MENTON - COL DE TURINI (1607 mt.) - MENTON

 

7-9 Dicembre 2001


Resoconto di: Simone Bianchi.

 

 

L’itinerario si snoda interamente in Francia, nelle Alpi Marittime.

Lasciamo la macchina a Mentone, siamo Sandro, Floriano, Danilo, Luigi ed io, sono le 10,00 del mattino e la temperatura si attesta sui 16 gradi.

Partiamo in direzione dei monti e la strada inizia subito a salire mentre il mare si allontana a vista d’occhio. Stiamo percorrendo la Val de Carei in direzione del Col de Castillon; veniamo superati ogni tanto da qualche camion, ma la strada larga non ci fa preoccupare.

In prossimità del paese di Monti ci fermiamo a spogliarci un po’ di indumenti troppo invernali e già eccessivi.

La strada sale sempre, ma molto regolare intorno al 5% di pendenza media, superiamo il bivio per Castellar e raggiungiamo Castillon villane (548 mt.) che andiamo a visitare percorrendo le sue stradine tortuose in salita tra casette in pietra e giardini coltivati. Riusciamo anche a scorgere una fontanella d’acqua che ci permette di riempire le borracce ancora vuote dalla partenza.

Riprendiamo il cammino svoltando a destra, dalla strada principale che si immette in un tunnel, per arrampicarci fino al Col de Castillon (707 mt.) dove, dopo il rito della foto con il cartello, proseguiamo a sinistra per una stradina sul crinale del Mt. Méras che ci collega al Col St. Jean. Un tratto di 5,8 km. in pianura con leggera discesa finale che restando in ombra dal sole ha già reso la temperatura meno mite rispetto a prima.

Quando raggiungiamo il bivio del Col St. Jean (642 mt.) possiamo ammirare la vallata di Sospel davanti a noi ed alla nostra destra il Mt. Barbonnet con il Fort Suchet  sul suo cocuzzolo.

Facciamo una breve sosta per mangiare un po’ mentre ammiriamo il paesaggio e poi continuiamo sempre in salita; strada ampia e larghi tornanti panoramici ci fanno raggiungere in 6 km., con pendenza media del 6%, il Col de Braus (1000 mt.) dove notiamo una stele in commemorazione di Renè Vietto, ciclista degli anni 50 che prese parte a diversi Tour indossando anche un volta la maglia gialla, nato nel 1914 e morto nel 1988.

Dal colle la strada scende in direzione di L’Escarene, ma dopo solo 2 km. noi svoltiamo a destra per tornare a salire verso il Col de l’Ablè (1149 mt.) che raggiungiamo dopo 5 km di una stradina solitaria immersa in un fitto bosco.

Dal colle si può ammirare una stupenda vista a sud verso la vallata di Lucéram e a nord verso le montagne che raggiungeremo in serata. Tira un po’ di vento e ci copriamo di nuovo per affrontare 4 km. di discesa verso il Col de L’Orme (990 mt.), da dove immancabilmente si torna a salire verso la Baisse de la Cabanette.

Sono 7,5 km., per un balzo di 372 mt. di dislivello attraverso una strada irta che scala la montagna in verticale, con una miriade di tornanti tutti panoramici, per raggiungere la cresta da dove in falsopiano si può raggiungere il Col de Turini.

Ci fermiamo su un tornante per ammirare il paesaggio e scattare qualche foto tra raffiche di vento che si sono alzate su questi rilievi; sembra di stare a Selvino nel bergamasco, ma senza la presenza di autovetture.

Giunti alla Baisse de la Cabanette (1372 mt.) percorriamo i 2 km. che ci separano da Peira-Cava stazione climatica turistica, dove ci fermiamo a mangiare in un ristorantino alla buona con veduta panoramica sul Vésubie. In lontananza si può anche scorgere la Madone d’Utelle.

La padrona ci consiglia spaghetti al pomodoro, che ordiniamo prontamente anche se poco fiduciosi. Infatti all’arrivo del piatto, dopo quasi 15-20 minuti d’attesa, la pasta si dimostra scotta, ma comunque mangiabile vista la fame. La cosa positiva si è dimostrata l’abbondanza delle porzioni che hanno consentito un ricco bis.

