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Cenni storici

Origini del nome
L'origine del nome di Oleggio è da ricercarsi nella ubicazione del
centro abitato. Oleggio, infatti, si trova su di una collina (in
lingua celtica "ol"), presso il fiume che scorre a poca
distanza (fiume="esin"): Olesin significherebbe dunque
collina sul Ticino. Altri autori non ritengono tale spiegazione valida,
rifacendosi come origine all'epoca romana: Oleggio deriverebbe da
"V Legio" (quinta legione). Altri ancora ipotizzano un
significato oggi incomprensibile: Oleggio deriverebbe da "Ulivetum",
indicando così la presenza di molti ulivi! Alcuni reperti storici
scoperti nel suo territorio fanno collocare le origini di Oleggio nel
II sec. a.C.
La città è citata in un documento medioevale del 973 e in una Bolla
papale del 1133. Oleggio appartenne ai Conti di Pombia, un ramo dei
quali ottenne poi la signoria locale. Divenne possedimento dei
Visconti nel 1402, fu quindi infeudata a Francesco Barbavara, poi ai
Bolognini (1469) ai quali rimase fino al XVIII sec.

Cenni artistici
Nel comune di Oleggio
si trovano alcuni importanti edifici storico-artistici, soprattutto
chiese e oratori. I più significativi sono:
-La Chiesa di S. Michele situata al cimitero, è un edificio romanico
della prima metà dell' XI sec., costruita in ciottoli probabilmente
del Ticino, a tre navate con una cripta posta sotto il presbiterio
sopraelevato; in S.Michele è possibile trovare interessanti affreschi
tra cui il grandioso "Giudizio Universale".
-Oratorio di S. Maria Galnago (sec. XII e XIV), è decorato da
affreschi del Quattrocento e Cinquecento.
-Oratorio di S. Vincenzo, in località Camminadina.
-Oratorio di S. Cristoforo, un edificio collocato nel secolo XII e
XII.
-Oratorio di S. Donato risalente al XIII sec.
-Oratorio delle Fornaci, all'interno è conservato un dipinto
seicentesco del Cerano.
-Oratorio di S. Maria di Loreto, con dipinti del Morazzone (1618).
-Oratorio di S. Eusebio, situato nella parte orientale della cittadina,
è datato probabilmente XVI sec.
-Oratorio di Gaggiolo con affreschi del XV sec.
- Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, trasformata in stile
neoclassico da A. Antonelli tra il 1853 e il 1858.
Nel centro storico della città è da ricordare la
piazza centrale chiamata Piazza Martiri, circondata da edifici
signorili e dal campanile medioevale. Situati nella parte bassa della
città sono ancora visibili i resti delle mura Viscontee, dove a sud
si apriva la porta gotica "Pozzolo" e ad est quella dei
"Mazzeri". Del castello rimangono, oltre alle due porte, la
torre dei Bagliotti e parte delle mura. La villa Trolliet fu in
passato un convento e successivamente, acquistata dall'omonimo
industriale, divenne una filanda.


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