savelli che aveva sposato precedentemente la sorella del conte Francesco, Maria Felicita.

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1656: Uno strano morbo colpisce la Marsica, causando numerosi morti arrivando perfino a decimare anche alcuni paesi.

- Nel ducato di Tagliacozzo, alcuni paesi scompaiono come quello di Gallo, vicino Marano, la cui popolazione muore completamente; oppure San Donato, dove alla fine della pestilenza rimangono vive solo 8 persone; o ancora Sant’Anatolia, dove la popolazione viene dimezzata. A Sant'Anatolia prima della pestilenza nel 1648 si contavano 450 persone, mentre nel 1669, dopo il passaggio della pestilenza, ne restano viventi appena 215. Altri centri che vengono gravemente colpiti sono Magliano, Corsaro, Rosciolo, Spedino e Torano. Al contrario, alcuni paesi invece non vengono toccati per niente dal morbo, come Collefegato e Poggiovalle.
- Anche la contea di Celano risulta colpita duramente dal morbo. La pestilenza nella sola Celano uccide circa 700 persone su una popolazione di circa 2000 persone viventi prima della pestilenza.

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1700: Muore Carlo II re di Spagna. Si apre la guerra di successione spagnola fra le potenze europee soprattutto Francia e Austria.

- L'Austria fra le altre cose mira a possedere il sud Italia, per cui tenta da lontano di causare agitazioni sociali che mettano in discussione il potere spagnolo.

Per fare ciò i suoi tramiti investono soldi in gruppi di ladruncoli, che facciano per loro il lavoro sporco sul campo.

1700-07: In questo periodo su richiesta austriaca, la vita nel regno napoletano di Spagna, è assai complicata soprattutto per la sicurezza, poichè i malviventi spadroneggiano e lo stato centrale latita perchè debole.

- Di questi fatti ne sono pieni gli archivi marsicani, dove viene citato più volte il malvivente De Santis quale responsabile di tutti gli orrendi crimini commessi in questo periodo nella Marsica.

De Santis viene denunciato per le minacce al Vescovo dei Marsi, per il famoso assalto ad Avezzano e per l'assassinio del Governatore di Luco e Trasacco Feliceantonio De Angelis.

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1707 9 Luglio: Il bandito De Santis attacca Avezzano difesa da una "Compagnia di Dragoni", la polizia spagnola, con la sua banda e 200 soldati austriaci, guidati dal Capitano Daun.

Gli avezzanesi dinnanzi a questo assalto fuggono dalla città e dopo aver saputo che la polizia spagnola si è arresa sono costretti a sborsare 1500 ducati per evitare il saccheggio della città stessa.

- Durante questa fase di confusione alcuni cittadini debitori con il comune di Avezzano, spalleggiati dallo stesso De Santis, danno fuoco a gran parte dell'archivio comunale (D'Amore, 1998, 63-64).

1707: De Santis sorretto da soldati austriaci attenta alla vita del Vescovo dei Marsi mons. Corradini che però si salva (ADM, B/57/168-173).

1707: Gli spagnoli tornano a Napoli e iniziano a rioccupare il territorio e a cercare vendetta per i fatti di Avezzano.

- La polizia spagnola vuole catturare De Santis e mandarlo a morte. De Santis dal canto suo si trasferisce per un periodo a Roma dal cardinale Grimaldi, filo-austriaco.

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1714: In base al trattati internazionali di Utrecht e Rastadt (che pongono termine alla guerra di successione spagnola) il sud Italia (e quindi anche l'Abruzzo) passa con l'esclusione della Sicilia, a far parte dello stato austriaco.

 

Europa 1714 (Fonte Wikipedia)

 

 

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1715-38: I Colonna continuano a gestire il ducato di Tagliacozzo e quindi tutto il territorio ad esso connesso. Avezzano continua ad essere un punto di riferimento importante per tutto il ducato, arrivando a contendere a Tagliacozzo il ruolo di centro più importante della zona.

1715-38: Durante il periodo austriaco il ducato di Tagliacozzo-Albe inizia una timida ripresa in ambito economico, testimoniata da una certa crescita della popolazione, dovuta a un miglioramento dell’agricoltura e delle condizioni igienico-sanitarie.

 

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1738: l’Austria, in seguito al Trattato di Vienna (che pone termine alla guerra di successione polacca) cede a Carlo di Borbone-Spagna il controllo sull’Italia meridionale, riconoscendogli il titolo di re di Napoli per lui ed i suoi successori.

 

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1748: Trattato di Aquisgrana tra le potenze europee che conclude la guerra di successione austriaca. Il trattato per l'Italia significa il riassetto del paese con i vari troni dei vari staterelli italiani suddivisi fra i parenti della dinastia Borbone di Spagna e la nuova dinastia Asburgo-Lorena d'Austria. Il regno di Napoli vede la riconferma del trono a Carlo di Borbone-Spagna che fonda la nuova dinastia dei Borbone di Napoli in seguito chiamati Borbone-Due Sicilie.

 

 

Italia (1748)                                                                                              Centro Italia (1748)

 

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1755: Muore il duca di Tagliacozzo Fabrizio II Colonna. Gli succede il figlio Lorenzo II

 

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1759: Abdicazione di Carlo IV di Borbone di Napoli che diventa nuovo re di Spagna con il nome di Carlo III. Sul trono di Napoli gli succede il Figlio Ferdinando che assume il nome di Ferdinando IV di Napoli.

 

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1760-79: Nella Marsica si registra un lieve miglioramento dell'economia a cui fa seguito un aumento della popolazione locale.

 

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1780: Il lago del Fucino in seguito a forti piogge straripa invadendo i diversi paesi circostanti causando molti morti e molti danni materiali.
- La gravità della situazione è tale che lo stesso re Ferdinando interviene. Ferdinando prima si accerta della gravità della situazione, e poi procede a vari inteventi di sostegno delle popolazioni colpite.

- Il governo napoletano vista la grave situazione del Fucino esenta tutti i paesi rivieraschi del Fucino dall’imposta fondiaria riguardo a tutte le terre inondate.

1780: Ferdinando IV  incarica l’ingegnere Stile di trovare una soluzione al problema delle inondazioni del Fucino.
- L’ingegnere presenta più avanti la sua relazione al re. Qui descrive che come unico rimedio sia la riapertura e il restauro dell' Emissario Claudio (antico canale romano che regolava il flusso del lago).

 

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1787-88: Il Lago Fucino continua a crescere di livello seminando con le sue inondazioni gravi danni ai paesi che si affacciano su esso.

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1788-92: circa: Il governo napoletano procede a rimettere in funzione l'antico Emissario Claudio. Ciò porta nel giro di qualche tempo all’espurgo di alcune centinaia di metri all’imbocco della galleria.  Così facendo il livello del lago si abbassa e la vita nella regione marsicana torna lentamente alla normalità.

 

  

Dipinti del 1789 Avezzano e del Lago Fucino del pittore francese Jean Joseph Xavier Bidault (1789)

 

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1790-99: Gli anni 90' del secolo XVIII sono il periodo della rivoluzione francese e del suo espandersi con le sue idee di libertà e uguaglianza in tutta Europa attraverso continue guerre perpetrate dai francesi a scapito degli stati confinanti compresi gli stati italiani. il governo borbonico si trova  così a doversi difendere dalla minaccia di un’invasione francese.

 

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1795: Le acque del Fucino si abbassano di qualche metro consentendo un lento ritorno alla normalità

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1798:

16 dicembre: I francesi giungono nel regno napoletano a l'Aquila, qui assaltano l'intero territorio aquilano e il resto d'Abruzzo.

 

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1799:

Gennaio: Ferdinando IV invita tutti gli abruzzesi alla lotta contro lo straniero.

Gennaio: Gli abruzzesi si ribellano ai francesi in attesa delle truppe di Ferdinando, i briganti che infestano le montagne abruzzesi si pongono dalla parte dei borbonici e scatenano veri e propri assalti a danno dei francesi.

Febbraio: I francesi assaltano il resto del territorio napoletano battendo ripetutamente le truppe borboniche.

Febbraio: Ferdinando fugge da Napoli. Napoli è presa poco dopo dai francesi. Viene proclamata la repubblica partenopea

Marzo-maggio: il comportamento vessatorio dei francesi costringono gli abruzzesi ad inasprire la lotta, creando molti problemi al nuovo governo.

Marzo: I francesi varano una riforma amministrativa del regno napoletano.

- La Marsica rimanendo nell'ambito dell'Abruzzo Ulteriore II, viene dapprima inserita nel dipartimento del Sangro, quindi spostata nel dipartimento del Pescara. Successivamente si assiste all'inizio alla divisione del territorio marsicano in quattro capi-cantone, quello di Celano, Carsoli,  Scurcula e Tagliacozzo. Infine la stessa Marsica viene elevata in dipartimento prendendo il nome di dipartimento del fucino.

Aprile: Tuttavia la Marsica come altrove, è vessata di pesanti imposte dai francesi, e le popolazioni arrivano a rivoltarsi più di prima andando anche ad ingrossare le bande di Frà Diavolo, di Gaetano Mammone, di Giovanni Salamone e di altri briganti, le cui azioni azioni di lotta, vengono sostenute dall'avanzata delle truppe del cardinale Fabrizio Ruffo che vengono riprendendo il controllo dell'intero territorio napoletano.