Una torta ai frutti di bosco, dall’apparenza quasi invitante, con abbondante crema chantilly (poco gradita a Floriano e Luigi), ed un caffè acquoso concludono un pranzo sostenuto da racconti di vita vissuta di Floriano durante la sua residenza in America. Prezzo a persona del pranzo FF 50 (£. 15.000).

Quando usciamo per riprendere il cammino accusiamo la differenza di temperatura tra l’interno del locale e l’esterno ormai sceso di una decina di gradi data l’altitudine di 1400 mt.

Il tratto di 7 km. in falsopiano che ci separa dal Colle lo affrontiamo di buona lena per scaldarci, ed intorno alle 17,00 raggiungiamo il Col de Turini (1607 mt.). Foto di rito presso il cartello stradale e poi ci spostiamo all’albergo Les Trois Vallées, sito proprio sul colle, che ci ospiterà per la notte.

Scarichiamo i bagagli e data la presenza ancora di luce solare insieme a Luigi e a Sandro decidiamo di andare verso l’Authion, un circuito nel parco del Mercantour; sono altri 4 km. di salita per un dislivello di 300 mt..

Floriano e Danilo già appagati del dislivello fatto nella giornata optano subito per una doccia ed un riposino pre-cena.

In 2 km. raggiungiamo Camp d’Argent, che ospita impianti di risalita e qualche albergo ancora chiuso data la mancanza di neve in questo periodo. Scopriamo successivamente dall’albergatore che ormai da qualche anno la tendenza delle nevicate si è spostata notevolmente in avanti con precipitazioni tardive, ma che poi perdurano fino a primavera inoltrata.

Altri 2 km. e raggiungiamo quota 1900 mt., con 0 gradi di temperatura, al bivio del famoso circuito di 9 km. dell’Authion. Il sole ormai al crepuscolo ci costringe a tornare immediatamente indietro all’albergo per non ritrovarsi d’improvviso nel buio della notte.

Tornati in hotel constatiamo di aver fatto 2118 mt. di dislivello in salita in circa 60 km. passando da una temperatura tra i 16 e i 20 gradi al mare fino agli 0 gradi attuali.

Finalmente una bella doccia ed un po’ di riposo prima della cena. Da notare la grande quantità di calore emanata dai caloriferi. Essendo gli unici clienti dell’hotel ci stiamo sorbendo l’intera potenza della caldaia espressa in due stanze. Ed ecco anche dimostrata la presenza di numerose mosche che invece del gelo esterno preferiscono il calduccio delle stanze d’albergo.

Prima di cena abbiamo il tempo di ammirare all’ingresso dell’hotel le foto, le dediche e quant’altro appeso alle pareti del Rally di Montecarlo che fa del Col de Turini proprio una prova speciale.

A tavola veniamo serviti da potage de légumes, da crêpes de fromage de chèvre, da viande de biche, da saumon mariné, da crêpes au sucre e crème brûlée. Tutto davvero ottimo e servito nei minimi dettagli nonostante fossimo le uniche persone a tener aperto un intero ristorante.

Durante la cena ancora racconti di grandi avventure americane di Floriano, come la Coast to Coast cicloturistica; potrebbe tenere una conferenza di una giornata intera sui risvolti delle sue avventure, sempre raccontati con molta passione e in modo avvincente. E bravo Flo !

Ovviamente finita la cena l’unica attrazione del posto è il letto ed una sana dormita, fuori ormai la temperatura è scesa sotto lo zero, ed il caldo dei caloriferi rimane molto invitante….anche troppo.

La mattina seguente sveglia alle 7,30 mentre il sole cerca di spuntare oltre la cresta di montagne che ci circonda. La temperatura esterna è di –2 gradi.

Colazione abbondante con croissant e baguette freschi ed ancora tiepidi; qualcuno deve essere salito questa mattina presto per rifornirli. Thè, latte o succo d’arancia a volontà per rifornire lo stomaco del carburante necessario ad una nuova giornata ciclistica.

Paghiamo 500 FF a testa e poi eccoci fuori a sistemare i bagagli sulle bici, a vestirci di tutto quello che abbiamo a disposizione per una discesa di 15 km. con questo freddo, e farci fotografare da un albergatore disinvoltamente in t-shirt.

