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Chi sono i vigili del fuoco volontari
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Negli anni immediatamente successivi alcune sedi volontarie furono trasformate in permanenti mentre altre furono chiuse per tagli di bilancio o perché ritenute inutili; le restrittive regole imposte con il passaggio al Ministero dell'Interno causarono ai distaccamenti volontari superstiti grandi problemi di sopravvivenza. Nei nostri giorni i vigili del fuoco volontari italiani operano in forza al Corpo nazionale dei vigili del fuoco che fa capo al Ministero dell'Interno. Questi uomini e donne nominati con decreto ministeriale, con le modalità contenute nel DPR 76/2004, e istruiti dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco, una volta operativi hanno gli stessi doveri e responsabilità del personale permanente e godono della qualifica di agente o ufficiale di polizia giudiziaria a seconda dal gra0do posseduto. Presenti da sempre nel nord, e recentemente in misura crescente nel centro-sud, i vigili volontari hanno le stesse divise, automezzi ed attrezzature del personale permanente. Le squadre volontarie sono operative in tutte le ore e giorni dell'anno e garantiscono l'uscita per il soccorso in una media di circa 10 minuti. Esse sono allertate telefonicamente o per mezzo di cerca persone dai Comandi provinciali i quali sono costantemente informati sulla loro attività nelle varie fasi dell'intervento; gli stessi Comandi ai quali tutti i Distaccamenti volontari devono rispondere per la loro organizzazione, l'addestramento e gli altri i servizi. Nelle decine di migliaia di interventi che i volontari effettuano ogni anno, non è difficile trovarli a lavorare congiuntamente ai professionisti anche se in molte aree è più facile vedere impegnate solo squadre di vigili del fuoco volontari che operano in qualsiasi tipo di intervento; l'esperienza accumulatasi negli anni e la cultura pompieristica tramandatasi di generazione in generazione permette loro di portare soccorso a persone, animali e cose nelle calamità, negli incidenti stradali e ferroviari, in tutti i tipi di incendi, nelle alluvioni, nelle frane, ecc. L'esperienza maturata in Albania
nel 1999, a sostegno della popolazione del Kosovo martoriata dalla guerra dei
serbi, ha dimostrato che i vigili volontari sono addestrati ad operare
proficuamente in condizioni difficili anche a migliaia di chilometri dalle loro
sedi. In un'Italia con industrie a rischio, dai grossi centri abitati, dal
cospicuo patrimonio boschivo, dalle centinaia di paesi sperduti in montagna,
dalle aree a rischio sismico e vulcanico oltre che nei circa 2.800 comuni
italiani interessati dal rischio idrogeologico ed idrico, un maggior numero di
vigili del fuoco volontari rappresenterebbe un'ottima ragione per servire
meglio, e con un impiego di modeste risorse economiche, anche quei circa 11
milioni di cittadini che a tutt'oggi ancora attendendo l'intervento di soccorso
per oltre 40 minuti. L'attività di un vigile del fuoco volontario non si esaurisce con gli interventi, bensì prosegue con la prevenzione e l'istruzione rivolta alla cittadinanza (es. iniziative rivolte agli allievi ed insegnanti degli istituti scolastici), la collaborazione nelle locali manifestazioni, la partecipazione a riunioni, commemorazione e cerimonie, il mantenimento delle pubbliche relazioni con enti pubblici e privati per il reperimento di fondi atti all'acquisto di nuovi automezzi ed attrezzature. I vigili del fuoco volontari inoltre provvedono a mantenere in buono stato la propria sede di servizio ed effettuano l'ordinaria manutenzione degli automezzi e delle attrezzature oltre agli addestramenti professionali, obbligatori per legge
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