Maggio: Prosegue la ripresa del regno napoletano da parte delle truppe di Ruffo

15 giugno: Ferdinando IV fa ritorno a Napoli.

 

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1800: I francesi perdono a Novi Ligure e vengono definitivamente cacciati dall'Italia in questa prima ondata.

1800: Le  acque del Fucino tornano a salire.

 

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1806:

1806:I Francesi però non si scoraggiano, e nel giro di qualche anno ritornano alla carica, riuscendo a riconquistare sotto il comando di Napoleone e dei suoi generali i vari Stati Italiani compreso i regno di Napoli. Qui i Francesi fanno ritorno nel 1806 e, dopo una breve lotta con l’esercito borbonico, spodestano di nuovo i Borbone che riparano di nuovo in Sicilia, mentre Napoleone nomina il fratello Giuseppe Bonaparte nuovo re di Napoli.

1806: Il nuovo governo francese prova a migliorare la situazione economica del meridione estendendo con nuove leggi, sulla scia dei provvedimenti adottati in Francia, i criteri della rivoluzione francese. Fra le prime riforme varate dal nuovo governo vi è l'abolizione dei diritti feudali, che priva la nobiltà locale dei propri feudi. Nel caso della regione marsicana questo significa la fine del potere  feudale dei Colonna nel ducato dei Marsi e quello degli Sforza-Cabrera-Bodavilla nella contea di Celano.

1806: I Colonna cessano di essere dopo tre secoli di dominio i duchi di Tagliacozzo e Albe.

1806: Viene varata dal nuovo governo napoletano la riforma tributaria.

2 agosto: Emanazione della riforma amministrativa. l'ex ducato dei Marsi comprende attualmente i seguenti comuni: Albe, Antrosano, Atessa, Avezzano, Canistro, Cappadocia, Cappelle, Carsoli, Castella a Fiume, Castelnuovo, Castelvecchio, Cese, Civitantino, Civitella Roveto, Colle, Corcumello, Corvaro, Forme, Gallo, Luco, Magliano,  Manoppello, Marano, Massa, Meta, Morino, Oricola, Orsogna,  Paternò, Penna, Pereto, Peschio Canale, Petrella, Poggio S. Filippo, Poggitello, Pretorio, Rapino,  Roccavivi, Rocca di Botte, Rocca di Cerro, Rosciolo, San Donato, S. Giovanni, S. Pelino, S. Anatolia, Sante Marie, Santo Stefano, Scanzano, Scurcola, Sorbo, Spedino, Tagliacozzo, Trasacco, Tornereccio, Tre Monti, Tubione, Villa Romana, Villa Sabinese, Villa S. Sebastiano. In base alla riforma amministrativa tutti questi paesi furono riconosciuti comuni con amministrazione propria.

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1807: Le acque del Fucino si fanno sempre più minacciose per i comuni rivieraschi, producendo anche alcuni straripamenti.

1807: I Colonna perdono il feudo di Avezzano e poco dopo vendono il castello presente nella cittadina. I cittadini di Avezzano affezionati alla famiglia ducale vivono con tristezza il loro addio. Nel corso dei secoli la presenza della famiglia nella città di Avezzano aveva fatto nascere un motto tra il popolo di "Popolo e Colonna" per sottolineare il forte rapporto fra loro.

1807-70: Nonostante l'addio dei Colonna, Avezzano continua ad essere il centro politico della Marsica. Qui si vengono concentrando la Sottoprefettura, l'apertura del Tribunale e della Scuola Normale Matilde di Savoia. La diversa situazione socio-economica determina l'emergere di nuove importanti famiglie che si mettono in evidenza nella vita politica ed economica della cittadina dando a essa uno o più sindaci, come gli Aloisi, i Mattei, i Lolli, gli Orlandi, i Serafini, gli Spina.

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1811: Avezzano diventa centro politico amministrativo del distretto della Marsica. Vengono avviate le procedure per tentare il trasferimento della sede della diocesi dei Marsi da Pescina ad Avezzano.

 

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AVEZZANO DIVENTA CAPITALE DEI MARSI

1815 - 61

 

 

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1815: Ferdinando di Borbone torna sul trono napoletano con il nuovo titolo

di Ferdinando I RE delle Due Sicilie.

 

Europa 1815 (Fonte Wikipedia)

Italia 1815 (Fonte Wikipedia)

 

 

1815: Il nuovo governo napoletano conferma molte delle novità amministrative introdotte dal precedente governo di Murat, tra le quali l'abolizione della feudalità e del regime doganale presente nel tavoliere delle Puglie. Ciò comporta per le popolazione abruzzese una tassa ogni volta che viene condotta la transumanza.

1815: Il governo napoletano oltre a confermare diverse riforme dei francesi si trova a doverne completare altre, tra cui la riforma amministrativa

 

1815-20: Gli abitanti di Pereto, Rocca di Botte, Oricola chiedono a più riprese al comune alcuni aggiustamenti per le frazioni, che sono già previste nella legge.

 

1815: A Carsoli e nel resto della Piana del Cavaliere il ritorno dei Borbone è accolto con gioia in quanto  la popolazione li vede come parte della loro storia. In questo momento la popolazione spera in un lento, ma progressivo miglioramento delle dure e difficili condizioni economiche, che negli ultimi anni complice le vicende politiche, la situazione del Lago Fucino e le condizioni atmosferiche ha visto decrescere molto l'economia del territorio.

 

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1816

1 maggio: Il governo napoletano completa la riforma amministrativa inziata sotto il governo di Murat.

- Viene creata la Provincia Abruzzo Ulteriore II con capoluogo l'Aquila. La suddetta provincia viene divisa in 4 distretti. Il distretto dell'Aquila, il distretto di Avezzano, il distretto di Sulmona, il distretto di Cittaducale. Ognuno di questi distretti comprende a sua volta i circondari. Nel caso di Avezzano i circondari compreso il suo sono sette che divengono otto con il nuovo circondario di Trasacco.

Distretto di Avezzano comprende: 1) Circondario di Avezzano 2) Circondario di Carsoli 3) Circondario di Celano 4) Circondario di Civitella Roveto 5) Circondario di Gioia dei Marsi 6) Circondario di Pescina 7) Circondario di Tagliacozzo 8) Circondario di Trasacco

 

1816: Con i provvedimenti amministrativi del 1811 Avezzano assurge al ruolo di centro principale della Marsica.

1816: Per gli abruzzesi i nuovi provvedimenti introdotti dal governo napoletano (l’abolizione della feudalità e del regime doganale presente nel Tavoliere delle Puglie) significano una rivoluzione sociale cui la popolazione non riesce ad abituarsi. Ma che anzi porta a sommosse popolari specie nella valle del Tigno fino alle falde della Maiella.

1816: Le acque del Fucino tornano a gonfiarsi e a straripare producendo danni molto consistenti, più di quelli già fatti in passato.

- Per questa nuova alluvione si registrano danni enormi a Luco, dove le acque del Lago Fucino invadono il paese, ci sono anche morti.

 

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1817: La popolazione del Fucino chiede con urgenza al re d'intervenire per sistemare il lago vera nota dolente di un popolo gravemente danneggiato da questo.

1817: Il governo napoletano invia ispettori per verificare la situazione del lago

1817: Il governo napoletano vara alcuni provvedimenti per alleviare la situzione economica in Abruzzo tenta di venire incontro a questi problemi attraverso una serie di provvedimenti - - Ripristino parziale del regime doganale nel Tavoliere

- Spostamento all’Aquila della Gran Corte e del Real Liceo, ossia le supreme istituzioni regionali giudiziaria e scolastica. Con questo provvedimento L’Aquila assurge implicitamente al ruolo di capoluogo di regione.

 

1817: Grave carestia in corso in Abruzzo e specialmente nella Marsica.

- A causa del problema del lago e del clima particolarmente duro con i raccolti che non vanno, un quarto della popolazione marsicana muore.

 

1817: La grave crisi economica spinge la popolazione abruzzese a ripiegare su se stessa cercando via di sostentamento estreme. In questo periodo si registra una certa crescita del brigantaggio, agricoltura e pastorizia vengono maggiormente sfruttate come attività, la stessa cosa riguarda la pesca del lago anche se tutti i risultati si rivelano di scarso effetto.

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1818: La relazione sul lago richiesta da Napoli, conferma la grave situazione in atto con una recrudescenza delle acque del lago notevolmente aumentata nell'ultimo periodo.

1818: Il governo napoletano reagisce varando interventi di urgenza intorno alla vecchia galleria di scolo romana.

1818-20: La ventata rivoluzionaria francese immessa nell'animo italiano inizia a dare i primi frutti.

- Nascono gruppi di giovani italiani per lo più di stirpe nobile, che si iniziano ad organizzare contro il governo austriaco dando vita ai primi movimenti carbonari.

Questi movimenti hanno come obbiettivo di liberare l'Italia dalla dominazione straniera.