Si parte; ci consigliano di prestare attenzione ai primi 3 km. per presenza di ghiaccio sulla strada, così piano piano ci buttiamo in discesa.

I primi 5 km. scorrono tranquilli, il freddo si sente pungente, ma ancora non riesce a fare danni seri; ci fermiamo in un punto panoramico dove possiamo fare delle foto ai tornanti che scavano la montagna.

Poco prima di Bollène Vésubie ecco le prime avvisaglie di freddo che ci pervadono mani e piedi. Giunti in valle ormai il gelo si è annidato nelle ossa, le dita dei piedi non si sentono più, né tantomeno quelle delle mani.

Percorriamo altri 3 km. con non so quale spirito prima di incontrare il paese di Lantosque dove come per miraggio notiamo un bar bello caldo che ci aspetta.

Mentre appoggiamo le bici agli alberi ed entriamo nel locale, tutto il paese si ferma a guardarci come un’attrazione.

All’interno del locale facciamo a gare per posare le mani e i piedi sui termosifoni. Non sono bastati doppi guanti (per qualcuno anche tripli) e doppie calze (per qualcuno anche triple, più copri-scarpe).  …..tutto rigorosamente windstopper.

Un thè caldo completa il riscaldamento corporeo, mentre Sandro pensa di aver dimenticato il portafoglio in albergo, ma per fortuna lo ritrova 5 minuti più tardi in fondo al bancone del bar.

Ci sbarazziamo delle monetine di Luigi per pagare e riprendiamo in discesa con la temperatura che ancora resta intorno a 0 gradi. Siamo sempre sul lato montagna all’ombra.

Ci incuneiamo nelle gole del Vésubie ancora imbiancate dalla brina mattutina e raggiungiamo St. Jean la Rivière  dove svoltiamo a sinistra per salire a Levens.

Dopo un’ascesa di 13 km. che alterna tratti di salita regolare a tratti in piano e discesa finalmente raggiungiamo Levens (521mt.) quando il sole ormai ha fatto capolino ed ha già riscaldato il paese, siamo saliti di colpo a 9-10 gradi. Possiamo spogliarci e tornare ad indossare indumenti primaverili.

Da Levens con un interminabile leggera discesa, di 23 km., che permette alte velocità senza bisogno di frenare superiamo Tourrette-Levens ed arriviamo sparati a Nice.

Con qualche difficoltà di traffico riusciamo a raggiungere il lungomare sul promenade des Anglais dove ci fermiamo a constatare la presenza in acqua di gente che fa il bagno, lo svolazzare di gabbiani in cerca di cibo e la folla di persone che con pattini a rotelle, bici o semplicemente a piedi affolla il lungomare.

Successivamente ci spostiamo al porto dove ci fermiamo a mangiare, mentre con grande stupore notiamo che ormai la temperatura al sole è salita a 20 gradi. Insalata Niçoise non troppo eccezionale e caffè riempiono i nostri stomaci prima di ripartire sulla litoranea, la Corniche de la Riviéra, in direzione Menton.

Purtroppo c’è da notare la presenza di traffico anche se non ossessivo; meglio per chi può ed ha ancora energie nelle gambe salire alla Grande Corniche che offre grandi panorami e permette di raggiungere Menton dall’alto con poca presenza di auto.

Noi invece abbiamo dovuto optare per la litoranea dato ormai il poco tempo di luce a nostra disposizione. 25 km. di saliscendi transitando da Villefranche-sur-Mer, Cap d’Ail e Montecarlo che abbiamo visitato in parte dato che Floriano non vi era mai stato.

Intorno alle 17,00 giungiamo ad una Mentone in festa, con rappresentazioni dei vigili del fuoco e giostre a pieno ritmo.

In questo secondo giorno abbiamo percorso 95 km. scalando solamente 833 mt. di dislivello.

 

Per informazioni:

Hotel Les Trois Vallées: 06440 Col de Turini   (tel. 00 33 04 93 79 53 62)

 

Per i grafici altimetrici delle salite potete far riferimento a questo sito:

http://ciclismo.sitiasp.it/motore.asp

 

Per ingrandire la cartina del percorso cliccate sull'immagine

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