"Inchiesta Rockol: quale futuro per il videoclip italiano"
ROCKOL.IT
19 Febbraio 2001
Inchiesta Rockol: quale futuro per il videoclip italiano

La recente acquisizione di MTV Italia da parte del gruppo Cecchi Gori ha gettato scompiglio nel già travagliato panorama del videoclip italico. Con l'imminente trasferimento di MTV dalle frequenze di Rete A a quelle di TMC2, che raccogliendo l'eredità di Videomusic aveva saputo dare alle giovani produzioni italiane una discreta visibilità, a quale futuro sono destinati gli artisti del clip ?
E' pessimista Domenico Liggeri, regista ed animatore culturale: "Questa situazione porterà alla scomparsa non solo del clip italiano 'underground', ma anche di quello commerciale, poiché i passaggi televisivi, in futuro, verranno decisi sono dalla quantità di denaro destinata ad essere investita in spazi pubblicitari". Più possibilista è invece Luca Valtorta, che da tempo si occupa di videoclip dalle colonne di "Tutto": "La situazione non è ancora chiara, per cui aspetterei a dare il videoclip italiano per spacciato. Può anche darsi che il regime di duopolio, e quindi di concorrenza, che si instaurerà tra MTV e Viva (l'emittente videomusicale tedesca che andrebbe ad occupare le frequenze di Reta A, ndr) generi una situazione favorevole al prodotto locale, come è successo in Germania". E' Dubbioso invece Francesco Fei, regista per artisti come Bluvertigo e Carmen Consoli: "Ai clip italiani ed alle produzioni indipendenti rimarranno i palinsesti notturni, fatta eccezione per qualche programma di nicchia come 'MTV Brand new'. La programmazione di TMC2, nonostante fosse decisamente più naif, era tuttavia libera da certi condizionamenti a cui MTV, diretta emanazione dell'industria dell'intrattenimento, sarà certamente sottoposta".
Il timore degli artisti che da anni cercano di sposare le immagini alla musica è il seguente: la chiusura di TMC2 contribuirà ulteriormente a standardizzare e ad omologare le produzioni italiane che - per ragioni finanziarie e culturali - sono sempre state meno investite dal mainstream imposto da MTV in tutto il mondo? Prosegue Fei, fresco di vincita degli Italian Music Awards per il clip di "Parole di burro": "Lo standard si è già imposto nei clip italiani, perché solo quelli commerciali riescono a passare presso le emittenti televisive. Le ragioni di questo fenomeno sono innanzitutto culturali, perché nel nostro paese mancano i presupposti artistici ed economici per creare un panorama indipendente credibile ed attivo. Se i gruppi emergenti vendono pochi dischi, avranno pochi soldi per realizzare i loro clip. Spero solo che Viva dedichi uno spazio consistente alle produzioni nazionali". Si esprime in termini molto critici Liggeri: "Assisteremo ad un'omologazione tendente verso il più basso punto possibile. La verità è che i registi di video italiani non hanno il talento per dare vita ad una scena seria, sono il più delle volte occupati a convincere un produttore, trascurando completamente la componente artistica, parte integrante del loro lavoro. I pochi registi 'scomodi' presenti in Italia vengono letteralmente ostracizzati dalle case di produzione". Valtorta auspica, invece, un miglioramento delle condizioni attuali: "Secondo quanto riportato dai giornali, il target della nuova MTV dovrebbe essere rappresentato da un pubblico compreso tra i 16 e i 30 anni. L'innalzamento dell'età dei fruitori dell'emittente dovrebbe corrispondere ad un innalzamento qualitativo del prodotto: questa tendenza andrebbe a scapito di prodotti quali boy band ed artisti commerciali per favorire prodotti più maturi e raffinati. Anche se MTV, costituzionalmente, è portata ad imporre standard".