1818-20: La carboneria seppure all'inizio in modo superficiale, riesce ad attecchire anche nella Marsica, dove giovani di famiglie nobili e benestanti, organizzano i primi gruppi.

Con il tempo questi gruppi crescono e contribuiscono a rafforzare gli altri gruppi carbonari sparsi per il regno borbonico. In questo caso i Borbone non vengono più visti come parte del sistema, ma come elemento estraneo da abbattere.

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1819-25: Vengono fatti lavori di ripulitura in prossimità della vecchia galleria di scolo romana.

- Tuttavia per il momento mancano lavori di progettazione per risolvere il sempre maggiore problema della recrudescenza delle acque fucensi.

1819: 1 CENSIMENTO NEL REGNO DELLE DUE SICILIE.

- Dal censimento risulta che nella sola Trasacco vivono 834 persone.

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1820: Il comune di Civitella Roveto  conta 2585 abitanti.

1820-21: Moti carbonari nel regno di Napoli. Gli austriaci intervengono a difesa del governo napoletano. Tra i carbonari più attivi nei moti ci sono proprio giovani provenienti dalla Marsica. Il governo napoletano con l'aiuto degli austriaci respinge l'attacco carbonaro e restaura l'ordine precedente. Le truppe austriche invadono l'Abruzzo nel 1820.

 

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1821: Il morbillo torna a colpire Trasacco uccidendo 34 persone

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1824: Le montagne abruzzesi tornano ad essere dopo alcuni anni di calma, territorio privilegiato dei briganti.

- La zona intorno a Carsoli pullula di briganti che compiono molti episodi di ruberie e aggressioni.

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1825: Muore il vecchio re Ferdinando I Due Sicilie ( IV di Napoli). Glis succede il figlio Francesco I.

1825-30: Durante il quinquennio di questo re la situazione socioeconomica del meridione non migliora, anzi si accentua il malessere dovuto anche al sopraggiungere del Colera, vera e propria epidemia che semina la morte fra la popolazione abruzzese e più in generale del meridione. Si registrano a causa di questa epidemia tantissimi decessi che portano ad un verso crollo della popolazione.

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1828: Complice sia i lavori di ripulitura del vecchio scolo romano, sia un abbassamento naturale delle acque fucensi, la situazione del Lago Fucino registra un discreto miglioramento

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1829-30: Il governo napoletano prova ad intervenire sul lago Fucino con una serie di opere per ariginare almeno in parte le continue inondazioni del lago sulle terre circostanti questo e quindi alleviare le condizioni di vita delle popolazioni. Tuttavia gli interventi si rivelano di scarsa produttività.

 

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1830: Veduta di Avezzano

Avezzano 1830 (Fonte Wikipedia)

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830: Muore re Francesco I. Gli succede il figlio Ferdinando II

1830-35: Ferdinando II imposta una nuova politica di collaborazione fra governo e intellettualità riformista abruzzese per il miglioramento delle condizioni della regione. Nonostante ciò la Marsica e il resto dell'Abruzzo continua a vivere una situazione di grande malessere e arretratezza economica e sociale; ciò spinge molte persone a scegliere, per sopravvivere, l'illegalità del brigantaggio.
Si registrano nuovi casi di colera, che colpisce in modo più virulento alcune zone, come ad esempio Penne dove si contano molti morti.

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1834: Abbassamento significativo del Lago Fucino che torna ai livelli del 1780.

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1835-41: In questo periodo la collaborazione avviata negli anni precedenti dal re con l'intellettalità abruzzese porta alla risoluzione di alcuni problemi presenti nella regione. Tuttavia questa collaborazione si esaurisce nel giro di poco tempo a causa del grande malcontento presente fra le genti, che vorrebbe il sistema politico e la stessa monarchia più aperta e meno conservatrice, di fronte ai grandi problemi sociali presenti nel territorio, e alla richiesta d'introduzione di una costituzione che regoli i rapporti fra i vari organi dello stato sul modello auspicato nella costituzione siciliana. La mancanza di aperture politiche e la scarsa risoluzione dei problemi economici e sociali provoca un ritorno ad un clima di tensione fra il governo napoletano e gli abruzzesi, che si esprime anche attraverso rivolte insurrezionali come a Penne (1837) o all'Aquila (1841).

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1837: A Trasacco si contano 700 persone abitanti il paese.

1837: Moto insurrezionale di Penne.

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1841: Moto insurrezionale dell'Aquila:

- Il moto dell'Aquila prende spunto da una ormai lunga crisi dell'artigianato urbano. Sfruttando questo problema, a L’Aquila diversi uomini, come Luigi Dragonetti, provocano la sollevazione del popolo contro il governo borbonico tendendo di far assumere al moto un segnale politico nazionale e non solo locale. Secondo i piani iniziali esso doveva partire dalla città abruzzese per poi espandersi al resto del meridione e alle province della Romagna, giungendo alla fine a concludersi con la sostituzione dei governi dei papi e dei re napoletani con una repubblica retta da istituzioni democratiche, che andasse dal meridione fino alla Romagna.

1841:La rivolta dell'Aquila si conclude quasi subito sia per mancanza di organizzazione che per la reazione immediata delle truppe borboniche, che stroncano sul nascere ogni tentativo insurrezionale.

- Le persone catturate vengono o condannate a morte o spedite al confino, mentre altri (come il nobile Luigi Dragonetti) riescono a fuggire, ma vengono comunque condannati in contumacia.

1841: Dopo un periodo di relativa calma torna a cresce il Lago Fucino minacciando nuovamente le genti locali

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1842-47: Gli anni successivi al moto dell’Aquila, vedono nella Marsica e nel resto d'Abruzzo un pullulare di moti popolari, soprattutto alle falde della Maiella, nell’alto Sangro o nella conca di Sulmona. La popolazione stanca della crisi economica nella quale vive, manifesta con sempre maggiore frequenza contro il potere borbonico attraverso agitazioni sociali.

1842-47: Crescita del fenomeno del brigantaggio in Abruzzo

1842-47: Continuano le esondazioni del lago del Fucino nei comuni della Marsica.

 

ITALIA 1847 - fonte Wikipedia

 

1842-47: Migliorano alcune zone d'Abruzzo che si concentrano lungo la costa, in alcuni punti dell'aquilano, ma soprattutto nel teramano, dove più forte è il tessuto imprenditoriale.

- Alcune bonifiche fatte e l'incremento della colonia mezzadrile consentono miglioramenti economici e incrementi demografici che si traducono anche un leggero miglioramento nella alfabetizzazione tra i contadini.

- Tuttavia questi casi sembrano più legati a fattori intrensici locali, mentre l'incremento della percentuale di alfabetizzazione tra i contadini appare per lo più legata al contatto fra comunità locali e la chiesa, che funge spesso da luogo di aggregazione e a volte di sviluppo.

1842: Il Lago Fucino torna ad essere un grave problema per i marsicani. Questi richiedono al re interventi urgenti, ma soprattutto definitivi riguardo le esondazioni lacustri.

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1843: La testimonianza di un viaggiatore inglese, Edward Lear che visita l'Italia, secondo la moda romantica dell'epoca, segue un intinerario diverso dagli altri, visitando le terre d'Abruzzo in special modo la Marsica.

- Egli soggiorna in diversi paesi, tra per alcuni giorni a Tagliacozzo, e narra nei suoi scritti come si presenta in questo momento il paese. La descrizione che ne emerge è di un paese vivace con una considerevole capacità attrattiva su un hinterland abbastanza ampio, sia per dimensione demografica, sia per distanza.


1843: Gli avezzanesi riescono ad ottenere il consenso da Roma e da Napoli, ma non dal vescovo appena insediato, monsignor Michelangelo Sorrentino:

- La scelta del presule è senza dubbio prudente, ma che non tiene conto della sempre più inarrestabile ascesa di Avezzano al ruolo di capoluogo politico ed economico della provincia. Avezzano in questo periodo si trova già ad essere il comune più popoloso della zona.

1843 26 marzo :Le mura di Avezzano vengono demolite per ordine del Decurionato.

1843: Gli avezzanesi riescono ad ottenere il consenso da Roma e da Napoli, ma non dal vescovo appena insediato, monsignor Michelangelo Sorrentino:

- La scelta del presule è senza dubbio prudente, ma che non tiene conto della sempre più inarrestabile ascesa di Avezzano al ruolo di capoluogo politico ed economico della provincia. Avezzano in questo periodo si trova già ad essere il comune più popoloso della zona.

1843 26 marzo :Le mura di Avezzano vengono demolite per ordine del Decurionato.

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1845: Il Livello del Fucino risale producendo importanti alluvionamenti dei centri abitati rivieraschi

- Gli abitanti del Fucino continuano a chiedere, quasi supplicando il re di porre fine con qualche intervento a questa situazione secolare.

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1847 circa: Il governo napoletano contatta fra altri anche il banchiere Torlonia per sapere se lui è disponibile a partecipare al progetto di bonifica del Fucinp

1847 circa: Torlonia è da subito favorevole al progetto e vi partecipa da subito comprando una quota della società che si occuperà della bonifica.

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1848:

- Gennaio: Nel 1848 inizia una nuova stagione di rivolte che diventano ad un certo punto vere e proprie rivoluzioni. L'inizio di questa stagione di cambiamenti parte dal Regno delle Due Sicilie e precisamente da Palermo, dove un 'insurrezione capeggiata da Rosolino Pilo fa fuggire i soldati borbonici. Qui viene poi formato un governo provvisorio che proclama l'indipendenza della Sicilia da Napoli.

La rivolta dilaga anche nella parte continentale del regno, specialmente a Napoli. Non potendo Ferdinando II contare sull'aiuto austriaco a causa del divieto di Pio IX del passaggio sul proprio territorio si vede isolato e costretto a concedere la costituzione seppure intesa in senso conservatrice

- 24 Febbraio: Viene promulgata la nuova costituzione nel regno napoletano.

- 24 Febbraio: La rivolta sociale dilaga in Francia dove manifestazioni popolari antiorleaniste si trasformano in rivoluzione sociale, che porta nel giro di poco tempo alla caduta del governo degli Orleans che viene sostituita con la proclamazione della 2 Repubblica . Da questo momento prende avvio una vera e propria catena di eventi di rivolte e sommosse popolari in ogni angolo d'Europa con la precisa richiesta di concessione di costituzioni vigenti nei vari stati.

- Febbraio: Carlo Alberto promulga la costituzione nel regno di Sardegna, che passa alla storia con il nome di "Statuto Albertino".

In Italia le rivolte inizialmente nascono come richiesta di cambiamento per avere più libertà e migliori condizioni economiche, ma ben presto la protesta si trasforma in una vera e propria rivoluzione che si pone l'obbiettivo di liberare la penisola italiana dal governo straniero e dare a essa un unico governo nazionale. A condurre questo primo esperimento di rivoluzione italiana è il regno di Sardegna, dove al suo interno viene prima concessa una costituzione e poi posto esso a paese guida per l'eliminazione dell'influenza del governo austriaco in Italia.

- Marzo: Nel regno delle Due Sicilie la concessione della costituzione pacifica la situazione politica che viene portando il regno napoletano ad una pacificazione nazionale a cui il re guarda con favore.

- 17 Marzo: Venezia si ribella agli austriaci, che si ritirano dalla città

- 18-23 Marzo: i milanesi si ribellano agli austriaci che vengono cacciati dalla città. Gli austriaci si ritirano nel quadrilatero lombardo da loro fortificato.

- 21 Marzo: Il duca di Modena è cacciato dalla città

- 22 Marzo: Il duca di Parma è cacciato dalla città

- 22 Marzo: i veneziani proclamano la rinascita della Repubblica di Venezia.

- 23 Marzo: Carlo Alberto approfittando degli eventi nel centro Italia dichiara guerra all'Austria. Moltissimi giovani volontari partono da ogni parte d'Italia per dare manforte all'esercito piemontese.

- Marzo: Il granduca di Toscana e il Papa dopo aver concesso costituzioni nei propri stati, sostengono con proprie truppe i piemontesi nella guerra contro gli austriaci

1848: Nel corso di questi mesi alcuni comuni della Marsica inviano delle suppliche per il governo assoluto (Jetti, Cronache Marsicane, pg 100)

1848: Nei comuni della Marsica ci sono diversi gruppi di persone che lavorano per il cambiamento all'interno del regime borbonico e per l'indipendenza della penisola dal gioco straniero. Ciò avviene anche con la partenza volontaria a sostegno della guerra del Piemonte contro l'Austria.

- Aprile: Si tengono a Napoli le prime elezioni per il nuovo parlamento costituzionale. A Napoli la maggior parte del gruppo dei deputati abruzzesi eletti, appartengono alle zone della regione con il più elevato grado di benessere, ciò comporta una formazione e una mentalità sofisticata, che esprime un livello di concezioni e di cultura assai avanzato per il tempo. Tra le figure eletti nel gruppo abruzzese spiccano Giuseppe Devincenzi, Francesco De Blasis, Angelo Camillo De Meis, Emidio Cappelli.

- 30 Maggio: I piemontesi battono gli austriaci a Goito e ottengono la resa di Peschiera, una delle roccaforti austriache. Nasce la prima guerra d'indipendenza italiana.

- 15 Maggio 1848: A Napoli le elezioni che si sono tenute in Aprile per il parlamento, hanno portato all'elezione persone che vogliono riscrivere la costituzione concessa in febbraio in senso più liberale. Per aumentare la richiesta in questo senso si è generata una forte protesta a Napoli, dove si sono alzate barricate all'interno della città e da cui sono partite fucilate contro le truppe schierate. Questi disordini determinano l'inevitabile reazione regia e quindi lo scioglimento della Camera da parte di Ferdinando II.

- Maggio: Ferdinando II ordina al generale Pepe, capo dell'esercito napoletano che sostiene i piemontesi nella guerra d'indipendenza, di ritornare a Napoli per sedare le proteste. Pepe rifiuta e ripara a Venezia

- 29 Maggio: gli abitanti dei ducati di Parma e Modena votano l'annessione al Piemonte

- 29 Maggio: Pio IX ordina alle truppe papaline presso il nord Italia di far ritorno a Roma.

- 30 Maggio: I piemontesi battono gli austriaci a Goito e ottengono la resa di Peschiera, una delle roccaforti austriache. Nasce la prima guerra d'indipendenza italiana.

- 15 giugno: Si tengono nuove elezioni ma gli eletti sono in gran parte quelli della passata elezione. Dopo la prima seduta la riapertura della Camera viene rinviata diverse volte di mese in mese fino al 12 marzo 1849, quando viene riaggiornata "a tempo indeterminato". Ferdinando II in seguito ai fatti del 15 maggio decide di intraprendere una risoluta restaurazione assolutistica.

- Giugno: Carlo Alberto si annette la Lombardia strappata agli austriaci. Tale annessione produce molto malumore fra i democratici italiani.

- Luglio: Gli austriaci si riorganizzano e battono i piemontesi a Custoza. L'esercito piemontese si ritira.

- 6 Agosto: Gli austriaci si riprendono Milano

- Agosto 1848: Gli austriaci liberano i ducati di Parma e Modena e vi restaurano le vecchie monarchie.

- Settembre 1848: Ferdinando pacifica a proprio vantaggio la situazione nel napoletano dopo aver richiamato in patria l'armata napoletana schierata in Lombardia, ed aver sospeso l'attività del parlamento eletto in Aprile. Ferdinando II decide di reprimere con la forza anche il separatismo siciliano. Viene promulgato il decreto reale di Gaeta con il quale Ferdinando avvia la riannessione della Sicilia.

- 7 settembre: Ferdinando riprende il possesso della Sicilia grazie alle azioni militari del Generale Carlo Filangeri. Tra le azioni più cruente ricordiamo il bombardamento di Messina che fa guadagnare a Ferdinando l'appellativo di "re bomba".

- Ottobre: Nonostante il ritorno delle forze austriache in Italia e la cancellazione delle conquiste democratiche realizzate nei primi mesi dell'anno, le forze democratiche non si arrendono. In Toscana si forma un governo democratico.

- Novembre: scoppiano nuovi tumulti a Roma che portano alla fuga di Pio IX.

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1849:

- Febbraio: In Toscana il governo democratico porta alla fuga del granduca Leopoldo e alla proclamazione della Repubblica di Toscana

- Febbraio: A Roma è proclamata la nascita della Repubblica romana.

- Marzo: Carlo Alberto di Sardegna riprende le ostilità contro L'Austria

- 23 Marzo: Carlo Alberto è sconfitto dagli austriaci a Novara

- Aprile: dopo dieci giorni di furiosi combattimenti L'Austria riprende il controllo di Brescia.

- Maggio: Leopoldo di Toscana ritorna a Firenze grazie all'aiuto austriaco che erea riuscito ad abbattere il governo provvisorio toscano.

- Maggio: I francesi provano ad abbattere la repubblica romana, ma vengono respinti dalle truppe garibaldine

- Giugno: I francesi provano nuovamente ad abbattere la repubblica romana, ma invano, Garibaldi e le sue truppe riescono ancora a respingere l'attacco.

- 30 Giugno: il governo della Repubblica romana si dimette. Poco dopo i Francesi riescono ad entrare a Roma e a far restaurare il papa Pio IX nel suo governo degli stati pontifici.

Agosto: Tutti i governanti precedentemente defenestrati dal biennio rivoluzionario sono restaurati nei loro precedenti troni.

- Agosto: Ferdinando II opera una dura repressione contro il governo provvisorio riuscendo a porre fine ad ogni iniziativa di separatismo dei siciliani. Tuttavia la repressione borbonica in Sicilia e la sospensione a tempo indeterminato della Costituzione del 1848 e del suo parlamento comporta l'allargamento di un solco fra il governo borbonico e la sua classe dirigente che perdurerà fino alla fine del periodo borbonico.

1849-50: Durante questo periodo i 140 monti frumentari della provincia arrivano a distribuire 42.130,01 tomoli di grano, in ordine abbiamo Collelongo (tomoli 474,22), Luco, Pereto (con 300,23 tomoli) e Pescasseroli. (Fonte : ASN - Ministro degli Interni, 1 inv, f. 2263,2 inv, f. 614, 3192, 4718 3 inv. f. 1085 app. 2 f. 1898; stati frumentari).

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1850: Nonostante la dura repressione portata avanti dal re i deputati riformisti abruzzesi si adoperano come possono per ottenere un miglioramento economico per le zone dell’Abruzzo, contribuendo a porre le premesse per lo sviluppo futuro della regione.

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1852 25 Aprile: Ferdinando II delle Due Sicilie licenzia un regio decreto. In esso viene emandata la concessione dello spurgo e del restauro del canale claudiano a una SA napoletana con lo scopo di provare a prosciugare il lago del Fucino. Il compenso successivo per questo lavoro sarebbero state le terre bonificate

1852: Costituzione della società che avrà il compito di prosciugare il lago. La società è costituita dal francese Tommaso Dagiout che s'impegna a realizzare l'opera a condizione che la società diventi proprietaria di tutte le terre prosciugate. L'altra metà del capitale sociale viene messa dal banchiere romano Alessandro Torlonia che decide d'imbarcarsi in un'opera che oltre a dargli notevole rendita futura, gli darà molto lustro.

- Nella concessione accordata dal re alla società di Torlonia non sono inserite " le mura e i ruderi di antiche città, gli anfiteatri, i templi, le statue e più in generale tutti gli oggetti di antichità e belle arti di qualunque sorta." Tali reperti qualora ritrovati sarebbero passati sotto la direzione dell'Istituto de Regii Scavi" e all'insigne Real Museo Borbonico.

1852: A causa del fatto che nella società figura il banchiere Alessandro Torlonia, con il suo staff straniero, il re Ferdinando è accusato di aver concesso l'opera di prosciugamento a stranieri per scopi personali a vantaggio della propria causa. Tuttavia questa è un'accusa infondata in quanto all'interno della società di Torlonia, figuravano anche il principe di Camporeale e il marchese di Cicerale, in qualità di amministratori della società di Torlonia. Inoltre a Torlonia e Dagiout come azionisti della società compaiono anche i Degas una famiglia di banchieri napoletani.

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1853-54: A causa dei nuovi ingenti finanziamenti, che occorrono alla società per avviare e guidare l'enorme opera, i vari azionisti si ritirano dall'impresa vendendo le proprie quote al banchiere Torlonia.

- Alessandro Torlonia si ritrova così unico proprietario e detentore dell'opera di prosciugamento.

 

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1854

1854: Torlonia nomina l'ingegnere svizzero Franz Mayor de Montricher quale direttore dell'enorme cantiere di prosciugamento del lago.

1854: Continuano a manifestarsi diversi casi di brigantaggio sottoforma di aggressioni  nei confronti di persone che attraversano la Piana del Cavaliere

1854: Vengono avviati ufficialmente i lavori di prosciugamento del lago del Fucino

 

Avezzano a metà ottocento con lo sfondo del lago del Fucino ancora presente (fonte http://www.improntalaquila.org)

 

 

1854: L'organizzazione lavorativa riguardo gli operai dell'enorme cantiere, comporta nel primo periodo che vengano pagati prima di andare al lavoro per metà del salario spettante mentre il resto a fine giornata.

- Questo stato di cose dura per un certo periodo. Successivamente la paga operaia viene retribuita con un acconto durante la settimana per essere poi data interamente il sabato sera.

Con il passare del tempo questa cosa cambia e la paga viene licenziata interamente ogni quindici giorni.

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1855: Nella Marsica i paesi di Capistrello e Luco sono quelli che danno il maggior numero di operai, mentre gli abitanti di Avezzano non prendono mai parte ai lavori.

1855: Per favorire il lavoro operaio sono costruiti presso i campi Palentini una fornace, vaste tettoie e anche una cappella per le celebrazioni religiose, tuttora esistente.

1855: Iniziano i lavori della costruzione della strada che mette in comunicazione la Valle Roveto con i distretti industriali della lana e della cartan della Valle del Liri.

1855: Il governo autorizza la concessione per la costruzione della ferrovia che partendo dalla Marsica, dovrà passare per la valle Roveto, raggiungendo infine l’Adriatico.

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1857 gennaio: Si arriva alla stabilizzazione definitiva del pagamento operaio. che avviene la prima domenica di ogni mese.

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1858: Muore l'ingegner Mayor de Montricher. Torlonia nomina nuovo direttore del cantiere l'ingegner Enrico Bermont.

1858: Fondazione della casse di risparmio dell'Aquila e di Chieti

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1859:

Gennaio: Il Piemonte e L'italia intera s'incammina verso la 2 guerra d'indipendenza che ha il preciso obbiettivo di liberare l'Italia dal gioco straniero e di trasformarla in una nazione unita.

Gennaio: Al ricevimento di Capodanno, Napoleone III si rammarica con l'ambasciatore austriaco per le cattive relazioni fra i due paesi. Pochi giorni dopo Vittorio Emanuele II di Sardegna afferma in parlamento di non essere insensibile al grido di dolore che da tante parti d'Italia si levano per chiedere un suo intervento per liberare l'Italia da gioco straniero. Il gioco diplomatico di Francia e Sardegna (alleati da due anni) per provocare la guerra contro l'Austria ha inizio.

Gennaio: A consolidamento dell'alleanza fra Napoleone III e Vittorio Emanuele II si celebra il matrimonio fra Clotilde di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele, e il principe Gerolamo Bonaparte

23 aprile: L'Austria chiede al Piemonte di disarmarsi. Il Piemonte non accetta.

27-28 aprile: Le truppe di Napoleone III arrivano in Piemonte a sostegno del re sardo.

27-28 aprile: Massa e Carrara si sollevano e chiedono l'annessione al Piemonte

29 aprile: L'Austria invade il Piemonte

Maggio: Avvengono sollevazioni popolari in Toscana e nei ducati di Modena e Parma dove vengono cacciati i vari regnanti e sostituiti con governi provvisori che chiedono l'annessione al Piemonte.

22 maggio: Muore re Ferdinando II Due Sicilie. Gli succede il Figlio Francesco II.

4 giugno: Vittoria di Magenta. I franco-piemontesi battono gli austriaci che si ritirano.

8 giugno: Napoleone III e Vittorio Emanuele II entrano vittoriosi a Milano

Giugno: Francesco II prova a sedare il malcontento nel suo regno attuando una politica liberale. Fra i primi atti del nuovo vi è l'eliminazione politica della vecchia classe dirigente ferdinandea: essa viene sostituita ovunque da personaggi di fede liberale. Nello stesso periodo rientrano in patria gran parte degli esuli che avevano lasciato le Due Sicilie dopo il 1848 per motivi politici, spesso andando ad occupare posizioni nel nuovo governo napoletano. Questo brusco cambio di regime è uno dei principali motivi dell'indebolimento del Regno delle Due Sicilie nei convulsi giorni del 1860: le nuove istituzioni governative si ritrovano in una situazione che richiederà una risolutezza che mancherà completamente in quei frangenti.

12-15 giugno: Anche la Romagna si solleva contro lo status quo e proclamano l'indipendenza dallo stato pontificio nonchè la richiesta di annessione al Piemonte

24 giugno: I Piemontesi battono gli austriaci nelle battaglie di Solferino e San Martino. Gli austriaci si ritirano nel quadrilatero lombardo.

 

ITALIA 11 luglio 1859 - Fonte Wikipedia

 

Luglio: In Francia infuriano molte polemiche per la guerra della Francia a fianco dei piemontesi. Napoleone III decide di concludere la pace con Francesco Giuseppe a Villafranca. Gli austriaci decidono di cedere la Lombardia alla Francia che la rigira poi alla Sardegna.

Agosto: Vittorio Emanuele accetta l'offerta dei francesi e annette la Lombardia al Piemonte. Cavour, primo ministro piemontese, non accettando la politica di Vittorio Emanuele si dimette. Inoltre Vittorio Emanuele prende tempo riguardo alla richiesta di annessione da parte di Toscana e dei due ducati.

 

ITALIA 8 dicembre 1859 - Fonte Wikipedia

 

8 dicembre: I governi provissori di Toscana , Modena, Parma e della Romagna papalina si riuniscono nelle Provincie Unite del Centro Italia

 

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1860:

Febbraio-marzo: A Modena, Parma, Toscana e Romagna sono votati i plebisciti che chiedono l'annessione al Piemonte. Cavour torna 1 ministro in Piemonte e avvalla l'annessione dei territori nei quali si sono tenuti i plebisciti. Il regno di Sardegna si annette le Provincie Unite del Centro Italia ( Modena e Parma, Toscana e la Romagna papalina). Cavour rispetta gli accordi con la Francia e cede a essa la Savoia e Nizza. A questo punto fuori dai confini nazionali rimangono ancora il Regno borbonico, lo stato papalino e il Veneto in mano asburgica. Grazie all'intervento di Garibaldi è deciso di puntare sul regno borbonico.

Febbraio-marzo: Nei primi mesi del 1860 partono dall'Isola accorati appelli a Garibaldi affinché si metta alla testa di una nuova rivoluzione siciliana. Garibaldi dal canto suo risponde che sarebbe partito appena i siciliani avessero preso le armi. Con l'intento di provocare una rivolta generale quindi alcuni giovani nobili organizzano una sommossa armata per il giorno 4 aprile 1860, accumulando di nascosto armi in un vecchio deposito all'interno del convento della Gancia.

 

ITALIA marzo 1860 - Fonte Wikipedia

 

4 aprile: La polizia borbonica, efficacemente guidata dal Maniscalco, viene a conoscenza della rivolta ed il giorno 4 aprile le Reali Truppe fanno irruzione nel convento della Gancia, sequestrando le armi ed arrestando i cospiratori. Quello stesso giorno (4 aprile) il Distretto di Palermo viene posto sotto assedio e i Consigli di Guerra del Real Esercito eseguono 13 fucilazioni tra i giovani cospiratori, contribuendo ad esasperare gli animi nella capitale siciliana. Garibaldi quindi, preceduto da Rosolino Pilo e supportato dagli esuli siciliani a Torino Francesco Crispi e Giuseppe La Farina decide di sbarcare in Sicilia per guidare l'insurrezione dell'isola, con l'ambigua copertura diplomatica e militare del governo sabaudo. La polizia borbonica anche in questo caso viene a sapere anticipatamente del progetto di Garibaldi, e subito si organizza un piano di pattugliamento delle coste siciliane da parte dell'Armata di Mare e dell'Esercito.

Aprile-maggio: Garibaldi organizza l'impresa rastrellando 1000 volontari, che riunitisi a Quarto salpano alla volta della Sicilia. L'impresa di Garibaldi passerà alla storia come l'impresa dei mille (i cosiddetti "garibaldini"). Il governo piemontese formalmente condanna la spedizione, ma segretamente l'appoggia.

Maggio: In modo del tutto fortunoso, le due navi piemontesi su cui sono imbarcati i Mille di Garibaldi, attraversano il tratto di costa presieduto dalla pirofregata Stromboli.

11 maggio 1860: I garibaldini arrivano a Marsala e di qua sbarcano iniziando la loro impresa. La nave Stromboli, che quel giorno ha dovuto fermarsi per alcune ore al porto di Trapani, arriva a Marsala solo a sbarco avvenuto, insieme alle navi Partenope e Capri, e non può fare altro che effettuare un tardivo quanto inefficace bombardamento. Il ritardo decisivo con cui viene aperto il fuoco contro i Mille è causato della presenza di navi inglesi nel porto siciliano, le quali rischiano di essere bersagliate dalle granate borboniche con gravissime conseguenze politiche. Nel frattempo l'ufficio telegrafico di Marsala ha spedito a Palermo la notizia dello sbarco, ed il giorno successivo il governo napoletano emette una nota ufficiale in cui si deplora duramente il governo di Torino per aver permesso un simile atto di pirateria.

Maggio: I garibaldini sconfiggono per la prima volta i borbonici a Catalafimi, sostenuti nella loro impresa dalla popolazione locale.

11-15 maggio: Francesco II reagisce facendo pressioni su alcuni celebri generali napoletani, tra cui l'esperto ex-primo ministro Carlo Filangieri, affinché vadano a dirigere le operazioni in Sicilia. Tuttavia nessuno accetta il gravoso compito, e Filangieri, in alternativa, propone come comandate in capo delle Reali Truppe in Sicilia il generale Ferdinando Lanza, suo vecchio commilitone.

15 maggio: Il generale Ferdinando Lanza s'insedia come comandante in capo delle truppe borboniche in Sicilia. Appena insediatosi Lanza apprende della ritirata di Landi a Calatafimi senza prendere nessun provvedimento atto a contrastare l'avanzata di Garibaldi, che può fare affidamento ora anche su migliaia di siciliani organizzati in bande armate. L'unica decisione presa da Lanza in questi giorni riguarda l'eliminazione dei posti di guardia a Palermo, rendendo così la città incontrollabile. Egli inoltre non compie nessuna azione offensiva all'interno dell'isola, nonostante le continue pressioni del re, convinto di dover aspettare Garibaldi a Palermo e vanificando così le lunghe marce di inseguimento della colonna "Von Mechel". A Napoli la fiducia in Lanza crolla repentinamente ma Francesco II può fare ben poco.

27 maggio: Garibaldi avanza a Palermo iniziando ad attaccare le truppe di Lanza.

27-30 maggio: Seguono 3 giorni di aspri combattimenti per le vie cittadine, in cui le truppe borboniche sono più volte sul punto di sopprimere le improvvisate difese rivoluzionarie. Ma proprio nel momento in cui i garibaldini sembrano essere sopraffatti, anche grazie all'ingresso in città della colonna "Von Mechel", Lanza decide di stipulare un armistizio che di fatto decreta la conquista di Palermo da parte degli insorti. Il principe Filangieri, capendo che la situazione sta precipitando, propone al giovane sovrano una soluzione diplomatica alla crisi: egli, facendosi portavoce delle intenzioni di Napoleone III, esorta caldamente Francesco II ad abbandonare la fallimentare linea politica austriaca e ad avvicinarsi alla causa francese (da sempre cara al principe di Satriano), concedendo la Costituzione ed occupando lo Stato Pontificio al posto delle truppe francesi: solo così la Francia può sostenere i diritti del suo regno in Italia, contrastando al contempo gli interessi inglesi nel Mediterraneo. Francesco II rifiuta decisamente questo piano, parendogli cosa indegna occupare i territori del papa, e si limita a promulgare una nuova Costituzione di tipo francese. L'atteggiamento di Francesco II causa le dimissioni del Filangieri, il quale si ritira a vita privata.

6 giugno: I garibaldini terminano l'occupazione di Palermo e instaurano un governo provvisorio guidato da Crispi.

Luglio: Le truppe di Francesco II provano a bloccare l'avanzata garibaldina a Milazzo, ma vengono sconfitti e decidono di abbandonare la Sicilia. Garibaldi ha finalmente terminato di prendere la Sicilia.

- L'impresa di Garibaldi stupisce i contemporanei per le capacità di comando dimostrate dal condottiero nizzardo e dai suoi ufficiali e per la rapidità con cui i Mille riescono a conquistare il regno, nonostante l'iniziale disparità delle forze in campo.

 

ITALIA luglio 1860 - Fonte Wikipedia

 

Agosto: Dopo la decisiva occupazione della Sicilia, nel reame scoppiano insurrezioni ovunque guidate dai numerosi liberali di nuova e vecchia data (coordinati da Silvio Spaventa) che, non soddisfatti dagli ordinamenti costituzionali concessi dal governo borbonico, si schierano a favore dell'unificazione. Il movimento unitario nelle Due Sicilie pesca così a piene mani nella borghesia meridionale: l'apporto di questa classe sociale è importantissimo in quel momento. Contemporaneamente a sostenere l'impresa garibaldina, arriva l'importante supporto delle masse popolari, che spinte dalla promessa di Garibaldi di una riforma agraria al termine della spedizione, sostengono a piene mani la sua impresa. Per il popolo del sud Italia l'impresa garibaldina significa una grande speranza di un futuro migliore e più giusto. Dopo un primo momento di titubanza anche la nobiltà borbonica decide di sostenere i garibaldini, capendo bene che sostenendo il cambio di monarchia, essi potranno in seguito al termine dell'impresa continuare a godere dei loro privilegi. Ciò li porta dare sostegno sia economico che di armi alle truppe garibaldine.

16 agosto: Insurrezione della provincia di Basilicata, iniziata Corleto Perticara.

18 agosto: Liberazione di Potenza dai borbonici e successiva proclamazione di un governo provvisorio in nome di Garibaldi e Vittorio Emanuele.

21 agosto: Insurrezione di Altamura in Puglia contro i borbonici.

 

ITALIA agosto 1860 - Fonte Wikipedia

 

Agosto: Francesco II lascia Napoli tra lo stupore generale e si rifugia a Gaeta.

24 agosto: Insurrezione a Cosenza contro i borbonici.

26 agosto insurrezione a Catanzaro contro i borbonici.

31 agosto: cacciata dei soldati bavaresi da Benevento (enclave politica dello stato pontificio)

Agosto: Garibaldi dopo la conquista della Sicilia, procede nella risalita della penisola fino a Napoli per espugnare il resto del territorio. Garibaldi sbarca in Calabria con le sue truppe anche grazie al sostegno inglese. In questo contesto Garibaldi sconfigge in successive battaglie, l’esercito borbonico, e vede ingrossarsi man mano le fila delle sue truppe di tantissimi nuovi giovani volontari di estrazione sia popolare che nobiliare. Inoltre mano a mano che l'impresa garibaldina risale la penisola si formano comitati di cittadini che cacciano i governanti borbonici locali e chiedono a gran voce l'unificazione al Piemonte. Inoltre mano a mano che l'impresa garibaldina risale la penisola in Abruzzo, come nel resto delle regioni del Regno delle due Sicilie, si formano comitati di cittadini favorevoli a Garibaldi e a Vittorio Emanuele; questi comitati guidano piccole rivolte popolari contro i vari governi locali favorevoli ai Borbone. Esempi in tal senso sono i casi di Chieti e l’Aquila, dove la gente ribellatasi e cacciati i governi locali borbonici chiede a gran voce l’annessione al Regno piemontese, ma di questi casi ve ne sono molti altri.

 

ITALIA 2 settembre 1860 - Fonte Wikipedia

 

2 settembre: Pontecorvo è annessa al Regno di Sardegna

2 settembre: L'Abruzzo si ribella ai borbonici, ma la rivolta qui si rivela a macchia di leopardo. Infatti mentre nelle province di Chieti e L'Aquila gli abitanti cacciano i Borbone insediando governi cittadini che chiedono l'annessione al regno sardo, nella zona della Marsica avviene l'opposto. Qui infatti è forte il contrasto fra borbonici e fautori dell'unità al regno piemontese, e ciò anche per la vicinanza allo Stato della Chiesa, sostenitore della causa dei Borbone. Ciò porta i papalini a fomentare contro i sostenitori dei piemontesi, rivolte popolari nella Marsica come accade alle falde della Maiella e nella Valle Roveto, dove ci sono scontri fra le truppe garibaldine e i sostenitori di Francesco II.

 

ITALIA 3 settembre 1860 (Fonte Wikipedia)

 

3 settembre: Benevento è annessa al Regno di Sardegna

 

ITALIA 7 settembre 1860 (Fonte Wikipedia)

 

7 settembre: Garibaldi arriva trionfante a Napoli. 9 settembre: In Abruzzo si forma il primo governo progaribaldino.

 

ITALIA 16 settembre 1860 - Fonte Wikipedia

 

18 settembre: battaglia di Castelfidardo: le truppe piemontesi decise a non subire il gioco garibaldino decidono di andargli incontro e con la battaglia di Castelfidardo sconfiggono l'esercito papalino e si annettono Umbria e Marche.

Settembre: Francesco II organizza l'ultimo disperato tentativo di fermare Garibaldi e riprendersi il regno.

1 ottobre: Garibaldi sconfigge definitivamente i borbonici sul Volturno.

 

ITALIA 21 ottobre 1860 - Fonte Wikipedia

 

Ottobre: si tengono nel sud Italia i vari plebisciti a favore dell'unificazione nazionale il cui voto risulta totalmente favorevole all'unificazione.

26 ottobre: Garibaldi incontra a Teano Vittorio Emanuele II che annette al regno piemontese il regno delle Due Sicilie.

13 novembre: l'esercito sardo pone d'assedio le ultime roccaforti borboniche ossia Gaeta (dove si trova Francesco II) e Civitella del Tronto in Abruzzo.

Novembre 1860- Febbraio 1861: l'esercito e la marina sardi bombardano a ripetizione Gaeta. Stessa situazione si ha a Civitella del Tronto.

7 dicembre: Pio IX abbandona Pontecorvo che viene annessa al Regno di Sardegna

 

 

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1861: Formazione del Regno d'Italia che assorbe tutti gli ex territori del precedente regno borbonico.

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1876: Terminano i lavori di prosciugamento del lago del Fucino da parte del banchiere Torlonia: grazie all'opera del banchiere  Alessandro Torlonia nel 1876  il lago è interamente prosciugatoe e ne viene ricavata una superficie di 14.775 ettari destinata alla coltura di ortaggi. L'opera ancora oggi è considerata una delle più prestigiose mai realizzate dall'uomo. Un opera tanto importante che in quel momento era seconda solo alla diga di Assuan che richiese decenni di lavoro per maestranze e tecnici. Per i calcoli ed il progetto di prosciugamento idrico, il Torlonia si avvale della collaborazione degli ingegneri Brisse e Afan de Rivera. Il lago Fucino che aveva una superficie di 14.775 ettari ed una profondità massima nel bacinetto di metri 30, defluisce lentamente, riversando le sue acque nel fiume Liri attraverso i cunicoli dell'imperatore Claudio a cui Torlonia aggiunge altri canali e sfiatatoi.

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1878: Muore re Vittorio Emanuele II. Gli succede il figlio Umberto I.

 

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1884: Nuovo tentativo andato a vuoto di trasferire la sede della diocesi dei Marsi da Pescina ad Avezzano.

 

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1875-1915: Liberata l'area dalle acque del Fucino, la piana che ne viene fuori è una fertile superficie destinata a coltivazioni agricole. Il Torlonia, viene elevato al titolo nobiliare di Principe del Fucino dal Re d'Italia Vittorio Emanuele II per l'opera del prosciugamento del Fucino, e diventa proprietario delle terre per 99 anni. Torlonia invita dalle Marche e dalla Puglia mezzadri ed agricoltori a cui vengono affidati gli appezzamenti.  L'economia di Avezzano grazie a quest'opera nel giro di 30 anni inizia a decollare e all'inizio del 900, Avezzano si presenta come un punto di riferimento importante nell'economia del centro Italia specialmente dopo la costruzione della rete ferroviaria. I principali prodotti che emergono dalla coltivazione delle terre sottratte al lago del Fucino, riguardano le coltivazioni delle patate, delle barbabietole da zucchero, e delle carote.

 

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1900: Assassinio di re Umberto I a Monza. Gli succede il figlio Vittorio Emanuele III.

 

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1900-14: Nonostante un certo decollo industriale nella zona della Marsica, molte famiglie soffrono la fame e molte persone decidono di abbandonare la zona per tentare fortuna altrove come USA, Argentina, Canada. E' il fenomeno dell'emigrazione che qui nella Marsica è in questo periodo molto accentuato.

 

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EPOCA CONTEMPORANEA

 1915-OGGI

 

URBANISTICA DI AVEZZANO IN EPOCA CONTEMPORANEA

 

 

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1915

13 gennaio: ore 07:48: Terremoto di Avezzano

Avezzano 13 gennaio 1915 (Fonte Wikipedia)

Avezzano 13 gennaio 1915 (Fonte Wikipedia)

Avezzano 13 gennaio 1915 (Fonte Wikipedia)

Il terremoto di Avezzano avviene alle 07:48 ed esplode con energia liberata pari al VII grado della Scala Richter, corrispondente all'XI grado della Scala Mercalli. Il terremoto provoca nella sola Avezzano 9.328 vittime su un totale di 15.000 persone residenti, l'intera cittadina è rasa al suolo. Se estendiamo lo sguardo alla Marsica esso provoca la morte di 30.000 persone e la distruzione completa dei paesi di Gioia dei Marsi, Collarmele, Lecce dei Marsi, Ortucchio, Pescina, Balsorano, Morino. Il resto dei paesi risultano tutti pesantemente danneggiati, Pereto, Celano, Pescasseroli con un certo numero di morti.. Il terremoto è di una tale gravità che viene avvertito distintamente in tutto il centro Italia, provocando danni pesanti a paesi e città anche a parecchi km di distanza come Roma e molte zone del centro Italia.

Il terremoto al momento dell'evento provoca  l'isolamento completo di molti centri marsicani. Inoltre la notizia dell'immane tragedia viene data solamente nel tardo pomeriggio. I soccorsi partono la sera del 13 gennaio e giungono nella Marsica a causa dell'impraticabilità delle strade (interessate da frane e macerie) solo il 14 mattina.

Lo Stato italiano interviene nell'immane tragedia con 9.000 soccorritori fra militari, enti e civili tra i quali la Croce Rossa Italiana, i Bersaglieri e i volontari Scouts del CNGEL. L'evento sismico mette in evidenza la grave impreparazione dello Stato dinanzi a un evento di tale gravità.

Nel successivo periodo al terremoto la Marsica è interessata da più di 1000 scosse di assestamento. A causa del terremoto inoltre molti giovani marsicani sono esentati dalla partecipazione alla guerra a cui l'Italia sta per aderire.

 

Baraccopoli post sisma 1915 in Avezzano ( Fonte http://www.comune.avezzano.aq.it/pagina3914_il-terremoto.html)

gennaio-giugno: Vengono allestite baraccopoli intorno al centro distrutto di Avezzano. Molti orfani del terremoto vengono gestiti dall'abile mano e guida di Don Luigi Orione, che giunto subito nella Marsica si prodiga instancabilmente per dare un tetto e un sostegno ai tanti bambini rimasti soli al mondo dopo la tremenda tragedia. Tra i politici che si prodigano per sostenere la ricostruzione si distingue Camillo Corradini, un liberale crociano, che nel periodo post terremoto e negli anni successivi si prodiga con particolare efficacia per la Marsica in qualità di Ministro della Pubblica Istruzione  e dei Lavori Pubblici. Molte autorità del tempo si prodigano per dare sostegno alla popolazione gravemente colpita, tra cui Vittorio Emanuele III, che visita Avezzano poco tempo dopo il sisma, il papa Benedetto XV. Per l'immane tragedia anche molti paesi solidarizzano con l'Italia tra cui l'Austria che si offre di dare un sostegno all'Italia.

gennaio-giugno: Il vescovo dei Marsi Pio Marcello Bagnoli decide di ricostruire la sede della diocesi dei Marsi non a Pescina, ma ad Avezzano. Questa decisione che presuppone il trasferimento in Avezzano della diocesi dei Marsi scatena roventi polemiche tra Pescina e Avezzano.

24 maggio: L'Italia entra nella prima guerra mondiale a fianco di Francia e Inghilterra.

Giugno: Nonostante l'esenzione diversi giovani marsicani decidono di partire per il fronte.

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1916-19: Il governo italiano organizza un campo di lavoro presso Avezzano, di detenuti di guerra, provenienti dalle fila dell'esercito austriaco. Queste persone danno un notevole contributo alla ricostruzione post terremoto della cittadina marsicana.

Grazie all'opera di queste valide persone vengono avviati e condotti a termine importanti lavori come il rimboschimento della Pineta del monte Salviano, i primi tracciati viari della nuova Avezzano, diverse costruzioni architettoniche come la casa comando in legno del Campo di Concentramento, situata dietro l'attuale chiesa di Madonna del Passo. Varie ricostruzioni di casatte antisismiche. Putroppo la particolarità dei tempi e la scarsezza di materiali adatti non si è potuto ricostruire velocemente la cittadina così come gli altri paesi coinvolti.

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1918: Fine della prima guerra mondiale

 

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1918-19: L'Italia e con essa molti paesi della Marsica, vengono attaccati da una grave pestilenza, che semina morte tra le genti dei paesi marsicani già gravemente colpiti dal sisma del 1915.

 

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1915-22: Continua senza esclusione di colpi la battaglia fra i comuni di Pescina e Avezzano, riguardo l'allocazione dei nuovi uffici della diocesi dei Marsi.

 

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1920-29: I lavori di ricostruzione post sismica vanno avanti più velocemente.

1920-26: Gli avezzanesi s'impegnano a tutti i livelli per ottenere dal governo fascista l'istituzione della provincia di Avezzano.

1920-35: Vengono ripresi i lavori di bonifica dei terreni nell'ex lago Fucino per consentire un totale sgombro delle acque anche in quei terreni dove la precedente bonifica Torlonia non vi era arrivata. Ciò viene fatto per ordine di Mussolini, il quale vuole creare più spazio possibile alle coltivazioni della conca.

 

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1922: In Italia ascende al potere il Fascismo con Benito Mussolini.

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1924 16 gennaio: La diocesi dei Marsi con la Bolla Quo Aptius di Papa Pio XI viene definitivamente trasferita ad Avezzano.

 

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1926: Il governo fascista nomina 17 nuove provincie, ma tra queste non compare Avezzano.

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1928-32: Continuano le pressioni sul governo per elevare Avezzano a provincia

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1929: Crisi economica mondiale. I lavori di ricostruzione della nuova Avezzano s'interrompono.

 

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1932: Il governo fascista continua nel non dare ad Avezzano l'agognata provincia.

 

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1935-39: Proseguono seppure a singhiozzo I lavori di ricostruzione della città.

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1938 12 agosto: Visita di Mussolini ad Avezzano. La gente grida a gran voce il desiderio di Avezzano come sede di Provincia. Mussolini nega negli atti successivi questo desiderio.

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1939: Inizio della seconda guerra mondiale

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1940: L'Italia entra in guerra a fianco della Germania.

1940: In Avezzano a causa della guerra s'interrompono di nuovo i lavori di ricostruzione.

1940: Molti giovani marsicani sono costretti per la guerra a partire per i vari fronti in cui è impegnata l'Italia.

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1943-44: La città di Avezzano è duramente bombardata dagli alleati a causa della presenza tedesca nella zona. La città risulta nuovamente distrutta.

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1945: Finisce la seconda guerra mondiale

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1946: L'Italia diventa una repubblica.

1946: In Avezzano si procede a una seconda ricostruzione dopo i gravi bombardamenti del 1944.

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1947-56: I Marsicani vengono lavorando per ottenere l'istituzione della provincia di Avezzano.

1947-51: I Marsicani manifestano per avere le terre dei Torlonia.

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1950: Gravi scontri fra uomini di Torlonia e i contadini marsicani per il controllo delle terre del Fucino.

1950: Il governo interviene nelle diatribe per la terra, procedendo alla riforma agraria che consente agli agricoltori locali di entrare in possesso delle terre.

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1951: Riforma agraria

1951: I Torlonia sono espropriati delle terre del Fucino

1951: Si crea L'Ente Fucino con il compito di gestire la transizione gestionale delle terre fucensi dai Torlonia ai contadini.

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1952-55: Avezzano viene ricostruita completamente. Vengono terminati sia i lavori post terremoto sia i danni causati dai bombardamenti dell'ultimo conflitto.

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1957: La proposta di legge per Avezzano sede di provincia cade nel vuoto

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1960: I paesi di Antrosano e Castelnuovo vengono a far parte del comune di Avezzano

1960: Avezzano dopo tante sofferenze vive il suo miracolo economico e la gente finalmente inizia a stare meglio economicamente.

 

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1962: Viene completato l'impianto di Telespazio nella conca del Fucino, per il controllo delle telecomunicazioni tramite satelliti artificiali.

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1963-64: L'impianto di Telespazio consente di effettuare le prime ricezioni e le prime trasmissioni televisive intercontinentali con il satellite Telstar.

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1960-70: Gli avezzanesi tornano a lavorare a più livelli per ottenere che Avezzano diventi capoluogo di provincia.

1960-70: Molti avezzanesi emigrano verso le grandi città in cerca di un lavoro migliore.

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1970: Viene aperto il collegamento autostradale A24 E A25 che collegano Avezzano e la Marsica con Roma e Pescara.

1970-75: Grazie al nuovo collegamento stradale l'economia di Avezzano va meglio.

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1974: La nuova proposta di legge per far divenire Avezzano capoluogo di provincia cade nuovamente nel vuoto.

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1975-80: Continua lo sviluppo industriale e agricolo dell'area del fucino e con esso cresce lo sviluppo di Avezzano.

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1980: Avezzano si afferma come importante snodo commerciale del Centro Italia.

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1985: Con la visita del papa Giovanni Paolo II ad Avezzano nel 1985, la città raggiunge il punto più alto di visibilità, che la fa affacciare a metà anni 80' come una città in forte ascesa.

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1986: Il sindaco di Avezzano Sergio Cataldi riunisce numerosi sostenitori del progetto di Avezzano come capoluogo di provincia, e presenta una nuova proposta di legge in tal senso. Anche questa proposta finisce in un fallimento.

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1986-2012: Negli anni successivi e per tutto il corso degli anni 90' e 2000 la città di Avezzano vive un continuo sviluppo che la porta a divenire una realtà competitiva anche a livello nazionale. Oggi, grazie alla sua evoluzione, Avezzano è una città in piena ascesa ed espansione, tra le più dinamiche dell'Abruzzo, lo dimostra l'esplosione demografica da 1.500 individui superstiti dopo il sisma del 1915 ai 42.600 abitanti nel 2012. Ha valorizzato le risorse locali, potenziato l'imprenditoria agricola e incrementato il tessuto economico e industriale creando un Nucleo Industriale e favorendo l'insediamento di importanti industrie che hanno determinato una trasformazione della vita sotto il profilo sociale, culturale, economico e turistico. L'investimento nelle strutture scolastiche ha prodotto importanti effetti: nella provincia dell'Aquila è la città che vanta la più consistente popolazione studentesca (media inferiore e superiore). Ospita la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Teramo e la Facoltà di Scienze Infermieristiche dell'Università dell'Aquila. Ha potenziato la Cultura con la nascita della Sezione di Avezzano dell'Archivio di Stato, gli scavi archeologici presso l'ex Colleggiata di S. Bartolomeo e rendendo operativo il Teatro dei Marsi, polo culturale di riferimento per un bacino di 120.000 utenti marsicani. La prevista nuova Biblioteca Comunale nella nuova sede in via Garibaldi verrà destinata ad altro scopo a causa del peso che avrebbe determinato la mole dei volumi.

Avezzano  2012 (immagine personale)

Cattedrale di Avezzano 2012 (Immagine personale)

Tribunale di Avezzano 2012 (Immagine personale)

 

 

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2005: Viene scoperta nei dintorni di Avezzano una grande domus romana, durante i lavori del nuovo complesso commerciale "I MARSI".

Domus romana di Avezzano (Immagine personale)

 

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2008: Dopo i lavori di scavo e restauro, il complesso della domus romana di Avezzano è reso fruibile al pubblico.

 

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2009: La città ha subito danni insignificanti dal Terremoto dell'Aquila del 2009. Le accelerazioni al suolo, misurate da un accelerometro presso il castello di Avezzano, sono state di circa 69–70 cm/s², un valore dieci volte inferiore rispetto alle accelerazioni misurate nell'Aquilano.

 

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BIBLIOGRAFIA

 

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2) http://www.fucino.altervista.org/pagina-875327.html

3) LA STORIA D'ITALIA A FUMETTI di Enzo Biagi

4) http://santanatolia.it/storia/capitolo-iv

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10) Articolo scientifico : "Tracce archeologiche di un terremoto tardo-antico nella Piana del Fucino (Italia centrale) di F. Galadini, E. Falcucci, A. Campanelli, E. Ceccaroni.

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30) www.mondomedievali.net

31) Testo di Ireneo Bellotta " I CASTELLI D'ABRUZZO" - Newton Compton Editori

32) www.avezzano/terremarsicane.it

33) www.comune.avezzano.aq.it

 

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AVEZZANO